Star Wars: The Old RepublicQuestioni di eredità 

La Vecchia Repubblica si è aggiornata di nuovo, ma basteranno questi contenuti inediti a tenere a galla l'MMORPG di BioWare?

La recente notizia del notevole calo di sottoscrizioni e i trenta giorni regalati come se nulla fosse a chi ha raggiunto il livello 50 con un personaggio non hanno mancato di far riflettere, sopratutto a fronte delle discutibili performance di Star Wars: The Old Republic, l'MMO sviluppato da BioWare che, dopo una partenza veramente esplosiva, adesso sembra proprio arrancare senza una meta precisa. Questioni di eredità Lasciamo stare i comunicati che parlano di migliaia di ore cumulative giocate, numeri di passi compiuti e di bestemmie tirate: complice anche la dispersione causata dall'eccessiva quantità di server, la userbase si è ridotta a vista d'occhio nell'arco di un paio di mesi, semplicemente perché il gioco sembra prediligere il leveling piuttosto che l'endgame, come dimostra per l'appunto questo nuovo update.

La famiglia prima di tutto

La principale feature aggiunta da questo aggiornamento è anche quella che ci ha lasciato più perplessi. Il sistema Legacy non è esattamente una novità: a parte che se n'è parlato tantissimo negli ultimi mesi, sopratutto durante l'illuminante Guild Summit tenuto da BioWare alcune settimane fa, fin dalla release è stato possibile scegliere un cognome e accumulare livelli Legacy condivisi tra i personaggi dello stesso account, senza però giovarne in alcun modo. Con l'update 1.2 il sistema Legacy viene implementato quasi interamente e si rivela nient'altro che un servizio di "perk" condivisi che si basa fondamentalmente sulla progressione di ogni singolo personaggio legato allo stesso account. L'aspetto più simpatico è certamente la possibilità di costruire a piacimento una specie di albero genealogico che illustra le relazioni tra i nostri personaggi, che siano di sangue o meno: è un'idea che piacerà molto agli amanti del role-playing, ma che effettivamente non ha alcun risvolto pratico in termini di gameplay. Gli intuitivi menù dell'interfaccia Legacy permettono fondamentalmente di acquistare dei perk che verranno condivisi tra i vari personaggi nell'account e che si sbloccano in vari modi. Ad esempio, raggiungendo il livello 50 con un personaggio sbloccherete la sua razza per tutti i vostri futuri personaggi, a prescindere dalle restrizioni di fazione e classe. Completando invece le missioni personali dei vostri Companion, tutti i personaggi legati alla Legacy riceveranno un certo bonus alle statistiche ogni volta che utilizzano il companion corrispondente. Questioni di eredità Altri perk, invece, si comprano letteralmente dopo aver raggiunto un certo livello Legacy: a questo punto siamo rimasti un po' interdetti dall'eccessivo costo di alcuni bonus e appare chiaro che per ottenerli tutti servirà una notevole quantità di denaro. Dunque, il sistema Legacy è in teoria davvero un'ottima idea, peccato che ci sembri un po' fuori contesto: fondamentalmente incentiva a giocare e rigiocare The Old Republic con ogni classe di ciascuna fazione, ma parliamo sempre di un attività fondamentalmente single-player che, peraltro, tende a diventare ripetitiva in poco tempo; ricordiamo infatti che soltanto missioni della storia sono diverse per ogni classe. Dunque, il sistema Legacy sembra pensato sopratutto per chi vuole concentrarsi sulla crescita di molteplici personaggi, approfittando dei vantaggi offerti dai perk. Il problema, però, è che The Old Republic è un Massive Multiplayer Online RPG e il sistema Legacy non fa nulla per migliorare la già lacunosa comunicazione tra i giocatori, trasformandolo praticamente in un RPG single-player con occasionale modalità multigiocatore.

PvE & PvP

Sul fronte PvE BioWare dimostra ancora una volta una certa sensibilità, proponendo una buona quantità di contenuti indirizzati a più categorie di giocatori. La punta di diamante è certamente il nuovo evento mondiale a durata limitata, annunciato peraltro "via radio" (o per meglio dire, via chat) durante le nostre visite alla Flotta di fazione. Un'astronave si è schiantata su Tatooine causando la diffusione dell'epidemia Rakghoul: i giocatori possono quindi recarsi in queste aree neutrali per completare una catena di missioni giornaliere che permettono di acquistare alcune ricompense esclusive, magari venendo infettati a loro volta e causando un'ulteriore diffusione del virus. L'evento è bilanciato per tutti i giocatori di livello 25 minimo ed è stato pensato anche per rivitalizzare alcune ambientazioni, anche per quanto riguarda il world-PvP: si tratta dunque di un'aggiunta simpatica che dona un po' più di spessore alla vicenda iniziata già nell'Update 1.1 e che si conclude in questo aggiornamento con il Flashpoint intitolato Lost Island, in cui finalmente affronteremo faccia a faccia lo scienziato pazzo che ha combinato questo guaio. Questioni di eredità Il nuovo dungeon, benché non particolarmente vicino alle tematiche di Star Wars, ci è decisamente piaciuto e presenta alcune meccaniche fuori dall'ordinario sopratutto nel caso di certi boss, nonostante il livello di difficoltà abbastanza elevato specialmente in modalità Hard. Interessante inoltre la distribuzione del loot, che comprende oggetti di qualità Columi e Rakata, armi comprese, e che dunque colloca perfettamente Lost Island tra i Flashpoint Hard Mode precedenti e la nuova Operation, Explosive Conflict. La storia di quest'ultima è abbastanza pretestuosa: in pratica il raid deve affrontare una banda di mercenari voltagabbana che ha occupato il pianeta Denova, sconfiggendoli tutti fino a raggiungere il loro capo. Anche in questo caso BioWare ha optato per una difficoltà non particolarmente proibitiva e una serie di meccaniche piuttosto singolari che, fra le altre cose, citano perfino una famosa scena de L'Impero colpisce ancora. Dunque, sul fronte PvE c'è una discreta quantità di contenuti endgame, purtroppo interamente basati sul ciclico farming di oggetti e dungeon al quale ci ha ormai abituato il genere; Questioni di eredità sul fronte PvP, invece, la situazione è un po' più scoraggiante, ed è un peccato perché, per esempio, la nuova Warzone intitolata Novare Coast si è dimostrata decisamente interessante e curata: si tratta infatti di una tipica partita "cattura e controlla", ma la vastità della mappa e la sua struttura sono molto più convincenti, per esempio, dell'altra Warzone simile ambientata su Alderaan. Immancabili inoltre i rimaneggiamenti alle classi nel tentativo di equilibrare un PvP che sembra ora avvantaggiare i combattenti corpo a corpo; purtroppo, BioWare ha deciso di fare dietro-front all'ultimo momento e di non introdurre le attesissime Ranked Warzone, che avrebbero dovuto offrire ai giocatori di livello massimo l'occasione di affrontarsi in modo più competitivo. Questa estromissione ha chiaramente deluso gli amanti del PvP che speravano in un nuovo livello di sfida e nella possibilità di comporre squadre di otto amici: BioWare ha già affermato che la nuova feature sarà introdotta al più presto e a piccoli passi, ma la reazione dei giocatori di alto livello è stata comprensibilmente severa.

Tirando le somme

L'Update 1.2 ha risposto anche in modo discretamente efficace a tutta una serie di critiche riguardanti l'interfaccia e la generale fruibilità del gioco, non senza però qualche riserva. Tanto di cappello alla nuova opzione UI Customization che permette davvero di muovere, ridimensionare e gestire ogni frame dell'interfaccia a piacimento, importando anche il layout preferito da un personaggio all'altro. Meno soddisfacente, invece, la tanto attesa alta risoluzione delle texture, che in realtà ci sembra un po' più media che alta: il risultato è comunque gradevole e decisamente migliore rispetto alle atroci texture in bassa risoluzione che abbiamo dovuto sopportare per mesi. Apprezzabile anche tutta la serie di modifiche apportate al gameplay per renderlo più user-friendly, a cominciare dall'abilità Sprint disponibile già a livello 1 e alla ristrutturazione di alcune aree per rendere il passaggio più immediato. Questioni di eredità Persistono invece i problemi di ottimizzazione del client, ancora irragionevolmente pesante e in grado di affaticare senza motivo i sistemi operativi di macchine più che adeguate. A fronte di questi piccoli ma importanti miglioramenti dovremmo poter ben sperare per i prossimi aggiornamenti di Star Wars: The Old Republic, ma la piega presa dalla direzione creativa del gioco ci lascia un po' con l'amaro in bocca: la feature principale di questa patch fondamentalmente obbliga i giocatori a ripetere ancora e ancora i contenuti già affrontati per sbloccare bonus di discreta utilità e la tanto sbandierata varietà narrativa sembra essere stata accantonata a favore di un gameplay tutto incentrato sul loot e sul farming, peraltro di oggetti non particolarmente esaltanti dal punto di vista meramente estetico. Restano invece irrisolti i problemi all'ordine del giorno che rischiano perfino di essere fatali al progetto BioWare: la mancanza di un collegamento tra i server per la creazione delle Warzone e di un'interfaccia per la ricerca automatica dei gruppi (anche detto "dungeon finder") comincia a essere sempre più fastidiosa, sopratutto a fronte di una user-base in calo e spalmata su fin troppi server che, di conseguenza, ne rende alcuni scarsamente popolati anche alle ore di punta con tutte le conseguenze "sociali" del caso. Se BioWare non riuscirà a colmare queste lacune, la competizione con la prossima espansione di World of Warcraft e l'imminente Guild Wars 2 potrebbe rivelarsi molto, molto difficile.

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