One Piece: Pirate WarriorsPirati a Los Angeles 

Secondo incontro per uno dei giochi più attesi dagli amanti dei manga!

Immancabile, durante la nostra presenza all'E3 2012, la visita allo stand di Namco Bandai, come sempre dominato da produzioni che strizzano l'occhio alla cultura nipponica e ad alcune delle licenze più forti tra quelle legate al mondo dei manga. Ovviamente, non poteva mancare l'attesissima trasposizione per PlayStation 3 di One Piece, col quale siamo tornati a giocare dopo il primo approccio a Las Vegas, il cui resoconto potete trovare poco più sotto. L'attesa per questo titolo si conferma molto alta, visto che i totem con la demo erano sempre affollati di giornalisti in coda per poterci giocare, curiosi di vedere quanto fedele al manga sia il lavoro pubblicato da Namco Bandai. La versione della demo è la stessa che abbiamo provato nella città del peccato, con l'importante differenza che, in questo caso, all'audio ancora in giapponese si aggiungevano i sottotitoli in inglese che rendevano il tutto, finalmente, comprensibile. Ecco, quindi, che ci siamo resi conto di come i libri disseminati lungo le mappe altro non siano che i punti salvataggio, coi quali è anche possibile fare un veloce check delle statistiche della propria partita. I dialoghi rispecchiano in tutto e per tutto il tono e le atmosfere del fumetto e, infine, siamo in grado di darvi un'interessante informazione: il gioco verrà rilasciato negli Stati Uniti solo in digital delivery attraverso il PlayStation Network, mentre in Europa troverà normalmente posto sugli scaffali dei negozi. A segno di una popolarità che, da noi, non conosce sosta.

Global Gamers Day

One Piece è uno dei manga e delle serie animate più popolari di tutto il Giappone, un vero e proprio fenomeno di costume. Gadget, fumetti, action figure e poster affollano Tokyo e il resto del Paese del Sol Levante. Non minor fortuna gode da noi, grazie soprattutto alla famosa serie televisiva e a una simpatia di ambientazione e personaggi che fanno sì che il manga sia arrivato oramai ad oltre 660 capitoli, partendo dal 1997 anno in cui Eiichiro Oda ne ha iniziato la pubblicazione sulla rivista Shōnen Jump. Pirati a Los Angeles Al Global Gamers Day di Las Vegas, Namco Bandai ha annunciato, finalmente, One Piece: Pirate Warriors per PlayStation 3 che uscirà entro novembre in contemporanea in versione pacchettizzata e come scaricabile dal PlayStation Network, dato che si tratta di un'esclusiva per la console Sony. Ecco quindi che Monkey D. Rufy, il giovane pirata reso allungabile ma incapace di nuotare dopo aver mangiato il frutto del diavolo e tutta la ciurma si faranno protagonisti di questo gioco sviluppato da Omega Force, gli stessi che oramai seguono lo sviluppo della saga Dynasty Warriors. E i collegamenti con questa serie si vedono bene considerato che le caratteristiche vengono qui riprese, seppur integrate con storia, personaggi e un paio di trovate che potrebbero differenziare questo da tutti gli altri musou, questo il genere d'appartenenza, sul mercato.

Allungami tutto

Namco Bandai l'aveva preannunciato alla conferenza, ovvero che quasi tutti i giochi di cui avrebbero parlato sarebbero stati perfettamente giocabili. One Piece: Pirate Warriors non faceva eccezione e un paio di totem facevano bella mostra di sé nella sala destinata alle prove. Il codice è parso estremamente pulito nonostante manchino diversi mesi all'arrivo sul mercato e già pronto per una commercializzazione entro l'anno. Il gioco tende a far rivivere i momenti topici della saga, mettendo in pista tutti i personaggi più amati lasciando, ovviamente, il ruolo principale al protagonista, con la possibilità però di interagire e di comandare anche i comprimari in più occasioni. Nella demo erano presenti due livelli e noi abbiamo affrontato il secondo, un po' più avanzato e che già faceva capire molte delle caratteristiche del gameplay. Pirati a Los Angeles Come detto, si tratta comunque di un Musou, ovvero di un gioco che vede il giocatore affrontare schiere crescenti di nemici, divisi per stanze, da superare una di seguito all'altra per riuscire ad arrivare in fondo. Un tasto per il colpo veloce, uno per quello forte, un altro per la schivata e uno adibito ad una mossa speciale che si carica con poche uccisioni, ovvero quella che nel nostro caso faceva caricare il braccio allungabile al protagonista, eliminando tutti i nemici davanti. Non era però finita qui, visto che con R2 era possibile attivare un'inquadratura da subito dietro la spalla del protagonista che attivava un mirino per colpire gli avversari, sempre con il braccio, o per interagire con una serie di oggetti statici, così da potercisi aggrappare e salire su parapetti o anche affrontare delle veloci fasi platform, mentre il nostro eroe cercava di attraversare pontili e imbarcazioni, evitando di cadere in acqua. Necessario era il tempismo perché bisognava avere cura di premere velocemente il pulsante di rilascio dopo aver individuato l'appiglio successivo a cui aggrapparsi. Con la croce digitale, tra l'altro, era possibile cambiare potere, dando al protagonista la possibilità di gonfiarsi a dismisura, così da poter respingere anche le palle di cannone, per una serie di situazioni in cui era fondamentale il giusto tempismo per riuscire a rimandare al mittente pericolosi proiettili che servivano per distruggere i marchingegni che, in primo luogo, li avevano sparati. Pirati a Los Angeles Insomma, tra l'allegria dell'ambientazione e le diverse situazioni in cui ci siamo trovati, dobbiamo ammettere che, rispetto al recente I Cavalieri dello Zodiaco o ai classici Dynasty Warrios, qui il progetto pare essere molto più fresco e dinamico. Grazie anche a una serie di sequenze quick time event che, indubbiamente, servivano a spezzare la monotonia dell'azione e a tenere alto l'interesse in attesa della successiva, divertente, scena d'intermezzo. I modelli poligonali dei personaggi ci sono sembrati la cosa meglio riuscita di tutto il pacchetto con uno stile convincente che strizza l'occhio al cel shading con ottime animazioni. Chi conosce questo genere di produzioni sa però cosa aspettarsi dai fondali: non certo ricchi di dettagli e con texture molto definite ma, a differenza di altri titoli di questa casa, l'ambientazione e lo stile aiutano a dare al tutto un aspetto più coerente. Che dire quindi di questo One Piece: Pirate Warriors? Pur non rappresentando l'apice delle produzioni su PlayStation 3 è evidente come abbia tutte le carte in regola per divertire e incuriosire i fan della saga... che sono tantissimi e che aspettano di vederla anche sulle loro PlayStation 3.

Certezze

  • Simpatia innata del protagonista
  • Buona realizzazione dei personaggi
  • La storia può aiutare ad evitare il deja-vu dei musou

Dubbi

  • I fondali non sono il top
  • Il tipo di azione è comunque quello classico del genere

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