Beta Multiplayer Online  72

Le impressioni della nostra prova su strada della Beta Multiplayer Online di Tom Clancy's Ghost Recon: Future Soldier

Versione testata: Xbox 360

Il nuovo episodio della serie dei "fantasmi" di casa Ubisoft è ormai imminente, fra un mese infatti tutti potranno giocare il titolo definitivo così come voluto dagli sviluppatori, affrontando la Campagna single player, l'eccellente modalità cooperativa a 4 giocatori e il multiplayer competitivo online. Abbiamo avuto la possibilità di accedere alla beta dedicata esclusivamente al multiplayer online e siamo qui proprio per descrivervi le nostre impressioni su quella che sicuramente è una delle modalità più attese di Ghost Recon: Future Soldier. Per essere precisi la beta, che in realtà è più che altro una demo visto l'uscita ormai imminente del titolo completo, non è solo riservata agli specialisti del settore, ma anche a tutti i possessori di una copia dell'ultimo episodio di Splinter Cell e a tutti coloro che hanno ricevuto online i codici di accesso (anche noi di Multiplayer.it nei giorni scorsi ne abbiamo messi in palio a decine).

Conflitto

Tutti quelli che non conoscono la serie ispirata dalle trame internazionali di Tom Clancy devono fare penitenza o comunque accontentarsi di una veloce rinfrescata. Ghost Recon è uno sparatutto in terza persona che prova a puntare l'accento sulla tattica e su di un'azione di gioco ragionata e riflessiva, mettendo il giocatore nei panni di un membro di una squadra speciale d'elite, i Ghost appunto. Il sottotitolo Future Soldier non è stato inserito a caso ed evidenzia un chiaro riferimento ai gadget che i Ghost possono utilizzare nelle missioni, da Droni volanti armati e comandabili a distanza, a eccellenti meccanismi di invisibilità e di evoluti rilevatori di presenza nemica.

Tutti questi accessori fanno parte del corredo del soldato moderno e infatti è possibile utilizzarli direttamente in battaglia e ovviamente anche online. La beta multiplayer è iniziata venerdì 19 aprile e purtroppo ha avuto qualche problema di gioventù: server Ubisoft K.O. (anche la nostra Super Diretta ne ha risentito), ritardi in lobby e nella ricerca dei match e ogni tanto lentezza nel segnale durante le partite. Fatte le dovute premesse, siamo sicuri che i problemi tecnici verranno risolti (e già sembra che la situazione sia migliorata) e veniamo quindi a descrivervi la nostra esperienza. La beta mette a disposizione due mappe, tre classi di soldato e un'unica modalità di gioco. Il giusto assaggio di quello che promette essere un multiplayer ricco e curato nei dettagli. Tutte le sfide ruotano attorno alla modalità Conflitto nella quale entro un tempo stabilito di 15 minuti due team si sfidano cercando di accumulare più punti possibili. Le uccisioni contano molto poco, dato che è fondamentale raggiungere ed ottenere gli obiettivi che vengono disposti casualmente sulla mappa, dall'interagire con degli esplosivi a mantenere la difesa di una postazione. Queste missioni si attivano una dopo l'altra prestandosi quindi a repentini cambi di strategia e a rincorse a suon di punti tra i due team. Il lavoro di squadra e il piazzamento nei punti strategici delle mappe diventa fondamentale, correre a perdifiato per la mappa è un modo decisamente sbagliato di approcciare il gioco. Già la scelta della modalità proposta in questa beta vi fa capire che Ubisoft punta molto sulla "diversità" di Ghost Recon con gli altri sparatutto, il deathmatch sarà una componente secondaria dell'esperienza online, non certo la principale.

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Classi + Gadget

Le classi disponibili tra le quali scegliere sono tre e nella versione definitiva del gioco dovrebbero salire a sei. Ogni specialista come di consueto ha le sue caratteristiche e un armamentario dedicato, sono soprattutto i gadget che fanno la differenza. Il soldato classico e più semplice da utilizzare è sicuramente il Fuciliere, armato di tutto punto, specialista dei fucili d'assalto e soprattutto più difficile da buttare giù grazie al giubbotto antiproiettile.

Risulta letale nella corta distanza ma riesce a dare il suo contributo anche in situazioni meno ravvicinate. La classe di mezzo è quella del Geniere, specialista nella rilevazione delle presenze nemiche grazie a granate particolari e a un sensore che rende evidente quando è sotto tiro. Abilità valida ma alle volte tardiva, è il classico soggetto utile in ogni team che si rispetti anche se è un po' leggerino, comunque perfetto per il supporto e negli scontri a media distanza. L'ultimo specilista a nostra disposizione è lo Scout, un cecchino dotato del classico fucile di precisione e di una piccola mitraglietta leggera in caso di emergenza, la sua principale caratteristica è la possibilità di diventare invisibile restando fermi immobili per qualche secondo in modo da diventare un tutt'uno con l'ambiente circostante. Dopo ogni sparo o ogni piccolo movimento perde questa capacità e torna visibile a tutti. Il sogno di ogni cecchino è realtà, essere invisibile e letale, forse è per questo che è la nostra classe preferita. Dopo ogni partita grazie all'esperienza accumulata ogni classe sblocca nuovi gadget andando ad incrementare il proprio impatto sull'economia della squadra e sulle proprie potenzialità distruttive. Nuovi mirini e silenziatori applicabili alle armi a disposizione, bombe come le claymore, oppure droni volanti perfetti per rilevare la posizione degli avversari. Anche le granate via via diventano sempre più performanti e distruttive, da quelle esplosive a quelle accecanti, ma soprattutto quelle in grado di disabilitare i sensori nemici.

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Le mappe

Le due mappe a disposizione evidenziano un approccio un po' diverso al modo di giocare le partite, facendo i dovuti distinguo e sempre considerando i compagni con i quali si condividono le singole partite. La prima è la Raffineria o Pipeline che prevede uno scenario desertico a metà tra una fabbrica abbandonata e le spoglie abitazioni di lamiera delle favelas brasiliane. Il complesso industriale nel quale ci si muove è infatti popolato da basse costruzioni e da moltissimi punti nei quali accucciarsi ed appostarsi, anche se le dimensioni ridotte portano i giocatori a scontrarsi molto di frequente e portano il gameplay a spingersi verso uno sparatutto frenetico e meno ragionato.

La seconda mappa è quella che abbiamo apprezzato di più, chiamata Mill o il Mulino, è più estesa e si compone di un piccolo villaggio immerso nella vegetazione con un ponte che attraversa un corso d'acqua e sentieri che si intrecciano e diventano fondamentali per appostamenti ed agguati. In questa ambientazione siamo riusciti a prendere parte in partite più ragionate e tattiche, molto più soddisfacenti ed in grado di mettere in luce le buone qualità del titolo Ubisoft. Il livello di difficoltà nell'approccio al gioco secondo noi è impostato leggermente più in alto rispetto al solito, dato che in sostanza tutti i tasti del joypad vengono utilizzati per controllare il soldato. Ma si tratta comunque di provare un paio di sfide dopo di che sarete in grado di combattere contro chiunque. Un'abilità fondamentale da padroneggiare fin da subito è lo sfruttare le coperture che ogni mappa offre e soprattutto il modo di spostarsi tra di esse. Una volta premuto il tasto A vicino ad una struttura che offre la copertura potremo visualizzare grazie ad un comodo indicatore di colore giallo le altre posizioni difensive nelle vicinanze, basta a quel punto mantenere premuto lo stesso tasto e indicare nella corretta direzione per vedere il guerriero scattare e ripararsi nel punto voluto. Ottime le animazioni e soprattutto l'efficacia di movimenti del genere, vedere muovere così l'intero team in maniera fluida e omogenea puntando ai preziosi ripari dà una sensazione di essere veramente in guerra e soprattutto fiancheggiati dai propri amici. Il lavoro di gruppo è sottolineato non solo dall'integrazione fra le varie classi di soldati (a partita in corso è comunque sempre possibile cambiare tra gli specialisti dopo ogni ko) ma anche dalla possibilità, già vista in Gears of War, di curare i compagni. Per la cronaca qui la possibilità di farsi guarire è decisamente più limitata rispetto al gioco Epic Games, bastano pochi colpi per andare al tappeto visto che i soldati non sono resistenti come i COG.

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Dubbi

Il motore di gioco fa la sua figura non facendo gridare al miracolo ma comunque permettendo una buona fluidità e riproducendo con cura lo scenario di guerra. Le texture non sono certamente le migliori viste in un videogioco, anzi tutt'altro, ma i modelli poligonali dei soldati sono più che buoni, come anche le loro animazioni. Le due critiche principali che possiamo muovere contro il lavoro fino a qui fatto dagli sviluppatori sono nei confronti di due fattori ben distinti, uno molto più chiaro ed evidente rispetto all'altro che lascia ancora qualche spiraglio di risoluzione nel gioco definitivo.

Il primo e più evidente è sicuramente l'HUD, tutte le informazioni che vengono riservate a schermo al giocatore, in un numero imprecisato di indicatori che si accendono e che lampeggiano evidenziando l'obiettivo da raggiungere, i compagni in verde, i nemici in rosso, il fatto di essere stati scoperti, il drone nemico... e chi più ne ha più ne metta. Siamo consapevoli che i soldati del futuro saranno sempre più aiutati dalla tecnologia e che queste informazioni possono "salvare la vita", ma forse qualche spia in meno non avrebbe guastato rendendo meno caotico il prodotto finito. L'altra critica, come detto in realtà tutta da verificare nel prodotto finito, riguarda il gameplay come influenzato dalle mappe. Siamo convinti che il gameplay cercato e voluto dagli sviluppatori, tattico e ragionato, fatto di piccoli e veloci movimenti per andare in copertura e di appostamenti silenziosi e furtivi, male si sposa con mappe piccole e che portano ad un continuo scontro con l'avversario, ecco perchè anche nella Beta abbiamo decisamente preferito il Mulino alla Raffineria. Detto questo verificheremo solamente in sede di recensione se l'approccio tattico avrà riscontro effettivo nelle mappe definitive dedicate al multiplayer online.

CERTEZZE

  • Classi dei soldati e gadget superbi
  • Progressione online
  • Gameplay tattico su tutte le mappe

DUBBI

  • Bilanciamento tra mappe piccole e di più ampio respiro
  • Troppa confusione nell'interfaccia di gioco?