Predatori del tempo  16

A Los Angeles abbiamo provato un paio di nuovi livelli del titolo del franchise esclusivo Sony

Qui all'E3 Sly Cooper: Thieves in Time si è presentato con una manciata di livelli aggiuntivi rispetto a quanto mostrato un paio di mesi fa al PlayStation Experierence. Siamo tornati a vedere quindi lo stage giapponese, con protagonista l'antenato Rioichi, dove abbiamo di nuovo messo alla prova le abilità furtive del protagonista, saltando all'interno di una sushi house senza farci vedere dalla gigantesca guardia, sfruttando l'abilità focus che ci permette di spiccare un salto potenziato, raggiungendo velocemente le piattaforme più lontane.

Nel livello circense invece il vestito da arciere di Sly gli ha permesso di scoccare delle freccie-fune per muoversi nelle parti più alte del tendone, saltando di appiglio in appiglio nel più classico dello stile dei platform in tre dimensioni. Questa volta invece abbiamo provato un livello "futuristico" ambientato in un enorme complesso industriale che ci ha permesso di vedere l'abilità boost di Sly, ovvero quella che ci dà la possibilità, dopo esserci agganciati a particolari maniglie, di spiccare un salto vertiginoso verso l'alto. Ma la particolarità di questo stage è che in particolari sezioni l'azione ha assunto una connotazione prettamente bidimensionale. Se l'esplorazioni dei livelli è fondamentalmente libera, non senza però alcune zone che possono essere visitate solo a patto di avere un costume particolare che ne garantisce l'accesso, qui il movimento diventa estremamente lineare con tanto di ostacoli da superare con un perfetto timing, piattaforme semoventi e via dicendo.

Tutto insomma quel genere di contrattempi tipici di un platform vecchia scuola. Una scelta questa che fa il paio con una certa precisione richiesta nei movimenti delle predominanti sezioni 3D e che per certi versi è l'esatto opposto di un titolo che per aspetto si rivolge ad un pubblico giovanile. Il livello poi è terminato con lo scontro con un boss, un enorme drago meccanico a tre teste, una "battaglia" questa combattuta nei panni di Carmelita, il "love interest" di Sly Cooper. Nonostante i diversi pattern d'attacco come palle di fuoco, missili e laser, è stato facile avere la meglio del mostro, ma pur senza un alto livello di sfida momenti come questi sono indicativi del buon lavoro fatto da Sanzaru Games per tentare di garantire al gioco più varietà possibile. In chiusura abbiamo poi fatto una veloce partita ad uno dei minigiochi presenti in Sly Cooper: Thieves in Time, una sorta di riedizione di un vecchio classico come Forgotten Worlds, mettendo in scena una sorta di sparatutto dual stick nei panni di due tartarughine. In definitiva questo nuovo incontro con Sly Cooper: Thieves in Time è stato senza dubbio positivo. Il titolo promette tanta varietà, grazie ai poteri speciali dei vestiti e molta libertà d'esplorazione. L'appuntamento è quindi a Colonia per conoscere tutte le novità sulla nuovo capitolo del franchise molto amato dagli utenti PlayStation.

A spasso nel tempo

Sono passati sette anni dalla conclusione della trilogia originale di Sly Cooper targata Sucker Punch, trilogia che poche settimane fa è stata riproposta su PlayStation Network nell'ormai classica versione rimasterizzata in HD. Il franchise è stato "resuscitato" da Sony e affidato Sanzaru Games, il team californiano che si è occupato appunto di realizzare la conversione per PlayStation 3 dei tre episodi e che pare stia facendo un buon lavoro con Thieves in Time nonostante la scarsa esperienza con gli action game in terza persona.

Nel corso dell'evento PlayStation Experience, il nuovo titolo della serie è stato mostrato in azione con uno livello ambientato nel medioevo inglese e con uno ambientato nel Giappone feudale. Entrambi gli scenari propongono un gran numero di enigmi ambientali da risolvere ricorrendo alle particolari abilità del personaggio, che in quest'occasione può contare su diversi costumi che possono essere cambiati "al volo" tramite la pressione dei tasti dorsali e che gli conferiscono poteri speciali. Nello scenario inglese è il costume da Robin Hood a farla da padrone, grazie alla possibilità di utilizzare arco e frecce per costruire "ponti di corda" su cui Sly può camminare, e che nello specifico serviranno per superare baratri, trappole e così via, mentre in Giappone bisogna utilizzare spesso la tecnica della "proiezione", che consente al nostro ladro di raggiungere zone altrimenti inaccessibili.

In bilico...

Il gameplay di Sly Cooper: Thieves in Times appare fortemente caratterizzato dalle novità introdotte dagli sviluppatori, nella fattispecie i poteri conferiti al personaggio dai suoi vari costumi. Nello stage giapponese il compito di Sly è quello di salvare un suo antenato, Rioichi Cooper, maestro ninja nonché cuoco provetto, peraltro inventore del sushi, dalla prigione in cui è stato rinchiuso dai suoi nemici.

L'approccio allo stage è decisamente stealth, con il nostro personaggio che deve muoversi saltando da un appiglio all'altro per evitare di essere individuato dai sistemi di sorveglianza. È in tale frangente che la "proiezione" torna particolarmente utile, consentendoci di lanciarci in avanti e di coprire distanze anche piuttosto lunghe quando scendere a terra potrebbe rivelarsi una mossa disastrosa. La missione si svolge di notte e dunque le guardie che troveremo lungo il cammino saranno generalmente assonnate, il che ci permetterà di rubare loro monete, chiavi e oggetti di vario tipo per poter continuare l'esplorazione fino a individuare il luogo in cui si trova Rioichi. Portare a termine la missione non sarà semplice, bisognerà essere molto precisi e cauti, ricorrere con costanza al doppio salto e fare molta attenzione alle trappole anti-intrusione piazzate nei punti più sensibili della mappa. Lo scenario è caratterizzato da tonalità scure e dal classico stile cartoonesco tipico del franchise, con una buona gestione della visuale (che si controlla tramite lo stick analogico destro) e qualche calo nel frame rate che magari verrà eliminato da qui all'uscita nei negozi, prevista per la seconda metà dell'anno.

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...tra santi e falsi dei

Il livello ambientato nell'Inghilterra medievale appare molto diverso, per molti versi più "ampio" visto lo sviluppo in verticale e la presenza di piattaforme su cui spostarsi per non cadere nel baratro. In tale frangente torna utile il costume in stile Robin Hood, che una volta indossato consente a Sly di raccogliere particolari frecce legate a una cima (si trovano in appositi contenitori in giro per lo stage) e scoccarle verso determinati bersagli per costruire ponti di corda improvvisati, su cui spostarsi grazie alla proverbiale agilità del celebre ladro.

Le meccaniche che regolano il lancio delle frecce ricordano titoli come Heavenly Sword, ma l'idea della visuale in prima persona è stata in realtà utilizzata da una gran numero di produzioni videoludiche e dunque risulta ben collaudata. Strano che non si sia fatto ricorso alla tecnologia Sixaxis presente nel Dual Shock per gestire la traiettoria delle frecce, che invece si muovono ricorrendo al più preciso e comodo stick analogico. Molte fasi di gioco nel livello inglese implicano un buon uso del tempismo, visto che Sly dovrà attraversare anelli di fuoco che si attivano ogni tot secondi, evitare cannonate, saltare su "trapezi" oscillanti e altro ancora per raggiungere l'obiettivo di turno, ovvero incontrare Sir Galleth Cooper.

La resa dei conti

Le idee messe in campo da Sanzaru Games per Sly Cooper: Thieves in Time sembrano davvero efficaci. Non c'è nulla di particolarmente originale in questo nuovo capitolo della serie, ma l'obiettivo di rielaborare il gameplay della trilogia originale e aggiungervi nuovi elementi appare raggiunto alla grande.

L'introduzione dei costumi e dei relativi poteri, peraltro non legati al singolo scenario ma successivamente trasportabili in ogni epoca, l'annunciata corposità della campagna in single player (saranno necessarie come minimo quindici ore per completarla, dicono gli sviluppatori) e l'approccio sandbox, che ci consente di scegliere liberamente quali missioni affrontare all'interno di una determinata ambientazione, sono tutte cose che faranno impazzire i fan della serie e di certo attireranno nuovi giocatori, creando le basi per un futuro radioso del franchise anche su PlayStation 3.

CERTEZZE

  • Il gameplay appare rinnovato
  • L'approccio sandbox moltiplicherà la durata
  • Diversi elementi di grande interesse

DUBBI

  • Alcuni scenari non brillano esteticamente
  • Level design da verificare
  • Tasso di sfida non altissimo