Visioni del futuro  44

In giro per il mondo con i fantasmi nell'ultima produzione Ubisoft, ecco le nostre impressioni sulla campagna per single player!

Versione testata: Xbox 360

Cinque sono gli anni che ci separano dall'ultimo capitolo della saga di Ghost Recon, senz'altro una delle più significative per quanto riguarda le simulazioni belliche stealth incentrate sull'azione di squadra. Annunciata nel 2009, l'ultima incarnazione denominata Future Soldier è stata a lungo rimandata, ma l'attesa è quasi conclusa, e possiamo già anticiparvi che è valso decisamente la pena aspettare. Abbiamo avuto l'occasione di provare una buona parte della campagna per singolo giocatore, caratterizzata da una varietà di scenari e situazioni davvero stimolanti, le novità proposte da Ubisoft Paris e Red Storm sono molte e rilevanti; vediamole insieme.

Il mondo che verrà?

Ambientato come i precedenti in un ipotetico futuro, il gioco ci cala nei panni del quartetto dei Ghost, squadra antiterrorismo specializzata in azioni di infiltrazione, coinvolta in una intricata tela di avvenimenti che la porterà a giro per tutto il mondo. La storia sembra un elemento cardine della produzione, visto che oltre agli elaborati briefing delle missioni assistiamo a un lato più umano della figura dei soldati attraverso le numerose cut scene presenti, come una melensa telefonata alla propria famiglia, che rinforzano il comparto narrativo.

Un altro fattore che salta subito all'occhio è la credibilità dello scenario, situazioni e tecnologie proposte si basano su progetti militari realmente esistenti, concorrendo a creare un'amalgama bellica estremamente affascinante. Il mondo di Future Soldier non è certo governato da raggi laser o navi volanti, questo però non nega l'allestimento bellico decisamente all'avanguardia che lo caratterizza: in uno scenario innevato ci troveremo a comandare un robot quadrupede pericolosamente simile ai BigDog della NASA, capace non solo di sparare letali missili, ma che potrà essere utilizzato come una sorta di copertura semovente. Alla stessa maniera ritorna il drone volante da ricognizione già visto nei precedenti episodi della saga, questa volta però con la possibilità aggiunta di farlo muovere liberamente sul terreno grazie a delle ruote retrattili. La varietà di situazioni ci è sembrata molto valida, resta da valutare la lunghezza complessiva della campagna, ancora incompleta nella nostra versione.

Non per tutti... ma per molti

Il titolo Ubisoft mantiene inalterata l'anima stealth basata su azioni combinate, tuttavia le modifiche già annunciate dal lead designer Rafael Morado si sono fatte subito sentire: non è più possibile posizionare liberamente sul campo gli altri tre componenti della squadra, che si muoveranno stavolta in piena autonomia, ma attraverso il tasto RB potremo evidenziare i target nemici per sparare in modo sincrono (Sync Shot). Un sistema molto efficace per sbaragliare una squadra intera evitando che dia l'allarme. Un'altra novità è la tuta mimetica, che si attiva una volta accovacciati con il tasto B, in sostanza per i movimenti a basso profilo che utilizzeremo la maggior parte del tempo. Questo impedisce ai nemici di individuarci, ammesso di trovarsi a una certa distanza da loro, mentre il segnale di rilevamento viene rappresentato da una freccia che si espande progressivamente sopra la nostra testa.

La croce direzionale attiva una serie di gadget tecnologici, oltre al già citato drone segnaliamo il classico visore notturno e a raggi X, particolarmente efficace per scorgere eventuali presenze nemiche dietro le strutture. Questo sistema ci ha impressionato per il suo utilizzo lungo la campagna; in un'ambientazione africana ci siamo trovati a pedinare un trafficante attraverso le strade di un gigantesco accampamento. La necessità di non incappare nei numerosi soldati preposti alla guardia ha attivato una serie di possibilità stimolanti: uccidere le guardie sfruttando armi con silenziatore o aggirarle anticipandone i pattern con i visori. È scontato che il massimo del coinvolgimento è percepibile solo nelle partite in cooperazione, modalità per cui la campagna è palesemente concepita. Da soli il realismo viene leggermente meno, dal momento che i compagni non possono essere avvistati dal nemico e risultano poco più di un'estensione del giocatore. L'intelligenza artificiale ce la mette davvero tutta per allestire azioni credibili, spesso riuscendoci in pieno anche attraverso i numerosi dialoghi "tecnici". Per contro essere individuati portava nella maggior parte dei casi a morte certa, un'impostazione forse eccessivamente severa ma in linea con lo spirito della saga. Stiamo pur sempre parlando di un titolo che rifugge l'azione scalmanata e premia l'approccio ragionato, anche se rispetto ai capitoli precedenti risulta chiara l'esigenza di conquistare una fetta di utenza più ampia, richiamando gli shooter in terza persona più popolari, vedi camera traballante alla Gears Of War, il sistema di copertura tramite tasto apposito, e così via.

Scorri che è una meraviglia

Altro elemento impressionante è rappresentato dal briefing delle armi, il Gunsmith. Prima dell'inizio di ogni missione abbiamo la possibilità di testare in un campo di allenamento sia quella principale che secondaria, fino a smontarne le singole parti per scegliere quella che più ci aggrada. Non solo, è possibile addirittura stabilirne i colori! Il gioco propone configurazioni rapide selezionabili con la croce direzionale, che propongono combinazioni basate sulla potenza bruta, la silenziosità e la velocità di sparo. Un'apoteosi quasi feticista che farebbe felice Hideo Kojima. Gli appassionati potranno sbizzarrirsi sfogandosi su fucili realmente esistenti, come l'AK 200 e 74.

Visioni del futuro

Tecnicamente il motore grafico ha beneficiato di evidenti migliorie rispetto alle precedenti versioni, presentando una buona ottimizzazione. Sebbene limitato a 30 FPS, il framerate ci è apparso fluido e totalmente assente da fenomeni di tearing, anche in situazioni di stress, e sono presenti una serie di effetti che scandiscono la chiusura di questa generazione. Particolarmente incisiva si è rivelata l'ambientazione urbana di Mosca con le sue texture di qualità, ma non erano da meno i boschi primaverili del Caucaso, di grande impatto anche se leggermente statici. Più di tutti colpisce l'interfaccia estremamente stilosa, un po' figlia dei tempi, che vede le informazioni del visore proiettate tridimensionalmente sugli scenari. Azzeccata infine l'idea di affidare le musiche agli Hybrid, la band inglese è nota per le contaminazioni tra techno e musica sinfonica, e le sue creazioni si sposano perfettamente con l'atmosfera futuristica del gioco. Tom Clancy's Ghost Recon: Future Soldier si preannuncia quindi come una produzione di spessore, piena di carattere e destinata a far parlare di sé, specie per le caratteristiche multiplayer online che valuteremo in fase di recensione.

CERTEZZE

  • Graficamente poderoso
  • Grande stile e carattere
  • Novità rilevanti

DUBBI

  • Più accessibile dei precedenti episodi
  • L'intelligenza artificiale in single
  • Lunghezza della campagna