E così divenne un MMO  93

Un po' a sorpresa, uno dei franchise più amati di sempre entra nell'universo degli MMORPG: nuovo capolavoro o fallimento annunciato?

E alla fine, eccoci qua. Insomma, doveva succedere prima o poi, no? In fondo, mentre giocavate Skyrim, quante volte vi siete fermati in cima a una collina a guardare sorgere il sole mentre preparavate un agguato al drago profondamente addormentato sotto di voi, pensando come sarebbe stato bello condividere quell'esperienza con un amico? Il mondo di The Elder Scrolls, poi, è così ricco, complesso e vasto che, vissuto da soli, sembra quasi sacrificato.

Quello di "Skyrim Online" è un innegabile sogno nel cassetto per moltissimi fan e Bethesda lo sa bene, infatti scopriamo oggi che il Massive Multiplayer Online RPG di The Elder Scrolls è in lavorazione addirittura da cinque anni, sviluppato da ZeniMax Online Studios, un team composto da ben duecentocinquanta elementi. "Sarà davvero una grande soddisfazione svelare finalmente ciò a cui abbiamo lavorato per anni" ha detto il direttore Matt Firor, famoso anche per aver collaborato allo sviluppo di Dark Age of Camelot presso Mythic, "L'intero team ha intenzione di creare il miglior MMO di sempre, degno del franchise The Elder Scrolls". Le premesse per qualcosa di grandioso, insomma, c'erano tutte, almeno finché non abbiamo letto i primi dettagli del gioco e sono sorti i primi dubbi.

TES online?!

Prima di tutto, dovremmo cercare di capire quali siano gli elementi che identificano il franchise di Bethesda e che lo rendono così speciale. A occhio e croce, diremmo che "poter fare praticamente quello che si vuole, quando si vuole e come si vuole" sia il principale cavallo di battaglia di quello che è sempre stato, a tutti gli effetti, un RPG di tipo sandbox. Il senso di libertà e realismo offerto da The Elder Scrolls è in un certo senso ciò che rende ogni nuovo capitolo così speciale, aldilà dei suoi immancabili difetti, bug e problemi che spesso durano anche per mesi dato che Bethesda non è esattamente un asso nel correggerli e poi, diciamocelo, il codice è talmente complesso e le variabili così numerose che non deve essere neanche tanto facile.

Poi c'è la storia, un lore sconfinato che viene scritto da anni dentro e fuori dal gioco e che ha reso Tamriel e i suoi abitanti qualcosa di più di una semplice combinazione di poligoni e texture. Se togliete tutto questo a The Elder Scrolls, cosa vi resta? Beh, apparentemente, The Elder Scrolls Online. I primi dettagli sono tutt'altro che entusiasmanti, sopratutto perché sembrano sottolineare quanto questo MMORPG sia diverso da una delle saghe videoludiche più amate e giocate di sempre. La visuale in prima persona sembra sia stata sacrificata a favore di una ben più tradizionale terza persona; è probabile che sia possibile zoomare fino a giocare in prima persona, ma il gameplay non è stato pensato in questo modo. Questo è già un distacco notevole, considerando che i The Elder Scrolls tradizionali sono stati sempre pensati sopratutto per la visuale in soggettiva, ed è probabilmente causato dall'engine utilizzato per sviluppare il gioco, il quale ci sembra molto simile al solito Hero Engine sfruttato da numerosi MMO, compreso Star Wars: The Old Republic di BioWare.

Si tratta di un engine senz'altro versatile, ma non proprio all'ultimo grido: le prime immagini rilasciate non fanno certo gridare al miracolo e sembrano, anzi, distaccarsi notevolmente dall'impatto complessivo offerto dal più recente quinto capitolo, Skyrim, sia a livello tecnico che sopratutto stilistico. Ad essere del tutto onesti, questo The Elder Scrolls Online ci sembra visivamente molto generico, al punto da non sembrare affatto parte integrante del franchise Bethesda e più simile a titoli come Rift o EverQuest II, lasciandosi quasi completamente alle spalle il crudo realismo raggiunto dagli ultimi due capitoli della saga. Se a questo punto saranno facilmente riconoscibili anche le più famose e importanti località già promesse da ZeniMax Online come Riften, Windhelm o Ebonheart, non ci è dato di saperlo; sembra invece confermata una gran parte di Tamriel, Skyrim e Morrowind comprese, nonostante si parli già di future espansioni che aggiungeranno nuove zone e contenuti. Sempre che a queste espansioni ci si arrivi davvero.

No, TES for dummies...

"Questa volta, impedire il risveglio di un antico male per salvare il mondo è solo l'inizio" dice ZeniMax Online, "Cosa succederebbe se centinaia di migliaia di eroi volessero diventare tutti Imperatore?" Noi una risposta ce l'abbiamo: lag. Tanto, tanto lag. Lo sviluppatore sembra infatti voler riporre molta enfasi sul PvP in qualità di e-sport à la World of Warcraft, tant'è che il miglior giocatore del server (probabilmente in base a un qualche genere di sistema a punteggi) sarà incoronato Imperatore una volta conquistata la capitale. L'obiettivo in endgame sembra infatti quello di imbastire delle colossali battaglie tra giocatori per la conquista di fortezze e punti di interesse, in modo abbastanza simile al vecchio Dark Age of Camelot o all'imminente Guild Wars 2.

C'è un po' di tutto in questo The Elder Scrolls Online, e c'è anche una storia di sottofondo, con protagoniste tre fazioni separate: Ebonheart Pact comprende Nord, Dunmer e Argoniani; Aldmeri Dominion include Altmer, Bosmer e Khajit; infine, Bretoni, Redguard e Orchi fanno parte del Daggerfall Covenant. Si fatica un po' a misurare la comprensione della mitologie di The Elder Scrolls da parte di ZeniMax Studios, se sono riusciti a mettere Khajit e Bosmer nella stessa fazione. Ma lasciamo perdere per ora: in fondo, The Elder Scrolls Online è ambientato mille anni prima di The Elder Scrolls V: Skyrim, e siamo sicuri che gli sceneggiatori saranno in grado di inventarsi qualcosa per giustificare certe scelte narrative. Il nemico comune delle tre fazioni, tra l'altro, sono gli imperiali e il loro sovrano, Mannimarco Tharn, il quale si è alleato con il principe daedrico Molag Bal, vero e proprio antagonista del gioco, per conquistare Tamriel.

Per pura coincidenza, l'anima del giocatore è stata rubata dallo stesso Molag Bal, e questo plot device fondamentalmente giustifica la nostra impossibilità di morire una volta per tutte nel gioco. La storia si dipanerà ovviamente attraverso la solita caterva di quest, anche se ZeniMax Online sembra aver scelto un compromesso: pur legandosi alla consolidata struttura theme park, così distante però dallo spirito di The Elder Scrolls, l'avanzamento si baserà su un ibrido tra i sistemi di World of Warcraft e Guild Wars 2. L'intenzione di ZeniMax Online sembra quella di non voler alienare i giocatori degli MMORPG più famosi ma neanche i fan del franchise, e così si è scelto di eliminare il concetto di quest hub: gli NPC infatti ci informeranno soltanto degli eventi che si stanno svolgendo in determinati luoghi, poi starà a noi recarci sul posto e, per esempio, salvare un NPC dai negromanti per ricevere la ricompensa. Nessuna rivoluzione insomma, anzi.

La strada è in salita

Nel caso ve lo stiate chiedendo, no, non potrete diventare lupi mannari. Cioè, i lupi mannari ci sono, ci hanno raccontato perfino di una serie di quest legate ai licantropi per spiegarci come sia possibile intraprendere dei passaggi opzionali o andare dritto al punto, ma il giocatore non può farsi crescere il pelo con la luna piena. Se per questo, non si può diventare neanche vampiri. Ah, e non c'è l'housing. Adoravate la vostra casetta arredata a piacimento in quel di Whiterun, magari con una mogliettina casalinga pronta a farvi le coccole ogni qual volta vi fermavate a riposare tra un'avventura e l'altra? Ebbene, niente casa e niente moglie: non ci si può sposare in The Elder Scrolls Online.

E non ci sono i draghi, perciò se credevate di poter uccidere quel drago di cui vi abbiamo parlato all'inizio insieme a un amico, beh, non si può perché il drago, in effetti, proprio non c'è. Anche il sistema di combattimento, pur non avendo mai fatto faville in tutta la serie, sembra snaturato. Tanto per cominciare non è in tempo reale, apparentemente per questioni di latenza. Poi, sembra che si basi tutto sulla canonica barra della fatica, che ci permette di correre, interrompere gli attacchi dei nemici, rimuovere gli effetti di inabilitazione e, sopratutto, parare. La parata infatti riveste una doppia importanza perché consente di mitigare gli effetti anomali legati agli attacchi, per esempio il rallentamento causato da una magia di ghiaccio; di conseguenza, nel PvP sarà fondamentale "affaticare" il nostro avversario in modo che non possa annullare le nostre abilità di controllo. In qualche modo legate alla fatica sono anche le capacità curative: secondo ZeniMax Online queste meccaniche offriranno un'alternativa alla tradizionale "Trinità" dei ruoli nei MMO, infatti ogni classe sarà in grado di giocare come "tank" e per questo stesso motivo non ci sarà un vero e proprio concetto di "threat" o "aggro". È tutto piuttosto vago al momento, a dire il vero, ma abbiamo già visto in passato quanto sia difficile aggirare il concetto della famigerata Trinità senza combinare pasticci, perciò si tratta certamente di qualcosa su cui ZeniMax Online dovrà muoversi con cautela.

Il sistema di combattimento comunque sembra offrire degli spunti interessanti e dovrebbe esser possibile combinare le abilità delle varie classi, a quanto pare legate alle armi e visualizzate tramite le tipiche hotbar nell'interfaccia, per produrre delle interessanti dinamiche: un mago può, per esempio, dare fuoco alla pozza d'olio creata per terra da un ladro e un guerriero sarà in grado di sfruttare quelle fiamme per scagliare dei proiettili con la propria arma. Dobbiamo comunque ammettere che questa sfilza di precisazioni e dettagli ci ha lasciato un po' interdetti: sembra quasi che ZeniMax Online abbia deciso di rimuovere alcune delle caratteristiche più famose e apprezzate della serie per semplificare il gioco o renderlo il più simile possibile a un MMO qualunque, integrandolo con meccaniche decisamente fantasiose, tanto a vendere ci pensa il marchio. È una strategia che, sinceramente, non ci piace e lascia perplessi. Quello dei MMORPG è un mercato enormemente competitivo, sopratutto ora che si sta diffondendo il modello free-to-play, in cui è impossibile sopravvivere al confronto con Blizzard e i suoi cloni senza proporre qualcosa di veramente nuovo e originale, qualcosa che The Elder Scrolls Online al momento non sembrerebbe possedere in quantità sufficiente e che, sopratutto, lo distanzia in modo impressionante dal franchise di Bethesda. Una direzione divergente che potrebbe rivelarsi a dir poco autodistruttiva.

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CERTEZZE

  • Esplorare con gli amici il mondo di TES
  • Il sistema di combattimento sembra interessante
  • Bethesda non farà il passo più lungo della gamba

DUBBI

  • Visivamente non sembra affatto TES
  • Troppo distante dalla serie come stile e meccaniche
  • Potrebbe causare a Bethesda più problemi che profitti