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Ouya: una nuova console

Mentre Nintendo continua a tergiversare con Wii U e Sony e Microsoft non hanno ancora rivelato nulla delle loro nuove console, ecco spuntare un "underdog" che potrebbe cambiare lo scenario

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   15/07/2012

Un movimento che nasce dal basso. È grande la tentazione di paragonare Ouya a ciò che di recente si è verificato nello scenario politico italiano, ma la storia in realtà è piena di casi simili, di persone che partono dal nulla e raggiungono il successo, di progetti che iniziano in sordina e poi sbancano. In questo caso specifico, senza neppure chissà quale intuizione di partenza. La console che sta facendo parlare il mondo intero, e che ha stabilito nuovi record di partecipazione su Kickstarter (la campagna è attualmente a quota 4.771.450 dollari, raccolti in appena sei giorni - ne mancano ancora ventiquattro al termine!), non parte da chissà quale presupposto, non intende rivoluzionare il gaming come lo conosciamo o, quantomeno, non dal punto di vista della forma. Il sistema sarà infatti dotato di un controller di tipo tradizionale (non è ancora chiaro se includerà o meno un accelerometro, dipenderà da vari fattori, in primis l'obiettivo di poterlo vendere a non più di 30 dollari) e vanterà probabilmente un fattore di forma snello e leggero, visto che al suo interno non ci sarà componentistica "pesante" bensì un'architettura simile a quella di un tablet, mossa dal sistema operativo Android. L'uscita nei negozi è prevista per il 2013, che si preannuncia dunque un anno molto interessante, con Wii U già disponibile da qualche mese e i nuovi modelli di Xbox e PlayStation 3 dietro l'angolo. Difficile immaginare, tuttavia, lo scenario di uno "scontro frontale": Ouya è differente, e tra poco scopriremo perché.

C'è un motivo per tutto

Stando al progetto pubblicato sulla pagina della campagna Kickstarter, Ouya monterà un processore quad core Tegra 3, 1 GB di RAM e 8 GB di memoria flash per lo storage, supponiamo espandibili. La connettività della console prevede un'uscita HDMI per collegarla alla TV con supporto per il segnale video fino a 1080p, Wi-Fi 802.11 b/g/n, Bluetooth LE 4.0, una porta USB 2.0 e, come detto, sistema operativo Android 4.0.

Ouya: una nuova console

Il controller, wireless, presenterà un design di tipo tradizionale con due stick analogici, d-pad, otto pulsanti (quattro frontali e quattro dorsali, due dei quali probabilmente analogici), un pulsante "di sistema" (start?) e finanche un touchpad. "Amiamo giocare davanti alla TV", ha dichiarato Julie Uhrman, fondatrice del team dietro Ouya, e con questa console open source, liberamente modificabile, dal prezzo di vendita estremamente competitivo di 99 dollari, intende dimostrare che si può ragionare entro determinati schemi anche al di fuori del mobile gaming, riportando i videogiocatori davanti alla TV, in un contesto "normale" e con un'offerta che metta al primo posto la qualità dell'esperienza e i contenuti. Quali saranno le implicazioni tecniche della faccenda? Il processore Tegra 3 è disponibile sul mercato dall'inizio di quest'anno, ed è presente su Asus Transformer Pad 300 e Nexus 7. Com'è è possibile vedere dalla demo in calce, si tratta di una tecnologia capace di garantire risultati di tutto rispetto, non al livello delle attuali home console HD per conta poligonale e frame rate, ma neppure così distanti.

Comprare Ouya dall'Italia: si può?

Sulla pagina Kickstarter del progetto, la descrizione parla chiaro: Ouya funzionerà in tutto il mondo, non avrà ovviamente blocchi regionali e verrà fornita con gli adattatori a corrente necessari per alimentarla. Il menu di sistema sarà inizialmente disponibile solo in inglese, ma questo dubitiamo possa rappresentare un problema insormontabile. Dunque, si potrà acquistarla dall'Italia? Ufficialmente sì: finanziando la campagna con 99 dollari, ci si assicurerà la console con un controller, e basterà aggiungere 20 dollari supplementari per le spese di spedizione internazionali. Bisogna però considerare l'annoso problema della dogana italiana, che potrebbe intercettare e bloccare il pacco per tempi medio-lunghi, richiedendo l'esborso di un extra di circa il 30% del valore dichiarato per acconsentire a farvelo recapitare.

Quello che cambia è il modo di pensare

Come detto in apertura, Ouya non si propone di rivoluzionare il gaming casalingo nella sua forma. Si tratta di un apparecchio di tipo tradizionale, dotato di controller wireless, che si collega alla TV e offrirà videogame appartenenti ai generi più disparati: dai third person shooter ai giochi di guida, dagli FPS agli action RPG, passando per le varie sfumature degli MMO.

Fra produzioni indipendenti e grandi franchise, si potrà accedere a contenuti estremamente diversificati e un gran numero di publisher e sviluppatori si sono già detti entusiasti del progetto. Diverso è il discorso che riguarda la filosofia alla base della console, che rappresenta invece una effettiva rivoluzione e si pone come una risposta a esigenze sempre più evidenti da parte del mercato. Ouya, in primo luogo, sarà "hacker friendly", ovvero l'hacking della console non solo sarà consentito, ma finanche incoraggiato, ovviamente con la speranza che una possibilità di questo tipo non si traduca nella solita corsa alla pirateria bensì produca vantaggi per tutti gli utenti tramite l'implementazione di feature extra. In secondo luogo, tutti i giochi disponibili per tale piattaforma potranno essere giocati o quantomeno provati gratuitamente. Sarebbe sbagliato definire Ouya una console pensata solo per i free-to-play, ma di certo sarà il modello di business che andrà per la maggiore.

Cosa possiamo aspettarci?

Ouya sarà semplicemente un tablet Tegra 3 da collegare alla TV per giocare in casa con i mobile game? No, o quantomeno è ciò che assicura il team dietro il progetto. Al di là delle questioni meramente tecniche, infatti, il controller fisico e il contesto casalingo daranno motivo agli sviluppatori di disegnare giochi differenti, dotati magari di un maggiore spessore, di strutture più corpose, di modalità multiplayer che non implichino una fruizione estemporanea dell'esperienza ma anzi vadano al di là di questo. Che ciò si verifichi effettivamente o meno, è chiaro, dipende da tanti fattori.

Ouya: una nuova console

La progettazione di una home console in genere richiede cifre molto, molto più del milione di dollari scarso che il team si era posto come obiettivo finale su Kickstarter, ma è anche vero che i costi di marketing negli ultimi anni hanno superato di gran lunga quelli meramente produttivi e in tale frangente Ouya può contare su di un passaparola non indifferente fra gli appassionati di tutto il mondo. Si tratta, ricordiamolo, di un movimento che parte dal basso: difficilmente lo vedremo pubblicizzato durante il Super Bowl. La rete ha però già dimostrato di saper premiare le buone idee e la qualità con numeri da capogiro, magari questo non sarà che un nuovo "fenomeno" e come tale attirerà l'attenzione anche dei media generalisti, a ulteriore vantaggio dell'iniziativa. Per quanto riguarda l'opinione di chi scrive, ci sono argomenti estremamente validi che Ouya ha messo sul tavolo e che concorrono in modo convincente al successo di questa nuova "open platform": in primo luogo il prezzo, perché 99 dollari oggi come oggi sono una cifra estremamente contenuta, che chiunque ha modo di investire in un prodotto un minimo convincente; in secondo luogo le potenzialità ludiche, con un modello free-to-play che potrebbe finanche evolversi a fronte di una macchina diffusa e facile da programmare, e un home gaming che non potrà che guadagnare dall'avvento di un nuovo competitor, per quanto si tratti di un "underdog"; infine, le capacità multimediali: su Google Play è appena stato rilasciato XBMC Media Player e immaginiamo che l'appetibilità nei confronti di un apparecchio da 99 dollari che consenta di giocare offline e online, ascoltare musica, riprodurre video e accedere a internet sia più che alta.