Haunting Ground - Che fine hanno fatto?  12

Un horror dal ritmo lento ma a suo modo affascinante, un titolo che sembrava poter dare il là a una nuova serie... Che fine ha fatto Haunting Ground?

Che fine hanno fatto... è una rubrica a cadenza regolare che cerca di riportare alla luce quei franchise che per un motivo o per un altro sono caduti un po' nel dimenticatoio, raccontandone la storia, con la speranza di rivederli prima o poi sui nostri schermi.

Capcom ha sempre avuto una certa predilezione per i giochi a tema horror, e in particolare per quelli che sarebbero poi stati definiti nel tempo survival horror. Già a partire dal 1989, infatti, con il divertente Sweet Home, gioco per Nintendo 8bit che anni dopo ispirò per molti aspetti il primo Resident Evil, la software house giapponese ha esplorato attraverso diverse produzioni e differenti gameplay praticamente ogni aspetto ludico del genere. Fra i suoi lavori non mancano infatti titoli incentrati sull'azione nuda e cruda, altri su degli elementi thriller e altri ancora che presentano un mix fra i due sottogeneri.

Alla seconda tipologia citata appartiene Haunting Ground (Demento in Giappone), avventura in terza persona realizzata dal team responsabile della serie Clock Tower (di cui è una sorta di spin-off, anzi, c'è chi dice che in origine il progetto fosse proprio Clock Tower 4) e rilasciata nel 2005 su PlayStation 2. Pur non essendo di certo un titolo originalissimo e forse, per certi versi, nemmeno "adatto" a un tipo di pubblico ampio visto il ritmo di gioco lento e il continuo backtracking, il prodotto seppe ritagliarsi col suo stile un suo spazio nell'inflazionato mondo dei survival. I momenti d'azione o comunque movimentati durante l'intero arco dell'avventura erano infatti pochini, e tutto ruotava decisamente sulle atmosfere, dilatando al massimo gli incontri coi pochi nemici nel tentativo di renderli autenticamente angoscianti. Un ruolo importantissimo in questo senso lo avevano poi la sensazione di sperdutezza della protagonista in un luogo enorme e apparentemente disabitato ma al contempo minaccioso, come se dietro a ogni angolo o dietro ad ogni mobile si celasse qualcuno intento a spiare il giocatore, pronto a costituire un pericolo da un momento all'altro, oltre che l'esplorazione e altri fattori quali la risoluzione di enigmi.

Il miglior amico dell’uomo

In un simile contesto in cui ovviamente non erano presenti zombi e creature di varia natura, non c'era bisogno di fucili a pompa e non si vedevano cervella che esplodevano ed eroi tutto muscoli e azione, la protagonista di Haunting Ground non poteva che essere una ragazza comune, senza alcuna esperienza nell'uso di armi o nel combattimento. Fiona Belli, questo il suo nome, si risvegliava all'interno di un castello/magione senza capire come c'era arrivata e con l'unico, confuso ricordo di essere rimasta vittima di un incidente automobilistico nel quale aveva perso entrambi i genitori.


Fuggita dalla gabbia dove era stata tenuta prigioniera, la giovane incontrava un cane, un pastore svizzero dal pelo bianco di nome Hewie, che oltre a rivelarsi un prezioso alleato, era parte integrante del gameplay. Il supporto della bestiola, infatti, non era solamente accessorio, ma al contrario era fondamentale per la risoluzione di alcuni enigmi oltre che durante le situazioni in cui la giovane padroncina veniva attaccata da qualche folle: per salvare Fiona dalle situazioni più spinose, operando sulla levetta analogica destra del pad era possibile difatti impartire dei semplici comandi a Hewie, che a quel punto si fiondava sui nemici per cercare di liberare l'amica o per rallentarli. Il cane poteva essere elogiato o sgridato a seconda che eseguisse correttamente o meno gli ordini, in modo da insegnargli a comportarsi in un certo modo, come si fa per gli animali veri. La bestiola doveva insomma essere "seguita", motivata, pena la mancanza di collaborazione con la ragazza, la quale addirittura poteva diventare vittima dei suoi attacchi qualora l'avesse ripetutamente maltrattata. Non potendosi confrontare direttamente coi propri avversari, in generale Fiona in caso di pericolo era portata a girare i tacchi, a iniziare a correre e a cercare di trovare il prima possibile un nascondiglio nel quale celarsi in attesa che le acque si calmassero. In tal senso era molto evidente, a livello di gameplay, la connessione fra Haunting Ground e Clock Tower, anche se nel primo dei due tutto veniva amplificato dalla necessità di tenere sotto controllo il panico della protagonista.

Il panico, il peggior nemico

Nel caso infatti il giocatore non fosse riuscito in tempi relativamente brevi a far perdere le proprie tracce agli inseguitori o a trovare un sicuro riparo, le situazioni di tensione si sarebbero amplificate e col loro perdurare la bella Fiona sarebbe stata sopraffatta da una agitazione via via sempre maggiore che l'avrebbe portata a subire veri e propri attacchi di panico, rappresentati graficamente da un disturbo dell'immagine e dal cambio di colori sullo schermo.

In questi frangenti non era poi difficile vedere la ragazza cadere a terra a causa delle gambe che divenivano "molli" dalla paura o dall'incedere troppo vorticoso dei passi durante la fuga, oppure di non poter accedere alla schermata dell'inventario o addirittura, ancora, di perderne momentaneamente il controllo. Insomma, da quanto vi abbiamo descritto si evince chiaramente la particolarità della giocabilità di questo titolo e il perché probabilmente ancora oggi non è un prodotto adatto a tutti i videogiocatori. Ma chi erano, per concludere il nostro excursus, questi terrificanti quanto fastidiosi personaggi malvagi che volevano fare del male alla protagonista? Il primo di cui si faceva la conoscenza era un enorme, deforme e orribile ritardato di Debilitas, che sembrava desiderare solamente di stritolare il procace corpo di Fiona tra le sue braccia. Poi c'erano l'inquietante domestica Daniella, armata di coltellaccio da cucina e caratterizzata da una camminata spedita ma robotica, l'incappucciato guardiano/giardiniere del castello, Riccardo, sempre pronto a picchiare Fiona e a minacciarla con una pistola, e il misterioso Lorenzo. Un bel campionario di pazzi a cui si aggiungevano dei piccoli globi luminosi volanti di colore blu conosciuti come Luminessants che seguivano la giovane eroina emettendo un forte rumore quando questi entravano in contatto con lei, e una specie di omuncoli sfigurati che si attaccavano alle gambe sempre della ragazza.
Recentemente l'ESRB ha riportato Haunting Ground all'interno dei suoi listini, con PlayStation 3 segnalata come piattaforma di uscita, cosa che farebbe decisamente pensare ad un rilascio del prodotto online. Il gioco di Capcom potrebbe quindi essere uno dei prossimi titoli a far parte della serie di classici PlayStation 2 riproposti in forma scaricabile sull'ammiraglia Sony attraverso PSN. Se ciò dovesse verificarsi per i giocatori vecchi e per i nuovi potrebbe essere una buona occasione per scoprire, o riscoprire, uno dei giochi forse più sottovalutati e meno famosi del genere survival horror, ma non per questo meno avvincente e interessante di molti altri più pubblicizzati.