Robottoni a Colonia  11

Ci siamo nuovamente dilettati con lo spettacolare sparatutto futuristico di Adhesive Games

Dopo aver provato Hawken a Los Angelese il giugno scorso, la prima sensazione fu quella di essere al cospetto di un titolo in grado di cambiare uno dei paradigmi che da sempre accompagnano le esperienze free to play. Anni di giochi di ruolo orientali e progetti, anche interessanti, sviluppati con pochi fondi, ci avevano assuefatto all'idea di doverci accontentare di una realizzazione a basso budget.

Un preconcetto polverizzato dai dettagliati panorami che fanno da cornice al campo di battaglia futuristico, cockpit riprodotti con cura maniacale e scontri sottolineati da spettacolari effetti di fumo e particellari. Alla GamesCom da poco conclusasi siamo tornati sul gioco, testando una versione solo leggermente aggiornata ma oggetto in ogni caso di una manciata di nuovi spunti.

A bordo del piccolino

Delle tre classi selezionabili tra Leggero, Medio e Pesante per il primo test avevamo scelto la via intermedia, ideale per prendere confidenza con i controlli. Vedendoci riproposta la stessa mappa metropolitana ricca di passaggi sopraelevati, strette vie e angoli ciechi, questa volta ci siamo seduti sul mech più piccolo ed agile, in grado di restare sospeso in aria per un quantitativo maggiore di secondi e sfruttare al massimo la possibilità di ruotare il veicolo di 180 gradi così da rispondere agli attacchi alle spalle. I due mesi trascorsi, almeno all'apparenza, non hanno prodotto enormi passi in avanti in termini di rifiniture ma, allo stato attuale dei lavori, è probabile che Adhesive Games stia lavorando alacremente per implementare quanti più contenuti possibili.

Abbiamo anche avuto modo di passare alcuni minuti a customizzare il nostro equipaggiamento: ogni classe ha due armi, una primaria e l'altra secondaria, selezionabili tra alcune scelte per il momento limitate ad un arsenale non particolarmente ricco, oltre a tre abilità attive e passive che influenzano lo stile di gioco. Optiamo per un mitragliatore, un lancia missili che spara una rosa di piccole cariche teleguidate e, tra i perk, restiamo particolarmente affascinati dalla possibilità offerta da un ologramma da posizionare al nostro posto, ingannando per qualche secondo gli avversari. Giocando con maggior consapevolezza di armi e gadget in nostro possesso abbiamo apprezzato dettagli come il gioco di squadra necessario per permettere ai compagni di richiamare il drone per le riparazioni oppure le complesse manovre rese possibili dal level design, articolato e asimmetrico al punto da rendere non semplice il movimento coordinato di tutto il team. Non avendo ancora modo di completare la panoramica su modalità e ambientazioni, non possiamo che attenerci al feeling restituito dalla guida:

aspetti come le animazioni e i movimenti sono riprodotti con cura e influenzano la giocabilità facendo sentire il peso e l'accelerazione sostenute da un pilota di quei giganteschi bestioni. La quantità di particolari è vertiginosa e buona parte della difficoltà risiede proprio nel destreggiarsi all'interno di un labirinto di cemento difficile da navigare al meglio. Rispetto ad altri sparatutto competitivi come Tribes: Ascend, qui viene posta meno enfasi sulla skill di tiro e la rapidità, in favore di un'esperienza più immersiva e rivolta ad un pubblico decisamente vasto. Proprio l'appel potenziale di Hawken lascia dubbi sulla reale volontà di non implementare alcuna componente single player, che si sposerebbe senza problemi con un universo di gioco dotato di carisma ed evidentemente frutto di tanto lavoro di design. Per il momento ci dobbiamo attenere alle brevi prove concesseci tra una fiera e l'altra augurandoci che già prima della open beta, prevista per dicembre, ci venga dato modo di tornare a provarlo, questa volta più nel dettaglio.

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CERTEZZE

  • Qualità da titolo tripla A
  • Movimenti e shooting coerenti alla guida di un mech
  • Shopping limitato a migliorie estetiche

DUBBI

  • Unicamente competitivo
  • Non sembra il titolo più adatto alla scena e-sportiva