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Redazione

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Assassin's Creed III: LiberationL'arte del travestimento 10

Alla GamesCom 2012 abbiamo assistito al livello Rotten Baracks, scoprendo il modo in cui Aveline potrà travestirsi per ingannare i cittadini di New Orleans

Complice la mancata partecipazione di Microsoft e Nintendo, ci sono pochi dubbi che quest'ultima Gamescom sia stata l'edizione di PlayStation Vita, con tutta una serie di nuovi annunci e demo inedite a rassicurare l'utenza della console sull'offerta dei prossimi mesi. L'arte del travestimento Eppure è chiaro che uno degli obiettivi principali di Sony sarà quello di risollevare le vendite basse del dispositivo, e sebbene non mancheranno giochi originali e brand nuovi di zecca, il fardello di system seller spetterà prevedibilmente ai franchise mainstream più noti. Primo tra tutti, Assassin's Creed, nello spin-off intitolato Liberation. Così, in occasione della fiera tedesca, abbiamo avuto l'occasione di assistere a una nuova presentazione del gioco Ubisoft, attraverso una sequenza molto simile a quella già vista all'E3 di Los Angeles ma che stavolta poneva l'accento su una componente assai particolare e mai rivelata prima d'ora: l'abilità, cioè, di camuffarsi attraverso alcuni travestimenti.

I tre volti di una donna

Se avete giocato Assassin's Creed: Revelations probabilmente starete già ricordando i momenti in cui Ezio si travestì da menestrello o da giannizzero, ma se vi aspettate qualcosa di simile siete fuori strada. In questo capitolo esclusivo per PS Vita, l'abilità di Aveline di indossare nuovi abiti e mascherarsi avrà molto più spessore, andando a rispecchiare le classi sociali della donna nel 1700 e i differenti modi in cui queste prendevano parte alla vita della comunità. Il tutto, nenche a dirlo, avrà evidenti ripercussioni su come viene approcciata ciascuna missione. L'abito principale di Aveline è quello con cui questa nuova protagonista è stata presentata fin dal suo annuncio, col costume da assassino che, oltre ad essere estremamente stiloso, mette anche in bella mostra l'enorme e letale armamentario fatto di armi da fuoco e lame affilate. Certo, con un machete che pende su una gamba, una cerbottana su un fianco e una pistola a percussione sull'altro, non è facile passare inosservati accanto a una guardia, e infatti nei panni della Aveline assassina il gioco assomiglierà a un qualsiasi altro capitolo della serie, pieno di sequenze furtive, escursioni sui tetti degli edifici e imboscate alle spalle. Le cose si fanno però interessanti nel momento in cui il giocatore abbandona gli indumenti tradizionali e si veste invece da serva: ora che è ai piedi della scala sociale, con vestiti sporchi e strappati, Aveline è in grado di gironzolare per New Orleans completamente ignorata dalle guardie e dagli esponenti dei ceti più elevati. L'arte del travestimento Le persone benestanti tendono ad evitare qualsiasi interazione con poveri e mendicanti, e Aveline sfrutta questo fattore a proprio vantaggio, magari trasportando una cassa e fingendosi un comune manovale per accedere a zone custodite. Pur sacrificando gran parte dell'armamentario da assassino e lasciando Aveline in possesso "solo" della cerbottana e del machete, l'abito da serva lascia alla protagonista una buona libertà nei movimenti, permettendole così di continuare ad arrampicarsi o correre sui tetti. Inoltre il giocatore potrà chiedere l'aiuto di altri schiavi e mendicanti, assoldandoli per poi schierarli contro le guardie e le fortificazioni così da creare un diversivo e passare indisturbata attraverso il combattimento in corso. Ma è quando Aveline sfrutta le sue origini nobiliari che il gioco cambia drasticamente aspetto e richiede una strategia assai diversa. Figlia di un ricco mercante, l'assassina in gonnella può vestire un abito lungo ed elegante, mascherandosi da vera aristocratica e superando le guardie con l'arte dell'inganno. Soldati e abitanti di New Orleans saranno riverenti al punto da lasciare che Aveline faccia i propri comodi oppure se particolarmente "resistenti" sarà possibile corromperli con della moneta sonante. Inoltre in alcuni casi diventa possibile anche ammaliare una guardia: lei ci seguirà ovunque andremo e se saremo coinvolti in un combattimento, ci difenderà anche al rischio della propria vita. E, a dire il vero, ce ne sarà parecchio bisogno: oltre ad essere così scomodo da rendere impossibile qualsiasi tipo di parkour per la città, il lungo abito da nobildonna sarà privo di qualsiasi arma, fatta eccezione per un dardo avvelenato ben nascosto nel manico dell'ombrellino. Si tratterà insomma di un approccio del tutto inedito, che non permetterà manovre evasive e non perdonerà alcun errore, rendendo fondamentale sfruttare la furbizia e il fascino della protagonista. Sebbene alcune missioni costringano il giocatore a indossare un determinato travestimento, gli sviluppatori ci hanno mostrato come tra le strade di New Orleans siano sparsi diversi negozi nei quali entrare e cambiarsi subito d'abito. A questo punto bisognerà vedere se nel complesso Assassin's Creed III: Liberation riuscirà a distinguersi dai fallimentari episodi portatili usciti in passato e a raggiungere quella completezza e profondità tipica dei capitoli principali del franchise. Anche perché, allo stato attuale, PlayStation Vita ha urgentemente bisogno di una vera killer application. Assassin's Creed III: Liberation - Videoanteprima Gamescom 2012 Assassin's Creed III: Liberation - Videoanteprima Gamescom 2012

Certezze

  • Approcci differenti a seconda del travestimento
  • Aveline è un personaggio molto interessante
  • Graficamente notevole...

Dubbi

  • ...ma ancora con qualche incertezza nel frame rate
  • Rimaniamo in fervente attesa di scoprire la qualità della trama