Metal Gear Rising: Revengeance - Voci dal Sottobosco  72

Scopriamo qualcosa di più sulla storia e i personaggi del controverso spin-off di una delle serie più amate di tutti i tempi

Quella di Metal Gear Rising è una storia piuttosto travagliata. Pensate che Kojima lo annunciò durante la conferenza Microsoft dell'E3 2009 (anche se in realtà se ne parlava fin dalla GamesCom e c'era perfino il conto alla rovescia sul sito ufficiale di Kojima Productions). In realtà, Kojima ci stava già pensando fin da prima che uscisse Metal Gear Solid 4. Per lui, Metal Gear Rising doveva essere Metal Gear Solid 5, incentrato su The Boss e l'unità Cobra. Poi, per una serie di ragioni, quest'idea venne scartata a favore di un episodio che facesse da ponte tra Metal Gear Solid 2 e Metal Gear Solid 4, spiegando come Raiden si fosse trasformato nel cyborg che conosciamo oggi.

Nel 2011 Kojima si era già allontanato dal progetto e il produttore creativo Shigenobu Matsuyama era stato spostato in un diverso reparto di Konami. A quel punto Metal Gear Rising era stato praticamente cancellato, poi Kojima aveva contattato il presidente di Platinum Games, Tatsuya Minami, offrendogli la possibilità di lavorare sul franchise insieme al nuovo produttore, Yuji Korekado.

The Dark Cyborg Rises

Per cementificare il passaggio di testimone, il progetto cambiò leggermente, assumendo la forma di un sequel ambientato dopo Metal Gear Solid 4, mantenendo comunque la stessa enfasi sull'aspetto action piuttosto che quello stealth. "Quando abbiamo cominciato a lavorare con Platinum Games, il loro direttore disse che volevano creare un gioco d'azione veramente folle con un sacco di situazioni diverse" spiega Korekado. "Per questo motivo era meglio usare una trama più libera piuttosto che una con un inizio e una fine già noti. Di conseguenza l'abbiamo ambientato dopo Metal Gear Solid 4 ma il perché Raiden è diventato un cyborg non lo spiegheremo in questo gioco". Insomma, le congetture dei fan continueranno ancora per un bel po'. C'è una questione che gira in rete, per esempio, sulla quale Korekado ha messo un bel punto fermo. Il fatto è che, nella saga di Metal Gear, Raiden non è certo il primo personaggio importante a "morire" e tornare in forma di cyborg. E nel trailer della GamesCom sembra che Raiden abbia un compagno che assomiglia parecchio a Grey Fox. Ve lo ricordate quel mitico cyborg? "Non c'è nessuna connessione tra le due cose" afferma però Korekado, "Ma insieme a un altro cyborg ninja avrà un ruolo cruciale nella storia".

Per quanto riguarda Raiden stesso, la questione è decisamente più complicata. In Metal Gear Solid 2 avevamo giocato nei suoi panni anche per rafforzare il ruolo praticamente mitologico di Solid Snake, ma adesso il nostro ragazzo sembra essere diventato molto più potente del suo idolo. Ricordate che macello era in grado di combinare in Metal Gear Solid 4 senza neanche le braccia? O vogliamo parlare dei Gekko distrutti a mani nude? "Metal Gear Rising: Reveangeance si svolge dopo gli eventi di Metal Gear Solid 4, perciò questo non è più il Raiden che abbiamo conosciuto, quello che aveva dubbi su ogni cosa" aggiunge Korekado, "Anzi, adesso è un guerriero esperto che ha combattuto al fianco di Snake e altri eroi, un uomo adulto che in un certo senso è rinato. Nel gioco tutte le sue abilità in combattimento rispecchiano questo sviluppo".

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Il mio amico bionico

Chiariamo una cosa, Snake non ci sarà in Metal Gear Rising: Revengeance. Korekado però è stato un po' più sibillino: "Abbiamo però inserito tanti dettagli, elementi e personaggi che i fan della serie riconosceranno subito". Dunque la storia in qualche modo si collegherà ai capitoli precedenti, magari spiegandoci che fine hanno fatto alcuni personaggi dopo gli eventi di Guns of the Patriots? Magari! "Il direttore del progetto a Platinum Games, Kenji Saito, è un grandissimo fan del franchise" spiega Korekado. "Comprende bene la serie di Metal Gear e tutti i suoi elementi.

Konami non ha fatto richieste specifiche in merito, ma Saito conosce la saga, conosce i suoi fan e sa che alcuni dettagli sono molto importanti, perciò aspettatevi anche gli scatoloni e altri easter egg". Stiamo parlando del ritorno delle riviste pornografiche per distrarre i nemici, insomma? Fa piacere comunque scoprire che Platinum Games sembra aver compreso il peso del franchise di cui si sta occupando, ma Konami e Kojima continueranno a supervisionare il progetto come hanno fatto anche con il franchise di Castlevania, quando è passato a Mercury Steam un paio di anni fa. L'influenza di Kojima sullo sviluppo di Metal Gear Rising: Revengeance è, insomma, ancora fondamentale. Il punto è che bisognava far girare il gameplay attorno alla katana di Raiden e alla meccanica di "affettamento" di nemici e oggetti. "Quando si sono guardati attorno in cerca di uno sviluppatore giapponese che potesse gestire questa caratteristica al meglio, non hanno potuto che pensare a Platinum Games" sorride Korekado. Platinum Games ha sviluppato, tra gli altri, Vanquish e Bayonetta, due action game che sono diventati un vero e proprio cult tra i fan del genere. L'importante era, però, che le due società collaborassero senza entrare in conflitto di idee o visioni del gioco.

Kojima aveva già tutto abbastanza chiaro, del resto. "Non abbiamo quasi mai respinto le loro idee, perché ovviamente conoscono molto bene la storia" insiste il producer. "Però ci hanno fatto qualche richiesta che potrebbe influenzare il mondo di Metal Gear Rising come l'abbiamo concepito noi, per esempio l'inserimento di alcuni personaggi del passato... e qualcuna di quelle richieste, in effetti, l'abbiamo rifiutata". Dunque, a questo punto, per i fan di Metal Gear (Solid) la situazione è piuttosto spinosa: dal punto di vista del gameplay, il nuovo progetto sembra oggettivamente distaccarsi tantissimo dalla tradizione, ma dal punto di vista della storia e dei personaggi sembra essere in buone mani. A questo punto non resta che aspettare l'inizio del 2013 per scoprire se la nuova incarnazione di Raiden riuscirà a lasciare il segno.

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