Assassin's Creed III: LiberationUna donna fatale 

In quel di Milano, con una PlayStation Vita in mano, abbiamo vestito i panni della prima donna assassino della serie Ubisoft

L'ambientazione rivoluzionaria offre a Ubisoft l'occasione di implementare la prima donna assassino della serie. Non proprio una svolta, visto che le fanculle d'azione spopolano, ma è senza dubbio una piacevole variazione sul tema. La protagonista di Assassin's Creed III: Liberation si muove più a meridione di Connor portandoci nelle paludi degli stati del sud e ancora più in giù fino al golfo del Messico. Una donna fatale Afferrata la PS Vita dalle mani della PR ci siamo infatti trovati nel mezzo di una foresta palustre alla ricerca di un qualcosa da fare. Un'ottima occasione per prendere dimestichezza con il sistema di controllo che, nonostante qualche differenza, è molto simile a quello della serie principale. La differenza principale, escludendo la necessità di calibrare i propri pollici per i minuti stick della PlayStation Vita, riguarda la realizzazione delle contromosse. Una donna fatale È infatti necessario schiacciare un tasto prima di effettuare una contromossa, con il momento propizio che ci viene indicato da un punto esclamativo rosso posto sulla testa dei nemici in procinto di attaccare. Questa scelta è più macchinosa rispetto al classico sistema di Assassin's Creed ma probabilmente si è resa necessaria per controbilanciare la minor chiarezza dell'azione su uno schermo piccolo. Dopo qualche tempo comunque, anche se le lunghe sessioni di corsa affaticano lievemente i pollici, si fa l'abitudine al compromesso che, tra l'altro, è in parte bilanciato dalla comodità con cui è possibile consultare la mappa e cambiare le armi grazie al touch screen di PS Vita.

L'arte del passare inosservati

In Assassin's Creed III: Liberation la cerbottana può uccidere a distanza e può farlo silenziosamente. Un grosso aiuto per il giocatore ma anche una componente fondamentale del gameplay nel caso delle missioni stealth che ci mettono di fronte a situazioni più ardue da districare rispetto a quanto visto negli altri capitoli della serie. Nel caso della nostra prova ci siamo trovati di fronte a un posto di blocco con l'obiettivo di eliminare tutte le guardie senza far rumore. Ma risolvere la questione con l'approccio classico non è stato possibile visto che due guardie erano quasi sempre in contatto visivo diretto. Usando il dardo avvelenato su una guardia, ed eliminando l'altra nei pochi secondi in cui il suo compagno si reggeva in piedi pur agonizzando, siamo riusciti a superare l'ostacolo. Aveline inoltre, può brandire due pistole, inchiodando sul posto anche il più robusto dei nemici, e sfruttare la combinazione di pistola e macete per eseguire delle uccisioni a catena. Una donna fatale Quest'ultimo è uno strumento estremamente potente che spesso consente di cavarsela in situazioni apparentemente disperate. Durante la prova ci siamo trovati bloccati in una stanza in fiamme con ben quattro guardie a breve distanza. Con l'approccio ludico tradizionale siamo andati incontro a una rapida fine ma l'uccisione a catena ha risolto il problema quasi istantaneamente anche se ha consumato tutti i punti disponibili per attivare l'abilità. Questi devono essere infatti accumulati, fino a un massimo di quattro, effettuando uccisioni stealth. Insomma, la protagonista di Liberation è ancora più letale di Connor e inoltre, per ammazzare in silenzio, non è costretta ad aggirarsi come un ratto nei vicoli o sui tetti. Aveline è infatti maestra nei travestimenti e, oltre ad usarli per specifiche missioni come ogni assassino della serie, può cambiarsi liberamente per sfuggire all'attenzione delle guardie evitando la trafila di manifesti da strappare e strilloni da corrompere. Durante la nostra prova ci siamo trovati nei panni della paesana che può scorrazzare per vicoli e tetti come l'assassina ma è priva d'armatura e dunque molto più vulnerabile. Dopo aver scatenato la rivolta, e combattuto al fianco dei cittadini per eliminare le guardie, ci siamo diretti verso un apposito negozio che consente di scegliere uno dei tre abbigliamenti. Il terzo è quello da nobildonna che cambia radicalmente il gameplay. In queste vesti Aveline resta letale ma ha forti limiti al movimento ed è estremamente vulnerabile. Per evitare problemi l'assassina può però corrompere e ammaliare il nemico ottenendo persino l'aiuto delle guardie.

Un vero Assassin's Creed

Assassin's Creed III: Liberation utilizza lo stesso motore grafico di Assassin's Creed III e, anche se la resa estetica non è paragonabile a quella del capitolo principale, il risultato, in ambito portatile, è ottimo. La differenza nel livello di dettaglio è purtroppo inevitabile, anche in termini di distanza della visuale, ma Ubisoft Sofia è riuscita a infilare nella "piccola" PlayStation Vita intere paludi, città credibili animate da battaglie, posti di blocco e assembramenti di rivoltosi. Una donna fatale Il tutto ovviamente arricchito dall'azione fluida dell'assassina che sfreccia attraverso le complesse ambientazioni senza rallentamenti visibili. Particolarmente impressionante la missione di fuga su carrozza, presumibilmente controllabile anche in combinazione con il giroscopio, che abbiamo avuto modo di provare in quel di Milano. Reattività dei controlli ottima, casse che si distruggono, fiamme a profusione e gran velocità hanno messo in evidenza la potenza del motore AnvilNext che sembra consentire al titolo di svettare sull'attuale offerta PS Vita. Le stesse considerazioni valgono per il gameplay che è stato riformulato con cura per consentire un'esperienza bilanciata. Le uccisioni a catena, la cerbottana e una minore capacità difensiva dei nemici facilitano inevitabilmente le cose ma d'altronde è impossibile pretendere che il giocatore si districhi tra decine di guardie su uno schermo da 5 pollici. In sostanza, le premesse per l'arrivo di un vero Assassin's Creed in versione portatile ci sono tutte e l'esperienza appare sufficientemente diversa da quella del capitolo principale da giustificarne l'acquisto anche in combinazione. D'altronde la curiosità di sapere cosa succede a sud è alta anche se gli eventi di Aveline sono secondari e anche se lo spin-off per PlayStation Vita deve rinunciare alle battaglie navali.

Certezze

  • Un vero Assassin's Creed in forma portatile
  • Gameplay rielaborato con cognizione di causa
  • Tecnicamente ottimo

Dubbi

  • Lo schermo piccolo e le situazioni caotiche non vanno d'accordo
  • Qualche incertezza nel movimento dell'assassina
  • Grado di sfida piuttosto basso

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