Doppio incubo  69

Abbiamo messo le mani sulla cooperativa dell'action horror firmato Visceral Games

Versione testata: Xbox 360

Se all'annuncio di Dead Space 3 avete storto il naso e vi siete uniti al coro di chi ha iniziato a lamentarsi per una deriva fin troppo d'azione, poco rispettosa delle radici horror che hanno fatto la fortuna della serie, beh probabilmente la vostra reazione è stata l'unica possibile ad una svolta per molti versi inaspettata. In effetti i primissimi scorci di gameplay non hanno fatto che mettere in mostra un gioco più rapido, dotato di una componente cooperativa poco associabile al concetto di immersione che gli appassionati vanno cercando e dotato di una serie di meccaniche tipicamente associabili ad esperienze che fanno della frenesia il loro cavallo di battaglia.

Nei mesi vi abbiamo però raccontato di come Visceral Games ed Electronic Arts ci abbiano progressivamente svelato un gioco meno scontato di quanto temuto sulle prime. Certo la necessità di vendere cinque milioni di copie impone qualche compromesso, è inevitabile quando vuoi allargare la base di pubblico a cui ti rivolgi ma, prima durante un evento dedicato e poi dalla GamesCom di Colonia, Dead Space 3 ha acquisito uno spessore che non permette di bollarlo come la semplice spremitura di un brand ma anzi suggerisce una certa attenzione. Di recente siamo stati invitati a tornarci sopra, mettendo le mani su una breve sezione della campagna giocata in cooperativa, tra superfici gelate e terribili incubi.

Isaac e John

La demo ritagliava una cartolina di livello tratta dal secondo atto di Dead Space 3, ambientato sul pianeta ghiacciato di Tau Volantis. Il corpo celeste sarà il setting principale dell'avventura ma non l'unico: l'idea di implementare una certa varietà è interessante, siamo curiosi di vedere come si concilierà con la necessità di permettere un minimo di esplorazione all'interno di schemi di dimensioni comunque limitate. La sequenza osservata e poi testata partiva all'aperto, con Isaac impegnato prima ad evitare di essere individuato dal faro montato sopra una piccola astronave di passaggio - il classico evento scriptato - e poi a scontrarsi con una manciata di necromorfi. I nemici affrontati erano vecchie conoscenze come i rapidissimi twitcher e i più lenti stalker, ma le novità al sistema di combattimento cambiano inevitabilmente il feeling pad alla mano.

Anche solo poter scartare di lato e quindi gestire un personaggio meno impacciato rende più semplice muoversi attorno agli avversari, che in compenso adesso sembrano attaccare in numero maggiore. In ogni caso gli spazi sono sempre piuttosto stretti e di tempo per pensare non ce n'è molto, quindi la sensazione claustrofobica di essere braccati e in pericolo non si è completamente persa. La gestione di aspetti delicati come le munizioni, poi, dovranno essere oggetto di valutazione successiva perché un apparente appiattimento potrà essere rivalutato in virtù di un più evoluto sistema di customizzazione dell'armamentario, che non abbiamo osservato in prima persona. Come stimolo a guardarci attorno, inoltre, in qualsiasi momento saremo liberi di mettere a terra un piccolo robot capace di scavare e recupera dal terreno importanti risorse utili proprio ad evolvere l'equipaggiamento in nostro possesso.

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Dentro e fuori da stazioni spaziali quasi completamente dominate dalle tenebre e innevati passaggi all'aperto sfilando sulla nebbiosa superficie di un pianeta alieno, la nostra impressione è che nonostante le modifiche al gameplay non si possa dire che Dead Space 3 abbia alterato più di tanto la sua atmosfera distintiva. Insomma, se da una parte le paure iniziali erano quelli di trovarsi con un horror spuntato, dal canto nostro non solo non abbiamo sentito questo distacco dal passato ma abbiamo forse apprezzato di più la tanto vituperata cooperativa, che potrebbe portare una ventata di aria fresca.

Se giocando da soli non saremo mai accompagnati da alcun compagno gestito dall'intelligenza artificiale, sarà come noto sempre possibile farsi raggiungere da un amico, che vestirà i panni dell'ex soldato John Carver. John è una figura ombrosa, un uomo che ha dovuto seppellire la sua famiglia e non sembra dotato di una psiche particolarmente stabile. Per giocare sulla natura dei due protagonisti, lontani dallo stereotipo dell'eroe senza macchia e paura, e sventare l'usuale senso di sicurezza che distingue la coop, Visceral Games ha riservato per chi dovesse decidere di sperimentare Dead Space 3 in compagnia delle aree altrimenti inaccessibili e dotate di meccaniche uniche. Nel livello provato Carver veniva improvvisamente colto da allucinazioni ricordo della figlia deceduta, muovendosi all'interno di stanze alterate da una percezione falsata dell'ambiente circostante e con Isaac costretto a seguirlo e proteggerlo senza indizi su cosa stesse accadendo. L'idea è di spiazzare gli utenti, mostrando a ciascuno cose differenti così da lasciare alle capacità comunicative dei due la necessità di fare un po' di ordine e riuscire a tornare sui normali binari della campagna.

La riuscita dell'espediente dipenderà dalla capacità di non ripeterlo sempre uguale a se stesso, magari legandolo a qualche dettaglio inedito sulla trama, ma l'impressione è che si possa trattare di un'aggiunta di valore. Meglio questo, a nostro vedere, che un multiplayer competitivo incapace di pareggiare gli standard imposti dai migliori titoli in circolazione. In generale l'idea che ci siamo fatti è quella di un gioco con meccaniche in parte cambiate rispetto al passato, è innegabile, ma ancora capace di far paura e sviluppato con valori produttivi parecchio alti. Frutto di idee precise. La componente tecnica è di livello, l'illuminazione più che valida e l'immaginario artistico coerente a quello dei due precedenti capitoli, inserito in un universo ben definito. A febbraio scopriremo se con Dead Space 3 Visceral Games è stata in grado di cambiare in meglio la sua creature e realizzare un titolo in grado di vendere cinque milioni di copie. L'esistenza di un ulteriore episodio, a quanto pare, dipenderà da entrambi questi aspetti.

CERTEZZE

  • Cooperativa implementata intelligentemente
  • Atmosfera e toni tipici della serie
  • Dead Space è sempre un bel vedere

DUBBI

  • Puntando di più sull'azione dovrà dimostrarsi all'altezza delle modifiche
  • Niente split screen in coop
  • Cercare di allargare il proprio pubblico comporta inevitabilmente dei rischi