PC Magazine #96  0

Profondità spaziali e meteoriti che impattano la Terra, oltre l'usuale carico di notizie!

Settimana ricca di link e spunti interessanti, meglio non perdere tempo. Aspettando l'annuncio della versione PC e sperando in una conversione curata come fatto per Max Payne 3, vale la pena fare un salto qui e guardare queste immagini di confronto tra il quarto e il quinto GTA. Il progresso visivo sembra netto, davvero un lavorone considerando come si inserisca all'interno di un open world ricchissimo di dettagli e pensato principalmente per le console di corrente generazione. A PC Gamer dobbiamo invece consegnare la palma settimanale per il miglior pezzo. Anzi due: di recente ha infatti indagato con dovizia di particolari il fenomeno Minecraft - che non necessita certo di essere presentato - pubblicando un approfondito making of e indagando il futuro del sandbox svedese. Presto torneremo a parlarne anche sulle nostre pagine, quindi restate sintonizzati. Altri due pezzi degni di nota sono certamente questo di Gamasutra, che ha intervistato Richard "Magic: The Gathering" Garfield a proposito della sottile arte del bilanciamento, e poi quello di Kotaku, nel quale viene tratteggiato per Sony un presente ma forse soprattutto un futuro dominato da ombre, dubbi e possibili pericoli. Un gigante cui manca una rotta precisa che rischia di sgretolarsi, ad ascoltare un articolo che a dire il vero riporta più opinioni che dati nudi e crudi, ma resta assolutamente da leggere. QuakeWorld vi dice qualcosa? Si tratta di un aggiornamento per l'originale Quake, rilasciato oramai sedici anni or sono ma ancora oggi giocato da una piccola ma agguerrita scena competitiva. Un titolo estremo e particolarissimo; lontano mille miglia dagli shooter competitivi più in voga oggigiorno ma affascinante ancora dopo così tanto tempo. Per celebrarlo è stato creato il documentario che trovate poco sotto, una sorta di testamento per un fenomeno che rischia seriamente di scomparire a meno di un repentino rimbalzo di popolarità. Restiamo in casa id Software con una mod per Doom, Call of Dooty: Green Ops. A metà strada tra l'omaggio e la parodia, riprende alcuni temi visivi e ludici dei military shooter moderni - energia che si rigenera, negozio per acquistare le armi, cut scene e via dicendo - e li porta indietro nel tempo. Il risultato è esilarante anche se supponiamo che a quasi tutti basterà osservare il video qui accanto. Ah, ovviamente è stato rilasciato in più versioni: da quella standard alla collector's, fortunatamente tutte gratuite. Complesso ma interessante l'intrigo che ha coinvolto Team Fortress 2: per i dettagli vi rimandiamo alla pagina dove la questione è stata sollevata, ma in sintesi sembrerebbe che qualcuno in Russia movimenti un gran numero di oggetti e valuta virtuale per ripulire del denaro reale. Più immediata da comprendere, per concludere, questa web app che simula l'impatto di un corpo celeste con la terra, dandoci la possibilità di modificare tutti i parametri e valutarne con dovizia di dati e descrizioni le conseguenze. E' Deep Impact: The Game, in pratica.

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Kickstarter è la piattaforma di crowd funding privilegiata dagli sviluppatori indipendenti, ma non è l'unica. Questa settimana vi presentiamo infatti un progetto molto interessante che ha raggiunto (e superato) il traguardo che si era prefissato su IndieGoGo. La principale differenza tra Kickstarter e IndieGoGo riguarda il successo del finanziamento. Su Kickstarter chi propone un progetto deve raggiungere il tetto prefissato per incassare la somma, mentre su IndieGoGo si incassa sempre il denaro raccolto, indipendentemente dal successo o meno dell'iniziativa. Kickstarter però riscuote una tassa del 5% se il progetto ha raggiunto l'obiettivo, mentre IndieGoGo incassa il 9% sulla somma di un progetto fallito e il 4% su quella di un progetto riuscito. Ci sono poi altre tasse da considerare, ma si entra troppo nel dettaglio. Quello che conta è tenere d'occhio il mondo fuori da Kickstarter. Mente aperta, insomma. E parlando di ampie vedute, ecco un progetto fuori dagli schemi: Retro Game Crunch propone ai sostenitori di realizzare sei giochi in sei mesi. Ogni mese chi ha donato almeno quindici dollari vota un tema e alla fine del mese riceve un gioco creato su misura. Il primo gioco uscirà il giorno dopo il raggiungimento del traguardo. Al momento mancano ancora quarantamila dollari circa perché il sogno si realizzi, ma in più di venti giorni tutto può succedere.

Ed eccoci a parlare di Star Forge, il titolo finanziato su IndieGoGo che vi abbiamo promesso in apertura. Sulla pagina di IndieGoGo del gioco potete leggere i commenti della stampa internazionale che profetizza l'avvento di un capolavoro. Entusiasmo giustificato: Star Forge ha una fisica da paura e la sostanza non manca. Lo scopo è raccogliere le risorse intorno a noi e metterle a frutto su un pianeta alieno del tutto inospitale. Ricorda Minecraft? Non solo. Gli sviluppatori citano tra le fonti d'ispirazione anche Halo, Warcraft 3, Borderlands e Terraria. Prepariamoci dunque a vivere un'avventura sempre diversa su un pianeta procedurale, alternando RTS, FPS, RPG, Voxel Builder, Tower Defense e Physics Sandbox. Siete confusi? Date un'occhiata al video per capire di cosa si tratta e innamoratevi di Star Forge.

Continua la febbre da generazione procedurale con Elite: Dangerous, un progetto ambizioso che richiede la grossa cifra di un milione e duecentocinquantamila dollari per essere realizzato, ma che ha già ottenuto quasi la metà dei fondi necessari. Elite: Dangerous raccoglie l'eredità del glorioso Elite e del suo successore, Frontier: Elite II, e mira a diventare un immenso simulatore spaziale ultra realistico e infinito come un viaggio ai confini dell'universo. La massima libertà concessa al giocatore e l'interazione con la comunità di utenti dovrebbero fare di Elite: Dangerous il sogno proibito di chiunque abbia amato Elite negli anni '80. Il progetto è nelle mani di Frontier Developments e, a giudicare dalle immagini pubblicate, ha meravigliose potenzialità di crescita.

di Andrea Rubbini

Titolo: Magical Drop V
Sviluppatore: Golgoth Studio
Distribuzione: DD
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

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Guild Wars 2
Neanche a dirlo, la notizia più importante della settimana, dopo il lancio della versione free-to-play di Star Wars: The Old Republic, è la seconda major patch dell'MMORPG di ArenaNet. L'evento, intitolato "The Lost Shores" è iniziato ieri alle 21 nostrane e se avete letto il nostro speciale saprete già tutto dei karka, della nuova mappa PvP e del nuovo dungeon infinito.

Noi eravamo in prima linea anche ieri sera, purtroppo però le cose non sono andate lisce come i devs si aspettavano a causa del lag esagerato e di tutta una serie di bug che hanno reso l'esperienza molto meno piacevole del previsto. Il fattaccio non ha certo placato gli animi di tutti i fan furibondi per l'introduzione di un nuovo tier di oggetti superiore agli esotici, chiamato Ascended; una scelta che ha sollevato un vero vespaio: sul forum ufficiale sono stati scritti a riguardo più di settemila post! A quel punto ha preso in mano la situazione il direttore generale Chris Whiteside: "Il nostro obiettivo non è certo generare un treno di oggetti" ha detto, "Vogliamo piuttosto assicurarci che per i giocatori ci sia un percorso dagli esotici ai leggendari senza un distacco troppo grande". Whiteside ha reiterato che il PvP non sarà influenzato da questa aggiunta e che i nuovi oggetti verranno introdotti nel PvE e nel WvWvW col tempo, accessibili tramite vari metodi che comprendono anche i contenuti già in gioco.

The Secret World
È tempo di patch anche per l'MMORPG Funcom: il 15 novembre è stato rilasciato l'Issue #4, intitolato Big Trouble in the Big Apple, che introduce ufficialmente il primo raid-encounter del gioco, ambientato a New York.

Il raid non è ancora accessibile, tuttavia, ma i giocatori potranno passare il tempo con i nuovi contenuti inclusi nella patch, che comprendono la possibilità di costruire la seconda arma ausiliaria (la motosega) e darsi allo spettacolo sul palcoscenico dell'Albion Theatre a Londra. C'è qualche novità anche per quanto riguarda il PvP, sopratutto in merito al campo di battaglia Fusang dove non sarà più efficace la strategia dello "zerg". Ce li spiega Rasmus "Bjorndal" Harr: "le nuove meccaniche incentivano molto di più il combattimento, poiché adesso si dovrà mantenere il controllo di un obiettivo per ricevere le ricompense, e questo significa che è meglio non zergare ma piuttosto dividere i giocatori in piccoli gruppi per reagire il più rapidamente possibile a ogni situazione". I giocatori non riceveranno più credito per il completamento delle missioni PvP a Fusang, inoltre verranno aggiunti dei vendor PvP nelle zone in cui sono venduti i potenziamenti per le torrette e dei custodi per le varie basi. Infine, si parla di un sistema di partecipazione "inter-dimensionale" e di innovative missioni sotto copertura per aiutare la fazione meno rappresentata sul campo.

The Elder Scrolls Online
I dettagli sul controverso MMORPG di ZeniMax Online basato sull'universo di The Elder Scrolls cominciano a farsi più corposi. Avete letto la nostra anteprima? Vi suggeriamo di farlo, di preoccuparvi e poi di calmarvi un attimo e dare il beneficio del dubbio a questa nuova proposta di Bethesda.

Mentre mezzo mondo sembra indignarsi di fronte a questa bizzarra manipolazione di un franchise tanto iconico, gli sviluppatori di ZeniMax rispondono stoicamente ad alcune domande che assillano la community. Il panorama che ne emerge fa quantomeno ben sperare circa la qualità dello storytelling. Per esempio, scopriamo che le tre fazioni presenti nel gioco si distingueranno anche dal punto di vista delle quest: ogni fazione avrà le sue quest, perciò giocare nei panni di un Argoniano dell'Ebonheart Pact sarà completamente diverso dal farlo nel ruolo di un Bosmer dell'Aldmeri Dominion. Un altro interessante rivelazione riguarda le zone di The Elder Scrolls Online che abbiamo già visitato magari in Oblivion o Skyrim: gli sviluppatori ci assicurano che le storie che si svolgono in queste aree sono completamente diverse da quelle pensate per gli altri capitoli della saga. In realtà, chi ci abita non si differenzierà molto dalla sua controparte futura nei giochi offline, ma i loro comportamenti e le missioni che ci affideranno saranno calati nel nuovo contesto narrativo tutto nuovo.

Rift
In un mercato degli MMORPG sempre più free-to-play continua a fare una certa impressione la testardaggine con la quale Trion World continua a proseguire sulla sua strada seguendo il modello a sottoscrizione, nonostante la community di Rift non sia certo delle più nutrite. La prima espansione Storm Legion, però, ha riscosso un ottimo successo di pubblico e vendite, perciò la strategia del team sembra essere azzeccata.

Tanto di cappello, insomma, ma le cose vanno davvero così bene ovunque? In realtà no, perché la versione coreana di Rift, proposta all'inizio dell'anno, sta proprio compiendo il passaggio al modello free-to-play: dal 20 novembre, infatti, sarà possibile giocare per quarantanove livelli in modo completamente gratuito. Problematica anche la situazione in Cina: il publisher Shanda ha contratto un debito di circa settantacinquemila dollari con la società che si è occupata della traduzione del gioco, la quale ha deciso di protestare proprio davanti agli uffici di Shanda, causando non poco disagio e imbarazzo. E questa sì che è una bella gatta da pelare...

di Christian La Via Colli

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Google - 100.000 Stars
Agli inizi dell'era videoludica lo spazio era una scelta funzionale poichè bastava uno sfondo nero per darci l'illusione di essere nelle profondità siderali. Ma non tutte le applicazioni dedicate allo spazio erano semplici shooter. Negli anni 80 la fascinazione per lo spazio, quello vero, era ancora ai massimi livelli e su C64 e NES uscivano videogiochi sperimentali ambiziosi come Apollo 18 firmato Accolade o Space Shuttle Project di Nintendo. Giochi decisamente peculiari ed evocativi, capaci di affiancarsi, per spessore, ai programmi dedicati allo spazio reale e immenso.

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Già ai tempi del Commodore era possibile salire su un razzo e visitare un cosmo pixelloso ma verosimile ed emozionante, arrivando, grazie alla possibilità di rendere molto rapido lo scorrere del tempo, a incontrare la cometa di Halley faccia a faccia, come un Livingstone digitale. Purtroppo la magia si è esaurita con l'esaurirsi delle grandi scoperte e con il crollo delle promesse positiviste di uno spazio accessibile, pieno di sorprese e capace di svelare il mistero scientifico sconfiggendo l'odiata mortalità. Ma, nonostante l'ondata di pessimismo che ancora ci avvolge, per molti quel richiamo non è comunque scomparso. D'altronde, moda del momento o meno, lassù infinite galassie continuano ad avvolgersi e svolgersi, soli scomparsi da centinaia di anni ancora brillano nel nostro cielo e grandi pianeti ruotano lentamente attorno al loro sole, incuranti di noi, in quest'universo che si espande o si allarga a seconda della teoria del giorno. E' impossibile chinare il capo di fronte a tanta magnificenza, anche se non è la tanto agognata magnificenza divina, e l'evoluzione della tecnologia ha dato una mano anche agli appassionati dello spazio, diventando più accessibile e meno costosa. La realtà aumentata dei dispositivi mobile, per esempio, ci ha permesso di capire finalmente quali stelle ci passano sopra la testa eliminando una volta per tutte quella promessa che ci siamo fatti tutti di impararle. Ma nel frattempo è cresciuta anche la potenza dei motori grafici, sempre più versatili e facili da sfruttare. Lo dimostra il ritorno in massa dei titoli spaziali, assenti da qualche tempo visto il disinteresse dei grandi publisher e ora pronti a colpire, dalle trincee dell'indie, un mercato saturo di FPS e action-adventure. In questo caso, però, i giochi non ci interessano. Il web avanzato, infatti, ha permesso di creare numerose applicazioni dedicate al cosmo e tra queste ce n'è una nuovissima, pubblicata attraverso Google che potrebbe decidere di esplorare le vastità siderali dopo aver catalogato quasi ogni angolo della terra.

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Per fortuna lassù, usciti dall'orbita terrestre, non ci sono ancora segreti militari o interessi da proteggere e con l'arrivo del James Webb Space Telescope, nel 2018, la nostra conoscenza dell'universo sarà molto più estesa di quanto non lo sia oggi. Ma ci sono già 100.000 stelle ben conosciute, con interessanti storie da raccontare, che Google ha inserito nella sua nuova applicazione 100.000 Stars. Come abbiamo anticipato non si tratta di un gioco, anche se ha una serie di bug che ricordano le produzioni videoludiche moderne e ha una colonna sonora firmata da quel Sam Hulick che ha musicato Mass Effect, ma ci consente senza dubbio di tornare bambini, stupiti di fronte a rotazioni, ellissi e annichiliti da un'impressionante massa di 119.617 soli tutti rappresentati sul medesimo schermo. Attualmente il tutto è ancora in fase sperimentale: le stelle riprodotte tridimensionalmente e corredate da informazioni sono solo 87. Inoltre la nostra galassia viene rappresentata secondo l'immaginario di un artista che si è basato sulle immagini della galassia NGC 1232. Ma speriamo che l'esperimento non finisca qui e che in futuro vengano inseriti anche pianeti e quant'altro, con vere e proprie mappe galattiche da consultare a piacimento, magari in 3D. E poi chissà, tra qualche anno potremo viaggiare per le galassie nella nostra sala ologrammi.

di Mattia Armani

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Ed eccoci come ogni settimana a parlare del meglio che la scena videoludica indipendente possa offrire ai videogiocatori affamati di novità e stanchi di ritrovarsi ogni anno negli stessi mondi tripla A, ormai talmente prevedibili che somigliano all'andare in ufficio tutte le mattine. Manca solo la macchinetta del caffè (in realtà in alcuni giochi c'è anche quella), ma sono dettagli. Cerchiamo quindi di trovare le solite piccole gemme dalla bellezza senza principio, sognando Carmack ai tempi in cui sviluppava bevendo birra insieme a Romero.

Il primo gioco di cui vogliamo parlarvi è A Slower Speed of Light del MIT Game Lab. Stanchi di sentire la relatività speciale in bocca ai tronisti di Maria De Filippi e a quelli che su Twitter vogliono far credere al mondo che la sporcizia in mezzo alle dita dei piedi è tale solo perché la percepiamo in un certo modo, alcuni scienziati del MIT hanno collaborato alla realizzazione di questo divertente gioco freeware che permette di capire giocando cos'è quella cosa che tutti citano, ma nessuno conosce bene, noi compresi, teorizzata per la prima volta da Einstein. Ovviamente non si va alla velocità della luce, ma si raccolgono sfere che progressivamente mostrano alcuni degli effetti della relatività. Se ancora considerate Dante Alighieri il padre della lingua italiana e non un mentecatto che si guardava le partite sul tablet, dategli uno sguardo.

Il secondo gioco che vi segnaliamo è Primordia, la nuova avventura di Wadjet Eye Games di cui sono partiti i preordini. Purtroppo il team di Resonance si è visto respingere il gioco da Steam, come del resto è avvenuto per tutti i giochi indipendenti, nonostante il loro titolo precedente fosse stato già pubblicato sul servizio di DD di Valve. Ovviamente anche loro sono finiti nel limbo di Greenlight, che è diventato l'unico mezzo per chi non dispone di un publisher di accedere a Steam. Dal canto nostro vi consigliamo, se vi interessa il gioco, di prenderlo direttamente dal sito ufficiale, in modo da dare supporto al team di sviluppo.

Se vi piacciono gli Shmups, genere ormai di nicchia ma ricco di uscite nella scena indipendente, soprattutto quella giapponese, non potete perdervi Indie Shmups!, il nuovo minisito di PixelProspector che raccogli i migliori titoli del genere scaricabili dalla rete. Fateci un giro per riscoprire grandi sparatutto come Jets 'N' Guns, Satazius, Hyperspace Invaders Zero, Heaven Variant, Astebreed o Astro Tripper. L'autore ha promesso che lo aggiornerà con regolarità per creare un immenso database dedicato solanto a questo genere.

Passiamo a un altro genere di nicchia, in questo caso come nessun altro: le avventure testuali. Se vi piace l'idea di vivere le vostre avventure con la fantasia e non vi dispiacciono le interfacce testuali, andate sul sito dell'Ectocomp 2012 e scaricate le sei avventure partecipanti alla gara di quest'anno, tutte ovviamente a tema horror. Poi magari, se ve ne piace qualcuna, esprimete anche il vostro giudizio per aiutare. Vediamo l'elenco di tutte le opere partecipanti:

What Are Little Girls Made Of? di Carolyn VanEseltine
Beythilda the Night Witch di DCBSupafly
The Hunting Lodge di HulkHandsome
Ghosterington Night di Wade Clarke
Parasites di Marius Müller
The Evil Chicken Of Doom 3D di Mel Stefaniuk


Infine vi risegnaliamo Gutx di Pixel, il papà di Cave Story, anche se vecchiotto, visto che sta arrivando la versione per Nintendo 3DS annunciata proprio questa settimana (sarà scaricabile da eShop). È un ottimo sparattutto verticale ispirato ai classici a otto bit. Lo stile grafico, caratterizzato da una voluta pixellosità, è accattivante e vale la pena farci una partita, anche perché è completamente gratuito. Ectocomp 2012

La recensione della settimana
Golgoth Studio è un gruppo giovane che si sta specializzando nel ridare vita a vecchi brand da sala ormai considerati morti da tempo. Il primo prodotto annunciato dal team fu il remake di Toki, ormai diversi anni fa invero, ma a superare tutti verso il traguardo della release è stato un altro titolo, ossia Magical Drop V. Probabilmente vi risulterà insolito che un videogioco d'esordio sia un quinto capitolo (ma Lucas non vi ha insegnato nulla), ma in realtà si tratta della resurrezione di una serie di coin-op che arrivò fino alla quarta uscita. Risolto il mistero del numero seriale che nel 2012, in piena guerra natalizia dei cloni non dovrebbe stupire più di tanto, cerchiamo di capire il valore di tutta l'operazione.

Magical Drop V è quello che erano i precedenti episodi. In realtà è un po' meno, visto che ha meno opzioni e meno modalità, però il gameplay è rimasto invariato: bisogna raccogliere delle sfere e lanciarle. Quando se ne riescono a impilare tre le sfere scoppiano. Più sfere di seguito si fanno scoppiare, più il livello di combo sale. Lo scopo di ogni livello è quello di sconfiggere un avversario spaccando le proprie sfere e contemporaneamente facendo scendere le sue fino al fondo dello schermo. Insomma, è tutto un gran giramento di sfere... e non solo nel gioco, ma anche fuori. Il problema principale è che la prima release è veramente infestata di bug, il che è un peccato visto che il lavoro è complessivamente molto buono. Leggendo il forum del gioco abbiamo scoperto che gli autori hanno promesso a breve una patch risolutiva di tutti i problemi segnalati dagli utenti. Speriamo che sia davvero così, perché ci dispiacerebbe veder rovinato un esordio così promettente.

di Simone Tagliaferri

Titolo: Magical Drop V
Sviluppatore: Golgoth Studio
Distribuzione: DD
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.