Il PC che verrà  63

Tante novità per un'industria che sta cambiando: protagonista inaspettato, ma non troppo, il PC

Come e a cosa giocheremo nei prossimi anni su PC? La doppia domanda sarà sorta in più di una testa dopo aver visto tutto il ben di Dio venuto fuori in occasione del recente CES 2013: NVIDIA ha sparato per prima con il suo Project Shield (e non solo), mentre Valve per interposta persona ha prontamente

Il PC che verrà
Project Shield

risposto con Piston, lo Steam Box che Steam Box non è, ma che offre sicuramente alcune indicazioni sulla strada che potrà prendere nei tempi futuri il PC gaming e la fetta di mercato ad esso associata. Non a caso, anche se non parlando esplicitamente di videogiochi, il vicepresidente di Intel Navin Shenoy ha dichiarato di prevedere un livello d'innovazione su questa piattaforma nei prossimi 12 mesi più alto addirittura rispetto agli ultimi 18 anni, durante i quali in effetti molti elementi (soprattutto hardware) sono rimasti nient'altro che ripetute iterazioni di loro stessi, anno dopo anno.

Destinazione soggiorno

È evidente che dopo aver passato anni nelle nostre camere, il PC vuole cambiare stanza: le novità provenienti da Las Vegas sono sicuramente diverse tra loro, ma se viste a più alto livello provano tutte quante a proporre un modo per portare a compimento questa migrazione. A spingere il tutto è naturalmente Valve, società tra le poche ad aver rivoluzionato il mondo del gaming su PC nell'ultima decade, grazie a Steam. Proprio da qui è già partito il secondo atto di tale rivoluzione, grazie alla modalità Big Picture che troverà il suo definitivo compimento proprio con l'avvento dei nuovi dispositivi. Che sia uno Steam Box collegato direttamente alla televisione, un Project Shield di Nvidia in streaming tramite rete locale, o qualunque altra diavoleria non ancora annunciata, al momento poco importa: ciò che conta è la semplicità d'uso che i nuovi PC porteranno in dote, con servizi come GeForce Experience a completare l'opera. Ma se il PC finisce in soggiorno, dove vanno le console? A questo proposito, è interessante il parere espresso da Ben Cousins: dopo aver passato 13 anni in giro tra Lionhead, Electronic Arts e Sony, Cousins si è lanciato sullo sviluppo per dispositivi portatili, prevedendo la morte delle console. Una visione che al momento potrà apparire catastrofica, ma confortata da alcuni elementi inconfutabili. Le console sono innanzitutto vendute in perdita, comprese PlayStation 3 e Xbox 360 che sono costate a Sony e Microsoft la bellezza di 8 miliardi di dollari. Difficilmente, inoltre, i giocatori meno hardcore sono disposti a pagare il costo massimo delle console al lancio, e inoltre si fa avanti la possibilità che PlayStation 4 e Xbox 720 abbiano in dotazione un hardware non in grado di segnare un netto stacco rispetto ai PC attuali. Storie vecchie dirà qualcuno, ma che tornano d'attualità: il parere di Cousins è per forza di cose interessato, ma l'idea che si arrivi a un punto in cui il pubblico console mainstream possa preferire il mondo dei tablet, attratto da costi sensibilmente inferiori per i giochi, non è così fuori dal mondo.

Nuovi modi di giocare

A questo punto quindi, sviluppando questo ragionamento, la fetta di utenza console per la quale il tablet è ancora "troppo poco" potrebbe spostarsi verso il PC. Una cosa che a pensarci sta già accadendo. Le novità degli ultimi tempi hanno infatti spinto molti di coloro che avevano abbandonato il PC per passare alle console a compiere il passo inverso: anche in questo caso la causa principale è stata Steam, ad oggi la piattaforma di digital delivery più completa, dove è possibile trovare a prezzi generalmente ridotti rispetto alle versioni console i titoli multipiattaforma, sempre o quasi forti di un dettaglio grafico superiore. Ma la rivoluzione dei giochi su PC non si ferma al solo canale di distribuzione messo in

piedi da Valve: l'affermazione del panorama indipendente è stata infatti negli ultimi tempi uno dei traini per il ritorno del pubblico dal mondo console, così come il passaggio di massa alla formula free-to-play da parte degli sviluppatori ha permesso di giocare praticamente gratis a titoli di alto livello. Qualcosa al momento impensabile su console. Non dimentichiamo inoltre l'impatto di Kickstarter e del crowdfunding: proprio il PC è stata la piattaforma più gettonata da chi ha deciso di affidare il finanziamento del proprio progetto al pubblico di videogiocatori, alimentando così potenzialmente il parco giochi di questo sistema con innovazioni non legate alle logiche di mercato dei publisher. Dato che abbiamo parlato più volte dell'argomento crowdfunding in passato, è inutile soffermarci su di esso più di tanto in questa sede, ma vale la pena citare le parole recenti di David Cage di Quantic Dream, secondo il quale senza idee nuove l'intrattenimento elettronico è destinato a crollare. Proprio da Kickstarter ci arriva un'ulteriore indicazione: i giocatori giovani di ieri sono quelli con qualche anno in più sulle spalle oggi, e hanno chiaramente il PC nei loro cuori. A dimostrarlo, i successi ottenuti dai vari Double Fine Adventure, Wasteland 2 e così via. Un fattore nostalgia da non sottovalutare, nell'ottica di un ritorno alle origini, che come dicevamo per alcuni giocatori è già iniziato.

Mouse e tastiera: duri a morire?

Finora sembra che in vista ci siano solo cambiamenti, ma la verità come sappiamo è un'altra: il pubblico PC sa dimostrarsi piuttosto determinato nel ritenere l'accoppiata composta da mouse e tastiera il miglior sistema di controllo esistente, senza ammettere alcuna replica. Elemento che cozza con quanto abbiamo detto finora: i progressi nel supporto ai controller da parte dei PC hanno certamente ammorbidito tale posizione, ma è evidente che qualcuno nell'industria dovrà fare qualcosa in più per riuscire a cambiare definitivamente le nostre abitudini. Se Project Shield ci promette l'arrivo di un controller "da salotto" per i nostri giochi, Razer con il suo EDGE Pro proverà a prendere una strada diversa, preparando un'integrazione tra PC e tablet composta da una tastiera affiancata ad uno schermo touch-screen e un controller, a seconda dell'occasione. Anche in questo caso, ci troviamo al cospetto di quello che è il semplice inizio di una strada, che non ci è dato sapere se sarà effettivamente intrapresa o no dal mercato:

contrariamente a chi come Allistair Pinsof su Destructoid ha già bocciato tali soluzioni però, non ci sentiamo di fare altrettanto. Indovinate a questo punto chi rientra in gioco? Proprio lei, Valve, anzi più nello specifico Gabe Newell, che nell'ormai famosa intervista rilasciata a The Verge ha offerto una ghiotta anticipazione sulle preferenze del suo team in termini di sistemi di controllo: niente Kinect, Move e sensori di movimento, ma sensori biometrici. Mani, dita, muscoli, tutto viene descritto in termini di banda passante, per una comunicazione migliore tra gioco e giocatore, dove a farla da padrone sarà il tracciamento dello sguardo. Un'idea intrigante e potenzialmente rivoluzionaria. E poi c'è Oculus Rift, non ce lo siamo di certo dimenticato: dopo il 3D, per la serie a volte ritornano, abbiamo visto in questi mesi anche l'arrivo della realtà virtuale, con risultati che sembrano essere piuttosto diversi a seconda di chi sperimenta queste soluzioni. Se le tre dimensioni classiche troveranno la loro fine presto (avete sentito qualcuno parlarne al CES?), il visore sembra in grado di poter dire la sua sul mercato.

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Quelli che abbiamo considerato in questo speciale non sono che alcuni degli scenari che potrebbero verificarsi in futuro: è sicuramente ancora troppo presto per dire chi vincerà, visto che di carne al fuoco ce n'è davvero tanta. L'unica consapevolezza, riprendendo le dichiarazioni di Intel riportate a inizio articolo, è che la rinascita del PC, già iniziata da qualche tempo, possa spiccare il volo: a noi non resta che continuare a guardare, sperando che l'arrivo di nuove idee porti quel livello d'innovazione nel mercato e nel modo di giocare che ormai manca da diverso tempo.