Telltale Games - Monografie  18

Il loro The Walking Dead ha vinto il nostro premio come miglior gioco del 2012: ma come sono diventati famosi i ragazzi di Telltale Games?

Monografie è una rubrica a cadenza mensile che racconta i momenti essenziali nella storia di alcune società o personaggi di spicco nel mercato videoludico.

"È un gioco, che poi di gioco non ha molto, visto che punta tutto sulla narrazione. E forse, è anche proprio per questo che ci ha convinto... con personaggi profondi, scene drammatiche, colpi di scena, e dialoghi molto convincenti": così Pierpaolo Greco, il nostro responsabile editoriale di Multiplayer.it, suggella l'elezione del gioco del 2012 secondo la redazione, The Walking Dead.

"È un'avventura grafica, quando negli ultimi anni il genere è stato dato per morto", ci spiega il simpatico pelatone, tra le ombre dell'oscuro antro di ufficio in cui ha fatto il nido. "È un'opera su licenza quando proprio i tie-in sono, storicamente, i videogiochi peggiori"; in questo modo si definisce l'ultima fatica di Telltale Games, ma tutto sommato sono affermazioni perfettamente riconducibili alla maggior parte della loro produzione, che sopratutto negli ultimi anni, tra alti e bassi ne ha affermato l'indiscusso talento. Eppure, non tutti conoscono bene questa software house e i suoi giochi: scopriamoli insieme.

Le origini

In un certo senso, Telltale Games nasce nel lontano 1993 con Sam & Max Hit the Road, un'avventura grafica sviluppata da LucasArts per MS-DOS (e Mac, un paio di anni dopo) che riscosse enormi consensi. Era un'epoca in cui il terreno era molto più fertile per le avventure grafiche, genere in cui i ragazzi di LucasArts erano assoluti maestri. Il genere, tuttavia, decadde con il passare degli anni, diventando sempre più rarefatto, occultato dal boom di nuove categorie di videogiochi e, ovviamente, utenti. Non staremo qui a discutere dei come e dei perché: non solo non è il luogo adatto, ma i punti di vista in merito sono molteplici e meriterebbero più approfondimento di una manciata di righe. Vale però la pena soffermarci sull'evoluzione del franchise Sam & Max, indissolubilmente legato alla fondazione di Telltale Games.

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Sam & Max Hit the Road, 1993

Il primo sequel fu menzionato nel 2001, con il titolo Sam & Max Plunge Through Space. Non vide mai la luce, però: Infinite Machine, la piccola società composta da vari ex sviluppatori di LucasArts che avrebbe dovuto realizzarlo, andò in bancarotta, portando alla cancellazione del progetto. LucasArts non si diede per vinta, e un anno dopo tornò alla carica con un altro sequel, Sam & Max: Freelance Police. Questa nuova avventura grafica avrebbe utilizzato un engine tridimensionale, riunendo peraltro gran parte dello staff originale, tra cui Steve Purcell, alla sceneggiatura, e i doppiatori Bill Farmer e Nick Jameson. Lo sviluppo sarebbe stato diretto da Michael Stemmle, uno dei designer dell'originale Sam & Max Hit the Road.

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Dan Connors

Troppo bello per essere vero: nel Marzo 2004, LucasArts interrompe lo sviluppo del gioco, cancellandone la produzione e citando come causa "la situazione attuale del marketing". In altre parole, le avventure grafiche non vendevano più. L'infelice decisione corrispose con la ristrutturazione interna di LucasArtas, a quei tempi discretamente in crisi: nel corso del 2003 le vendite di tutti i suoi giochi avevano fatturato meno di un unico titolo come Halo. Questo fu un colpo basso per lo zoccolo duro dei fan delle avventure grafiche: la reazione fu impressionante, con tanto di petizione e trentaduemila firme in calce. Fu quello il punto di svolta: alcuni membri dello staff di Sam & Max: Freelance Police lasciarono LucasArts per fondare una compagnia tutta loro. Telltale Games fu quindi fondata da Dan Connors e Kevin Bruner con il preciso scopo di realizzare quelle avventure grafiche che LucasArts non considerava più abbastanza proficue: a loro si unirono col passare del tempo sempre più ex colleghi, formando una squadra che oggi conta più di cinquanta persone.

I giochi

La carriera di Telltale Games però non comincia con un'avventura grafica, ma con un gioco... di poker. Si intitola Telltale Texas Hold'em e viene prodotto con il semplice obiettivo di sperimentare la distribuzione digitale. Esce nel 2005 e riscuote un discreto successo, venendo perfino eletto "gioco indie del mese" da alcune riviste videoludiche.

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Telltale Texas Hold'em, 2005

Sulla base di TellTale Texas Hold'em viene sviluppato, cinque anni dopo, Poker Night at the Inventory: anche questo è un gioco di carte, ma i partecipanti sono Tycho del fumetto di Penny Arcade, il forzuto di Team Fortress 2, Max di Sam & Max e Strong Bad della serie Homestar Runner. Ironicamente, Telltale scrive per questo semplice gioco di carte più linee di dialogo di un'avventura di Sam & Max, dimostrando ancora una volta la serietà nella gestione dei franchise di riferimento. Tra Texas Hold'em e il 2010, Telltale Games non resta certo con le mani in mano, comunque, e produce una gran varietà di avventure grafiche basate sulle più diverse Intellectual Property. La prima è Bone, la serie a fumetti di Jeff Smith: vengono sviluppate due avventure, Out from Boneville e The Great Cow Race, e altre ne vengono pianificate che però non vedranno mai la luce.

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Sam & Max Save the World, 2006

Telltale Games acquisisce anche i diritti di CSI: Crime Scene Investigation, la serie televisiva cult che all'inizio del 2000 aveva avuto un successo esplosivo. Il primo titolo è CSI: 3 Dimensions of Murder, sviluppato per conto di Ubisoft; seguono poi Hard Evidence, Deadly Intent e Fatal Conspiracy, tra il 2006 e il 2010. ]Nel 2006, Telltale Games cerca anche di acquistare la licenza di Sam & Max: Freelance Police da LucasArts, ma senza successo. La società di Connors decide quindi di aggirare il problema, assicurandosi i diritti sul franchise tramite il creatore originale, Steve Purcell. Il risultato è la "prima stagione" di Sam & Max, intitolata Save the World, che viene rilasciata in episodi a cadenza mensile, una soluzione innovativa per l'industria dei videogiochi, per quanto indubbiamente faticosa. Questa strategia si rivela un successo, e non solo vengono prodotte anche altre due serie di Sam & Max (Beyond Time and Space e The Devil Playhouse) ma la struttura episodica diventa anche una caratteristica costante nelle produzioni Telltale, come quelle basate su franchise come Wallace & Gromit, Hector o Law and Order.

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The Walking Dead: The Game, 2012

I grandi successi

Telltale Games riscuote sopratutto un enorme successo grazie a una serie di IP particolarmente importanti e famose. La prima di queste è Monkey Island, la famosissima serie di avventure grafiche prodotta da LucasArts dal 1990 in poi. Ed è proprio per LucasArts che Telltale Games sviluppa nel 2009 i cinque episodi di Tales of Monkey Island: la nuova serie sembra figlia di un fortunato allineamento di interessi e prospettive.

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Tales of Monkey Island, 2009

La principale fu sicuramente il via libera da parte del nuovo presidente di LucasArts, Darrel Rodriguez, ma anche il rinnovato interesse nelle avventure grafiche grazie al nuovo sistema di distribuzione digitale che consentiva lo sviluppo di prodotti più coraggiosi e originali a un rischio molto più limitato. Lo sviluppo fu condotto da Dave Grossman, il direttore creativo di Telltale Games che aveva già lavorato al primissimo The Secret of Monkey Island. Grazie all'esperienza degli sviluppatori, veterani del genere o della serie, e al coinvolgimento di gran parte del team originale, tra cui il creatore della serie Ron Gilbert e il doppiatore storico di Guybrush Tripwood, Dominic Armato, la nuova proposta Telltale Games ebbe un successo di pubblico ben al di sopra delle aspettative, convincendo la società che la strada intrapresa era quella giusta. Un anno dopo, Telltale Games acquisisce da NBC Universal i diritti di altri due franchise molto importanti: Ritorno al Futuro e Jurassic Park.

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Back to the Future: The Game, 2010

Delle due, quella che ha avuto più successo è stata sicuramente la serie multipiattaforma in cinque episodi che fa da sequel alla famosa trilogia cinematografica di Robert Zemeckis, grazie anche alla collaborazione di Bob Gale, co-creatore del franchise originale. Cristopher Lloyd doppia la sua versione cartoonesca di Doc Brown, mentre A.J. Locascio sostituisce Michael J. Fox nel ruolo di Marty McFly. Fox, comunque, doppia un paio di cammeo nell'ultimo episodio. Nonostante qualche perplessità di minor rilievo, critica e pubblico apprezzano molto la reinterpretazione di questo mito cinematografico. Lo stesso non si può dire, invece, per Jurassic Park: The Game. I quattro episodi multipiattaforma rilasciati nel 2011 si svolgono in parte contemporaneamente e in parte tra il primo e il secondo capitolo della saga letteraria/cinematografica, e ruotano attorno a personaggi perlopiù inediti. Il gameplay abbastanza scialbo e la caratterizzazione insoddisfacente dei personaggi non hanno convinto i giocatori, che a quel punto temevano il calo di qualità nella bravura dei ragazzi di Telltale Games.

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Jurassic Park: The Game, 2011

La smentita avviene soltanto un anno dopo, quando la società californiana sforna la serie multipiattaforma in cinque episodi ispirata al fumetto The Walking Dead, peraltro divenuto anche una serie televisiva da qualche anno. È proprio il gioco che abbiamo eletto come il migliore del 2012: definito come una vera e propria rivitalizzazione del genere avventura grafica, The Walking Dead è la summa dell'esperienza ventennale dei ragazzi di Telltale Games, sia dal punto di vista ludico che narrativo. Pluripremiato dalla critica, The Walking Dead è stato anche il gioco più venduto, e più velocemente, nella storia della società, con oltre otto milioni e mezzo di episodi venduti tra tutte le piattaforme. Il successo ha naturalmente condotto alla lavorazione di una seconda serie, che dovrebbe essere rilasciata in un prossimo futuro: intanto, Telltale Games è a lavoro anche su una serie di avventure grafiche basate sul franchise a fumetti Fable, sempre di Warner Bros. Entertainment, e su King's Quest di Sierra.