Made in China  5

Invitati a Parigi da Wargaming, abbiamo provato in anteprima i tank cinesi

Dopo aver riscosso grandissimi successi in madrepatria, negli Stati Uniti e in Europa, World of Tanks ha cominciato da diverso tempo a muovere i suoi passi anche verso l'oriente, terreno molto fertile per le produzioni basate sul modello commerciale free to play. Non è

un caso dunque che l'imminente patch 8.3 porti con sé il tech tree dedicato ai carri armati cinesi, un'introduzione che ha fatto discutere non poco gli appassionati sui forum. Le discussioni hanno principalmente accusato una certa piattezza di questa nuova aggiunta, dato che, per motivi principalmente storici, i carri cinesi difettano in originalità, in quanto palesemente ispirati a quelli di nazioni alleate e nemiche. Una critica non certo infondata, sebbene alcune partite consecutive ci abbiano convinto che questo tech tree apparentemente "già visto" nasconde invece alcune particolarità interessanti, che finiranno indubbiamente per risvegliare l'interesse di molti giocatori. Come sempre attenta al feedback della stampa e delle comunità, Wargaming ci ha invitato a Parigi, sfidando uno sciopero totale dei tassisti e un server in avaria, per farci provare in anteprima l'aggiornamento. Dopo qualche ora di match appositamente organizzati nel contesto del China Club parigino, ecco le nostre impressioni.

Mi presti i tuoi tank?

L'evoluzione storica dei tank cinesi presenta diversi aspetti interessanti, al punto che ricapitolare brevemente la loro storia è essenziale per comprenderne appieno le caratteristiche. Prima di passare ai dati storici, i ragazzi di Wargaming ci hanno tenuto a dedicare qualche minuto a un piccolo punto della situazione,

come da tradizione per ogni loro incontro dedicato alla stampa. Il 2013 sarà un anno tutto particolare per la casa di sviluppo bielorussa, dato che segnerà il quindicesimo compleanno dalla fondazione, avvenuta nel 1998 (per quanto il primo gioco, DBA Online, sia datato 2000). Una ricorrenza che verrà naturalmente festeggiata in maniera molto sentita e particolare, con eventi che culmineranno all'E3 losangelino, dove sono previste celebrazioni in grande stile. Nel frattempo, World of Tanks continua a regalare grandi sorrisi all'azienda, con oltre 45 milioni di utenti registrati e, soprattutto, una media di un milione di giocatori costantemente collegati in contemporanea, soprattutto quest'ultimo un dato rilevante. Ben 205 sono i paesi coinvolti, tra i quali figura, udite udite, anche lo Stato del Vaticano, dal quale sono state recentemente tracciate connessioni multiple. Del resto, da Twitter all'online gaming, si sa, il passo è breve. L'inserimento dei tank britannici, di cui abbiamo parlato qualche mese fa, è stato molto ben accolto dai fan, facendo registrare un'impennata nei nuovi utenti, motivo in più per Wargaming per tenere fede alla parola data, ossia un supporto costante e continuo su World of Tanks, con continui inserimenti di nuovi veicoli e miglioramenti.

Tornando ai tank cinesi e a ciò che li rende particolari, chi conosce la storia sa bene che la Cina ha principalmente "ereditato" i suoi mezzi bellici. In parte acquistandoli da altri paesi (o ricevendoli in omaggio, soprattutto dalla Russia), in parte copiando spudoratamente i modelli nemici catturati in combattimento, andando molte volte a creare prototipi "mescolando" letteralmente parti di carri armati di diversa provenienza. Non è un caso infatti che la maggior parte dei modelli cinesi di basso tier presenti nel tech tree vengano da altre nazioni, come l'americano M5 e il T43 sovietico. Non manca una presenza giapponese, incarnata dal Type 97, meglio noto come Chi-Ha. Solo i ranghi più elevati vedono annoverate le vere produzioni cinesi, per quanto molti appassionati di tank russi noteranno nondimeno le molte analogie costruttive. Per mettere ordine nella nuova offerta, Wargaming propone una divisione in quattro categorie dei 17 nuovi mezzi bellici, tra Importati, Prototipi (mai prodotti in massa), Prototipi richiesti dal governo e Produzione di massa.

Made in china

La nostra prova diretta ci ha visto affrontare un discreto numero di match su mappe ormai ben note, scegliendo ora tank provenienti da tier bassi, ora i migliori che il nuovo tech tree può offrire. Se ci sono due elementi che possono accomunare l'intera offerta cinese, sono senza dubbio la mobilità dei mezzi offerti, e la notevole potenza di fuoco a disposizione, a fronte di tempi di ricarica spesso ingenti e dotazioni d'armatura non eccezionali. In altre parole, mezzi votati perlopiù ad uno stile di gioco molto veloce e dinamico, e a team intenzionati a

difendersi attaccando. Interessante in questo contesto è la presenza di tank leggeri fino al tier 8, perfetta per chi prediliga i pesi piuma senza dover rinunciare ad alte prestazioni. Peraltro, come ampiamente testimoniato dalla comunità durante le prove sul test server, diversi modelli hanno molti punti in comune con i tank russi, godendo peraltro degli stessi vantaggi, come lo sblocco delle armi potenziate molto presto. Per quanto riguarda l'impatto che l'inserimento del tech tree cinese avrà nel roster complessivo, questo non ci è stato purtroppo possibile verificarlo, dato che le nostre prove si sono svolte tutte disputando match solo nell'ambito dei nuovi mezzi. Da sempre, ogni nuovo inserimento viene accompagnato da diversi aggiustamenti nelle caratteristiche dei restanti tech tree, che anche in questo caso non mancheranno. Per avere un quadro preciso dell'impatto sul gameplay, occorrerà tuttavia qualche settimana. Di certo, più che un'aggiunta particolarmente interessante per la varietà del gameplay, l'integrazione dei tank cinesi rappresenta una decisa strizzata d'occhio al paese che conta tra i suoi abitanti un gran numero di potenziali appassionati di World of Tanks, e dei futuri titoli targati Wargaming. I fan non hanno torto nell'affermare che vi sono carenze da colmare tra i tank di altri paesi già rappresentati nel gioco (vedasi la Gran Bretagna), peraltro la grande velocità a cui gli studi di sviluppo interno sfornano gli aggiornamenti fa pensare che tutti i palati verranno soddisfatti, concedendo il giusto tempo ai ragazzi di Wargaming.

Se non altro, i tier più alti dei tank cinesi presentano alcuni modelli notevoli per mobilità abbinata a una straordinaria potenza di fuoco, offrendo delle valide alternative alle scelte già presenti. Soprattutto il light tank al tier 8, al secolo WZ 132, rappresenta un inedito per il gioco, e potrebbe rivelarsi uno dei mezzi più interessanti di tutto il tech tree. Molto interessante, a parere nostro ma non solo, anche il 113, diametralmente opposto come concezione. Pienamente in categoria heavy, abbina comunque una manovrabilità superiore alla media della sua categoria a una potenza di fuoco devastante. Se tuttavia non doveste considerare il grinding necessario a sbloccare i nuovi veicoli un buon investimento, non è il caso di disperare. La patch 8.3 porta con sé un gran numero di fix (qui trovate le note ufficiali), sebbene non vi siano aspetti tecnici degni di nota, e nuove aggiunte sono senza dubbio all'orizzonte. Notizie riguardo a queste ultime e reportage dai futuri eventi vi aspetteranno, come sempre, su queste pagine nei prossimi mesi.