Guida per genitori - Settembre 2015  26

Torna l'appuntamento con la nostra rubrica dedicata ai genitori: novità e consigli autunnali

RUBRICA di Rosario Salatiello   —  07 Settembre 2015

Arriva settembre: sole, mare e aria aperta iniziano inevitabilmente a lasciare spazio alla ripresa delle attività, con il conseguente aumento del tempo passato in casa da grandi e piccoli. Durante la pausa estiva, anche la nostra Guida per genitori è andata in vacanza, motivo per il quale vi ricordiamo lo scopo di questa rubrica: avvicinare gli adulti meno esperti di videogiochi a quello che è ormai di gran lunga uno dei passatempi preferiti dai più giovani, andando prima di tutto a scorrere la lista di alcuni dei videogiochi in uscita in queste settimane. Come di consueto ci soffermeremo in particolare sulle possibilità che il mercato offre a bambini e ragazzi, volgendo l'attenzione sia a eventuali titoli "caldi" con tematiche particolari, sia a quelli che è invece possibile comprare senza temere conseguenze per i propri figli. Nella seconda parte ci concentreremo invece su alcuni consigli generali, stavolta sul come gestire il tempo speso in compagnia dei videogiochi ed eventuali modi per tentare di risolvere problematiche legate a questo aspetto.

Qualche consiglio per gli acquisti e una serie di dritte per regolamentare l'accesso ai videogiochi!

Le altre uscite di settembre

Oltre ai titoli citati in questo articolo, ci sono tanti altri giochi in uscita questo mese. Vi rimandiamo ai nostri articoli dedicati per approfondirne la conoscenza.

Consigli per gli acquisti

Il mese da poco iniziato non presenta particolari criticità verso i piccoli in termini di nuove uscite, anche se il titolo più atteso è sconsigliato ai minori di 18 anni dalla classificazione PEGI: si tratta di Metal Gear Solid V, ultimo capitolo della lunga saga partita sulla prima PlayStation, escludendo gli episodi ancora più vecchi. Le radici della serie, che affondano negli anni '90, rendono il gioco forse un po' meno appetibile da parte dei più giovani, anche se il brand riveste un'importanza di primissimo piano nel mondo dei videogiochi. Ci saranno quindi di sicuro dei minori che hanno avuto modo di provare i capitoli precedenti, desiderando di mettersi in pari con quello nuovo: ciò che bisogna sapere è che si tratta di un gioco molto maturo, più dei precedenti, per il quale la classificazione PEGI ha individuato scene di "violenza estrema e immotivata".

Saltando ad altro, per andare più sul sicuro si può acquistare FIFA 16 e PES 2016 per chi ama il calcio, mentre NBA 2K16 è il riferimento per chi è appassionato di basket. Scendendo al di sotto dei 10 anni, questo mese troviamo una vera e propria miniera d'oro: si parte dall'ottimo Super Mario Maker per Nintendo Wii U, grazie al quale scatenare la fantasia creando i propri livelli con un editor concepito appositamente per essere fruibile da tutti quanti. Se i vostri figli amano i videogiochi avrete sicuramente sentito parlare negli ultimi anni di Skylanders e Disney Infinity, di ritorno sul mercato rispettivamente con SuperCharges e la versione 3.0, dedicata al mondo di Guerre Stellari e ad alcuni inconfondibili cartoni Pixar/Disney. Chiudiamo con Tearaway: Avventure di Carta, deliziosa opera costruita (virtualmente) con lo stesso materiale con cui i piccoli amano giocare e creare a casa e a scuola.

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Darsi delle regole

Col rientro a scuola, la preoccupazione di molti genitori sarà probabilmente quella di vedere il proprio figlio passare troppo tempo in compagnia dei videogiochi, mettendo in secondo piano lo studio. Un timore più che lecito, da affrontare in modo simile a quello in cui si tratterebbe l'uso di troppa televisione durante le ore del giorno, con la differenza che per la loro natura i giochi possono offrire un livello d'immersione in grado di aumentare ancora di più l'attrazione nei loro confronti. In termini d'attenzione, un campanello d'allarme può essere rappresentato dal comportamento dei propri ragazzi quando non sono davanti allo schermo: la normalità vorrebbe che si pensi a ciò che si sta facendo in quel momento, ma ci sono casi in cui il coinvolgimento può essere così grande da far sì che il bambino finisca per pensare a un determinato gioco anche quando sta, per esempio, studiando.

Guida per genitori - Settembre 2015

Di nuovo, questo non significa affatto che sia malato ma semplicemente può permettere di capire se i videogiochi stanno iniziando a occupare troppo spazio nella sua vita: le attività sociali dovrebbero essere al centro della giornata dei più piccoli, ma un eventuale rifiuto d'intrattenere rapporti con altri coetanei può rappresentare un altro segnale da tenere in considerazione. In alcuni casi può anche esserci aggressività da parte dei ragazzi, come risposta a un tentativo dei genitori di regolamentare l'accesso all'intrattenimento elettronico. La cosa più importante è affrontare le cose con calma, tenendo presente che anche dal punto di visto medico non esiste una dipendenza vera e propria dai videogiochi, ma solo una semplice passione che in quanto tale può coinvolgere di più o di meno un singolo individuo. In America, i pediatri raccomandano ai piccoli di giocare un'ora al giorno, ma non potrebbe esserci niente di più sbagliato d'imporre questa regola (a nostro avviso anche troppo rigida!) di punto in bianco a un figlio che passa troppo tempo col joypad in mano. Spiegarsi e motivare l'esigenza di diminuire le ore spese in compagnia dei videogiochi può aiutare, dando al bambino la possibilità di capire che la decisione del genitore non viene fuori dal nulla, ma è legata ai comportamenti o risultati che non stanno andando per il verso giusto. La via più semplice è dunque quella di mettere in piedi un dialogo, per fissare insieme delle regole alle quali sottostare, discutendo di modalità oltre che di tempi: evitare un gioco particolarmente coinvolgente quando si sa di avere un impegno a breve o di dover andare a letto, oppure offrire un premio per tutte le volte che la console viene spenta entro i termini previsti. A questo proposito, l'ultima risorsa viene offerta dai "soliti" controlli parentali, offerti ormai da tutte le principali piattaforme presenti sul mercato: tra le loro opzioni, c'è spesso anche un vero e proprio timer di gioco, che fa spegnere il dispositivo una volta raggiunto lo zero.