PlayStation 4 Neo, pro e contro  346

Ormai manca solo un annuncio ufficiale alla conferma di PlayStation 4 NEO: analizziamo i pro e i contro dell'insolito progetto

Le ultime notizie riguardanti la fantomatica PlayStation 4.5, nome in codice NEO, sono state confermate da Digital Foundry e numerosi addetti ai lavori le giudicano attendibili. Sembra dunque manchi solo un annuncio ufficiale per quello che si pone come un progetto a dir poco insolito, una vera e propria rivoluzione se consideriamo il mercato console per come lo abbiamo sempre conosciuto. Un passo - bisogna riconoscerlo - che era stato fatto in precedenza da Nintendo con il New Nintendo 3DS, sebbene i presupposti stavolta siano differenti. Stando alle voci che circolano, infatti, Sony impedirà agli sviluppatori di realizzare titoli in grado di girare unicamente sul nuovo modello di PlayStation 4, cercando dunque di evitare una pericolosa frammentazione; anche considerando il fatto che la console della casa giapponese ha superato il traguardo dei quaranta milioni di unità venduti in tutto il mondo.

Cos'è PlayStation 4 NEO?

L'idea di Sony è quella di lanciare sul mercato una versione potenziata dell'attuale PlayStation 4, non una piattaforma differente: ciò si traduce in un discorso che va oltre il semplice mantenimento della medesima architettura, e che mira a utilizzare una componentistica il più possibile compatibile con l'attuale hardware.

Le specifiche emerse finora parlano di una CPU Jaguar overclockata, con otto core che girano alla frequenza di 2,1 GHz anziché 1,6, di una maggiore ampiezza di banda per la RAM (con 218 GB/s contro gli originali 176 GB/s) e soprattutto di una GPU notevolmente potenziata, con il doppio delle compute unit e una frequenza di funzionamento di 911 MHz anziché 800. Specifiche che fanno pensare ai chipset Polaris 10 di AMD, e che garantirebbero al solo comparto grafico un boost di oltre il 200%, rendendo verosimilmente PlayStation 4 NEO fra le due e le tre volte più potente di PlayStation 4. Ebbene, in che modo Sony intende utilizzare questa potenza? Secondo le informazioni emerse, a partire da ottobre tutti i titoli in uscita dovranno includere due modalità di funzionamento, una ottimizzata per il vecchio hardware e una per quello nuovo. Nel concreto, l'idea sarebbe di raddoppiare il frame rate dei giochi quando girano su PlayStation 4 NEO, portandoli da 30 a 60 frame al secondo, e di utilizzare una tecnologia di upscaling per ottenere una risoluzione di 4K sul nuovo modello. La maggiore potenza, inutile nasconderlo, consentirà anche di offrire esperienze in realtà virtuale più convincenti con il visore PlayStation VR (il cui nome in codice, lo ricorderete, era "Morpheus" e fa certamente il paio con "Neo" - evidentemente Sony ha davvero apprezzato la trilogia di Matrix), nonché di sperimentare un 4K reale in determinate applicazioni. Una prospettiva allettante? Analizziamone i pro e i contro.

PlayStation 4 NEO, le ragioni del sì

Il lancio di una nuova piattaforma è sempre un lieto evento, lo sappiamo bene, perché ravviva l'interesse attorno all'intero settore: i publisher partecipano a questa festa facendo importanti annunci e stringendo eventualmente accordi esclusivi, il che a sua volta genera ulteriore entusiasmo fra gli addetti ai lavori e gli utenti finali. Ci sono ben altri motivi, tuttavia perché PlayStation 4 NEO dovrebbe essere accolta con il sorriso sulle labbra. Sarebbe in primo luogo un caso unico nella storia delle home console, un elemento innovativo e a suo modo rivoluzionario, che va a scalfire una questione finora intoccabile come il ciclo di vita lungo che da sempre caratterizza queste piattaforme.

Per di più non si tratta di un'esigenza che nasce dall'inadeguatezza, anzi è vero il contrario: PlayStation 4 è attualmente leader del mercato, avendo venduto esattamente il doppio di Xbox One, quindi sulla carta non aveva affatto bisogno di un rilancio. Eppure la soluzione dell'upgrade hardware consentirà di assolvere almeno in parte a una delle colpe di questa generazione di console, ovverosia l'essere nate tecnicamente "vecchie", sotto-potenziate rispetto a un mondo PC che risulta oramai inarrivabile in termini prestazionali, tutto per non finire sugli scaffali dei negozi a un prezzo eccessivo. Da un punto di vista squisitamente economico, si potrebbe dire che Sony abbia voluto "rateizzare" il proprio intervento nell'attuale generazione con due differenti macchine che, sommate, costano quanto PlayStation 3 al lancio. Sul fronte tecnico, invece, PlayStation 4 NEO consentirà finalmente agli sviluppatori di offrire quell'esperienza a 1080p e 60 frame al secondo che ci si aspettava dalla current-gen, anzi di fare finanche qualcosa in più, operando un upscaling a 4K (si spera il più efficace possibile) per abbracciare le nuove linee di televisori UltraHD proprio quando il loro prezzo sta diventando alla portata di tutti. La presenza di un supporto per i Blu-ray a 4K, a questo punto molto probabile, chiuderebbe un cerchio innovativo importante, in grado di riportare le console all'avanguardia della sfera multimediale e consentendo anche al gaming PC di giovare di nuovi standard di riferimento per le produzioni multipiattaforma. I vincoli voluti da Sony in tal senso impediranno inoltre la frammentazione del mercato: tutti i giochi in uscita funzioneranno sia sul vecchio che sul nuovo modello di PlayStation 4, approfittando in quest'ultimo caso di una componentistica più avanzata per migliorare frame rate, risoluzione ed effettistica al netto degli stessi contenuti. I discorsi sul maggiore impegno in fase produttiva a causa di una piattaforma extra a cui pensare lasciano il tempo che trovano: per consentire ai giochi di utilizzare la potenza extra basterà alternare due preset, esattamente come accade da anni in ambiente Windows. Il lancio di PlayStation 4 NEO verrà infine coadiuvato da un abbassamento di prezzo della versione precedente, che potrebbe verosimilmente scendere a 299 euro o finanche a 249, sebbene quest'ultima opzione appaia meno probabile per un prodotto che in ogni caso ha un grande mercato e può contare su di una straordinaria popolarità. A quel punto si delineerà di fatto per Sony un catalogo con due versioni della stessa console, pensate per soddisfare esigenze differenti: l'entry level a 299 euro (o 249 euro, volendo esagerare) e il "modello premium" a 399. I videogiocatori più esigenti sceglieranno certamente PlayStation 4 NEO, laddove invece gli utenti più giovani e/o i casual gamer potranno finalmente permettersi una PlayStation 4 a prezzo ridotto.

PlayStation 4 NEO, le ragioni del no

Se le console hanno sempre avuto un ciclo vitale lungo, un motivo ci sarà. Nel caso di PlayStation 3, emblematico per quanto concerne le architetture proprietarie, gli sviluppatori hanno dovuto fare un bel po' di pratica prima di riuscire a sfruttare a dovere l'hardware, con ben poche eccezioni.

Dai problemi con le "scalettature" degli esordi alle ultime produzioni targate Naughty Dog e Polyphony ne è passata di acqua sotto i ponti, nell'ottica di un percorso che, in maniera più o meno marcata, ha sempre caratterizzato la produzione di videogame su console. Il fattore dell'ottimizzazione ha continuato ad aprire nuove strade sul fronte tecnico, nonostante l'hardware restasse invariato, ma è evidente che con l'adozione dell'architettura x86 tali spunti abbiano esaurito molto rapidamente il proprio potenziale, permettendo agli sviluppatori di utilizzare fin da subito tutte le risorse di sistema. Ebbene, dal punto di vista dell'utenza ciò rappresenta un male? Probabilmente no: pur venendo a mancare un progresso sostanziale, mettere in condizione anche le terze parti di spremere fino all'ultimo la componentistica di PlayStation 4, cercando magari di eguagliare lo sbalorditivo colpo d'occhio di un Uncharted 4, difficilmente avrebbe potuto creare malcontento fra gli utenti. Dobbiamo inoltre considerare che i costi produttivi dei videogame sono saliti in modo vertiginoso negli ultimi anni, e l'adozione di hardware più avanzato potrebbe farli lievitare ulteriormente, disintegrando la "fascia media" e aumentando il divario fra i titoli tripla A e quelli indipendenti. Cosa più importante, lanciare sul mercato una console migliorata implicherebbe con ogni probabilità, anche per una questione di risorse, una minore attenzione verso il modello precedente. Lo stiamo già vedendo con Nintendo 3DS e New Nintendo 3DS: laddove Sony non dovesse imporsi in modo rigido, con controlli qualitativi che al momento appaiono improbabili, è facile immaginare come gli sforzi dei publisher possano concentrarsi sulla versione migliore dei loro giochi, trascurando l'hardware datato e consegnando ai possessori del "vecchio modello" prodotti dotati di una qualità mediamente inferiore rispetto a quella attuale. Perfettamente consapevoli di tale eventualità, come reagiranno i quaranta milioni di utenti PlayStation 4 di fronte all'annuncio di NEO? Infine c'è la questione di principio, tutt'altro che trascurabile: chi acquista una console lo fa pensando a un investimento a lungo termine, a maggior ragione se si tratta della piattaforma più venduta e di maggior successo. Un sistema chiuso e invariabile, a differenza dei PC, e proprio per questo affidabile, senza distinzioni fra utenti di serie A e di serie B. Almeno finora.