EditorialiLe cinque cose più fastidiose mentre si gioca online 

Il gioco in rete non è solo divertimento e spensieratezza: fa parte della sua natura anche una sana dose di imprecazioni, fastidi e alterazioni dell'umore. Scopriamo insieme quali sono i fattori a rischio di questa grave patologia.

Da che mondo è mondo ed esiste il gioco in rete, da sempre volano parole grosse e imprecazioni contro la connessione, gli avversari scorretti o qualche glitch che ci rende la vita (virtuale) impossibile. La scala del fastidio è ovviamente soggettiva ed estremamente eterogenea, ma possiamo senza ombra di dubbio stilare una mini classifica su quelli che riteniamo i comportamenti e gli avvenimenti più irritanti che ogni normale videogiocatore potrebbe provare sulla sua pelle. Partiamo dai fatti più comuni. Giocando "in pubblico", i problemi che possono sorgere mentre si è a contatto con altri esseri umani sono più o meni gli stessi che capitano laddove esistono comunità di persone di qualsiasi genere. Insomma, l'avversario maleducato lo possiamo incrociare sia sui campi da calcio reali che su quelli virtuali di FIFA e Pro Evolution Soccer. L'uso sconsiderato di parolacce e insulti è per molti decisamente seccante e fonte di frustrazione, anche se dobbiamo ammettere che durante le sessioni online un po' tutti ci lasciamo andare verso gli istinti più primitivi, con l'obiettivo di sopraffare psicologicamente i nemici oppure di sfogare in modo animalesco le proprie frustrazioni. Qualcuno ci potrebbe però dannare l'anima anche stando completamente zitto, semplicemente mettendo in atto comportamenti cosiddetti "antisportivi", anche se leciti. È il caso dei camper che non sono certo uno dei sistemi preferiti di villeggiatura al mare, bensì quei giocatori che si accampano in un punto, nascosti e quasi invisibili, cercando di uccidere i malcapitati passanti. Il fastidio aumenta quando questo genere di avversario sosta esattamente dietro i punti di respawn della nostra squadra, inanellando serie di uccisioni pazzesche. Fastidio doppio, quindi, per il fenomeno meglio conosciuto come "spawn camping", per chi mastica l'inglese. Cosa ci potrebbe essere di peggio rispetto a tutto ciò? Scopriamo insieme la nostra personalissima Top 5 delle cose più fastidiose nell'online gaming!

Queste sono le cose che ci mandano su tutte le furie mentre giochiamo online!

Il lag

Il famigerato ritardo della connessione, altrimenti conosciuto con il più comune termine di "lag", oltre a essere una delle cose più irritanti durante qualsiasi sessione online, è anche una delle giustificazioni più utilizzate verso la propria squadra come causa delle nostre morti. Il lag, non misurabile scientificamente dagli altri giocatori né dimostrabile, conferma avere una duplice funzione di peggior nemico/miglior amico dell'online gamer a seconda della situazione. "Eh, purtroppo mi ha laggato" è sicuramente una frase con la quale condire una morte dignitosa, rispetto alla cruda realtà che ci vedeva soccombere al nemico in modo fantozziano. Arma da usare a nostro favore a volte, purtroppo spesso si dimostra come la cosa peggiore che ci possa capitare mentre siamo in area di rigore oppure di fronte a un nemico in Call of Duty. La "laggata" ci fa sbandare, perdere l'attimo e la cognizione dello spaziotempo peggio che una improvvisa botta in testa, causando spesso e volentieri violente imprecazioni contro ogni divinità dall'antico Egitto alla Grecia.

I giovani yankee castrati

Nella nostra personalissima top5 mettiamo sicuramente la stridula voce degli adolescenti americani. Arrivano urlando il loro classico "uoddafac" e continuano per tutta la durata della partita a sparare urletti isterici e frasi sconnesse. La funzione di disabilitazione del microfono degli altri utenti online nasce probabilmente da questo spiacevole fenomeno vecchio come il mondo. Una delle leggi di Murphy recita che, se ci fosse una possibilità di incontrare un giovane adolescente americano in stanza online, quest'ultimo sicuramente arriverà, e così effettivamente succede la maggior parte delle volte. Esistono ovviamente molte varianti sul tema in base alle nazionalità di provenienza dei nostri avversari, ma dobbiamo spezzare una lancia a favore dei "nostri" giovani italiani, mediamente più preparati e simpatici di quelli oltreoceano. Altro fattore di rischio, rimanendo in tema, è rappresentato dai cosiddetti chiacchieroni, ovvero coloro che fin da quando entrano in stanza non riescono a rimanere mai in silenzio.

Quit senza senso

Una delle cose che manda su tutte le furie qualsiasi online gamer sono i quit, l'abbandono della partita senza preavviso. State magari giocando la finale tra la vostra squadra e quella avversaria, vincendo a mani basse, quando il tipo stacca la connessione e se ne va, lasciandovi in mezzo ad una bellissima partita. È vero che quasi tutti i giochi ormai prevedono la vittoria a tavolino e la sconfitta per chi stacca la spina, ma volete mettere la soddisfazione di concludere il match invece di leggere la solita e seccante scritta "l'avversario ha abbandonato la partita"? Spesso e volentieri l'uscita è volontaria, ma succede altrettante volte che siano proprio i server stessi a buttarci fuori, o qualche problema con la connessione. Questo avvenimento è altrettanto fastidioso e provoca insulti verso il gestore dei servizi nonché, in modo casuale, tutti i produttori annessi: hardware, software e chiunque abbia avuto a che fare con lo sviluppo del gioco. Insomma, abbiamo voluto inserire nella nostra Top 5 qualsiasi motivo porti a non concludere fino alla fine una banalissima partita online, sia volontariamente che no. Siamo nel 2016 e pretendiamo una certa stabilità della connessione!

L'uso sconsiderato del microfono

Ammettiamo per un attimo che tutti i casi sopracitati non si verifichino e che tutto vada per il verso giusto. La connessione è al top, i server attivi e scattanti, il nostro avversario è un tipo tosto ma soprattutto normale. Ma dopo pochi minuti ci accorgiamo che... respira dritto nel microfono, causando un rumore che neanche una tempesta tropicale nelle nostre cuffie. Okay, glielo diciamo, glielo facciamo notare perché il tizio è simpatico e ragionevole, quindi prova a respirare senza sembrare un cinghiale in amore. Sembrerebbe andare tutto bene finché non si conclude un match, e in sala d'attesa pre-partita si inizia a sentire un rumore pazzesco di patatine sgranocchiate, un rumore talmente assordante e amplificato dalle nostre super cuffie che farebbe perdere la pazienza anche a Gandhi. Possibile che tanta gente non capisca che ogni rumore "si sente" anche dall'altra parte? Ci è capitato di giocare con qualsiasi tipo di persona: "il fidanzato" con la ragazza sullo sfondo che chiacchiera all'infinito, "l'indaffarato" che mentre gioca fa duemila cose, "il casalingo" e tutti i suoi rumori annessi di lavastoviglie, lavatrice, cucina... Insomma, quando si gioca, si gioca, e non si vorrebbe sentire altro.

Le sale di attesa infinite

In sala d'attesa pre-partita sono nate nuove amicizie, nuovi amori, discussioni sull'origine dell'Universo. La chiaccherata nella lobby a volte è più spassosa del gioco stesso, ma crea attese interminabili alla partita. Per chi ha poco tempo da dedicare ai videogiochi e vorrebbe un match mordi e fuggi è una vera peste. Ci si prepara tutti contenti per "fraggare" alla grande, in due secondi siamo già online e nel gioco, parte la sala pre-partita e.... niente, la gente rimane lì a chiacchierare, non si parte. Abbiamo solo poco tempo per giocare, magari ci aspetta una giornata lavorativa o l'agognato letto, ma niente, i nostri amici preferiscono approfondire il rapporto tra Spalletti e Totti piuttosto che mettersi a sparare con noi. Le sale di attesa si chiamano così non per caso; tutti lo scoprono prima o poi, a proprie spese.

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