Outlast IIUn nuovo orrore dietro lo schermo 

Outlast ha terrorizzato migliaia di persone con la sua atmosfera malsana, ma era pur sempre il progetto di una casa di sviluppo giovane. Ora con più soldi, più idee e più tempo, quali orrori avranno infilato i Red Barrels in Outlast 2?

Nel mare di giochi horror spuntati sul mercato dopo che la Youtube-mania e la prima persona hanno riportato in auge lo spavento videoludico, Outlast è stato uno dei pochi titoli a distinguersi realmente. Sviluppato dai Red Barrels, questa terrificante avventura ambientata in un ospedale psichiatrico vantava un comparto tecnico ben più solido della media e una gestione davvero intelligente del terrore: i "jump scare" erano parecchi, ma ben calcolati e spesso sfruttati furbescamente; un'atmosfera opprimente e tutt'altro che delicata sui nervi, poi, portava il giocatore ad essere costantemente sull'attenti e dunque molto sensibile a ogni genere di stimolo improvviso. La genialità del team nella costruzione di sequenze e ambientazioni la si denota ancor di più quando si vanno ad analizzare le effettive meccaniche di gioco, che permettevano di far ben poco a parte scappare e nascondersi, e il cui unico elemento di unicità consisteva nell'uso di una telecamera a infrarossi per vedere al buio. Un progetto semplice, furbo e limato alla perfezione insomma, che si è rivelato un successo e ha venduto abbastanza copie da garantire la creazione di un DLC prima, e di un seguito ora. In questi giorni è tempo di PAX East, e i nuovi gameplay non si fanno attendere quando si affaccia la fiera statunitense. Anche Outlast 2 ci ha pertanto degnato di una breve apparizione, più che sufficiente per ottenere qualche interessante informazione sulle novità da aspettarsi. Ve le elenchiamo in quest'anteprima, rigorosamente scritta con la luce accesa.

Nuova ambientazione, ancora più terrore: abbiamo analizzato il gameplay di Outlast 2

Fanatismo e follia

Outlast 2 è ambientato nello stesso universo del predecessore, ma segue una trama completamente diversa, in una nuova location. Voi interpretate Blake Langermann, un cameraman diretto verso un misterioso villaggio situato tra i Canyon dell'Arizona, per investigare sull'inspiegabile suicidio in ospedale di una donna incinta dall'identità sconosciuta. Vista la zona abbastanza inaccessibile, Blake e la sua compagna, Lin, decidono di raggiungere il loro obiettivo in elicottero, ma a causa di un incidente vengono separati e il ragazzo si trova da solo alle porte di un villaggio molto più inquietante di quanto fosse lecito pensare. Una trama classica insomma, che però dalle prove fatte finora sembra potersi sviluppare in modi imprevedibili, e basandosi sulle dichiarazioni degli sviluppatori è in parte ispirata al massacro di Jonestown (un suicidio di massa i cui dettagli risultano ancora inspiegabili). Le uniche certezze, al momento, sono il notevole potenziale "orrorifico" della nuova ambientazione (che nulla ha da invidiare alla precedente) e la presenza di alcuni cambiamenti significativi nel gameplay, nonostante le basi siano rimaste invariate. Curioso ad esempio il fatto che il protagonista porti gli occhiali e sia miope: lo si nota per un momento nella sequenza iniziale, ma si tratta di un handicap facilmente sfruttabile dagli sviluppatori per mettere il giocatore in una situazione di serio svantaggio, ancor più tesa e legata a doppio filo allo schermo della telecamera. Immutata invece l'agilità dell'eroe a nostra disposizione, che può scavalcare ostacoli e scattare a gran velocità per sfuggire ai vari pericoli. Difficile tuttavia dire se questi pericoli - nella demo rappresentati da zeloti pazzi con la tendenza a usare i corpi umani mutilati come decorazioni - saranno ancora una volta più lenti di noi, o in grado di inseguirci a dovere.

Corri pure, ma non ti basterà

Se effettivamente i nemici del gioco fossero più veloci rispetto al passato, la situazione potrebbe farsi davvero spaventosa, poiché il protagonista ancora una volta non è in grado di difendersi dagli avversari, ma la loro intelligenza artificiale è stata completamente riprogrammata. Gli sviluppatori hanno in pratica garantito che i nemici nel gioco saranno più aggressivi e avranno pattern più vari, una caratteristica forse indispensabile per supportare le nuove mappe, ben più estese e liberamente esplorabili rispetto a quelle del primo Outlast. Un nuovo orrore dietro lo schermo L'aumentata estensione delle zone e la volontà di ambientare il gioco in un oscuro villaggio, hanno permesso di inserire nascondigli ben diversi da quelli a cui il predecessore ci aveva abituato. La demo ad esempio mostrava una sessione stealth notturna in un campo di pannocchie; trovata di grande effetto, poiché con la limitazione alla visibilità data dalle piante e la costante consapevolezza di essere inseguiti basta osservare il video per avere la pelle d'oca. Non mancano però il sangue e le scene sconcertanti perché, sempre durante la dimostrazione, Blake ha trovato una fossa comune piena di cadaveri e un altare sacrificale ricoperto di sangue, a riprova che il già lugubre villaggio in cui si vaga per gran parte dell'avventura nasconde posti dove è meglio non soffermarsi troppo con lo sguardo. In parole povere abbiamo a che fare con un mondo di gioco più ampio, variopinto e imprevedibile, specie se confrontato col manicomio del primo Outlast, e di conseguenza non dubitiamo di trovare situazioni molto più originali di quelle viste in passato, condite dai soliti immancabili salti sulla sedia (che anche nel video, in un paio di occasioni, non sono mancati).

Le tante forme dalla paura

I Red Barrels sembrano comunque voler da subito dimostrare di avere molte frecce al loro arco, ed è evidente che non sono solo gli spaventi improvvisi a dare forma al loro gioco. Solo una decina di minuti di gameplay sono stati svelati, eppure si passa dal colpo al cuore all'inquietudine tipica dei Silent Hill, con lunghi silenzi intervallati da frasi incomprensibili in sottofondo, o distese tenebrose interrotte da occhi fiammeggianti che fissano il giocatore imperterriti. Un nuovo orrore dietro lo schermo Il team sa come giocare con la psicologia dei suoi utenti, come fargli provare un finto senso di sicurezza e poi interromperlo all'improvviso, o portarli al limite della tensione e colpirli quando meno se lo aspettano. Già col primo Outlast avevano dimostrato di aver appreso tutti i trucchi del mestiere, e le novità introdotte con questo titolo ci fanno ben sperare per vedere un ulteriore passo avanti in tale campo. Difficile dire se, durante il gioco, Blake avrà mezzi limitati per difendersi dai nemici (similmente a quanto visto in Alien Isolation). Ne dubitiamo, ma potrebbe essere un'interessante variazione delle dinamiche. Al contempo, però, non è possibile abusare di mezzi simili, poiché il senso di costante impotenza è estremamente importante per aumentare il terrore di chi gioca, e un protagonista eccessivamente bravo a difendersi potrebbe rovinare l'intera esperienza. Persino più inaspettato sarebbe l'inserimento di una meccanica correlata allo stato di salute mentale del protagonista, intuibile dalla descrizione del gioco, ma non confermata. Nessuna protesta, invece, per quanto riguarda il comparto tecnico: il livello di dettaglio, l'illuminazione e le animazioni sembrano ancora di alta qualità, in più il sonoro pare sempre curatissimo e in grado di fare davvero la differenza. A luci spente e con le cuffie, anche questo gioco vi farà fare balzi dalla sedia allucinanti.

Certezze

  • Ambientazione più estesa e liberamente esplorabile
  • Intelligenza artificiale nemica completamente rimaneggiata
  • Ricchissimo di atmosfera

Dubbi

  • Sarà in grado di mantenere alta la tensione fino alla fine?

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