EditorialiRumor studiati a tavolino 

Non sempre è questione di casualità...

Rumor, leak, voci di corridoio e leggende metropolitane: internet è pieno di informazioni di questo tipo e l'utenza ci va a nozze. A pensarci bene però, quando viene svelato un rumor siamo veramente sicuri della sua provenienza? E se alcuni tra questi fossero sparsi per la rete volontariamente? Vediamo insieme un po' di casi famosi e cerchiamo di capire la natura di un rumor.

Rumor: informazioni trafugate segretamente o piazzate con cura per incuriosire il pubblico?

Il caso Amsterdam

L'ultimo caso emblematico di informazioni trafugate l'abbiamo avuto poco tempo fa con il video di 1666: Amsterdam. In particolare è stato messo in rete un video che mostra filmati di gioco della misteriosa proprietà intellettuale. Il video è stato diffuso sul web circa una settimana fa (su YouTube risale al 30 aprile 2016) ma osservando il contesto generale della vicenda qualcosa non torna. Rumor studiati a tavolino Stando alle informazioni ufficiali il creatore del gioco, Patrice Desilets, è stato per anni il direttore creativo di Assassin's Creed, occupandosi del primo e secondo capitolo e parzialmente di Brotherhood prima di lasciare l'azienda nel 2010 per spostarsi in THQ. Qui avrebbe iniziato a lavorare al gioco, motivo per cui nel video si legge THQ e THQ Montreal, periodo che però è durato poco più di due anni. Dopo il fallimento infatti, Ubisoft ha acquistato vari asset di THQ riportando Desilets a "casa" insieme al suo 1666: Amsterdam: Ubisoft in particolare si è aggiudicata con due offerteda 3.2 milioni e 2.5 rispettivamente South Park: The Stick of Truth con la prima e l'accoppiata 1666: Amsterdam e Underdog con la seconda... ma non poteva sapere quali pasticci l'attendevano più avanti. Desilets infatti ha intentato causa contro Ubisoft per riappropriarsi dei diritti creativi del gioco, causa che lo sviluppatore ha lasciato cadere a seguito di un recente accordo raggiunto con Ubisoft. 1666: Amsterdam torna nelle mani del suo papà, che attualmente è impegnato nello sviluppo Ancestors: The Humankind Odyssey. Ma cosa c'entra tutto questo con il video rilasciato una settimana fa? La notizia dell'accordo risale a solo 5 giorni prima della pubblicazione del video, ad opera per altro non di Desilets ma di Brandon Sheffield, giornalista che ha personalmente ripreso il video anni prima e che lo ha reso pubblico una settimana fa scrivendo nel box descrizione "Video inedito di 1666: Amsterdam, i cui diritti sono appena tornati al direttore creativo Patrice Desilets. Rumor studiati a tavolino Il gioco è stato sviluppato per PlayStation 3 e Xbox 360 e il filmato viene da una build di quel periodo, due anni fa. Avrebbero rilasciato il gioco per console next-gen (ora corrente) se lo studio non avesse chiuso". Quindi ricapitoliamo: abbiamo uno sviluppatore licenziato e arrabbiato con Ubisoft che si è riappropriato dei diritti di una sua opera intellettuale da poco, che comunque non svilupperà prossimamente perché impegnato con altro, e dopo nemmeno una settimana esce il video del suddetto gioco ripreso da un giornalista due anni prima si suppone ad un evento aperto alla stampa. Una bizzarra coincidenza che a pensarci bene è ancora più bizzarra guardando il video: com'è possibile che un giornalista durante una presentazione abbia potuto riprendere per intero una proiezione video di un gioco in lavorazione senza che nessuno dicesse nulla? Dal video per altro non sembra nemmeno che sia stato fatto di nascosto anzi, è un primo piano davanti al telo da proiezione. Forse abbiamo appena servito agli amanti delle cospirazioni materiale per i prossimi cinque anni ma la questione rimane comunque assai bizzarra. Che motivo avrebbe Sheffield di pubblicare un video di questo tipo? Voleva festeggiare la vittoria di Desilet su Ubisoft? O forse infastidire il colosso francese? Ed ecco spiegato il motivo di questo lunghissimo preambolo: siamo sicuri che il leak è veramente un leak e non qualcosa di studiato a tavolino per rovinare i piani di Ubisoft o prendersi semplicemente una ripicca nei loro confronti? Perché ricordiamoci che rinunciando alla causa, Desilet ha rinunciato anche a ben 400.000 dollari, una somma che fa molto comodo ad una persona che nel 2013 ha dichiarato in un'intervista di GamesIndustries: "sarebbe difficile realizzare un gioco come 1666 in uno studio indipendente di dodici persone". E se invece fosse stata Ubisoft a convincere un prestanome per pubblicare il video o addirittura fossimo di fronte ad un caso montato da entrambe le parti per far parlare del gioco? Non è certo che Desilets sia tanto impegnato da non considerare completamente 1666, del resto il gioco si presta molto bene come chicca di chiusura per la conferenza Ubisoft E3...

Finta sbadataggine e rabbia repressa

Leak meno complesso e complottistico ma altrettanto sospetto e decisamente più esplicativo è toccato ad un altro gioco, ovvero Dishonored 2... e sembra una buffa coincidenza perché anche in questo caso magia nera e possessione di animali la fanno da padroni! Se vi ricordate pochi giorni prima della conferenza Bethesda all'E3 dell'anno scorso c'è stata una trasmissione Twitch che si è successivamente rivelata un mezzo disastro, visto che dopo la diretta i microfoni sono rimasti accessi e si può sentire chiaramente Harvey Smith, co-director del primo Dishonored, e Raph Colantonio, presidente di Arkane Studios, discutere su come gestire l'annuncio del gioco sul palco dell'E3, prima che una terza persona li avvisi dei microfoni "accidentalmente" rimasti accesi. Probabilmente sembreranno virgolette un po' maligne ma la domanda che sorge è legittima: e se non fosse stata tutta una messa in scena? Rumor studiati a tavolino Del resto Bethesda non aveva mai avuto un suo personale show sul palco dell'E3 e forse con questa mossa ha voluto assicurarsi che tutti gli occhi fossero realmente puntati su di lei... e in effetti l'anno scorso con la tripletta Dishonored 2, DOOM e Fallout 4 ha fatto un figurone. Uno dei motivi per cui i vari leak e rumor finiscono così presto sul web potrebbe essere effettivamente una questione di marketing, mosse sapientemente studiate e messe in atto da mani esperte. Tutto questo ricorda un po' la storia di Pollicino, solo che le molliche di pane invece di segnare la strada del ritorno servono semplicemente ad ingolosire i milioni di formichine che vivono nel bosco, noi giocatori. Ma è sempre così? Non è detto, talvolta si tratta semplicemente di puro e sano rancore, come le mille voci e malignità girate sul web nel periodo in cui Kojima ha lasciato per sempre Konami. Nel bel mezzo della tempesta infatti i riflettori si accesero anche sulle condizioni lavorative dei dipendenti Konami, trattati orrendamente: a riportarlo fu un articolo della rivista finanziaria Nikkei, dove venivano svelati alcuni inquietanti particolari interni all'azienda giapponese, come dipendenti senza connessione Internet in ufficio, telecamere per monitorare i lavoratori in pausa pranzo e il caso assurdo di uno sviluppatore riassegnato come manutentore di pachinko (la ciliegina sulla torta è stata la riassegnazione a compiti degradanti anche di altri colleghi che hanno fatto l'errore di mettere un mi piace sullo status dello sviluppatore che annunciava l'imminente licenziamento da Konami). Si può dare torto a questi poveracci? Se anche qualcuno avesse messo online voci vere o false sull'azienda con il semplice intento d'infangarla, beh, lo possiamo capire.

Un popolo di pettegoli creduloni

Rabbia, strategie aziendali e ripicche sono accomunate da una sola cosa: alla gente piace spettegolare. Se vi sentite superiori alle paparazzate di gossip su calciatori e modelle sappiate che non è tanto diverso dalle migliaia di persone che costantemente si riversano in ritrovi virtuali come NeoGaf e Reddit... e se fossimo ultra sessantenni sarebbe l'equivalente di un bel cantiere o del circolo delle bocce. A spiegare brillantemente questo meccanismo è stato circa un anno fa uno studente dell'Università di Guelph-Humber in Ontario, Taylor Clysdale, meglio conosciuto sul web come "certain_ability". Tutto inizia con un succosissimo rumor postato su Reddit da un ex dipendente Microsoft che svela la possibilità di vedere un remake di Conker sviluppato da Insomniac Games in esclusiva per Microsoft, un progetto già avviato ma che ha trovato delle difficoltà viste le tempistiche di realizzazione. Rumor studiati a tavolino La fonte sembra confermata ed autentica e le notizie quadrano, del resto Insomniac aveva già realizzato in esclusiva Sunset Overdrive e con una saga come Ratchet e Clank alle spalle aveva sicuramente le carte in regola per regale un remake di Conker con i fiocchi. Se non fosse che, dopo mesi, certain_ability svela di essere uno studente universitario e che il rumor era falso, diffuso semplicemente per adempiere ad un progetto scolastico. "'Go viral', ci ha detto il nostro professore" ha dichiarato a Kotaku il ragazzo, che tra tutte le possibilità aveva architettato quel rumor su Conker perché tra i più veritieri: non solo infatti c'era un plausibile legame tra Insomniac e il colosso americano ma il catalizzatore era lo scontento dei giocatori nei confronti di Microsoft riguardo la faccenda Rare. Ed ecco come una bugia ben pianificata può scuotere il web! In tutto questo va però aggiunto un elemento a discapito dei videogiocatori, e cioè che Internet pullula di maestosi esemplari di creduloni. Siamo fatti così, dateci una copertina fake di Half Life 3 e avrete la nostra attenzione! Questo è anche il motivo per cui si sono sparse sul web dicerie al pari delle leggende metropolitane come la cartuccia maledetta di Majora's Mask, il fantasma del defunto fratello di Notch che si aggira dentro Minecraft o la possibilità di un remake di Final Fantasy VII dopo che, nel 2005, per mostrare le potenzialità di PlayStation 3, venne realizzata un tech demo appunto sul settimo capitolo della saga... un momento, dopo dieci anni è successo per davvero! Leak fuori contesto temporale o veggenza?

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