Essere Flavio Briatore  26

Finalmente, dopo tanti anni, torna un simulatore di scuderia!

F1 e gestionali, un matrimonio apparentemente perfetto i cui più significativi frutti risalgono tuttavia a più di vent'anni fa. Era il 1995 quando l'immortale Microprose pubblicava Grand Prix Manager, capostipite di una trilogia firmata dal programmatore Edward Grabowski. L'artigianalità di questo simulatore hardcore era evidente anche nei due episodi successivi, anche se in quello finale, Grand Prix World, sembrava che lo sviluppatore britannico avesse preso la giusta direzione per realizzare un prodotto "educato", ma il fallimento del publisher ha fatto morire anche il binario in cui si era incanalato. Per vedere muoversi qualcosa abbiamo dovuto attendere il 2014, anno in cui è uscito Motorsport Manager dapprima per IOS e poi, l'anno seguente, anche per Android, che a ben vedere era una rivisitazione dell'immenso lavoro svolto dagli illustri progenitori anni prima. Il titolo ha raccolto degli ottimi consensi, tanto da persuadere un colosso come SEGA a finanziare quella che si spera possa essere una ben più massiccia versione PC: basti pensare che il team di sviluppo iniziale, composto da due soli elementi, è stato portato a quattordici unità. L'ideatore Christian West ci ha concesso un'intervista via Skype in cui ha spiegato cosa sta bollendo in pentola, premettendo sin da subito che non verrà utilizzata nemmeno una riga di codice proveniente dal mondo mobile: una notizia davvero positiva che fa sperare nella qualità finale del prodotto.

Ma chi ti ha dato la licenza?

Motorsport Manager è dunque un gestionale in cui si vestono i panni di Jean Todt, seguendo la gestione della scuderia a tutto tondo, partendo dagli ingegneri per finire con il dare gli ordini ai piloti, compresi i classici dilemmi che si vivono al muretto (far rientrare le auto per montare le gomme da bagnato o proseguire nella speranza che le condizioni migliorino?). Chris spiega che ci saranno due modalità di gioco: la carriera, che poi è quella più importante, e la gara singola in cui si dovrà seguire un weekend dal paddock scegliendo squadra e uno dei sedici tracciati che saranno presenti nella release finale: questa porzione limitata consente di svolgere delle partite molto più snelle, della durata indicativa di un quarto d'ora.

La scelta del team influenza naturalmente l'approccio al gioco: come in Football Manager chi sceglie il Barcellona o il Bayern di Monaco è "costretto" a puntare all'immediata conquista della Champions League, alla stessa stregua in Motorsport Manager che si mette a capo di una scuderia blasonata dovrà lottare sin dall'inizio per la conquista del mondiale, mentre chi preferisce costruire dal basso il proprio impero avrà a disposizione più stagioni per dimostrare il valore agli azionisti. Una delle differenze con la versione mobile è data proprio dalla presenza di un board che valuterà le prestazioni del team principal e che nel caso potrà anche valutarne il licenziamento. Proprio come in Grand Prix Manager, il gestionale di Chris si divide in due sezioni ben definite: quella che potremmo definire "ordinaria" in cui si deve badare alle funzioni vitali della scuderia, negoziando contratti con gli sponsor e i piloti, costruendo e testando nuove parti aerodinamiche, concludendo forniture di motori e pneumatici, migliorando la galleria del vento e le altre strutture di ricerca e sviluppo. C'è poi il week-end di gara dove la routine viene lasciata da parte e l'attenzione si sposta sulla plancia di comando e dove ci si può sentire al posto di Christian Horner. Bisogna studiare le strategie, preparando il set-up della vettura durante le sessioni di prove libere e cercando di ottenere i migliori piazzamenti in qualifica, per poi programmare i pit-stop e la relativa scelta delle gomme. Durante la gara sarà necessario intervenire in tempo reale sulla condotta dei piloti. Meglio imporre alla nostra primadonna di tenere abbassato il piede e di azzardare un difficile sorpasso ai danni del coriaceo avversario il cui passo lo rallenta di mezzo secondo a giro o attendere più prudentemente la sosta ai box, cercando di sopravanzarlo con la tattica dell'undercut? O ancora imporre alla prima guida di lasciare strada all'arrembante compagno che sta risalendo? In base alle caratteristiche del pilota alcuni ordini poi potrebbero non essere ascoltati: proprio come quando Vettel, un paio d'anni fa, rispose all'imposizione di lasciare strada al più giovane ed inesperto Ricciardo, con uno strafottente "se la venga a prendere" (per la cronaca l'australiano lo trafisse pochi metri più tardi).

Arrivabene... chi arriva

Le similitudini con l'opera di Edward Grabowski continuano anche al di fuori della pista. Particolare attenzione è riposta nei piloti, che potrebbero intavolare trattative con team più competitivi o magari perdere "velocità" col trascorrere degli anni: da qui l'importanza di investire sui giovani, magari riservando il ruolo da test driver per poi promuoverli a titolari veri e propri. Non manca neppure un inedito aspetto "social": Kimi Raikkonen potrà pure possedere tutte le abilità per tirare fuori il meglio dalla nostra Ferrari, ma la sua popolarità non può essere paragonata a quella di Lewis Hamilton che magari è meno adatto alla monoposto ma sicuramente ha più presa sugli sponsor. Proprio questi ultimi sono uno dei motivi che può rendere interessante il weekend di gara, soprattutto quando si guidano squadre di seconda o terza fascia che, a meno di cataclismi, non possono puntare alla vittoria. In questi casi anche arrivare in decima posizione potrebbe diventare importante perché grazie a quel piazzamento il munifico sponsor potrebbe garantire importanti benefit economici che permetterebbero di potenziare considerevolmente la scuderia.

Bella livrea

Dal punto di vista tecnico Motorsport Manager è totalmente diverso dalla controparte per smartphone e tablet. Il nuovo engine tridimensionale sembra essere piuttosto potente e ci trascina di peso nel mezzo di Gran Premi che si disputano in tempo reale.

Al minimo livello di zoom vengono inquadrate larghe porzioni di tracciato, contorniate da centinaia di alberi, cisterne, spalti gremiti, pubblico sull'erba e altri dettagli in gran quantità; naturalmente si può agire sulla telecamera per ruotarla ed avvicinarla all'azione. La sensazione è quella di guardare un plastico, uno di quelli estremamente dettagliati che tutti si affrettano a filmare: in parole povere sembra di essere di fronte ad un realistico diorama. L'illuminazione dinamica scongiura il rischio che il tutto sembri eccessivamente fasullo a meno di non aumentare la velocità della gara ma in questo caso si tratta di un problema comune a quasi tutti i manageriali in circolazione. Meno diffuso invece il problema dei requisiti hardware che nel caso di Motorsport Manager potrebbero avere un peso non indifferente. Il dettaglio è decisamente elevato e l'effettistica non è trascurabile, tanto da farci pensare alla necessità di un computer piuttosto potente per digerire il tutto. In ogni caso Christian West, cofondatore e CTO di Playsport Games, ha affermato che, anche grazie all'aiuto di SEGA, hanno potuto mettere in campo un motore altamente scalabile e l'obiettivo del team è quello di farlo girare senza troppi problemi anche su laptop, presumibilmente di fascia media. Ultima ma fondamentale nota riguarda l'editor con cui verrà corredato il gestionale: a meno di clamorosi colpi di scena mancherà infatti la licenza della F1. Forse non ci sarà molto da fare riguardo alle piste, visto che alcuni dei tracciati non fanno parte del calendario del circo iridato, ma sicuramente si potranno modificare i nomi dei piloti e delle scuderie e ridipingere le livree in modo da renderle simili a quelle delle attuali Formula Uno.

CERTEZZE

  • Tutti gli aspetti della gestione di un team di F1
  • Grafica veramente valida
  • Modalità carriera stimolante

DUBBI

  • Da valutare la presa in assenza di licenza ufficiale della F1
  • I requisiti hardware potrebbero essere troppo pesanti
  • Rischia di essere una semplice imitazione di Grand Prix Manager