Le 10 peggiori pubblicità di videogiochi mai create  58

Poco tempo fa ci siamo occupati delle migliori pubblicità legate ai videogiochi: oggi torniamo a parlare di questa forma di marketing, illustrandovi i peggiori spot mai creati!

Dopo la Top 10 legata ai migliori spot videoludici, passiamo alla nostra personalissima Flop 10 in grado di regalarci altrettante emozioni: non al cuore però, all'intestino. Se è vero che l'ultima parte dell'apparato digerente è considerata come il "secondo cervello" del corpo umano, è dimostrato che i creativi dietro a queste mirabolanti pubblicità hanno sicuramente usato quella parte del corpo per ideare questi piccoli gioielli senza tempo. La storia del marketing TV è piena zeppa di pubblicità mostruose e ripugnanti che sono passate alla storia per la loro capacità di indurre lo spettatore a non comprare il prodotto sponsorizzato, invece che stimolarlo all'acquisto emozionale. La categoria dei videogames, particolarmente in voga sugli schermi TV di tutto il mondo tra gli anni '80 e i '90, si è macchiata dell'imperdonabile errore di sfornare alcuni tra i cortometraggi più osceni che si siano mai visti sul piccolo schermo, trenta secondi di pura idiozia e nonsense per dieci piccole opere d'arte all'incontrario. L'arte dell'aberrazione. Come sempre la nostra (personalissima) classifica è in ordine sparso e rappresenta solo una piccolissima fetta di quanto di peggio si possa oggi recuperare in rete: a questo articolo preme stuzzicare la vostra memoria e incitarvi a condividere sulle nostre pagine quelle pubblicità che si sono poi trasformate nei vostri peggiori incubi.

Queste sono le pubblicità che ci hanno fatto passare la voglia di acquistare quei giochi!

The Legend of Zelda: A Link to the Past

La follia più totale si era impossessata delle deboli menti dei creativi dietro questo memorabile spot giapponese, che probabilmente rischiò la censura addirittura in un paese notoriamente libertino come il Giappone. La sua bruttezza e insensatezza sfioravano il ridicolo ricordandovi che all'epoca impazzava su tutte le televisioni e radio uno come Michael Jackson, rivoluzionario nella musica, nelle coreografie e nei balletti. Gli amici del Sol Levante, che pure stravedevano per il Re del Pop, ben pensarono di imbastire un corto promozionale dedicato a quel Zelda: A Link to the Past in uscita sfruttando la scia di questa rinnovata moda dei balletti in sincrono. Il motivetto ricorda vagamente Billie Jean anche se il risultato finale non è certo degno di un video di Michael. Non sappiamo quanto questa pubblicità abbia influito sulle labili menti nipponiche conducendole in negozio a comprare il gioco, fatto sta che ci ha regalato qualche secondo di vero divertimento.

Super Mario World 2 Yoshi's Island

L'uso di sostanze proibite è probabilmente all'origine di questa pubblicità totalmente senza senso e anche di cattivo gusto. A chi potrebbe venire in mente di promuovere un capitolo di Yoshi's Island mostrando in video una persona, pure brutta, che mangia all'infinito ingozzandosi di qualsiasi porcheria trovi nel raggio dell'avambraccio, per poi esplodere miseramente davanti a tutti i commensali del ristorante? Lo spot, degno dei primi film di Peter Jackson alla Troma, è assurdo ed esplicito in modo violento e volgare: senza un motivo né una giustificazione viene associato uno dei più bei platform mai creati a una schifezza visiva senza eguali al mondo. L'associazione consumatori americana avrebbe avuto il coltello dalla parte del manico per ottenere risarcimenti record da Nintendo, millantando ipotetici shock degli spettatori. Uno dei punti più bassi mai toccati da Nintendo e dal suo reparto marketing, nonché una delle pubblicità più brutte non solo nel mondo dei videogames, ma dell'epoca moderna in generale.

Playstation

Questa fu una delle prime pubblicità che reclamizzavano Playstation. Perché la bruttezza non riguarda solo gli spot legati ai software ma viene estesa anche alle loro console. Sony utilizzò in quel periodo una serie di campagne marketing decisamente virali e "particolari", ricordiamo ad esempio quella a opera di David Lynch ricordata nello speciale sulle migliori pubblicità mai create. Ecco, quella denominata "ricchezza mentale", "mental wealth", aveva come protagonista una giovane ragazza un po' particolare dal punto di vista estetico. A metà strada tra un alieno grigio e tesoriere degli Exogini, faceva fare brutti sogni a tutti coloro che la guardarono per più di due secondi. Lo spot ebbe successo in quanto la stranezza della ragazza innescò una curiosità "virale" con la domanda se fosse reale oppure opera di effetti speciali, anche se lo ricordiamo come una delle pubblicità più strane che abbiamo mai visto. Per la cronaca, la modella si chiamava Fiona Maclaine e nella realtà è ben diversa da come si presenta nello spot!

Xbox

A Sony rispose per le rime Microsoft, compagnia che non ha proprio una continuità nel proprio reparto marketing essendo capace di capolavori e di ciofeche, in modo apparentemente casuale. La campagna chiamata "Life is Short", che pensiamo non necessiti di traduzione, fu una delle pubblicità più brutte (e quindi discusse) di quegli anni. La sua particolare scabrosità non aveva ragioni prettamente estetiche, o una regia sconclusionata, ma concettuale. L'idea che la vita è breve e va vissuta e goduta al massimo è sicuramente un ottimo punto di partenza sul quale basare la promozione di un bene emozionale come i videogiochi, ma mostrare una donna in sala parto che espelle "a razzo" un neonato è un po' come pensare al popolare meme... "idea? La stai sviluppando male". Dopo aver letteralmente esploso il neonato dal lettino di ospedale, quest'ultimo ormai in orbita invecchia a vista d'occhio fino ad atterrare bruscamente dentro una tomba, sfondandola letteralmente. In redazione non ci venne voglia di correre a comprare una Xbox.

Atari Jaguar

Questa pubblicità, anche abbastanza brutta da vedere, passò alla storia come una sorta di truffa commerciale legalizzata. "Do the math" era il titolo, e invogliava gli spettatori a riflettere sul fatto che, a differenza della concorrenza che produceva macchine a 16 Bit e 32 Bit, l'Atari Jaguar era un potentissimo 64 Bit. È vero che la console Atari era un mostro di potenza per l'epoca, e che rendeva possibile molte conversioni altrimenti difficili sui 16 Bit, ma partendo dal presupposto iniziale, proprio a voler fare di matematica e parlando onestamente, non si trattava di un 64-bit. Laddove il processore centrale era comunque un 16-bit (il mitico Motorola 68000), questi aveva solo la funzionalità di gestire il flusso dati elaborato dai coprocessori, che erano per l'appunto in parte a 32 (GPU/Tom, Jerry) e a 64 Bit (Object e Blitter processors). Insomma, proprio a voler essere pignoli e precisi come invocato dallo spot, non si trattava di un 64-bit.

Playstation 3

Ancora Sony sugli scudi e ancora Playstation con una delle pubblicità più inquietanti e oscene mai apparse sui vostri schermi. Questo spot, capace di far dormire male anche Stephen King, rappresenta uno dei video più emblematici delle capacità dei giapponesi di bere alcolici fino alle estreme conseguenze. Nella stanza vuota appaiono una Playstation 3 e una bambola inquietante che non si muove e sgrana gli occhi, esclamando "mamma!" sul finale. Sony ottenne sicuramente il risultato prefissato di far parlare di sé e di attirare l'attenzione, ma siamo veramente sicuri che non ci siano metodi migliori che inquietare i telespettatori? Ci sono alcuni parallelismi da fare con 2001: Odissea nello Spazio e chi ha amato quel film sicuramente capirà, per tutti gli altri saranno incubi inenarrabili.

Gameboy Micro

Abbiamo inserito nella nostra speciale Flop 10 anche la famosa pubblicità di GameBoy Micro con il topolino da laboratorio protagonista. Il nostro amichetto bianco invece di indirizzarsi sul formaggio punta un piccolo esemplare di questa console Nintendo e preso dall'euforia inizia a montarla come se non ci fosse un domani davanti agli occhi stupiti degli scienziati. In realtà la pubblicità è anche divertente, pur non brillando in niente, ma la nostra domanda più profonda è sempre quella: possibile che per pubblicizzare una console Nintendo non ci sia niente di meglio di un ratto da esperimenti che si fa il Game Boy sfruttando il jack audio vuoto? Si potrebbe parlare di cattivo gusto, oppure di mancanza di idee, o ancora semplicemente di uno spot che ha fatto flop, esattamente come il prodotto che commercializzava del resto. Se son rose fioriranno: il Game Boy Micro per l'appunto è rimasto al palo, rappresentando oggi una console per collezionisti e fan Nintendo.

Resident Evil 4

Questo spot scatenò all'epoca diverse polemiche in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Se Capcom voleva far parlare di sé ci riuscì in pieno, e anche le vendite di Resident Evil 4 andarono da urlo. Si vede semplicemente una donna completamente nuda (perché?) allattare un neonato e, quando la telecamera si avvicina abbastanza, ecco il classico effetto shock di qualsiasi film horror, con l'acuto sonoro e la rapida zoomata sul volto zombie di lei. Una mamma zombie che dà la tetta, insomma, una genialata? Secondo noi no. Resident Evil 4 era talmente bello da meritarsi uno spot decisamente più intelligente e rifinito che la prima idea bizzarra venuta in mente a un gruppo di creativi in pensione. A onor del vero, per il resto la campagna marketing che all'epoca girava intorno al titolo Capcom fu da dieci e lode, con iniziative virali di successo in tutto il mondo.

Sega Master System 2 Plus

Finalmente una pubblicità italiana nella nostra favolosa Flop 10! Negli anni '90 imperversava il trash più totale nelle televisioni dello stivale e questo spot non faceva eccezione. Una lunga dinastia dominata da Walter Zenga, Pagliuca, Mancini e tanti altri la faceva da padrone nei corti dedicati ai prodotti SEGA, non per ultimo come importanza anche il grande Jerry Calà. In questa pubblicità si "vendeva" (male) la versione di Italia '90 del Master System regalando gadget come un pallone di cuoio autografato dal portiere della nazionale, siamo ai livelli di Giorgio Mastrota che regala la Mountain Bike a chi comprava le pentole insomma. Il numero 1 dell'Inter esclamava pure "Forza Italia!" alla fine dello spot, con una enfasi pari a quella che susciterebbe un qualsiasi comodino dell'Ikea. Un popolo di registi e artisti come il nostro avrebbe sicuramente dovuto fare di più, questa è la nostra insindacabile opinione.

Super Mario Bros. 2 USA

Ultimo ma non ultimo per grado di oscenità, ecco arrivare lo spot giapponese (ancora loro!) della versione di Super Mario Bros 2, chiamato nel Sol Levante proprio Super Mario USA per motivi che non ci dilunghiamo a spiegare. Il sipario si apre mostrando Strutzi, conosciuto anche come Birdo e in Giappone come Catherine, ovvero il primo personaggio dei videogiochi transgender ad essere sia uomo che donna a seconda del mercato (USA o Giappone), nonché fidanzato/a di Yoshi. Il che ci pone qualche serio quesito proprio sull'amico verde di Super Mario. La pubblicità dedicata a questo importantissimo titolo fu proprio questa: Birdo che flirta con i telespettatori, pazzesco. Nelle istruzioni di Super Mario Bros. 2 compariva anche questa spiegazione sul personaggio: "Pensa di essere una ragazza e sputa uova dalla bocca. Forse sarebbe meglio chiamarlo Birdetta". Un ringraziamento a Nintendo per averci regalato questa perla assoluta da guardare e riguardare.