La pagella di Xbox One  234

Dopo un buon anno, si avvicinano possibili cambiamenti importanti per Xbox One alle porte dell'E3 2016

Nel complesso sono stati tre anni strani questi di Xbox One: dalla prima presentazione ad opera di Don Mattrick alla nuova visione di Spencer, si è dimostrata essere una console eclettica e malleabile da una parte, ma anche lunatica, incoerente, priva di una visione solida alla base dall'altra. Partiti dal disastro comunicativo post-reveal del 2013, con quelle contraddizioni a mezza bocca da parte di Mattrick, Mehdi e Harrison e le successive inversioni a U per venire incontro ai feedback del pubblico che sono state viste solo come segno ulteriore della disorganizzazione per il progetto Xbox, la matassa sembrava impossibile da sbrogliare e la nuova console pareva destinata a un futuro decisamente bigio.

Al di là di certe prese di posizione eccessive da parte del pubblico, ancorato a un concetto di console che si è dimostrato poi in ogni caso superato, è indubbio che Microsoft abbia sbagliato molto dal punto di vista comunicativo e anche progettuale, inseguendo quella visione di hub d'intrattenimento globale e "bilanciato", come ripeteva Mattrick, senza mettere al centro dell'esperienza i videogiochi a partire dalla progettazione stessa dell'hardware. Per tutti questi motivi l'anno appena trascorso, dall'E3 2015 al prossimo in arrivo, è stato una sorta di miracolo per la console Microsoft, che è riuscita a tornare in carreggiata e trovare una sua identità più specifica, ritrovandosi come macchina da gioco in senso tradizionale prima di tutto, a partire proprio dalle esclusive. Abbiamo parlato diverse volte della cura Spencer e di come questa abbia fatto bene alla sezione Xbox, il problema è che sembra essere giunta tardiva, con il mercato ormai instradato su una sorta di monopolio da parte di Sony a prescindere dalle mosse che si possano tentare per ribaltare la situazione, visto che a poco è servito il cambio di rotta sul fronte commerciale. Ovviamente, gli utenti Xbox One da parte loro ringraziano, ma qualche dubbio sul futuro emerge sicuramente, all'interno di una situazione che sembra ormai così compromessa nella corsa al mercato. Infatti alcune prospettive potenzialmente rivoluzionarie, e per certi versi anche inquietanti, sembrano profilarsi all'orizzonte per la sezione Xbox, tra nuovi hardware e unificazione con il mondo PC.

Tiriamo le somme sull'ultimo anno di Xbox One prima dell'E3 2016

Le esclusive: Voto 9

C'è veramente ben poco da recriminare sul fronte delle esclusive per questo anno di Xbox One, che ha portato sul mercato esattamente quello che era stato promesso nel corso dell'E3 2015 e nella maniera migliore, tranne qualche possibile contraccolpo da eccesso di hype.

Da ottobre a novembre, in particolare, si sono succedute un'uscita di peso dietro l'altra per ogni mese, seguite poi da una certa rilassatezza fino ad aprile, ma è indubbio che la fine del 2015 abbia rappresentato un momento veramente magico per Xbox One. Siamo partiti con Gears of War: Ultimate Edition a ottobre che ha saputo rimettere in pista in ottima maniera l'originale di Epic, dimostrando come, al di là di una Campagna decisamente raffinata con gli aggiustamenti tecnici applicati, il multiplayer resti ancora un classico senza tempo. Il mese successivo è stato il turno di Forza Motorsport 6 che si è rivelato essere semplicemente uno dei migliori racing game visti finora su console, con una netta evoluzione rispetto al quinto capitolo in termini tecnologici e di contenuti. Il gioco continua peraltro ad attirare l'interesse a distanza di mesi grazie anche alle aggiunte successive, come il recente pacchetto NASCAR. Ottobre 2015 è stato il turno di Halo 5: Guardians, che ha traghettato la serie ammiraglia di Xbox nella nuova generazione proponendo anche in questo caso una Campagna degna del suo nome e un multiplayer semplicemente mastodontico, rifinito al cesello anche grazie ai feedback dell'utenza e oggetto di una continua cura e supporto continuativo da parte di 343 Industries, che continua a sostenerlo in maniera veramente lodevole, come una vera e propria piattaforma di gioco a parte, come ha dimostrato la recente espansione gratuita Memories of Reach e l'aggiunta della celebre Forgia per la costruzione di nuovi contenuti da parte degli utenti. Passando alle semi-esclusive, novembre è stato il mese dell'ottimo Rise of the Tomb Raider, che ha rappresentato un grande ritorno sulla scena di Lara Croft grazie a un'evoluzione sostanziale del precedente reboot in ogni comparto. Nonostante si tratti di un'esclusiva temporale è stata praticamente vissuta come esclusiva vera e propria (con tanto di rivolta online dei fan utenti Sony), un po' per il lungo periodo di ritardo imposto all'uscita della versione PlayStation 4 e un po' proprio per l'impegno in prima linea di Microsoft, che ha fatto anche da publisher diretto per la versione Xbox One, contribuendo alla produzione del gioco. Ori and the Blind Forest: Definitive Edition ha confermato e suggellato l'ottimo lavoro di Moon Studios con una versione riveduta e corretta del già ottimo originale, che va dunque a riempire anche la casella degli action adventure in stile metroidvania per Xbox One; chiude la rassegna di esclusive Quantum Break, il nuovo sparatutto in terza persona a carattere narrativo di Remedy, che non ha forse raggiunto il livello qualitativo complessivo che molti si aspettavano ma che rimane uno dei migliori interpreti del genere, soprattutto in questa generazione. Anche in questo caso il termine esclusiva non è completamente appropriato, essendo il gioco uscito anche su PC, ma questa è una condizione che probabilmente diverrà comune per Xbox e porterà verosimilmente ad una nuova concezione generale della piattaforma.

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I multipiattaforma: Voto 7

Xbox One ha dimostrato fin da subito delle difficoltà a tenere il passo con PlayStation 4 nei titoli multipiattaforma, un elemento che ha poi contribuito a decretare il successo schiacciante della console Sony dal punto di vista commerciale. Il tormentone del "resogate" ha raggiunto proporzioni enormi e ha avuto grande risonanza in tutto il mondo, fungendo anche da strumento promozionale indiretto per la concorrenza. Complice probabilmente anche un'offerta ludica mai così simile tra le due principali console a spartirsi il mercato, l'attenzione di molti è andata a concentrarsi su quantità di pixel su schermo e fluidità, freddi numeri che hanno scaldato l'opinione pubblica a suon di risoluzioni e frame rate a confronto, decretando molto spesso una maggiore dimestichezza da parte di PlayStation 4 nel gestire le performance dei giochi moderni. Grossi passi avanti sono stati fatti da Microsoft verso una maggiore ottimizzazione dell'hardware di Xbox One, prima togliendo la famosa "riserva" dedicata alla gestione di Kinect, poi effettuando una costante evoluzione sul software di sistema e sui devkit in modo da cercare di contenere il gap con la console rivale, fino a raggiungere una certa parità diffusa per diversi titoli multipiattaforma di grande rilievo, ma senza mai arrivare al totale pareggio dei conti. Particolarmente scottanti, vista l'importanza dei titoli in questione, sono i casi di Dark Souls III, che non raggiunge la parità di risoluzione, e The Witcher III: Blood and Wine ma i passi avanti sono ben rilevabili in una serie di titoli di grosso calibro in cui le differenze si assottigliano e in certi casi scompaiono. Tra questi citiamo DOOM, che adotta una risoluzione dinamica per entrambe le console in modo da assicurare i 60 frame al secondo costanti e, sebbene veda ancora PlayStation 4 in vantaggio sul fronte dei pixel, non mostra differenze sostanziali tra le due versioni, poi DiRT Rally che si presenta praticamente identico sia su Xbox One che su PlayStation 4 e infine il nuovo Overwatch di Blizzard, in grado anche lui di correre a 1080p e 60 frame al secondo su tutte e due le rivali senza mostrare alcun evidente vantaggio da nessuna parte, per non parlare di Fallout 4 che si mostra equivalente (con problemi) da entrambe le parti.

Le prospettive future: Voto 7

Nonostante un presente solido, il futuro di Xbox One appare come un grosso punto interrogativo. Il fatto di essere in procinto di una probabile transizione tecnologica è comune praticamente a tutti i produttori attualmente sul mercato, ma se Sony può permettersi di sperimentare dall'alto della sua posizione dominante e Nintendo ha intenzione di proseguire con la sua tipica visione identitaria del videogioco, per quanto riguarda Microsoft non è facile fare previsioni perché, sebbene non sembra ci sia l'intenzione di abbandonare l'ambito videoludico, a Redmond non sono abituati a voler correre come secondi ben distaccati e viste le recenti manovre e cambi di direzione al vertice non è facile mettere la mano sul fuoco per quanto riguarda il prosieguo della compagnia nell'ambito della costruzione di hardware da gioco.

La dichiarata volontà di unificare l'ambiente PC e Xbox sotto il grande ombrello di Windows 10 non fa che complicare le possibilità di prevedere il futuro della divisione, che potrebbe decidere di adottare il marchio Xbox semplicemente per indicare la sezione legata al software entertainment e farla diventare una sorta di piattaforma di servizi integrati prettamente videoludici, o un marchio da concedere in licenza a produttori terze parti per la costruzione di PC compatti in stile "Windows Machine". Sarebbe una manovra sensata dal punto di vista dell'ottimizzazione delle risorse, riducendo drasticamente le spese per la produzione di hardware e capitalizzando sul mastodontico bacino di utenti Windows in giro per il mondo. Queste sono ovviamente speculazioni ardite e senza alcun fondamento confermato, ovviamente, ma abbastanza significative del clima di incertezza che domina al momento. Un'altra visione arriva invece attraverso altre voci abbastanza insistenti su un nuovo salto generazionale per Xbox, di cui si starebbe preparando un vero e proprio successore con il nome in codice "Scorpio", decisamente potente e destinato ad arrivare nel 2017, mentre l'attuale Xbox One verrebbe aggiornata con un nuovo modello "slim" senza particolari avanzamenti prestazionali per il momento. In ogni caso, per l'attuale console non sembrerebbero aprirsi prospettive a lunghissimo termine, e questo è il dubbio principale che riguarda il suo futuro. D'altra parte, parlando di fatti e quindi di giochi, c'è anche da stare decisamente tranquilli: solo per menzionare i già annunciati, nei prossimi mesi sono attesi titoli come Gears of War 4, Scalebound, Crackdown, un nuovo Forza, ReCore, Sea of Thieves e Halo Wars 2, abbastanza per mantenere alto l'interesse su Xbox One ancora per un bel po', salvo poi ulteriori sorprese in arrivo all'E3 2016. Peraltro, il supporto continuativo all'evoluzione del software di sistema apre continuamente nuove possibilità in ambito multimediale, mentre iniziative interessanti come il programma Game Preview assicurano un apporto importante di novità proiettate al futuro.