OrionLa guerra di Orion 

Guadians of Orion cambia nome in The Orion Project e ottiene due visuali. Riscopriamolo

È difficile non provare simpatia per Trek Industries (prima Spiral Game Studios) di David Prassel e il suo modo di lavorare. Ricordate Orion: Prelude? Appena uscito era un vero disastro, ingiocabile e pieno di bug (aveva anche un altro titolo, a dirla tutta). Qualsiasi altro studio di sviluppo avrebbe preso atto della situazione e lo avrebbe mollato al suo destino. Invece Prassel ha continuato a lavorarci sopra e, aggiornamento dopo aggiornamento, lo ha reso un prodotto completo che, grazie al prezzo di vendita irrisorio, è riuscito a piazzare molte copie. La guerra di Orion La storia si sta in un certo senso ripetendo con The Orion Project, inizialmente conosciuto come The Guardians of Orion, che da sparatutto online cooperativo con visuale a volo d'uccello si sta velocemente trasformando in qualcos'altro. Per questo a distanza di qualche mese dal provato precedente è giusto dedicargli un nuovo articolo. Anche perché avrete già capito guardando le immagini che qualcosa non quadra: dov'è lo sparatutto a volo d'uccello? Tranquilli, c'è ancora, ma è stato affiancato e in larga parte soppiantato da due nuove visuali introdotte con dei corposi aggiornamenti. Ora The Orion Project, acquistabile per appena 0,99€, è anche uno sparatutto in prima e in terza persona. Anzi, è addirittura un MMO, anche se per ora molto abbozzato, con equipaggiamento da raccogliere dai cadaveri dei nemici o da acquistare (con soldi di gioco o soldi veri). Se siete confusi non preoccupatevi, perché sono in molti a esserlo, al punto che Prassel ha dovuto chiarire la situazione con un comunicato stampa, in cui ha spiegato come il progetto iniziale fosse quello di pubblicare più giochi differenti facenti tutti capo allo stesso universo, mentre ora si è scelto di unificarli tutti sotto un'unica denominazione. Probabilmente un cambiamento così radicale è stato dovuto allo scarso successo di The Guardians of Orion, che fino al cambio di titolo contava poche migliaia di acquirenti. All'epoca in effetti il gioco ci colpì poco. Anzi quasi per nulla. La prima versione pubblicata in Accesso Anticipato aveva più bug che contenuti e tutto sapeva di abbozzato per il prezzo richiesto (molto più alto di quello attuale).

Prima e terza persona

Oggi la situazione è molto cambiata. Certo, The Orion Project ha ancora molta strada da percorrere prima di poter essere considerato completo. Intanto però il rapporto qualità/prezzo pende decisamente a suo favore, grazie a una serie di aggiunte che dimostrano su tutto l'amore per il progetto in sé, portato avanti nonostante le difficoltà incontrate. Chiariamo che la visuale a volo d'uccello non è stata eliminata. La guerra di Orion Volendo è possibile continuare a usarla, sia offline che online. In linea di massima possiamo dire che se si utilizza mouse e tastiera conviene giocare in prima o in terza persona, mentre utilizzando un controller con doppio stick analogico la situazione cambia e il punto di vista dall'alto rimane il migliore. Fortunatamente è possibile passare in tempo reale da una visuale all'altra premendo un singolo tasto e non c'è nessun obbligo di selezione: trovata la visuale ideale, la si può lasciare in eterno e vivere felici. Solo la sezione MMO, per ora limitatissima (ne parliamo tra poco), obbliga a tenere la visuale in terza persona alle spalle dell'avatar. Ma rimaniamo sul lato MMO e cerchiamo di capire cosa offre finora. Connettendosi ai server di gioco ci si ritrova in una base spaziale HUB costruita sulla superficie di un pianeta. Volendo possiamo girarla un po' per vedere com'è fatta, anche se per ora le interazioni sono pochissime. Tutto ciò che possiamo fare è collegarci con dei terminali che ci permettono di modificare l'equipaggiamento indossato, gettare via gli oggetti superflui, creare nuovi oggetti, assegnare i punti abilità conquistati salendo di livello, personalizzare l'aspetto dell'avatar con gli acquisti in gioco, acquistare materiali da costruzione e basta. Tutte queste sezioni sono attive e funzionanti, ma ancora poco sviluppate. Non esistendo un mondo di gioco da esplorare, si percepiscono chiaramente alcuni limiti dell'intero sistema, che purtroppo sono ineludibili in questa fase. Prassel ha annunciato che per il modulo MMO bisogna attendere fino al 2017, quindi per ora bisogna accontentarsi di sfruttare la crescita del personaggio per semplificarsi la vita nelle altre due modalità di gioco disponibili, di cui parleremo nel prossimo paragrafo.

Guardians of Orion diventa The Orion Project: scoprite tutte le novità nel nostro nuovo provato

Sopravvivere su Orion

Giocabili sia offline, senza passare dall'HUB, che online, le modalità Survival e Harvest sono per ora il cuore di The Orion Project. Nella prima bisogna resistere a ondate di dinosauri e soldati robotici di forza crescente per accumulare equipaggiamento ed esperienza; mentre nella seconda gli stessi nemici minacciano la nostra nave mietitrice, che va ovviamente protetta. La guerra di Orion In Harvest le ondate da respingere sono di numero prefissato e si concludono con un boss. A seconda del livello di difficoltà scelto cambia il numero di nemici da abbattere e la loro forza. Ad esempio a livello facile ci si dovrà preoccupare soprattutto di dinosauri di piccola taglia, di terra e di cielo, con solo rade sortite dei nemici più grossi e resistenti; ma già selezionando il livello medio ci si ritroverà in un inferno pieno di feroci colossi preistorici pronti a divorarci o a usarci come palle antistress. Di tanto in tanto uccidendo i nemici si ottengono degli oggetti da raccogliere, ben evidenziati da colonne di luce che ne mostrano la posizione. Alcuni servono come equipaggiamento e possono essere applicati al personaggio, altri sono materiali per il crafting. Oltre agli oggetti, uccidere serve per accumulare punti esperienza, così da far crescere di livello una delle otto classi selezionabili all'inizio di ogni partita. Queste ultime non si discostano molto dagli stilemi del genere e della fantascienza in generale: si va dal granatiere, al cecchino, passando per il soldato con jetpack e per un paio di unità di supporto, queste ultime leggermente svantaggiate dal corto respiro delle due uniche modalità presenti (attualmente sono utili soprattutto quando si gioca al livello di difficoltà più alto). Trek Industries ha promesso che con il tempo aggiungerà altre classi, in modo da dare ancora più scelta al giocatore. Parlando di scenari, Harvest e Survival condividono le stesse otto mappe, ossia tutte quelle disponibili. La guerra di Orion Nonostante siano diverse tra loro nell'aspetto, per ora è difficile percepirne le differenze in termini di gameplay puro: che si combatta sulla neve o in mezzo a delle antiche rovine, la loro conformazione aperta influisce poco sullo svolgimento delle partite, che risultano tutte molto simili. Paradossalmente ha un impatto maggiore giocare di giorno o di notte, che quella della mappa in sé. A livello estetico The Orion Project è un titolo apparentemente valido, nonostante sia presto per dare un giudizio definitivo. I livelli sono molto belli da vedere, anche se sono statici e c'è poco con cui interagire. Gli unici elementi distruttibili sono delle piccole rocce sparse per gli scenari, che si frantumano con un effetto particellare piacevole, ma non certo da strapparsi i capelli. Il design degli avatar richiama pesantemente lo stile Bungie, che ormai va per la maggiore nei titoli fantascientifici. Pessima invece la colonna sonora. Le musiche sono fuori contesto e non aiutano a calarsi nei combattimenti. In alcuni casi sembrano uscite da un lounge bar, anche se mancano persone in posa che fanno l'aperitivo. Nonostante le critiche, è difficile non consigliare di provare The Orion Project. In fondo costa meno di un cappuccino e il team di sviluppo ha già dimostrato di poter garantire un supporto costante ai suoi prodotti, pur in situazioni difficili. Insomma, nel caso vada tutto in malora avrete sprecato novantanove centesimi. Potete starci.

Consigliato

S.V.

Lettori

Pro

  • Il supporto è garantito
  • Già le due sole modalità presenti valgono il bassissimo prezzo
  • Il progetto si potrebbe evolvere in modi inaspettati

Contro

  • C'è molto lavoro da fare prima di completarlo
  • Se vi interessa la parte MMO, aspettate