The SurgeUn duro lavoro 

A Los Angeles per l'E3 nuovo incontro con The Surge

Qui a Los Angeles The Surge non ha mostrato molto di più rispetto a quanto visto un paio di mesi fa in occasione del reveal del gioco, durante il What's Next di Focus di Parigi. Non c'è stata possibilità di provare con mano il gioco, e dopo una breve presentazione per far conoscere agli altri giornalisti presenti il titolo, senza troppi fronzoli è iniziata la demo giocata in tempo reale di fronte ai nostri occhi. The Surge è a tutti gli effetti un cosiddetto Souls like, un modo gentile per chiamare tutti quei progetti che ripropongono le meccaniche dei giochi di Hidetaka Miyazaki. Ma il lavoro degli autori di Lords of the Fallen non si è limitato a fare il compitino, cambiando solo il setting. Hanno aggiunto alcune feature al sistema di combattimento che per quanto visto sembrano proprio una ventata d'aria fresca per il genere. Il fantasy lascia il posto ad un futuro distopico, il setting è quindi fantascientifico, senza però mai lasciarsi andare a fantasie estreme.

The Surge punta a non essere il solito "soulslike": la nostra nuova anteprima

Bel braccio. Lo voglio!

È tutto piuttosto futuristico; i nemici sono si uomini resi pazzi da non si sa quale accidente e coperti da pesanti armature, ma queste non sono altro che strumenti di lavoro, esoscheletri che potrebbero fare la comparsa in un futuro non troppo lontano. E anche per le armi vale lo stesso discorso, ma come è giusto che sia sono suddivise tra ad una mano e a due mani, ognuna col suo moveset peculiare. Si potrebbe obiettare che un cambio di setting non è un motivo sufficiente per distanziare il gioco dalle sue origini, e renderlo originale. Qui però entra in gioco il sistema di combattimento violento, viscerale e decisamente tattico. Con lo stick destro possiamo puntare il corpo e gli arti dei nemici, prendendo di mira le zone corazzate o quelle invece lasciate indifese. La differenza tra le due è che la parte del corpo scoperta è un vero e proprio punto debole per uccidere velocemente gli avversari. Le parti corazzate invece vanno colpite più e più volte. Ovviamente se decidiamo di impegnarci più a lungo prolungando lo scontro c'è un motivo ben preciso: colpire le zone corazzate aumenta la possibilità che l'avversario ci "premi" con un ricco bottino. L'idea è semplice quanto funzionale ed efficace: se vediamo un nemico corazzato proprio in una zona dove noi siamo sguarniti, forse è meglio provare a colpirlo proprio lì per prendergliela. Un duro lavoro Un duro lavoro Non sempre però è possibile ottenere l'arto tranciato, di conseguenza bisogna provare più e più volte lo scontro "tattico" sperando di ottenere la parte mancante di cui abbiamo bisogno. A livello di attacchi abbiamo a disposizione colpi leggeri e colpi pesanti, un attacco in scivolata e una sorta di violento attacco frontale, utile per spezzare la guardia avversaria. Il ritmo ci è sembrato se possibile un filo più veloce rispetto alla precedente demo. Tempismo e agilità nella schivata giocano un ruolo fondamentale quindi, da buon "soulslike". A rendere il tutto ancor più "complesso" troviamo il crafting, da esercitare all'interno delle Safe House poste in luoghi strategici del mondo di gioco, strutturato in bivi interconnessi e shortcut proprio come i Dark Souls. C'è poi la Combat Energy, energia che una volta accumulata al massimo ci permette di scatenare un potentissimo colpo finale o di esser spesa, previo l'inserimento del modulo relativo, per ripristinare preziosi punti salute. Ecco quindi che un'altra scelta tattica si prospetta al giocatore. Non male, insomma. A livello tecnico The Surge non ci aveva particolarmente stupito, mettendo in scena un comparto tecnico solo buono e nemmeno troppo ispirato a livello artistico. Una fantascienza "generica", potremmo dire. Il nuovo setting, invece, pur non ribaltando completamente questa sensazione, ci ha fatto una impressione migliore. Dall'interno grigio della fabbrica "infestata" si è passati al suo esterno, un complesso industriale in rovina con i colori finalmente più vivi e una costruzione più variegata e ricca. Abbiamo poi visto una nuova tipologia di nemico, un uomo dotato di un esoscheletro più grosso e pesante e, dulcis in fundo, un nuovo boss. Dopo il ragno meccanico del precedente incontro si è passati ad un gigantesco mech dotato di cannone laser e salva di missili. Nulla di particolarmente sconvolgente; non c'è stata una trasformazione a metà combattimento, ma solo diversi pattern d'attacco, col tocco finale dei punti deboli esposti come da tradizione. Ad ogni nuovo incontro The Surge si rivela essere sempre più interessante. C'è tutto quello che ci aspettiamo da un "soulslike". Peccato quindi per una componente grafica non proprio indimenticabile. Speriamo di poterlo finalmente giocare al più presto, magari in occasione della GamesCom di Colonia, per capire realmente le potenzialità di scelte di design che sulla carta sembrano essere davvero vincenti.

Certezze

  • Sistema di combattimento
  • Level design stratificato

Dubbi

  • Tecnicamente solo buono
  • Stilisticamente senza guizzi

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