Linea gotica  11

All'E3 2016 Nuovo incontro con Sniper Elite 4

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PlayStation 4

Dopo averlo giocato per la prima volta lo scorso marzo in occasione della GDC di San Francisco, all'E3 2016 siamo tornati a vivere le silenziose missioni di Karl Fairburne, per l'occasione in trasferta in Italia. Per chi non conoscesse il gioco Rebellion, basta semplicemente dire che il focus dell'azione è tutto sulle uccisioni a distanza, sul non farsi scoprire, o al peggio far perdere le proprie tracce una volta scoperti. Il tutto utilizzando il nostro fido fucile da cecchino Springfield, ma se le cose dovessero farsi troppo "calde" c'è sempre la possibilità di mettere mano al nostro arsenale fatto di mitragliatrice Thompson, granate e mine assortite. Karl è solo, ma è a tutti gli effetti, come dicono gli americani, un "one man army".

Campagna italiana per Sniper Elite 4: un solo obiettivo, sfondare la linea gotica!

Il cannone più grande del mondo

La missione oggetto del nostro test ci ha visto provare a sabotare un gigantesco cannone su rotaie. L'ambientazione era decisamente suggestiva, una vallata presumibilmente appenninica con al centro un ponte ferroviario oggetto delle nostre cure: una mappa grande ma non sterminata, crediamo parte di una zona ben più estesa, ma comunque esplorabile in completa libertà. Ovviamente il punto di partenza di Karl si è dimostrato tanto lontano dal cannone quanto decisamente conveniente in termini di linee di tiro. Peccato solo per i due sentieri fatti apposta per far affluire verso di noi le truppe tedesche, decisamente leste nel provare a stanarci appena sentito il primo sparo. Quando questo succede, la prima cosa da fare è ovviamente quella di lasciare il punto del nostro appostamento, anche perché il gioco segnala sulla mini mappa dove i nemici pensano di aver visto qualcosa, dirigendosi subito li.

Successivamente la cosa migliore da fare sarebbe quella di provare a nasconderci, continuando la nostra (non troppo) silenziosa azione di cecchinaggio, una volta tornata indietro la ronda. Altrimenti c'è sempre la possibilità di uccidere la sentinella. Inutile dire che il gioco incentiva l'uccisione stealth a mani nude, le coperture sono sempre abbondanti, c'è tanta vegetazione e l'erba è alta, ma se proprio vogliamo giocare in modo caciarone, allertando mezzo reggimento ovviamente, granate, mine per coprirci la ritirata e il mitra sono più che sufficienti per sopravvivere, fermo restando che non c'è rigenerazione dell'energia al coperto, bisogna centellinare quindi l'uso dei medikit. Quando si tratta di sparare da lontano il gioco dà il meglio di sé, ovviamente. Negli scontri ravvicinati l'intelligenza artificiale non ci è parsa particolarmente reattiva, con i nemici non sempre svelti nel leggere la situazione, a volte sordi nonostante raffiche esplose molto vicino. L'esatto opposto avviene invece per quelli da distanze siderali. Bisogna davvero aspettare il momento buono per sparare, visto il continuo balletto dei soldati che corrono di copertura in copertura, lasciando la testa allo scoperto solo raramente. Una volta scelto il punto dell'appostamento, la prima cosa da fare è marchiare il nemico mediante l'uso del binocolo. Facendo così, non solo vedremo sempre i loro movimenti, ma scopriremo anche il loro grado e specialità. L'idea è semplice: uccidere gli ufficiali avrà conseguenze sul morale e sull'efficacia della truppa, facilitando quindi il nostro lavoro. Allo stesso tempo va data priorità ai cecchini avversari: quando siamo sotto tiro una bella croce rossa a tutto schermo (oltre al classico riflesso dell'ottica) ci dice che è meglio nascondersi, anche perché si rischia di morire con un paio di colpi ben assestati. La balistica gioca un ruolo fondamentale. La dispersione dei colpi della mitragliatrice e delle hitbox non proprio generose sono il segno che ci sarà da soffrire anche negli scontri ravvicinati. Una volta imbracciato il fucile da cecchino la musica cambia, ovviamente.

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Raggi X alla testa

Spingendo un tasto apposito il gioco ci dice dove cadrà il proiettile, ma anche così non è automatico fare centro al primo colpo. Ma quando succede Sniper Elite 4 premia il giocatore con la killcam più splatter di sempre.

Vediamo il proiettile trapassare il corpo del soldato nemico a rallentatore, mentre un effetto raggi-X a colori ci mostra quali organi abbiamo devastato. Il tutto con relativa spiegazione anatomica e conteggio dei punti esperienza acquisiti. Abbiamo chiesto a cosa servissero questi punti, ma non ci è stato risposto nulla. Bocche cucite, insomma. Ci è stato detto che sarà possibile anche innescare delle uccisioni mediante l'interazione con l'ambiente. Non siamo riusciti a trovare qualche struttura o oggetto adatta allo scopo, purtroppo, ma sembra proprio che sarà una possibilità questa da tenere molto in considerazione. A livello tecnico, Sniper Elite 4 è un titolo dalle buone qualità, soprattutto per quello che riguarda i modello del protagonista, dei soldati nemici e più in generale di armi e mezzi. Il dettaglio sugli elementi di secondo piano non è paragonabile agli elementi principali, ma data la vastità della mappa è naturale che qualcosa possa venir sacrificato. Comunque il colpo d'occhio è davvero notevole, e questa mappa, col suo orizzonte visivo molto vasto, è certamente un bel biglietto da visita per il gioco. In definitiva, siamo rimasti più che soddisfatti dopo questo nuovo assaggio di Sniper Elite 4. L'ambientazione italiana ha un grande fascino, ma soprattutto il feeling con le armi è come al solito molto buono e, tutto sommato, più che verosimile. L'intelligenza artificiale ha bisogno di qualche piccolo aggiustamento, ma senza dubbio riesce a metterci in difficoltà puntualmente e con grande efficacia.

CERTEZZE

  • Balistica
  • Libertà d'azione
  • Setting italiano

DUBBI

  • Sporcizia grafica
  • Intelligenza artificiale con qualche piccola pecca