Un PC per la realtà virtuale a 600 euro  108

Anticipiamo l'uscita della Radeon RX 480 per immaginare una configurazione da 600 euro dedicata al gaming senza compromessi e alla realtà virtuale

Pur alzando l'asticella del prezzo e delle prestazioni, con le nuove GPU NVIDIA ha mantenuto lo stesso approccio della scorsa generazione. L'araldo delle nuove GeForce è la GTX 1080, una scheda decisamente potente che diversi titoli supera i 60 frame al secondo in 4K e per questo rappresenta senza dubbio una scelta sicura per chi punta in alto. La seconda linea delle schiere NVIDIA è invece occupata dalla GTX 1070, meno grintosa della sorella maggiore ma caratterizzata da un rapporto tra prezzo e prestazioni decisamente superiore. Questo significa che anche se le cifre da pagare sono leggermente più elevate, il rapporto tra le due schede è molto simile a quello visto con la GTX 980 e la GTX 970. AMD, con tutte le differenze del caso, ha sempre seguito una filosofia similare alla concorrente, tallonando NVIDIA anche a costo di ricorrere al rebranding estremo. Questa volta, però, la compagnia nata a Sunnyvale ha cambiato completamente approccio. Ci troviamo comunque di fronte a un grosso balzo in termini di processo produttivo, nel caso delle nuove Radeon parliamo di transistor da 14 nanometri, ma la serie Polaris non punta ne' alle grandi risoluzioni e neppure a dominare i benchmark. La nuova serie AMD punta al 1440p a basso prezzo ed è stata pensata per garantire performance elevate con i giochi in realtà virtuale di prima generazione, mantenendo un prezzo da fascia media. Purtroppo da noi la scheda costerà probabilmente 220 euro contro i 199 dollari dell'MSRP USA, ma ci permettono comunque di assemblare un PC da 600 euro, periferiche escluse, che dovrebbe garantire un buon margine di manovra sia con il gaming classico sia con i visori tridimensionali.

Con la nuova generazione di Radeon un PC economico per la realtà virtuale è possibile

La Radeon RX 480

La proposta di punta AMD per la tecnologia Polaris sfoggia 36 compute unit, 256GB/s di banda, 150 watt di consumo massimo, 2304 Stream processor, core impostato a 1266MHz di frequenza e memoria GDDR5 spinta fino a 8GHz. Il prezzo è di circa 220 euro per la versione da 4GB, più che sufficienti per gli obiettivi che si pone la scheda, e l'arrivo sul mercato è fissato per il 29 giungo. Il contorno in termini di dotazione tecnica comprende l'ovvio supporto per i formati video DisplayPort 1.3/1.4 e HDMI 2.0b che garantiscono banda a sufficienza per arrivare fino alla risoluzione 8K a 60Hz con profondità del colore a 10-bit e HDR. La Radeon RX 480, è chiaro, non mira così in alto in ambito gaming ma non punta nemmeno al minimo indispensabile. L'obiettivo di AMD è quello di offrire una soluzione a basso prezzo che garantisca almeno un paio di anni di tranquillità assoluta sia per quanto riguarda il gaming classico, ovviamente al di sotto della risoluzione 4K, sia in relazione alla realtà virtuale che secondo la compagnia potrebbe diventare un fenomeno in tempi non troppo lunghi.

Proprio per questo la tecnologia Polaris incarna soluzioni simili a quelle viste con NVIDIA che puntano ad alleggerire il rendering di due immagini in contemporanea, necessario per far funzionare un visore tridimensionale. Il risultato in termini di performance con Steam VR è quasi doppio rispetto alla R9 380, almeno secondo quanto riporta una slide ufficiale, e dovrebbe effettivamente garantire una buona longevità alla scheda in relazione ai titoli dedicati ai visori attualmente in circolazione. Per quanto riguarda il gaming classico i primi benchmark spuntati in rete risultano credibili. I dati tecnici della scheda riportati nel test Firestrike 11 combaciano con quanto dichiarato ufficialmente e guardando al risultato ci troviamo di fronte al 20% delle prestazioni in più rispetto alla configurazione minima della realtà virtuale che in quanto a GPU prevede, nel caso dei visori Oculus Rift e HTC Vive, una GeForce GTX 970 o una Radeon R9 390. Il test, tra l'altro, è relativo alle DirectX 11. Come per le applicazioni VR, le performance dovrebbero crescere in ambiente DirectX 12/Vulkan grazie all'async compute e alle varie altre tecnologie legate alla nuova generazione di librerie grafiche. In ogni caso AMD punta al mainstream e con la RX 470 farà ovviamente lo stesso puntando al 1080p a frame rate adeguato con i titoli di punta con una scheda che potrebbe essere potente all'incirca come una 970 costando, ovviamente, meno di 200 euro. La terza scheda è la RX 460 che con 1024 stream processor per circa 2TFLOP di potenza computazionale si piazzerà nel segmento dedicato agli eSport, caratterizzato da motori agili e sviluppati per sfruttare hardware economici. La compagnia ha in più casi dichiarato apertamente di voler proporre prodotti più accessibili puntando al grosso del mercato delle GPU che al di sotto dei 300 euro include l'84% dei potenziali acquirenti. Questo, almeno, in attesa di Vega che porterà soluzioni di fascia alta indubbiamente più performanti anche se possiamo aspettarci comunque una strategia volta al compromesso tra prezzo e prestazioni. La parola d'ordine della nuova AMD è Uprising, una rivolta contro la vecchia visione del mercato delle schede video e quindi contro NVIDIA che ha deciso di mantenere la rotta di sempre. Resta ovviamente da vedere cosa farà quest'ultima con la GTX 1060 e quali saranno le effettive prestazioni della RX 470 ma per ora queste schede sono ancora nel limbo ed è proprio per questo che questo articolo dedicato all'assemblaggio di un PC economico ma capace di cavarsela senza problemi con realtà virtuale ruota intorno alla Radeon RX 480.

La configurazione

I motori grafici sono destinati a evolversi ma la realtà virtuale resterà ancorata ai requisiti minimi ancora per qualche tempo e con una potenza superiore alla GTX 980, confermata dalla stessa AMD quando ha parlato di una scheda paragonabile a soluzioni da 400/500 euro, la Radeon RX 480 (220 euro) dovrebbe garantire soddisfazioni importanti anche con una configurazione a basso prezzo. Scendere troppo, però, non è possibile a causa della potenza della scheda che non ci permette di puntare troppo in basso in relazione al processore. Per metterci al sicuro da eventuali colli di bottiglia dobbiamo scegliere qualcosa che non incontri problemi con schede come la R9 390X e la GTX 980, oltre ovviamente a rispettare i requisiti minimi di Oculus Rift e HTC Vive che escludono sempreverdi della fascia bassa come l'FX-6300 o l'Athlon X4 860K costringendoci a superare la soglia dei cento euro.

Combinando i requisiti minimi con la necessità di non strozzare la scheda, le opzioni economiche si restringono portandoci di fronte al bivio tra AMD FX-8350 e Intel Core i5-4590 (190 euro). Considerando la potenza della scheda e i rischi nei titoli CPU intensive, scegliamo la seconda opzione che purtroppo costa quasi duecento euro e ci costringe a risparmiare sul resto della configurazione. Farlo non è semplicissimo anche perché nel caso della motherboard siamo praticamente costretti a sceglierne una che abbia almeno sei porte USB 3.0 visto che tre di queste servono per il solo visore virtuale. Per fortuna ci viene in aiuto la MSI H81M-E34 (45 euro), vincolata al chispet H81 ma forte di un buon rapporto tra dotazione e prezzo, sulla quale montiamo 8GB di memoria DDR3 a 1600MHz targata Crucial (30 euro). In futuro potrebbe essere necessario espanderla considerando che ci sono già titolo che sfruttano per intero questo quantitativo di RAM ma per ora non dovrebbero esserci grossi problemi. Passando al disco fisso non possiamo permetterci il lusso della SSD, comunque ininfluente in termini di performance videoludiche, e puntiamo sull'intramontabile Seagate da 1TB (45 euro) anche se pagando qualche euro in più è possibile puntare su soluzioni più performanti come il Western Digital o più affidabili come l'Hitachi Travelstar. Per quanto riguarda i consumi la Radeon RX 480 dovrebbe funzionare con un alimentatore inferiore da 450W, almeno con le frequenze stock, ma ci atteniamo ai requisiti minimi scegliendo l'EVGA 500W W1 80+ (45 euro). Per il case, invece, puntiamo al risparmio estremo con un Zalman T3 (30 euro), preferito ad altre scelte egualmente economiche per il frontale meno banale, che ci permette di centrare in pieno l'obiettivo dei 600 euro.