Shenmue IIIIl lungo viaggio di Ryo 

Da Yokosuka alle montagne di Guilin, Ryo Hazuki è deciso ad avere la sua vendetta sull'assassino del padre. Vediamo come nella nostra nuova anteprima di Shenmue III

Shenmue III è stato uno dei grandi assenti al recente E3 di Los Angeles. In molti, nonostante non ci fossero stati annunci ufficiali in tal senso, speravano perlomeno di vedere un filmato, un nuovo trailer. Contavano comunque in una sorpresa, o anche nella sola presenza di Yu Suzuki a raccontare di come procedono i lavori e a svelare al pubblico della fiera (e non solo a loro) qualche novità. Invece niente, e del terzo, attesissimo capitolo di una delle serie culto della storia dei videogiochi, non v'è stata traccia. Per fortuna il noto game designer non ha mancato di presenziare ad alcuni eventi nei mesi scorsi, come per esempio la Monaco Anime Games International Conferences, e nelle ultime settimane di rilasciare interviste ad alcune delle principali riviste internazionali di videogiochi. Così perlomeno abbiamo avuto lo stesso delle nuove informazioni su un progetto sul quale sta lavorando, lo ricordiamo, Ys Net, il nuovo studio di Suzuki di cui fanno parte diversi elementi chiave dell'originale team di sviluppo di Shenmue, inclusi lo scrittore Masahiro Yoshimoto, il character designer Kenji Miyawaki, il compositore Ryuji Iuchi e Tak Hirai. Mentre Sony, lo ricordiamo, resta uno dei partner più importanti, che collabora a livello di sviluppo, marketing e distribuzione. Ma vediamo di fare il punto della situazione, non prima di aver fatto un rapido riassunto sulla saga.

Il viaggio di Ryo Hazuki alla ricerca dell'assassino del padre sta per riprendere in Shenmue III

Il gioco come poesia

Descrivere in poche righe il capolavoro di Yu Suzuki, le emozioni che era in grado di suscitare minuto dopo minuto, passo dopo passo, sarebbe impresa titanica. Shenmue è poesia, è magia, e per comprenderlo, gustarlo, bisognerebbe giocarlo e lasciarsi trasportare all'interno del suo mondo. Un titolo talmente particolare e innovativo, ce all'epoca persino il suo creatore dovette inventarsi un nuovo termine per spiegarne le meccaniche, coniando la sigla F.R.E.E. (Full Reactive Eyes Entertainment) per indicare ai giocatori il nuovo livello di libertà ed interazione che avrebbe raggiunto la sua opera. Il lungo viaggio di Ryo Ma soprattutto per sottolineare un nuovo momento storico per i videogiochi, il passaggio epocale ad un nuovo modo di concepire certe avventure e la nascita di un genere che, quindici anni dopo, ha trovato la sua massima espressione in Grand Theft Auto V. In tal senso, anche se il titolo proponeva delle meccaniche tratte da vari generi come i picchiaduro, le simulazioni, gli RPG e gli adventure, non si limitava a far affrontare al giocatore una "normale" avventura nei panni di Ryo Hazuki, la cui vita quotidiana veniva stravolta dall'assassinio del padre, ma gli regalava la possibilità di vivere un'esperienza a 360 gradi. Di essere una "persona vera" in un mondo "vero", e non il "manovratore" di una marionetta tridimensionale sullo schermo. Il titolo di SEGA proponeva infatti agli utenti un'esperienza di gioco completamente diversa dal passato: non erano solo la storia o i personaggi a rendere unico il prodotto, ma la sensazione di far parte di qualcosa di reale, di vivere davvero quello che stava accadendo sullo schermo, in un mondo magicamente plasmato dal Magic Weather System, col passaggio dal giorno alla notte e viceversa, i cambiamenti climatici e il trascorrere dei mesi che, seguendo un vero e proprio calendario, vedeva perfino mutare l'ambiente di gioco in base al periodo. E poi ogni personaggio non giocante dotato di un volto personale, nonché di una sua voce e di una serie di caratteristiche comportamentali che lo "spingevano" praticamente ad agire e "vivere" una propria esistenza. Così, lo ripetiamo, al giocatore sembrava a tratti di vivere una vita parallela in Giappone. Il lungo viaggio di Ryo Come nei puzzle, dove ogni più piccola tessera gioca un suo ruolo ed aiuta a formare l'immagine completa, così in Shenmue ogni pezzo di storia, ogni assaggio di cultura asiatica e ogni forma di interazione serviva a dare forma e vita a un mosaico molto più ampio, rendendo vivo e pulsante il mondo di Yu Suzuki. Tutti questi elementi verranno riproposti in Shenmue III, anche se in maniera probabilmente più ampia e dettagliata grazie anche alle possibilità offerte dalla nuova generazione, a maggior ragione se ci sarà la possibilità di dargli un'impostazione da vero e proprio open-world. Ma anche così, vale a dire con la struttura tradizionale, il titolo potrà tranquillamente offrire grande realismo e tantissime attività secondarie da svolgere, soprattutto a Bailu o Choubu (la terza location del gioco, Baisha sembra più una zona "sacra", con poco spazio per certi svaghi). La prima sarà grande come la Dobuita del primo capitolo, mentre le dimensioni delle altre due aree non sono ancora state svelate, anche se sappiamo che Choubu sarà piena di negozi e locali. Ad ogni modo, come detto ci saranno tante cose da fare, magari slegate dall'avventura principale, nel senso che non sarà necessario portarle avanti per progredire nella storia, ma utilissime per immergere completamente l'utente nella realtà del videogioco. Ryo potrà nuovamente andare in sala giochi a rilassarsi, specie se fuori dovesse esserci maltempo (il titolo vanterà un sistema di meteo dinamico), coltivare amicizie e relazioni con gli altri comprimari, bere qualcosa nei locali, mangiare un panino o un piatto tradizionale presso qualche venditore ambulante, e così via, fino ad allenarsi per migliorare le sue tecniche di lotta attraverso un apposito albero delle abilità. Pare, inoltre, che potrà addirittura telefonare in Giappone per mantenere i contatti con alcuni dei personaggi dei precedenti capitoli. E quando qualche bullo, delinquente locale o scagnozzo di una gang romperà le scatole, ci sarà modo di dargli una sonora lezione.

Un nuovo ed evoluto battle system

Al momento sappiamo che ci sarà un sistema di combattimento "espanso", ovverosia un arricchimento di quello originale che dovrebbe portare quindi a nuove soluzioni di gioco. Si parla di "ragdoll reaction", che attraverso una complessa simulazione fisica servirà a rendere più legate e realistiche le animazioni, di High Ground Battle System, cioè una maggiore interattività con l'ambiente circostante per aggiungere strategia e più realismo alle battaglie, con la possibilità ad esempio di gettare l'avversario su un barile per romperlo e fargli più danno, oppure di colpire un muro instabile facendolo cadere sul nemico. E ancora, di evoluzione dell'intelligenza artificiale dei nemici. Yu Suzuki vorrebbe creare un sistema logico che prenda in considerazione la distanza, le condizioni e la posizione del rivale per ogni azione. Il lungo viaggio di Ryo "In molti giochi di solito, durante i combattimenti normali, se si preme un pulsante il personaggio usa la stessa mossa più e più volte senza considerare la situazione", ha raccontato tempo addietro l'artista giapponese, che invece nel suo Shenmue III vorrebbe che ogni personaggio agisse in funzione di quanto "percepisce" al momento. Da questo punto di vista il game designer ha detto di non voler prendere spunto da altre produzioni, ed è stato categorico sostenendo di non essere un giocatore, e che pertanto la fonte principale per lo sviluppo dei suoi giochi resta il cinema:"è troppo facile essere influenzati, anche non intenzionalmente, da altri giochi", ha spiegato l'autore, "e c'è dunque il rischio di perdere l'originalità". Per questi motivi i combattimenti presenti nel gioco sono stati definiti dallo stesso Suzuki, "cinematografici". Questo vuol dire che probabilmente, come nei due capitoli precedenti, in Shenmue III assisteremo a fasi caratterizzate da una serie di QTE e da spettacolari scene predefinite, ad altre più libere come nel caso delle risse da strada, certi scontri uno contro uno e via discorrendo. In tal senso speriamo che il team di sviluppo riesca a restituirci un sistema di combattimento più fluido e convincente rispetto al passato (ciò che andava bene 15 anni fa non è detto che possa risultare altrettanto piacevole al giorno d'oggi), magari traendo ispirazione, a dispetto di quanto detto da Suzuki, dai migliori titoli recenti. Come abbiamo scritto in occasione di una precedente anteprima, in fondo di spunti, in questi ultimi quindici anni, se ne possono trovare tanti, e la natura ibrida di Shenmue III ha il vantaggio di potersi adattare a più soluzioni di gameplay. Ad ogni modo, per costruire il suo mondo fantastico e renderlo ancora più credibile Yu Suzuki si è affidato questa volta all'Unreal Engine 4, motore grazie al quale punta a una versione per PlayStation 4 a 30 fotogrammi al secondo e in generale a un dettaglio estetico e a una qualità tecnica degna delle principali produzioni del momento. Il minimo per raccontare una storia avvincente come quella del giovane esperto di arti marziali Ryo Hazuki. Da questo punto di vista la trama ripartirà da Shenmue II, col ragazzo che per inseguire l'assassino del padre, il misterioso Lan Di, si è spinto da Yokosuka, in Giappone, fino alle montagne del Guilin, in Cina. Lì Ryo ha fatto la conoscenza di Ling Shenhua, una misteriosa giovane che il ragazzo aveva visto in precedenza in sogno. Tra specchi dai poteri magici, misteri ancestrali, un destino tutto da decifrare e una forte sete di vendetta, il videogiocatore si ritroverà a vivere un'avventura presumibilmente ricca di sfaccettature e di colpi di scena, affrontando tra l'altro diversi antagonisti: oltre al già citato Lan Di, Ryo dovrà infatti vedersela con almeno tre nuovi boss principali, probabilmente gli altri leader del cartello Chi You Men, tra i quali spicca la sexy e letale Niao Sun. E noi non vediamo l'ora di sfidarli, anche se per ora dovremo armarci solo di tanta pazienza, visto che dovremo aspettare probabilmente ancora un anno per farlo. Ma siamo lo stesso felici di aspettare, perché se il lungo viaggio di Ryo Hazuki alla ricerca dell'assassino del padre e delle motivazioni dell'omicidio non finirà con Shenmue III, di certo quello più impervio e difficoltoso che ha compiuto il terzo capitolo per arrivare a compimento, sta invece per concludersi. Nel frattempo chissà poi che non arrivi una Shenmue HD Collection contenente i primi due giochi della saga adattati per le nuove console e per PC: potrebbe aiutare i fan a sopportare meglio l'attesa, e i nuovi giocatori a toccare con mano due titoli di cui hanno sempre sentito tessere le lodi, ma mai avuto occasione di giocare. La comunità videoludica oggi non solo è più matura e aperta a questo genere di prodotti rispetto al passato, e dunque crediamo che la raccolta avrebbe successo, ma il capolavoro di Yu Suzuki, grazie a molteplici motivi, è ormai diventato una serie talmente di culto che non esiste forse oggi al mondo videogiocatore che non vorrebbe provare almeno una volta a perdersi nel suo mondo.

Certezze

  • Finalmente potremo continuare la storia di Ryo
  • Un mondo vivo e affascinante nel quale calarsi totalmente
  • Yu Suzuki è garanzia di una regia e di una narrazione sopra le righe

Dubbi

  • Gli sviluppatori riusciranno a riproporci la stessa magia del primo capitolo?
  • Troppo presto per poterci sbilanciare nei giudizi

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