Robinson: The JourneyDinosauri dallo spazio profondo 

Abbiamo giocato con un brachiosauro e siamo fuggiti da velociraptor in Robinson: The Journey, il primo gioco di Crytek per PlayStation VR

In un racconto di qualche secolo fa, Robinson Crusoe era un viaggiatore inglese naufragato su un'isola al largo del Venezuela. Le sue "strane e sorprendenti avventure" lo hanno visto sopravvivere per anni in solitudine, affrontare cannibali e trovare compagnia nell'indigeno chiamato Venerdì. Nonostante l'evidente ispirazione, il naufrago di Robinson: The Journey ha poco in comune con quello nato dalla penna di Daniel Defoe. Nell'ambizioso gioco per la realtà virtuale sviluppato da Crytek, Robin è un bambino "naufragato" su un pianeta alieno dopo la distruzione della stazione spaziale su cui viaggiava. Il tempo di uscire dal guscio di salvataggio e si trova davanti un mondo abitato non da selvagge tribù e colorati pappagalli, ma da enormi dinosauri. Non è un caso che per il suo primo gioco per PlayStation VR lo sviluppatore tedesco abbia deciso di farci vestire i panni di un ragazzino in mezzo a triceratopi, brachiosauri e T-Rex. "Poter incontrare da vicino queste creature magnifiche è sempre stato il sogno di qualsiasi bambino", ci ha detto Fatih Ozbayram, producer del progetto, durante l'E3 di Los Angeles. E così, indossato lo stiloso visore di Sony e impugnato il controller, abbiamo passato dieci minuti con quello che è già diventata una delle esperienze più affascinanti per la realtà virtuale su PlayStation 4.

Con Robinson: The Journey, gli autori di Crysis ci portano su un pianeta popolato da enormi dinosauri

Jurassic World

Durante il viaggio, Robin non resterà da solo tutto il tempo. Il suo "Venerdì" è un logorroico droide, con compiti da baby-sitter, un forte accento british e un humour tagliente che lo fanno assomigliare moltissimo al Wheatley di Portal 2. Proprio come accade nel gioco di Valve, il droide ha il fondamentale compito di disseminare qua e là le briciole della narrazione, evidenziando alcuni oggetti, avvertendo dei pericoli o facendo qualche battuta di tanto in tanto. Nella sequenza introduttiva del gioco (mostrata nell'ultimo trailer), sarà proprio il compagno meccanico a spiegare cos'è accaduto alla stazione spaziale e quali sono i pericoli che aspettano Robin fuori al suo guscio di salvataggio. Dinosauri dallo spazio profondo Dinosauri dallo spazio profondo Nel realizzare Robinson: The Journey, Crytek ha chiaramente unito l'esperienza accumulata con la realtà virtuale grazie ai suoi due esperimenti per Oculus Rift: da una parte c'è la foresta selvaggia e gli imponenti dinosauri di Back to Dinosaur Island, mentre dall'altra c'è la verticalità degli scenari e le meccaniche di arrampicata alla base di The Climb. Non mancano tuttavia alcuni elementi inediti, e anche se Robin non sarà mai dotato di un'arma da fuoco per difendersi dai dinosauri carnivori, potrà contare tuttavia su una specie di pistola gravitazionale. Questo dispositivo dalla forma simile a quella di un PlayStation Move ricorda concettualmente la Gravity Gun di Half-Life 2, permettendo di agganciare e spostare gli oggetti in modo da risolvere piccoli enigmi e liberarsi la strada all'interno del mondo di gioco. In uno dei momenti più riusciti della demo, quello che sembrava un gigantesco albero si è invece rivelato un brachiosauro che ci sbarrava la strada. Facendo eco alla scena del triceratopo nel primo Jurassic Park, l'incontro con il colosso erbivoro ci ha mozzato il fiato. Incliniamo la testa per osservarlo meglio e lo vediamo imitarci; lo stuzzichiamo un po' con dei sassolini e ci allontana con uno starnuto. Alla fine, per liberare il percorso abbiamo utilizzato il gadget gravitazionale per far cadere un frutto dall'albero e distrarre così il brachiosauro. Con cinque livelli complessivi, quella promessa da Robinson: The Journey dovrebbe essere un'esperienza breve ma intensa: "Se si procede senza fermarsi si potrà finire il gioco... diciamo... in tre ore scarse", ci spiega Ozbayram. "Eppure ogni livello avrà talmente tante sorprese nascoste e momenti affascinanti che speriamo di stimolare gli utenti a soffermarsi per non perdersi nulla". Nell'arco di dieci minuti siamo scappati da un gruppo di velociraptor, abbiamo incrociato un brachiosauro, avuto un faccia a faccia con uno pterodattilo e ammirato una vallata rigogliosa dall'alto di una montagna. Robinson: The Journey è senza dubbio uno dei giochi che all'E3 2016 ha meglio dimostrato le potenzialità di PlayStation VR. Soprattutto, ci ha fatto credere per qualche minuto che quei dinosauri fossero reali e potessero essere toccati. Adesso, proprio come Robin, anche noi non vediamo l'ora di immergersi in questo pianeta sconosciuto e pieno di pericoli.

Certezze

  • L'emozione di trovarsi davanti a dei dinosauri "veri"
  • Numerose sorprese e tanta cura per i dettagli

Dubbi

  • La varietà dei puzzle resta un'incognita
  • Potrebbe essere un'esperienza molto breve

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