Ritorno a Hyrule  43

Abbiamo provato nuovamente il maestoso The Legend of Zelda: Breath of the Wild

L'E3 di Nintendo è stato strano: niente NX e un solo titolo di rilievo portato in fiera, ma se quel titolo rappresenta il futuro della saga di Zelda basta e avanza per catalizzare l'attenzione del mondo intero, far schizzare alle stelle le aspettative dei videogiocatori e vincere i Game Critics Award. Da Los Angeles ci siamo portati a casa tante belle sensazioni, ma se Nintendo ti offre la possibilità di riprovare con più calma la demo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild in una soleggiata mattina milanese di luglio, non puoi fare altro che accettare, affrontare il caldo e imbracciare nuovamente il GamePad. Nell'attesa di scoprire qualcosa di succoso su storia e personaggi, ci siamo dedicata all'esplorazione della piccola porzione di mappa a nostra disposizione mettendo alla prova sistema di combattimento e la struttura di gioco. Come in occasione dell'E3 era disponibile solamente il 2% di una mappa gigantesca che si estende quanto dodici volte quella di Twilight Princess. Un territorio immenso che non vediamo l'ora di esplorare in ogni suo anfratto.

Dopo l'E3, siamo ritornati più che volentieri a provare The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Esplorazione in libertà

The Legend of Zelda è cresciuto: Breath of the Wild è gioco esteso, vesto, non solo nelle ambientazioni, ma anche e soprattutto nelle miriadi di attività a disposizioni che fanno segnare uno stacco siderale con qualunque cosa vista precedentemente in un titolo della saga di Link. Se questo sia totalmente un bene o porti con sé qualche limitazione lo scopriremo solamente il prossimo anno, quando potremo mettere mano al prodotto finito e soprattutto approfondirne l'aspetto narrativo sul quale tuttora lo sviluppatore giapponese ha tenuto la bocca cucita.

Al di là del notevole impatto grafico sul quale ritorneremo più avanti, l'elemento maggiormente apprezzabile del nuovo Zelda è la totale sensazione di libertà che ci ha investito sin dai primi minuti di gioco. Nel mondo open world di Hyrule tutto ciò che possiamo vedere sarà esplorabile utilizzando l'apposito dispositivo per segnalare sulla mappa i punti di interesse, da raggiungere navigando, al galoppo, correndo, arrampicandoci o scivolando sul dorso del nostro scudo lungo i docili pendii delle verdi colline. Ma non solo: abbiamo a disposizione tutta una serie di azioni che rendono estremamente più approfondita sfaccettata la gestione di Link che ora non salterà solo tra un dungeon e l'altro ad affettare nemici ma dovrà occuparsi anche di altri compiti come cacciare e cucinare. Questo aspetto diventa di importanza vitale per Link che non troverà più i cuori sparsi per il mondo di gioco ma dovrà provvedere lui stesso alla sua sussistenza mangiando alla bisogna senza soluzione di continuità. Basta aprire il menu selezionare il cibo desiderato e in una manciata di secondi parte dei punti vita verranno prontamente ripristinati. Possiamo decidere se mescolare più ingredienti per avere alimenti più sostanziosi oppure puntare sulla semplicità, magari cacciando direttamente i cinghiali con una freccia infuocata che ci restituisce delle belle bistecche cotte a puntino e pronte da mangiare. Ci saranno poi gli abiti da scegliere in base alle condizioni climatiche - ad esempio un arido deserto e una montagna innevata - la possibilità di abbattere alberi per accendere un falò e raccogliere particolari materiali per aumentare temporaneamente le abilità. Il centro dell'esperienza di gioco di The Legend of Zelda: Breath of the Wild saranno sicuramente i dungeon, i puzzle ambientali e le boss fight, ma un contorno così ricco alla struttura classica della serie non può che lasciarci stupiti e soddisfatti già da ora del lavoro svolto dal team di Aonuma. Anche il sistema di combattimento presenta numerosi miglioramenti rispetto al passato, con i nemici che richiedono uno studio più accurato di armi e ambientazione prima di essere affrontati. Buttarsi a capofitto nella mischia menando fendenti non è la strategia migliore visto che occorre utilizzare lo scudo e schivare al momento giusto per guadagnare danno extra tramite uno slow motion durante il quale si possono infliggere danni maggiorati.

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Giocare col fuoco

Tuttavia anche in questo caso sarà la libertà d'azione concessa al giocatore l'aspetto maggiormente innovativo del combat system di Breath of the Wild. Il fuoco ha una grandissima utilità contro i nemici, almeno quelli che abbiamo visto in questa prima porzione di mappa di Plateau. In questo caso le frecce infuocate da accendere vicino al falò si sono rivelate molto efficaci, mandando al tappeto i nemici molto più velocemente delle semplice frecce.

Un'altra tattica che abbiamo utilizzato invece ci ha visto dare fuoco direttamente all'erba: la fiamme sono divampate velocemente sospinte dal vento, circondando gli ostili che hanno perso numerosi punti vita prima che l'incendio si spegnesse. In quest'ultimo caso il comportamento delle fiamme è direttamente influenzato dalla presenza e direzione del vento, ma anche dal tipo di erba che andiamo ad incendiare, con le zone secche e aride molto più facili da accendere. Abbiamo incontrato numerosi accampamenti di nemici durante il nostro girovagare, ma mai ne abbiamo affrontato uno uguale all'altro. Oltre alla soluzione di fuoco, in un'altra occasione ci siamo avvicinati di soppiatto camminando inginocchiati nell'erba alta fino a raggiungere un tronco al quale erano appoggiate le clave lasciate incustodite dai nostri avversari. Con un abile gesto di mano ce le siamo intascate lasciandoli senza nulla con cui attaccarci e li abbiamo stroncati velocemente con spada e scudo. Successivamente il campo con la torretta di vedetta ha richiesto un approccio diverso, più aggressivo, in cui l'arco si è rivelata la scelta migliore per eliminare le sentinelle di vedetta per poi utilizzare le bombe e fare piazza pulita dell'accampamento. Ci siamo infine avventurati in un canyon fortemente presidiato, ma anche in questo caso abbiamo optato per le bombe che sospinte dalle forti folate di vento sono finite addosso ai barili esplosivi spianandoci la strada. Nonostante questa fosse una demo incentrata su una sezione introduttiva, abbiamo proprio notato come sia l'inventiva del giocatore a modellare l'esperienza di gioco in base al proprio stile di gioco, ora più aggressivo, ora più stealth. In tal senso, la stessa situazione però poteva essere affrontata diversamente sfruttando la possibilità di Link di saltare e scalare le pareti di roccia per portarsi in cima al versante e senza farci scoprire rovesciargli addosso due grossi macigni causando di fatto una frana che non gli ha dato scampo. La grande libertà di approccio alle singole situazioni ci ha sorpreso tanto quando l'eccezionale comparto artistico che rende The Legend of Zelda: Breath of the Wild un vero gioiellino da vedere. Lo stile cartoon a tinte pastello rappresenta il perfetto escamotage per sfuggire ad alcuni limiti dati dalla complessità poligonale dell'ambientazione che spreme al massimo l'hardware di Wii U arrivato oramai a fine ciclo di vita. A riconferma di ciò ci pensa il frame rate ballerino non sempre capace di mantenere i canonici 30 frame al secondo soprattutto nelle situazioni più complesse.

CERTEZZE

  • Un mondo enorme completamente esplorabile
  • Tante cose da fare e tanta libertà d'approccio
  • Direzione artistica eccezionale

DUBBI

  • Frame rate claudicante
  • Troppe cosa ancora da scoprire