Nintendo Classic Mini: gli assenti ingiustificati  103

Nintendo, nel periodo natalizio, ha deciso di ridare vita al NES con il Nintendo Classic Mini: ecco secondo noi le assenze illustri

Il dado è tratto per il periodo natalizio, ed è noto che la grande N non avrà molto da offrire ai suoi utenti nel mese in cui un uomo sovrappeso e vestito di rosso si introduce furtivamente nelle case passando dai camini. Con l'impennata delle azioni derivante dal successo di Pokémon Go, tuttavia, più di una persona si aspettava qualche sorpresa dell'ultimo minuto per festeggiare, e questa in effetti è arrivata con una puntualità quasi svizzera. Non ha però nulla a che vedere con il settore mobile e i suoi verdi pascoli, anzi, si tratta di un ritorno alle origini. Il sorpresone della grande N è infatti una retro console: il Nintendo Classic Mini, che conterrà una lista di 30 grandi classici dell'era NES a un prezzo piuttosto basso (si parla di circa 60 euro, ma va ufficializzato anche dalle nostre parti). I nostalgici di tutto il mondo stanno già battendo le mani, pronti a fiondarsi su questa consolina che, in verità, è una sorta di emulatore. Da quel che si è visto pare infatti che i titoli giocabili saranno solo quei trenta, che non verranno supportate le cartucce originali e che il parco giochi non verrà ampliato. Tutte cose non bellissime, e smorzate esclusivamente dalla qualità dei capolavori presenti nel gruppetto. Noi però questa lista di videogame storici l'abbiamo osservata, e alcune mancanze ci hanno fatto storcere il naso. Ecco quindi la nostra lista dei titoli che non dovevano venir dimenticati da Nintendo quando ha creato questa peculiare console in miniatura. Per la cronaca, abbiamo evitato port fatti piuttosto male (quindi niente Metal Gear) e titoli troppo simili ad altri classici (come Faxanadu).

Il NES sta tornando, ma tra i suoi classici mancano dei grandi titoli: ecco gli assenti inspiegabili

Dragon Quest III

Partiamo subito da un'assenza pesantissima per la storia dei JRPG. Nel gruppetto dei titoli disponibili c'è Final Fantasy, e Square quindi ha dato il nulla osta per l'inserimento di almeno alcuni dei suoi titoli. Perché dunque non contrattare per Dragon Quest III? Un qualunque Dragon Quest avrebbe avuto senso, certo, ma il terzo in particolare fu un fenomeno di costume in Giappone, capace di consacrare una serie che nella terra del Sol Levante rappresenta per i giochi di ruolo quello che Super Mario rappresenta in tutto il mondo per i platform. Noi ricordiamo ancora il suo brillante sistema di classi, il suo mondo familiare ma ispiratissimo, la sua longevità impressionante (in quel periodo era un gioco enorme) e le tante sorprese che tenevano incollato il giocatore allo schermo mentre si esplorava. Questa era una bella occasione per inserire in un mattoncino di plastica le basi storiche dei JRPG, ma non è stata colta fino in fondo. Un vero peccato.

Contra

Sarà anche stato più significativo per il mondo arcade, ma Contra è un titolo leggendario, capace di catturare il testosterone dei film action degli anni '80 e di traslarlo su tutte le televisioni dei possessori di NES. Giocato con un amico era esaltazione pura e la sua difficoltà (che oggi farebbe penare la stragrande maggioranza dei giocatori) sarebbe stato un bel bagno di realtà per tanti nuovi appassionati di sparatutto, abituati a titoli ben più permissivi. Anche in questo caso, Konami ha accettato di concedere titoli come i Castlevania a Nintendo per il progetto, perché dunque non infilare di straforo anche uno dei suoi giochi migliori? Contra è stato per anni la base fondamentale di ogni gioco di questa tipologia, capace di rivoluzionare il mercato con i suoi power up esagerati, i suoi cambi di prospettiva inattesi e i suoi boss cattivissimi. La mancanza di un titolo così perfetto per una partitella con amici ci sorprende molto.

Shadowgate

Qua si va già sul più improbabile, perché Shadowgate è un'avventura grafica e ai tempi del NES, con la sua interfaccia incasinata e i suoi enigmi particolarmente ardui, era già ben lontana dall'essere accessibile. Figuriamoci in un'era come la nostra, ove le avventure grafiche offrono puzzle quasi risibili o alle volte tendono ad abbandonare del tutto il ragionamento in favore di storyline ramificate e di una narrativa impegnata. Eppure questa corsa contro il tempo in una cupa ambientazione fantasy ha influenzato molti titoli odierni (persino alcuni horror, che ad oggi usano le torce a mo' di linea vitale), ed è riuscita a guadagnarsi un seguito abbastanza esteso da meritarsi un remake piuttosto recente. Va ripetuto, è un titolo difficilissimo, con un'interfaccia che pochissimi potranno accettare oggi e che ancor meno appassionati avrebbero apprezzato. La sua presenza era tuttavia dovuta, se non altro per completezza.

Zombie Nation

Questo lo volevamo in primis per il fattore "stranezza". Zombie Nation è stato uno dei primi shooter giapponesi "davvero strambi" - una sorta di iniziatore del filone dei Parodius e dei Cho Aniki - nel quale si prendeva il controllo della testa fluttuante di un samurai, pronta a combattere sputando pezzi di lingua e cervella, e scagliando i suoi stessi occhi dalle orbite come fossero proiettili. Forse un po' crude come immagini per una console che Nintendo vuole piazzare in più case possibili, ma era tutto talmente esagerato da permettere al colosso di Kyoto di chiudere un occhio. Tra le altre cose, è davvero difficile non ghignare pensando che durante i livelli il nemico dovrebbe essere un'entità aliena maligna, ma a tutti gli effetti è proprio la nostra testa fluttuante quella che sta facendo i danni maggiori alle città coinvolte. Ah, il gioco non è solo una stramberia nipponica: come sparatutto a scorrimento è ancora piuttosto valido.

Shatterhand

In Europa arrivò solo nel 1992, e lo ignorarono praticamente tutti perché basato su una serie d'azione giapponese che nessuno conosceva. Shatterhand però è uno dei migliori picchiaduro a scorrimento visti su NES: vantava una grafica notevolissima per l'epoca, interessanti trovate a livello di game design (c'erano addirittura stage con gravità variabile) e mosse speciali legate a bot fluttuanti più complesse di quanto visto nella maggior parte degli esponenti del genere. Sul serio, il numero di droni e i loro poteri era notevole, e accompagnava un gameplay che già di suo poteva sorreggere senza troppe problematiche l'intero prodotto. Trattandosi di un titolo davvero poco conosciuto, questa era l'occasione giusta per dargli nuova vita, e invece pare che Nintendo si sia fissata solo sui capolavori più noti. Un peccato, perché roba oscura di tale livello non manca nella libreria NES.

Batman: The Videogame

Ok, qua forse volevamo troppo, perché la licenza di Batman al momento è blindatissima tra Warner e DC, e persino un titolo così vecchio non sarebbe stato facile da mettere in lista. Eppure il Batman per NES fu uno dei migliori tie-in mai visti. Era brutalmente difficile ma ricco d'azione, solidissimo, e capace di riciclare sapientemente alcune delle idee di Ninja Gaiden e di altri titoli che verranno rilasciati con questa nuova versione del NES. In verità, forse riciclava un pochino troppo da Ninja Gaiden, riprendendone quasi del tutto il sistema di movimento e la brutalità; eppure il titolo Sunsoft aveva ritmo da vendere ed era un must per qualunque fan dell'uomo pipistrello, poco importa se i suoi livelli erano zeppi di avversari che col film c'entravano poco. Il suo inserimento poteva essere un buon modo per ricordare che i titoli su licenza, all'epoca, erano spesso meritevoli di attenzione.

River City Ransom

Nel gruppetto di giochi scelti da Nintendo c'è Double Dragon II. E allora perché non inserire un altro beat 'em up che viene spesso dimenticato, ma ai tempi conquistò tantissimi giocatori grazie al suo sviluppo dei personaggi (con tanto di poderose mosse extra) e alla necessità di calcolare attentamente le proprie mosse avanzando? Si trattava di un picchiaduro a scorrimento più furbo e complicato della media, che per certi versi ha influenzato il genere forse persino più di Double Dragon. Anche qui si poteva giocare con amici ma era possibile darsele di santa ragione, gli oggetti sparsi per lo schermo erano utilizzabili come arma, i nemici potevano venir lanciati contro altri avversari e i negozi avevano un'importanza tutt'altro che marginale. River City Ransom non sarà il gioco più longevo in circolazione, ma resta un titolo fin troppo evoluto per la sua epoca, che meriterebbe un bel ritorno in grande stile.

Mother

C'è voluta una vita per far arrivare il primissimo Mother su Virtual Console, dopo le richieste disperate di innumerevoli fan della saga di Shigesato Itoi. Non meno tempo c'era voluto per rivedere Mother II, noto come Earthbound e davvero poco conosciuto in Europa. Ora Nintendo, con questo ritorno del NES, ha finalmente l'occasione di aumentare la notorietà di questi titoli storici, eppur decide di non coglierla. Come mai questo JRPG particolarissimo, geniale e ad oggi considerato un gioco di culto manchi dalla lista non ci è dato saperlo. Sarà anche vero che rispetto a Mother II le rughe si vedono, e che ad oggi le meccaniche del titolo risultano un tantinello antiquate, ma parliamo di un videogame dotato di un'ambientazione grandiosa, di personaggi fantastici e di idee così assurde da farlo a tratti sembrare una parodia dell'intero genere. Il fatto che sia stato ancora una volta dimenticato ci disturba profondamente.

Bionic Commando

Uno dei migliori action per NES e manca dalla lista, nonostante la collaborazione con Capcom. Bionic Commando era un titolo unico, ove ci si divertiva da matti lanciandosi qua e là grazie al braccio bionico del protagonista, e non mancavano le finezze (tra cui un subdolo sviluppo del personaggio mentre si avanza nella campagna). Molto interessanti anche le sparatorie, dove non era possibile mirare liberamente, le armi andavano potenziate, e bisognava spostarsi con intelligenza per arrivare allo stesso livello dei nemici e ucciderli. Era un gioco spettacolare e "over the top", che ancora oggi ha il suo perché e di cui vorremmo dimenticare rapidamente il remake. Avrebbe aggiunto non poco al già ottimo parco giochi del Nintendo Classic Mini.

Rygar

Creato da Tecmo nel lontano 87, e quindi arrivato abbastanza presto sui lidi NES, Rygar fu un precursore degli action RPG moderni, con il suo rudimentale sistema di avanzamento a livelli e la sua grande atmosfera. Era tradotto malaccio (ma nella libraria NES quasi tutto era tradotto malaccio) e certi boss erano allucinanti se non si sviluppava il protagonista a dovere, eppure il titolo mantiene un certo fascino, sfondi che a tratti sono ancora artisticamente notevoli e un gameplay che resta piacevolissimo nonostante siano passati trent'anni dalla sua uscita. Un altro titolo che meritava senza ombra di dubbio di venir riscoperto dalle attuali generazioni, e che invece Nintendo ha scelto di lasciare in un angolo. Concludiamo dunque con lui la nostra lista, soddisfatti delle scelte fatte per questo gradito ritorno, ma un po' malinconici per l'assenza di tanti giochi meritevoli e abbastanza dubbiosi sulla qualità effettiva dell'operazione. Se si tratterà di una console non aggiornabile con altri titoli, come crediamo, il nostro sarà un tuffo nel passato godurioso solo a metà.