Imperi politici  7

Urban Empire guarda a Sim City ma si focalizza sulla componente politica

Forse non tutti sanno che Kalypso Entertainment festeggia in questi giorni ben 10 anni di attività. Per festeggiare quest'occasione unica lo sviluppatore tedesco ci ha invitato a Berlino per toccare con mano i titoli che faranno parte della sua line-up futura. Tra questi il più legato alla tradizione di Kalypso, uno sviluppatore fortemente focalizzato sui giochi di strategia, è senza dubbio Urban Empire, un gioco in cui non dovremo solo costruire una città, ma gestire la sua politica interna.

Urban Empire: un gioco in cui politica e urbanistica si intrecciano nell'arco di 200 anni!

Imperi in ascesa

Urban Empire è ambientato durante la Seconda Rivoluzione Industriale nel 1820 e accompagnerà il giocatore per 200 anni, dovremo quindi impersonare una dinastia di regnanti locali attraverso innovazioni tecnologiche, cambiamenti politici e mutazioni sociali. Di sicuro gestire una città sotto l'impero austroungarico non è come dover fare fronte alla Guerra Fredda, così come le politiche urbanistiche degli anni '20 non sono assolutamente comparabili a quelle del 2000.

La caratteristica più importante del gioco, nonché l'aspetto che lo differenzia da gestionali cittadini come Sim City o Cities Skyline (dal quale provengono alcuni componenti del team di sviluppo) e l'approfondita gestione dell'aspetto politico. Non saremo infatti sindaci semidivini che potranno decidere a proprio piacimento dove costruire, se alzare le tasse, dove mettere una strada e dove una fabbrica, tutto deve passare attraverso le maglie della democrazia, di una votazione e dei giochi di partito. Per questo motivo dovremo saper bilanciare le nostre decisioni in base a ciò che effettivamente può ottenere una votazione positiva, cercando però di dare un'impostazione personale al governo e non lasciarsi comandare da una maggioranza a noi non gradita. Inoltre, dovremo cercare di non esagerare nell'appoggio a un partito a noi favorevole, perché un'eventuale elezione di forze politiche a noi eccessivamente contrarie ci ritroveremo in una brutta situazione. È molto importante capire cosa il popolo gradisce e cercare di accontentarlo senza compromettere troppo la governabilità della città, per evitare di venire poi puniti alle urne. Ovviamente ogni corrente avrà le sue preferenze, ci sarà chi approverà l'abbassamento delle tasse, chi preferirà politiche che avvantaggiano l'industria, chi invece vorrà un maggiore aiuto alle famiglie, chi preferirà rimanere legato alla monarchia e chi invece premerà per l'indipendenza.

Ministri col portafoglio

Per dare la nostra impronta sulla città potremo scegliere tra 60 servizi municipali, politiche locali e potenziamenti tecnologici che ci permetteranno far avanzare la nostra città e accontentare il popolo quel tanto che basta per fare ciò che vogliamo.

Una sanità pubblica per tutti è una scelta costosa, ma senza dubbio ci renderà molto popolare, proibire la vendita di alcolici o tabacco ha ricadute sull'erario e sulla felicità, ma permette di risparmiare soldi dal punto di vista medico e rende le città più tranquille, scoprire i lampioni a gas permette di avere strade più sicure, così come potenziare il sistema fognario o investire da subito sull'energia pulita. Nel frattempo dovremo anche scegliere come allocare lo spazio nei vari distretti, ovviamente dopo aver fatto approvare la costruzione nel consiglio. Per creare una nuova zona basterà selezionare il terreno desiderato e decidere quanto spazio dedicare alle case, quanto ai servizi e quanto alle imprese, volendo potremo anche scegliere di avere edifici misti con negozi e abitazioni assieme, così da creare quartieri abitativi che non siano solo dei dormitori. Particolarmente interessante è il modo in cui la tecnologia può influire sulla gestione della città, secondo gli sviluppatori infatti l'arrivo di internet e dei social network renderà estremamente complicata la gestione della campagna politica, visto che ogni eventuale polemica del consiglio avrà una risonanza ben più grande rispetto ai periodi in cui le notizie viaggiavano più lentamente. Purtroppo non abbiamo potuto toccare con mano tutte queste sfumature, visto che Kalypso ci ha solo raccontato il gioco senza farcelo provare, siamo quindi estremamente curiosi di capire come tutto ciò si rifletterà su Urban Empire.

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Panorami urbani

Difficilmente una persona gioca a Urban Empire per il suo aspetto grafico, però è ovvio che fa sempre piacere poter dare un'occhiata da vicino alla propria città e apprezzare i molti dettagli che la compongono. Sotto questo punto di vista il gioco ci è sembrato abbastanza standard, dunque inferiori ai titoli della concorrenza che garantiscono panorami coloratissimi e interfacce semplici da capire.

Urban Empire invece, oltre che poco d'impatto, ha l'aria di essere decisamente sovrabbondante nel proporre schermate e opzioni di cui tenere conto, ma d'altronde una gestione così particolareggiata della cosa pubblica obbliga gli sviluppatori a perdersi in decine di schede differenti. C'è da tenere conto che è assolutamente normale sentirsi un po' spaesati al primo impatto, dunque siamo certi che dopo qualche ora di gioco sarà perfettamente normale navigare tra le varie opzioni come un sindaco dalla lunga esperienza. Un altro dubbio che ci è rimasto dopo la presentazione riguarda il tempo di gioco. Siamo sicuri che 200 anni siano sufficienti per sviluppare tutto ciò che vogliamo, senza che il gioco finisca troppo presto? Inoltre quanto è alto il rischio di rimanere incartati in un gioco politico frustrante che ci impedisce di migliorare la città solo perché un partito decide di ostacolarci senza motivo apparente? Le premesse di Urban Empire sembrano senza dubbio interessanti e ambiziose, Kalypso potrebbe avere tra le mani un gestionale profondo e differente da tutti gli altri, che da una parte semplifica la costruzione di un layout cittadino per rendere minuziosa la gestione politica, non vediamo l'ora di provarlo per capire l'effettiva bontà del gioco.

CERTEZZE

  • La parte politica sembra veramente interessante
  • Gli edifici multiruolo sono un'aggiunta interessante
  • Semplifica alcuni aspetti tediosi della gestione urbanistica

DUBBI

  • E se semplificasse troppo?
  • Visivamente abbastanza indietro rispetto alla concorrenza
  • 200 anni saranno sufficienti?