EditorialiI cicli generazionali delle console devono morire! 

Cinque ragioni per cui i cicli generazionali delle console non hanno più senso di esistere

Quali sono le ragioni per cui i cicli generazionali delle console devono morire? E quali quelle per cui sarebbe meglio mantenerli? Abbiamo dedicato all'una e all'altra prospettiva due articoli di approfondimento, cercando di calarci nelle diverse posizioni, senza giudicarle. Prima di proseguire, ci teniamo a farvi presente che le opinioni espresse nei due articoli non rappresentano necessariamente quelle dell'autore, che di suo ha cercato di essere il più obiettivo possibile nel riportare quelle che sono le ragioni dominanti di entrambe le parti. Chiarito questo punto, iniziamo illustrando le cinque ragioni per cui molti credono che sia giusto che i cicli generazionali delle console come li abbiamo conosciuti abbiano fine.

Cinque motivi per cui i cicli generazionali delle console devono diventare un ricordo del passato

Nel passaggio tra console, non si perderà la libreria dei giochi acquistati

Quando viene annunciata una nuova console la domanda che arriva sempre, puntuale come un orologio svizzero indossato da un giapponese di madre finlandese, è se sarà retrocompatibile con la console precedente, ossia se farà girare i giochi acquistati nella passata generazione. Difficilmente la risposta è sì. I cicli generazionali delle console devono morire! Solo Nintendo ha sempre curato questo aspetto, favorendo un passaggio generazionale più sfumato, mentre gli altri produttori hardware in diversi casi si sono trovati nell'impossibilità di garantire l'agognata caratteristica. Non che sia essenziale continuare a giocare con titoli che si sono finiti più volte, ma dispiace sempre dover archiviare per sempre opere che si sono amate sapendo che si dovrà impazzire per rigiocarle in futuro. Negli ultimi anni, oltretutto, il mercato dei videogiochi si è mostrato davvero florido per alcuni capolavori del passato: ogni console ha un negozio digitale in cui è possibile acquistare classici di ogni sorta. Il colpo da maestro in questo ambito è stato quello di Microsoft, che ha introdotto in Xbox One la retrocompatibilità di moltissimi titoli per Xbox 360, permettendo a chi già li possedeva di rigiocarli sulla nuova console senza costi aggiuntivi. Si è quindi capito che soprattutto i videogiocatori con qualche anno sulle spalle apprezzano anche il poter tornare indietro. Certo, non è bello dover riacquistare sempre gli stessi giochi, anche a distanza di anni. La nuova concezione delle console, unità al fatto che gli acquisti saranno collegati all'account dell'utente, dovrebbe eliminare completamente questa problematica, garantendo una compatibilità perpetua (o quasi) che sarà tramandata da console a console, di padre in figlio, senza prevedere costi extra per chi ha acquistato un titolo.

I cambi di generazione saranno più sfumati e meno problematici per gli sviluppatori

Uno dei grandi vantaggi di un mercato console fatto di aggiornamenti hardware più frequenti, invece che di macchine completamente nuove ma meno frequenti, è il minore lavoro richiesto agli sviluppatori per acclimatarsi con le novità tecnologiche introdotte. I cicli generazionali delle console devono morire! Già l'adozione dell'architettura x86 (quella dei PC) da parte di Microsoft e Sony (si spera anche da parte di Nintendo con NX) ha favorito molto il lato sviluppo, ma la possibilità di dare una continuità al lavoro di apprendimento fatto per arrivare a conoscere un certo hardware è indubbiamente un valore aggiunto da non sottovalutare. Insomma, invece di combattere con hardware nuovo e, di conseguenza, software nuovo a ogni cambio di stagione, con la politica degli aggiornamenti più frequenti diventa possibile valorizzare maggiormente le competenze acquisite e sfruttarle per realizzare titoli migliori e più ottimizzati. Pensateci bene: dal punto di vista tecnico i videogiochi più riusciti escono sempre a fine generazione, ossia quando l'hardware non ha più segreti e il software è rifinito a puntino. A inizio generazione, invece, si hanno problemi di ogni sorta e i compromessi sono spesso evidenti. Per rendersene conto basta considerare un qualsiasi titolo per Xbox 360 e PlayStation 3 pubblicato al lancio delle console, mettendolo a confronto con uno pubblicato negli ultimi anni di vita delle due console. Lo stesso confronto si potrebbe fare nella generazione precedente o in quella prima ancora. Vi sembra la stessa macchina quella che faceva girare Heavenly Sword e The Last of Us?

I costi di accesso a una generazione saranno più bassi e la base installata sarà più ampia e costante

Questo punto è autoesplicativo. No? Comunque è facile da spiegare. Attualmente nei periodi di passaggio tra le generazioni, molti utenti scelgono di non saltare alla generazione successiva in attesa di qualche offerta particolarmente appetibile, o di un taglio del prezzo della console. I cicli generazionali delle console devono morire! Il risultato è che la base installata iniziale, diciamo dei primi due anni di vita della macchina, è davvero esigua rispetto a quelli che sono i costi di produzione dei singoli videogiochi. Per molte delle generazioni passate non è stato così, ma oggi si tratta di un problema irrisolvibile, visto che gli standard cui i videogiocatori sono abituati rendono impossibile compiere dei passi indietro per ridurre drasticamente i costi di sviluppo. La politica di aggiornamento dell'hardware, quando e se andrà a pieno regime, risolverà in parte entrambi i problemi. L'uscita di una nuova versione di una console piazzerà automaticamente il modello precedente in una fascia di prezzo inferiore, appetibile da tutti quelli che attendevano un calo di prezzo per comprare, mentre chi vuole potrà acquistare la versione più moderna e performante spendendo di più. L'importante è che tutti potranno fruire degli stessi giochi, pur a livello di dettaglio differente, in modo da creare un mercato dalla base installata più ampia e stabile. Nel momento in cui un'edizione della console diverrà troppo vecchia e ne cesserà il supporto, il salto alla generazione successiva sarà comunque più economico che in passato, perché nel frattempo l'uscita di altre versioni avrà creato le condizioni per garantire l'accesso dei potenziali acquirenti alla fascia di prezzo desiderata. Insomma, la nuova filosofia del mercato console permetterà sempre di offrire una versione economica di una data macchina, proprio perché mancheranno stacchi netti tra le generazioni.

Le console terranno maggiormente i ritmi dello sviluppo tecnologico del mondo PC

Un altro problema del mondo console come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, è che non è mai riuscito a reggere i ritmi dello sviluppo tecnologico del mercato PC. I cicli generazionali delle console devono morire! Certo, a inizio generazione il gap è sempre stato ridotto, a volte quasi cancellato, ma sono sempre bastati pochi mesi per vederlo ritornare a essere una voragine. Una politica di aggiornamenti regolari non colmerà del tutto il divario tecnologico tra i due mondi, ma sicuramente aiuterà a evitare la situazione che si è verificata alla fine della precedente generazione, con le versioni console dei giochi che venivano in un certo senso nascoste perché troppo inferiori, graficamente parlando, a quelle PC. Basti pensare a quanto accaduto con Bioshock Infinite: la versione remastered, in uscita su PlayStation 4 e Xbox One nel 2016, è esattamente quella PC, uscita nell'ultimo anno di gloria di PlayStation 3 e Xbox 360 prima della nuova generazione, ossia il 2013. Scorpio e Neo non azzereranno le distanze, ma aiuteranno gli sviluppatori a mantenere un certo equilibrio e a puntare su standard più elevati. Di fatto anche il mondo PC si avvantaggerà di un mercato console più sfumato: spesso le versioni PC dei giochi vengono castrate o, meglio, vengono curate meno, proprio per non creare una disparità eccessiva rispetto alle versioni console. Console più potenti significherà quindi anche versioni PC tendenzialmente migliori dal punto di vista grafico, perché potranno partire da una base più rifinita.

Il mercato console si aprirà a modelli economici prima difficili da far attecchire

Piaccia o meno, ormai il mondo dei videogiochi è diviso in diversi mercati, che offrono molti modelli economici differenti. Ci sono i prodotti premium, quelli classici per i quali si paga un prezzo d'ingresso per giocare, ci sono i prodotti dal prezzo budget, quelli ad accesso gratuito con microtransazioni, c'è l'eSport, ci sono sponsorizzazioni e così via. I cicli generazionali delle console devono morire! Insomma, c'è un vasto mondo lì fuori e ognuno può trovarci ciò che vuole. Il mondo console è sempre stato problematico per alcuni di questi modelli. Non che ad esempio siano mancati titoli free-to-play di successo, ma il fatto che cambiando console i giocatori perdono di fatto l'accesso ai titoli ha reso problematico gestirli sulla lunga distanza. Molto è stato fatto grazie al cloud e alla possibilità di legare i dati a un account, ma spesso non è bastato per salvare la base utenti nel passaggio tra le generazioni. Una politica di aggiornamenti hardware permetterà invece di mantenere vivo un gioco anche in presenza di nuove macchine, perché la compatibilità sarà garantita dal software. Ad esempio Microsoft con Windows 10 unificherà tutte le piattaforme che lo installeranno, facendo diventare l'account dell'utente una chiave d'accesso a tutti i suoi contenuti. Insomma, acquistare Scorpio non vi farà perdere i progressi fatti in un dato gioco, costringendovi a sperare che lo sviluppatore di turno ne realizzi una versione per la nuova console. La novità è che potrete installarci sopra la stessa identica versione, magari migliorata graficamente. Vedremo se varrà lo stesso con PlayStation 4 Neo.

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