Ninja Oh  91

La seconda demo di NiOh è arrivata e, come promesso, Team Ninja non ha lesinato sui contenuti

"Mammina mia che cattiveria". Con questa frase (opportunamente modificata per evitare il bollino rosso) si possono riassumere facilmente le sensazioni provate dal nostro io più giovane mentre giocava al primo Ninja Gaiden in 3D, ai tempi glorioso portabandiera della Xbox. Ci è voluto davvero un po' per provare ancora un senso di smarrimento simile davanti a un videogioco, per vedere la stessa brutalità nei confronti del proprio alter ego, in un tripudio di lame, teste mozzate e schizzi di sangue. Però è successo, con l'arrivo di un gioco in sviluppo da una vita di nome NiOh. E NiOh è un titolo che inizialmente sembrava poco più di una scopiazzatura in salsa giapponese di Dark Souls, su cui pochi giocatori riponevano le loro speranze dopo aver osservato gli ultimi anni di Team Ninja; eppure questo violentissimo action è ormai in dirittura d'arrivo e più passa il tempo più sembra avere una sua identità. Il bello è che si tratta di un'identità talmente forte da aver convinto gli sviluppatori a rilasciare un paio di demo su cui ci siamo fatti le ossa per darvi le nostre prime impressioni.

NiOh è cambiato, ma resta un titolo inadatto ai deboli di cuore

C’è tanta violenza nel mondo, e ci piace

Chiunque decida di far partire la beta demo di NiOh si troverà davanti una mappa familiare, molto simile a quella della prima versione dimostrativa del titolo. Le differenze tuttavia ci sono e basta spostare il cursore per trovarle: la prima è il giovane fabbro, che vi descriverà nel dettaglio un complicato sistema di crafting delle armi che non avevamo nemmeno annusato in passato. Il Team Ninja ha infatti ascoltato le richieste dei giocatori, eliminando il consumo delle armi per sostituirlo con un indicatore di affinità, che si riempie a forza di utilizzare un certo strumento di morte.

L'indicatore di affinità va poi ad agire sulle abilità passive trasferibili di arma in arma durante certe fusioni, e assieme ad altri elementi (tra cui la rarità dell'arma coinvolta) dovrebbe permettere di creare lame estremamente poderose con un po' di sana sperimentazione. Le novità ad ogni modo non si riducono al crafting, poiché nella mappa principale è apparso anche un comodo livello tutorial, che introduce le meccaniche del gioco in un dojo, senza buttare all'improvviso il giocatore nella prima missione. Indubbiamente sono entrambe trovate furbe che non snaturano il prodotto, nonostante al momento il sistema di riforgiatura e miglioramento delle armi ci appaia ancora un po' oscuro. I cambiamenti dettati dalla community non si limitano però alla resistenza delle armi e a una mappa introduttiva: vi è un grosso mutamento a livello di gameplay, che trasforma in modo sensibile l'esperienza e riguarda la barra del Ki del protagonista. Per chi non lo sapesse, il Ki in NiOh è equiparabile alla stamina di Dark Souls - un indicatore che si svuota attaccando, schivando e compiendo altre azioni - e nella prima demo aveva aumentato con forza il numero di imprecazioni a livello mondiale, per via di una meccanica che portava William (il biondo protagonista, appunto) a fermarsi ansimando a barra svuotata. Non è più così.

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Meno fiatone, più morte

Ora, quando il nostro alter ego arriva al limite di affaticamento, non resta più automaticamente senza fiato. Tale idea costringeva a calcolare con strategia gli attacchi, evitando di esagerare e scoprirsi, oltre ad usare oculatamente una meccanica di ricarica ritmica; adesso invece William può darsi alla pazza gioia e infilare combo in sequenza, anche se arrivato a fine barra deve fermarsi comunque un attimo (e il recupero manuale resta consigliatissimo).

Attenzione, può sembrare una brutale semplificazione del sistema di combattimento, ma in realtà la novità va a migliorare l'esperienza per una serie di interessanti motivazioni: la prima è il fatto che Will resta comunque senza fiato se viene attaccato a barra del Ki finita, e considerando l'impressionante aggressività dell'intelligenza artificiale risulta assolutamente improponibile giocare puramente in attacco; la seconda è l'aumento di ritmo del gioco, che permettendo comunque un approccio più offensivo si è allontanato dai Souls per riabbracciare il feeling dei vecchi Ninja Gaiden. Le meccaniche di NiOh sono dopotutto una piccola meraviglia e offrono un numero di attacchi impressionanti, legati a tre stance divise per tipologie di arma. Le stance basse facilitano l'approccio veloce e le schivate, limitando il danno (ma favorendo ad esempio gli effetti elementali delle armi rapide), quelle intermedie sono bilanciate e facili da utilizzare, mentre quelle pesanti massimizzano il danno a discapito di sicurezza e velocità. Asce (o martelli), Lance e katana sono poi estremamente diversificate, e hanno rami di abilità con combo multiple e attacchi speciali sfiziosissimi. Pensate, in questa demo sono disponibili persino delle spade doppie, capaci più che mai di offrire quella scattosità improvvisa propria degli storici action di Team Ninja. Quasi invariato invece è il sistema di oggetti ninja e talismani magici che il protagonista può creare per facilitarsi la vita in battaglia. Funzionava bene nella prima demo e migliora l'esperienza anche ora.

La via del bestiemmiurai

Si potrebbe credere che i cambiamenti alla distruttibilità delle armi e all'affaticamento rendano più facile NiOh, e affrontando la vecchia mappa - presente anche nella prima demo - effettivamente l'impatto col gioco risulta meno tremendo.

Le cose però cambiano completamente una volta messo piede nelle nuove mappe, un allegro campo dorato popolato da demoni e una zona rocciosa dove William si avventura per salvare un'importante persona scomparsa. Il primo luogo è il massimo della semplicità dal punto di vista strutturale, ma vi vedrà affrontare una serie di Yokai - con qualche simpatico ninja a fare da intermezzo - fino a un brutale scontro con due grossi Oni dalla lingua infuocata che metterà a durissima prova la vostra pazienza. Le imprecazioni si faranno realmente poderose però solo nella zona primaria sopracitata, un insieme di cunicoli popolato da soldati arrabbiatissimi (che peraltro sono più difficili da attirare singolarmente rispetto al passato), e da un altro ammasso di Yokai, prima di un sinuoso boss che vi farà esplodere i nervi a forza di attacchi improvvisi e onde paralizzanti. Team Ninja, dunque, non ci è andato leggero per niente con il livello di sfida: NiOh non vuole essere un titolo accessibile, né regalare il successo ai giocatori; questo è un action sanguinoso, veloce e intelligente, dove ogni nemico va approcciato con furbizia e prontezza di riflessi e nulla viene regalato. L'equipaggiamento facilita ancora moltissimo la vita al giocatore, questo è certo, ma non basta mai a dominare gli avversari e ci vogliono ben pochi colpi per soccombere anche con armature piuttosto pesanti. C'è insomma un sistema di crescita del personaggio che poco ha da invidiare ai titoli From Software, ma appaiato a un combattimento corpo a corpo più complesso, personalizzabile e veloce, e a nemici assai più irritati e pericolosi. Che meraviglia.

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La decorazione della spada

Non è finita qui. Il gioco ha infatti reso più intuitivo l'uso del multiplayer, con opzioni online immediatamente disponibili e utilizzabili (e crediamo che molti ne faranno uso, per superare certi momenti bui). Sono inoltre rimasti gli spiritelli nascosti da trovare per le mappe, che garantiscono utili bonus a William durante la partita. Curiosi perfino i cambiamenti alle bestie sacre, che funzionano meccanicamente allo stesso modo ma vanno trovate completando le missioni invece di essere disponibili quasi in toto da subito.

Equipaggiarne una porta tuttavia ancora ad ottenere specifici bonus passivi, indicati per i vari stili di gioco degli utenti. Altra novità sono poi i livelli crepuscolari: quando si completano i due nuovi quadri primari, arrivano delle versioni durante il crepuscolo delle mappe già giocate, con nemici potenziati e ricompense maggiori. Sicuramente un modo per allungare il brodo e rendere rigiocabili certe zone, ma dubitiamo sia sintomo della scarsa durata di NiOh, considerando la durata impressionante delle due demo rilasciate. Ed è sempre pensando a durata e campagna principale che siamo stuzzicati dalla narrativa del gioco, all'apparenza un misto di cutscene e brevi testimonianze che il protagonista può ascoltare dalle anime dei defunti. Al momento non sembra particolarmente elaborata come storia, ma nulla impedisce alle cose di diventarlo nel gioco finale. Ci sentiamo, in conclusione, di criticare il titolo solo dal punto di vista tecnico, poiché artisticamente NiOh si difende bene, ma pur non vantando un motore grafico eccezionale è ben lontano dall'avere un frame rate stabile quando lo schermo si riempie di effetti particellari. Di beta però si tratta e c'è tutto il tempo di ritoccare anche tale aspetto.

CERTEZZE

  • Combat System superlativo
  • Livello di sfida elevatissimo
  • Ambientazione ispirata

DUBBI

  • Per molti potrebbe essere troppo frustrante
  • Tecnicamente non impeccabile