Sega Mega Drive Classic Game Console  83

Abbiamo messo le mani sull' "originale" Sega Mega Drive Classic Game Console. Ecco le nostre considerazioni

Come senz'altro ricorderete, qualche settimana fa AtGames ha annunciato il rilascio ad ottobre di due varianti del Mega Drive, prodotte su licenza di SEGA of Japan, e realizzate appositamente per festeggiare i 25 anni di Sonic The Hedgehog. Si tratta del SEGA Mega Drive Classic, che contrariamente a quanto si pensava inizialmente, non è la risposta della multinazionale di Shinagawa a Nintendo e al suo Mini NES, quanto piuttosto l'abile operazione commerciale di una società di terze parti. Questa versione della famosa console a 16-bit, infatti, non sarà una produzione inedita e non verrà realizzata da SEGA. La piattaforma è già stata rilasciata sul mercato da parecchio tempo proprio da AtGames, azienda cinese che, grazie ad accordi pre-esistenti con SEGA, la riproporrà a ottobre grazie a un semplice repack e all'aggiunta nella confezione del logo dei 25 anni del Porcospino Blu e di un paio di cambiamenti nella lista dei giochi offerti. Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Mega Drive Classic non è la risposta di SEGA a Nintendo, ma un'abile operazione commerciale di terzi

Niente SEGA

Questa "edizione" della console a 16-bit di SEGA, tornerà in due versioni, una compatta fornita con due controller Wireless e dotata di slot per leggere le cartucce originali, l'altra in versione portatile con schermo a cristalli liquidi e slot per le schede SD. Entrambi le varianti includeranno 80 giochi, tra cui Golden Axe, la trilogia di Mortal Kombat e tutti o quasi i titoli di Sonic. Il prezzo dei due Mega Drive Classic è fissato a 49.99 sterline ciascuno, con la commercializzazione in tutta Europa prevista a partire dal mese di ottobre.

Noi ci siamo procurati una "copia" della piattaforma domestica, quella già in circolazione che presumibilmente verrà utilizzata nella "nuova" confezione che, stando alle informazioni, dovrebbe quindi variare solo per la scatola (come detto, presenterà il marchio del 25esimo compleanno di Sonic), e abbiamo deciso di "raccontarvela" in ogni dettaglio. Così da fare chiarezza e offrirvi un servizio che vi consenta di farvi un'idea di com'è e come sarà il "prossimo" SEGA Mega Drive Classic, nel caso vogliate acquistarlo. Partiamo dalla struttura: la forma della console è compatta e piuttosto accattivante, nonostante le piccole dimensioni (siamo intorno ai 12-13 cm di larghezza): sopra ha lo slot per le cartucce originali (da inserire con la console spenta) e poco sotto un indicatore led che serve per segnalare l'alimentazione della macchina, con due pulsanti ai fianchi rispettivamente per l'accensione e lo spegnimento, e per smanettare col menu. La parte frontale presenta invece le due porte per collegare i controller. Questi ultimi, che i realtà sono a infrarossi, purtroppo non sono il massimo: tralasciando il fatto che non sono nemmeno incluse le batterie che servono per il loro funzionamento (tre mini stilo AAA), il segnale a infrarossi non sempre funziona perfettamente e bisogna praticamente stare perfettamente in linea con la console tenendo il joypad più dritto possibile per avere dei risultati accettabili. Peccato, perché a livello di design e funzionalità non sarebbero male, visto che ricalcano a grandi linee i controller originali di SEGA: dal punto di vista ergonomico sono buoni, i sei pulsanti principali sono resistenti e svolgono perfettamente il loro compito. A proposito, chi li avesse ancora da parte può collegarci direttamente quelli vecchi del vero Mega Drive, visto che la macchina è predisposta anche per i pad col cavo. In generale, però, la macchina sembra leggerina, con una struttura plastica apparentemente non molto forte. Brutte notizie, invece, per quanto concerne la connettività alla TV: la console, infatti, non è dotata di nessuna uscita HDMI e l'unico modo per collegarlo al televisore è attraverso un cavo composito audio/video (audio solo mono) incluso nella confezione. Vero è che con console come queste sarebbe meglio utilizzare dei vecchi TV color, visto che con quelli moderni la qualità del segnale non sarebbe il massimo, ma lo è altrettanto il fatto che oggi solo pochi, forse, hanno ancora in casa una televisione "vecchio stile", per così dire. In alternativa è possibile provare questa soluzione, ma non avendola potuta testare in prima persona, non possiamo garantirvi al cento per cento la sua efficacia.

I giochi e l’emulazione

Per quanto concerne la lista dei giochi inclusi nella console, AtGames aggiornerà un po' il catalogo titoli dell'edizione 25esimo compleanno di Sonic variando sensibilmente la libreria di quelli a disposizione. In realtà, spulciando la lista annunciata e confrontandola con l'elenco presente nella console da noi posseduta la differenza sarà minima: mancherà per esempio la trilogia di Street of Rage, all'epoca considerata la risposta SEGA alla serie Final Fight di Capcom, ma negli ottanta giochi disponibili ci saranno quasi tutti gli altri. Quaranta sono classici come Altered Beast, il tre Golden Axe, Mortal Kombat, Mortal Kombat II, Mortal Kombat e Shinobi III: Return of the Ninja Master. I rimanenti, invece, sono dei giochini di poco conto nemmeno sviluppati o prodotti da SEGA, come Skeleton Scale, Mahjong Solitaire, Mr. Balls o Cross the road. Pare che a realizzarli sia stata anni fa Jungle Tac, un'azienda cinese tristemente conosciuta per aver creato dei cloni del Nintendo Wii (la console era chiamata Vii) e delle copie modificate di alcuni videogiochi famosi, più un'altra console denominata Zone 60.

Questo può darvi l'idea di come quelli citati siano dei titoli aggiunti giusto per fare numero. Ad ogni modo, per accedere ai vari giochi e poterli selezionare c'è comunque un comodo menu visibile a schermo dove scorrere l'elenco dei prodotti per poi scegliere quello che si vuole giocare, tranne che per le cartucce: in quel caso, una volta accesa la console, il gioco parte in automatico. A quel punto, premendo Start, il titolo si avvia. I videogiochi presenti all'interno della console funzionano perfettamente: la qualità generale della grafica, a memoria, sembra simile a quella degli originali sul vero Mega Drive, ma i colori ci sono sembrati più spenti e meno brillanti rispetto a quelli. La giocabilità, anche in prodotti "veloci" quali i titoli legati a Sonic, si mantiene abbastanza fluida e non abbiamo visto glitch o rallentamenti e blocchi di qualche tipo. Gli unici problemi, giocando, li abbiamo avuti a causa del mal fuzionamento dei controller. A deludere veramente è l'audio, che non è il massimo e tende a restituire un suono un po' distorto e non sempre pulitissimo. Non ci siamo messi a smontare la console per verificare, ma si vocifera che ciò sia dovuto al fatto che questo "clone" in miniatura non abbia montato lo Yamaha YM2612, il chip sonoro a sei canali del Mega Drive originale, ma un altro tipo che prova a emularlo. Per quanto riguarda la compatibilità con le cartucce, noi avevamo a portata di mano solo il vecchio Super Street Fighter II, tenuto gelosamente su uno scaffale di casa come una reliquia. Ebbene, il titolo di Capcom purtroppo non ne ha voluto sapere di funzionare, e nonostante tutta la buona volontà e la voglia di rivederlo in azione al di fuori di qualche emulatore per PC, non c'è stato verso di farlo"partire". Questo ovviamente non vuol dir nulla, e a giudicare dai commenti in Rete sull'argomento, sembra invece che quasi il 90% dei titoli su cartuccia funzionino tranquillamente. A questo punto speriamo vi siate fatti un'idea abbastanza chiara del prodotto che potreste voler acquistare a ottobre, magari spinti dal desiderio di avere a casa un altro accessorio vintage a cui affiancare più avanti l'originale e migliore, vista la manifattura, Nintendo Classic Mini. Per quanto ci riguarda, la console non ci ha convinto e dubitiamo che l'edizione di ottobre possa subire modifiche tecniche tali da dotarla per esempio davvero di controller Wireless: ovvio che in questi casi chi cerca l'autenticità deve rivolgersi altrove, magari procurandosi una copia originale del vecchio Mega Drive, oppure incrociare le dita e sperare che SEGA si decida a produrre da sé una sua "mini console" con però l'hardware originale del tempo. Però è anche vero che AtGames poteva sforzarsi un po' di più, e adeguare magari l'offerta a quelle che sono le esigenze del pubblico, almeno dal punto di vista della connettività e delle periferiche, migliorando in quest'ultimo caso l'elenco dei videogiochi proposti, nonché la tecnologia interna e la buona fruibilità dei joypad. A voi la scelta.