Call of Duty: Infinite WarfareZombie anni '80 

Abbiamo provato Zombie in Spaceland, porzione horror di Call of Dute: Infinite Warfare

Ormai le parole zombie e Call of Duty vanno a braccetto come pane e Nutella, soprattutto quando c'è di mezzo Treyarch. Dopo aver esplorato un sacco di epoche differenti, questa volta i non morti sbarcano nei coloratissimi anni '80, per un esperienza ad alto tasso di umorismo, divertimento e facce di David Hasselhoff. Dopo l'annuncio della GamesCom, nel corso del COD XP siamo riusciti a toccare con mano la mappa del gioco, per una sessione di prova che si è svolta su postazioni fatte in modo da ricreare i cabinati delle sale giochi (e funestata da una noiosissima musica spettrale da parco giochi). Dunque barricate le porte e preparate le vostre trappole, perché gli zombi stanno per tornare!

Zombie in Spaceland promette una quantità smodata di divertimento, zombie e citazioni agli anni '80

Venghino siori venghino

Zombie anni '80 La storia del gioco narra di un famosissimo e misterioso regista, Willard Wyler, che deve la sua fama a film horror e di fantascienza particolarmente assurdi e truculenti. Dopo la sua sparizione in circostanze misteriose, Willard invita per un'audizione quattro attori, i quali ovviamente accettano, visto che la richiesta arriva da un vero e proprio mito del cinema. Una volta arrivati sul posto, i quattro sono aggrediti da orde di non morti e diventano a loro insaputa i protagonisti del prossimo film di Willard: Zombies in Spaceland! Per rappresentare gli anni '80, gli sviluppatori hanno scelto quattro archetipi tipici della società americana del tempo: il rapper con la tuta coordinata, il bulletto del college, la ragazzetta in stile Cindy Lauper e il ragazzino nerd. Proprio come visto in decine e decine di film di genere nel corso degli ultimi trent'anni. Nel parco a tema del gioco c'è anche un altro misterioso personaggio: un DJ che dà suggerimenti ai giocatori e mette un po' di musica trash dell'epoca, doppiato da Hasselhoff in persona.

Dalle fottute pareti

Il gioco si svolge secondo il classico gameplay della modalità orda, con alcune piccole variazioni. Gli zombi possono spuntare dalle finestre, che volendo possiamo rinforzare per rallentare l'avanzata, oppure dal terreno. Tendenzialmente sono tutti abbastanza lenti e innocui se tenuti a debita distanza. Zombie anni '80 L'unico problema possono darlo degli inquietanti clown che hanno il brutto vizio di correrti incontro ridacchiando e che esplodono una volta colpiti. Non sappiamo se la difficoltà del gioco fosse stata deliberatamente abbassata per permettere a tutti di divertirsi, ma non abbiamo incontrato particolari problemi nel finire la nostra sessione senza mai morire. Ovviamente ogni uccisione porta con sé dei soldi, che possiamo utilizzare in vari modi: comprare armi migliori, sbloccare nuove zone o aprire scorciatoie nella mappa. Uccidendo gli zombi possiamo poi occasionalmente accedere a potenti bonus temporanei, come le munizioni infinite, la possibilità di ucciderli sul colpo e così via. Un altro drop interessante sono le trappole, che se piazzate nella strettoia giusta possono spianare il vostro lavoro o coprire le spalle per qualche secondo. Periodicamente potremo giocare invece delle carte, che ci garantiranno potenziamenti di durata variabile. Ad esempio, una carta ci permette di incendiare in automatico i prossimi dieci zombi che ci toccano, un'altra di utilizzare una potente railgun per 30 secondi. Ci sono carte che possiamo usare una volta sola a partite e carte che invece garantiscono un bonus permanente. Non è ancora chiaro in che modo si acquisiscono queste carte, ma in giro abbiamo visto dei punti in cui probabilmente è possibile sbloccarle. Probabilmente nella versione finale potremo decidere fin da subito il nostro mazzo.

Un parco di risate

Ovviamente la parte del leone in Zombies in Spaceland la fa l'ambientazione. Il parco giochi è un'area abbastanza vasta da esplorare, ricca di ambientazioni totalmente differenti tra di loro. C'è la zona dei negozi, l'autoscontro, la zona degli alieni, i sotterranei dove passa la manutenzione, c'è persino uno scivolo che possiamo utilizzare per scendere dalla parte più alta del parco a quella più bassa. Zombie anni '80 Per il momento tuttavia, a parte le tonnellate di citazioni, riferimenti visivi e culturali, non è ben chiaro come sia il ritmo del gioco, che dopo le prime ondate tende a sfilacciarsi, forse per colpa di una mappa troppo grande, in cui a volte siamo noi che dobbiamo andare a scovare l'ultimo zombi rimasto e non viceversa. Gli sviluppatori ci hanno anche raccontato di una cosa chiamata "Afterlife Arcade" che ci permette di tornare in vita giocando a classici titoli da sala giochi e dei parchi di divertimento, tuttavia non abbiamo avuto modo di verificare questa particolarità. Per il resto il gioco si muove in tutto e per tutto come un'orda classica: bisogna restare in gruppo, tirare su i compagni caduti, conservare le munizioni e soprattutto mirare alla testa. Farlo mentre Hasselhoff ci parla con la sua voce è tuttavia un'esperienza decisamente. Probabilmente Zombies in Spaceland ha bisogno di qualche ritocco dal punto di vista della difficoltà e del ritmo, ma per il resto rappresenta senza dubbio un geniale passatempo rispetto alla seriosa guerra di Call of Duty. Resta solo da capire come si sviluppa in altri scenari e se la varietà di non morti da far riposare è maggiore.

Certezze

  • Ambientazione divertente e ben riuscita
  • C'è David Hasselhoff

Dubbi

  • Il ritmo della mappa di gioco non ci ha convinti del tutto