EditorialiLa storia dei ritardi di Gran Turismo  

Il rinvio di Gran Turismo Sport è solo l'ultimo atto di una "tradizione" inaugurata molti anni fa da Polyphony Digital, soprattutto con GT5: ripercorriamone velocemente la storia

Gran Turismo è una delle serie di maggior successo della storia di PlayStation e dei videogiochi in generale. Una saga che, a parte qualche piccolo passo falso ogni tanto e i ritardi di cui parleremo tra poco, in generale non ha mai deluso i suoi fan, con la sua grafica e i suoi controlli realistici, grazie ai quali ha di fatto ridefinito il genere dei giochi di guida. Già a partire dal 1997, con il primo Gran Turismo su PlayStation, apparve chiaro a tutti che quel marchio sarebbe presto diventato "importante" nel panorama videoludico mondiale. Quel gioco mostrò infatti al mondo intero un livello di qualità e di dettaglio senza precedenti per il genere, al punto da renderlo ben presto conosciuto anche al di fuori del mondo dell'intrattenimento elettronico. Duecento auto, un sistema di guida realistico e all'avanguardia per i tempi, patenti da conquistare per poi partecipare agli eventi, premi in denaro necessari per acquistare le auto più esclusive al mondo, pezzi di ricambio con cui migliorarne le prestazioni e molto altro ne decreteranno in breve tempo un trionfo di critica e di pubblico planetario. Un successo bissato due anni dopo da Gran Turismo 2, grazie alla presenza di un numero di auto nettamente superiore, circa 650 tra classiche e moderne, e una giocabilità ancora più evoluta del predecessore a livello di realismo nella guida.

Gran Turismo: una lunga storia di successi ma anche di qualche rinvio di troppo

Il rinvio è sempre dietro l’angolo

Con un hardware più potente del precedente, quello cioè di PlayStation 2, la serie spinse ancora di più il piede sull'acceleratore del realismo, riuscendo nel 2001 a stupire ancora una volta i suoi fan con Gran Turismo 3: A-Spec. Il pubblico poté così ammirare in tutto il suo splendore il lavoro compiuto sulla nuova piattaforma dal team di sviluppo, i Polyphony Digital, capitanati dal pilota professionista, nonché presidente fondatore dell'azienda e autore di videogiochi, Kazunori Yamauchi. È lui l'uomo la cui passione per le auto e le corse ha portato a quella cura dei particolari e del realismo che come dicevamo prima sono diventati il marchio di fabbrica della serie. La storia dei ritardi di Gran Turismo Ma con una saga sempre più famosa tra le mani e costantemente sotto ai riflettori, per chi ci lavora può diventare a un certo punto difficile la convivenza. Ad ogni episodio il pubblico si aspetta ovviamente il massimo: sempre più realismo, più auto e tracciati, innovazione, ma al contempo brama di possedere il gioco in tempi relativamente brevi; il publisher, dal canto suo, vuole monetizzare e fa pressioni affinché si riducano i mesi di sviluppo; di contro, autori come Kazunori Yamauchi vogliono a loro volta uscire solo quando il loro prodotto è perfetto, completo al 100% e privo di difetti. Ma la ricerca della perfezione mal si coniuga a volte con determinate condizioni, e come insegna Fumito Ueda col suo The Last Guardian, tra aggiunte dell'ultima ora, problemi tecnici e di ottimizzazione, si finisce per non rispettare i tempi di consegna previsti, e per creare qualche attrito col produttore e disagi a parte del pubblico. Ed è così poi che giochi come Gran Turismo 4, la cui uscita sul mercato era stata annunciata per il mese di dicembre del 2003, vengono rinviati. Nel caso del prodotto di Polyphony Digital, si pensò di rendere comunque meno amara la pillola: l'arrivo di GT4 a dicembre del 2004, tra l'altro privo di un'importante feature precedentemente annunciata, vale a dire la modalità online (che verrà poi aggiunta in Gran Turismo 4 Online test version), fu infatti anticipata l'anno precedente da Gran Turismo 4 Prologue, che fornì un'anteprima del futuro della serie, e cercò di placare come detto gli animi degli appassionati, delusi e arrabbiati per il rinvio del loro gioco preferito. In realtà questi ultimi si ritennero soddisfatti solo quando misero le mani sul prodotto principale, che includeva più di settecento auto di ottanta costruttori diversi, compresi dei prototipi che immaginavano il futuro fino al 2022. Nel gioco furono introdotti anche la modalità B-Spec, che consentiva di passare dal ruolo di pilota a quello di caposquadra, e le missioni di guida, che sfidavano i piloti a padroneggiare delle tecniche specifiche durante le gare.

Gran Turismo 5 e la catena di rinvii

Ma il rinvio di un anno di Gran Turismo 4 non era niente in confronto a quanto sarebbe poi accaduto con Gran Turismo 5. Questo titolo vanta sicuramente ottimi numeri per quanto concerne le vendite, ma "vanta" anche un altro record: quello, poco invidiabile, di gioco più rinviato della storia, o comunque di essere "uno dei più rinviati". Il gioco venne infatti annunciato per la prima volta all'E3 di Los Angeles del 2005, ma col nome di Vision Gran Turismo. Il progetto non era infatti ancora il GT5 che si sarebbe conosciuto anni dopo, ma una sorta di trasposizione su PlayStation 3 di Gran Turismo 4 per PlayStation 2 con più auto, tracciati e materiale renderizzato dal PC. L'obiettivo del team di sviluppo (e di Sony) era quello di includerlo nella line-up di lancio proprio di PlayStation 3, che sarebbe poi avvenuto l'11 novembre 2006. Ma qualcosa va storto e del prodotto non vi è traccia alla data stabilita. La storia dei ritardi di Gran Turismo La storia dei ritardi di Gran Turismo Si cominciò quindi a parlare di rilascio rinviato a causa di piccoli intoppi tecnici risolvibili in poche settimane, e dunque di possibile uscita nei primi mesi del 2007, magari al lancio europeo di PlayStation3 a marzo. Ma non avvenne niente di tutto questo e di fatto, ogni decisione venne rimandata alla fine dell'anno. Nel dicembre del 2007 Gran Turismo 5 slittò nuovamente, e la data di uscita venne indicata approssimativamente per il Natale del 2008: per i fan fu una mazzata, anche perché poi il gioco non uscì nemmeno allora. Ad un certo punto del progetto si persero pure le tracce, nessuno ne parlò più o fece dichiarazioni in proposito, a parte quelle di facciata a giugno del 2009 da parte di Yamauchi, fino a quando non ricomparve un po' a sorpresa con un trailer nel corso di una conferenza stampa di Sony all'E3 di Los Angeles del 2009. Tuttavia non ne venne confermata ancora la data d'uscita. Quest'ultima fu invece suggerita da alcuni siti internazionali di vendita di videogiochi, che parlavano di novembre.
Ma anche questa si rivelerà sbagliata, anche se una data, stavolta ufficiale, venne fissata, almeno per il Giappone, per il marzo successivo nel corso del Tokyo Game Show sempre del 2009. A gennaio del 2010, però, ancora un rinvio: la divisione europea di Sony precisò tuttavia che il ritardo di Gran Turismo 5 sugli iniziali piani era relativo solamente al mercato giapponese, aggiungendo che l'uscita in Europa sarebbe stata annunciata a tempo debito. Il simulatore di guida sviluppato da Polyphony Digital, ad ogni modo, nel Paese del Sol Levante avrebbe ritardato "solo" di qualche mese sui piani originali. Motivo? I soliti: alcuni sostennero che fosse dovuto al fatto che i creatori della serie, Kazunori Yamauchi e Polyphony Digital, volevano "regalare ai videogiocatori l'esperienza di guida perfetta" e stavano quindi testando l'impossibile, mentre altri, come il portavoce di Sony, Makiko Noda, dissero che era dovuto solo a questioni di produzione. Qualunque fossero stati i reali motivi di quell'ulteriore ritardo, passarono ancora diverse settimane prima di riavere notizie concrete sul progetto. Settimane nelle quali si rincorsero voci di ulteriori rinvii e perfino di una improvvisa cancellazione. Ma erano solo illazioni, frutto probabilmente della situazione paradossale venutasi a creare con i continui ritardi e a causa della paura degli appassionati di non vedere mai dal vivo il gioco. I dubbi vennero in tal senso spazzati via nel corso dell'E3 2010, quando Gran Turismo 5 venne confermato ufficialmente in America del nord e in America latina per il 2 novembre 2010, in Europa Giappone il 3, mentre il 4 novembre in Australia. Finalmente sembrava fatta, e i fan potevano cominciare a sperare davvero concretamente dopo anni di attesa. Invece, settimane dopo accade l'impensabile: il 13 ottobre del 2010 arrivò per loro un'altra doccia fredda: il titolo venne infatti rinviato ancora, anche se di un mese, ufficialmente per "sfruttare" il periodo natalizio.

La Via Crucis di GT

Rinvio dopo rinvio, alla fine Gran Turismo 5 venne pubblicato prima, il 24 novembre del 2010, dopo cinque anni di lavoro e una spesa di produzione complessiva stimata in circa 60 milioni di dollari, confermando però solo in parte il successo di una saga che nel frattempo era ormai entrata nella leggenda dei giochi di corse automobilistiche. Con la prospettiva di guidare più di mille auto, dai classici del passato alle utilitarie per famiglie, fino ai bolidi più potenti e famosi, di percorrere tanti tracciati reali, di fruire di un sistema di guida ancora più sofisticato e di un comparto online di prim'ordine per sedici giocatori, con tanto di gare, prove a tempo speciali ed eventi stagionali, i fan sembrarono ben felici di chiudere un occhio sui ritardi e sulle polemiche. Almeno prima di acquistarlo: Gran Turismo 5 si portò infatti dietro, in maniera inevitabile, il peso degli anni di sviluppo, l'esigenza da parte di Sony di uscire col prodotto dopo continui rinvii e l'eccessiva attenzione ai dettagli da parte di Polyphony Digital.. Fattori che portarono a un titolo marchiato da troppe incongruenze per essere considerato in maniera universale come il miglior esponente del genere. Molte limature corressero il tiro, ma al costo di corpose ed estenuanti patch in continuo download, compresa quella che aggiungeva i danni ai veicoli, sfidando la pazienza di coloro che non erano dotati di una connessione troppo rapida. Ciò che è certo è che chi acquistò il gioco agli esordi, alla fine del ciclo di patch, si ritrovò un prodotto molto diverso: in parte a dimostrazione di un ottimo lavoro di supporto e ottimizzazione, da parte di Polyphony Digital, in parte a conferma delle varie magagne originali. Da un certo punto di vista andò meglio qualche anno dopo con Gran Turismo 6, presentato ufficialmente il 15 maggio 2013 presso il Circuito di Silverstone, in occasione dei festeggiamenti per il 15º anniversario della serie, ma di cui si vociferava già da prima, e cioè da quando nel novembre del 2011, Kazunori Yamauchi aveva svelato che lui e il suo team, Polyphony Digital, stava lavorando a un nuovo capitolo della serie. Inutile aggiungere come, visti i precedenti non certo esaltanti, i fan iniziarono a incrociare le dita e a temere anche per esso tempi di sviluppo piuttosto lunghi. Specie in considerazione del fatto che voci di corridoio parlavano di una possibile versione anche per PlayStation 4. Così, dopo che il vice presidente di Sony Computer Entertainment Europe, Michael Denny, chiarì al pubblico che Gran Turismo 6 sarebbe rimasto un titolo solo per PlayStation 3, parte dei fan tirarono un sospiro di sollievo. Sensazione che divenne ancora più gradevole per loro quando a pochi mesi dall'annuncio della data di lancio, il product manager della compagnia, Josh Walker, rivelò alla stampa in un'intervista che non c'erano ragioni concrete per pensare che Gran Turismo 6 non riuscisse a essere pronto per le festività natalizie. E quasi a conferma di queste parole il 2 luglio dello stesso anno venne pubblicata una demo contenente la pista di Silverstone, valsa anche come qualificazione per la GT Academy, mentre poche settimane dopo, durante la GamesCom venne annunciata la data ufficiale di rilascio, cioè a dire il 5 dicembre 2013. E stavolta la data venne rispettata. Insomma, come avete auto modo di leggere in questo rapido excursus storico sulla saga di GT, quello dei ritardi e dei rinvii non è una novità dei giorni nostri. Tuttavia la nostra speranza è che Gran Turismo Sport non segua la scia, è proprio il caso di dirlo, dei suoi predecessori, e in particolare di Gran Turismo 5.

TI POTREBBE INTERESSARE