EditorialiMusica classica e videogiochi 

Sacro e videoludico spesso si incontrano, con risultati sorprendenti: scopriamo come!

Non sono affatto rari i casi in cui i videogiochi hanno incontrato la musica classica, un'occasione che ha rappresentato in alcune occasioni un vero pretesto per sfogare concentrati di fantasia, donare un certo timbro alla produzione o limitarsi a evidenziare determinati momenti. Una cosa è certa: una composizione classica possiede l'innata capacità di creare in noi una profonda soggezione di stampo mistico, che riesce sempre a portare un'atmosfera unica a un gioco e stamparlo permanentemente nella memoria. Abbiamo approfittato dell'occasione per realizzare una piccola retrospettiva sui titoli che hanno sfruttato, in consistenza variabile, musiche ispirate o recuperate direttamente dai capisaldi del genere. Se siete curiosi di scoprire quali, proseguite nella lettura e fateci compagnia in questa rassegna sonora! Se poi volete proseguire nelle letture musicali, non vi perdete il nostro speciale sui migliori musicisti attivi nel campo dei videogiochi.

Gyruss non sarebbe stato lo stesso senza l'aiuto di Johann Sebastian Bach

Gyruss

Abbiamo deciso di cominciare questo viaggio con un esempio a dir poco atavico, non legato agli albori dei videogiochi, ma quasi. Si tratta di Gyruss, il capolavoro di Konami che nel 1983 ha invaso le sale giochi del pianeta, per poi essere convertito su svariate piattaforme casalinge. L'ideatore di questo bizzarro shooter, Yoshiki Okamoto, aveva già un'idea fuori parametro per le mani, ma siccome due cervelli in fiamme sono molto meglio di uno, Yoshiki-san vide bene di avvalersi di Masahiro Inoue per le musiche, con un'idea semplicemente geniale: l'adattamento della celebre "Toccata e fuga in re minore" di Johann Sebastian Bach. Se già l'abbinamento non fosse suonato abbastanza delirante anche solo sulla carta, Inoue si spinse ben oltre arrangiando l'immortale opera in chiave tecno-rock, con un risultato veramente esplosivo. Si può dire senza esitazione che Gyruss non sarebbe stato lo stesso senza questa magnifica colonna sonora, in grado di regalare autentici brividi in occasione dell'arrivo ai vari pianeti. Si trattava anche di uno dei primi titoli con suono stereofonico della storia dei videogiochi.

Resident Evil

L'indimenticabile capostipite della famosa serie horror di Capcom non era propriamente caratterizzato da una colonna sonora classica, anche se le celebri musiche strumentali si avvalevano in larga misura di strumenti a corda per creare atmosfere inquietanti e malsane. Resident Evil si merita però di diritto un posto d'onore in questa rassegna grazie a una particolare sequenza, dove era necessario imparare a suonare una partitura al pianoforte per aprire una porta segreta e superare il puzzle ambientale proposto. La partitura era l'inconfondibile "Sonata n.14" di Ludwig Van Beethoven, si scoprì solo nel remake che il brano era la composizione preferita della povera Lisa Trevor, che amava suonarla ai suoi parenti. L'idea fu fantastica e straniante: in una condizione che ci vedeva braccati da zombie famelici e hunter letali, rinchiusi in una magione gigantesca e custode di terribili segreti, l'ultima cosa che poteva venirci in mente era di eseguire una composizione classica al piano. Eppure questo era solo uno dei tanti momenti di pura magia di Bio Hazard (il titolo originale giapponese), dove al puro terrore si sostituiva una malinconica sensazione di isolamento dal mondo. Una piccola parentesi scolpita per sempre nella memoria.

The Evil Within

Come una sorta di marchio di fabbrica, il talentuoso Shinji Mikami ha portato nel suo The Evil Within la stessa idea che lo consegnò alla storia con la creazione di Resident Evil, l'abbinamento tra atmosfere horror e il fascino ancestrale della musica classica. Anche in questo caso si parla di un episodio, caratterizzato dal "Chiaro di Luna" di Claude Debussy, utilizzata nella stanza di salvataggio. La composizione si legava perfettamente allo stile vagamente vintage della produzione di Tango Gameworks, ma soprattutto esprimeva una filosofia a sua volta affine anche allo stesso Resident Evil, quella di una zona franca (la save room, appunto) dove potersi momentaneamente rilassare, ma con la sinistra consapevolezza di dover tornare, prima o poi, dentro al terrore che ci circonda. Si trattava in sostanza di un soddisfacente e apprezzabile autocitazionismo, ma quando le cose funzionano, perché cambiarle?

Forza Horizon 2

Tra le sue scorribande in Italia e Francia e la sua poderosa selezione di brani proposti per generi dalla radio locale, Forza Horizon 2 di Playground Games si rese celebre anche grazie a una particolare stazione radiofonica, Levante, interamente dedicata alla musica classica. Grazie a una generosa playlist, era possibile gareggiare sulle note di Richard Wagner, Gioacchino Rossini e Mozart, tra i tanti compositori proposti. Ovviamente era anche l'occasione, nonostante la libertà di scegliere il proprio brano preferito in qualsiasi momento, di creare speciali situazioni "ad hoc". Era il caso della surreale sfida contro le mongolfiere, giocata sulle note idilliache del "Duetto dei fiori" di Delibes. Il risultato esulava dall'umana comprensione, e poteva essere solamente vissuto, ma erano questi piccoli tocchi di classe che riuscivano a definire il talento del team inglese di Microsoft e il suo affascinante racing. La stessa bravura che probabilmente ci permette di fantasticare sull'imminente Forza Horizon 3, ambientato in Australia.

Parasite Eve

In un periodo dove i musicisti Square Enix amavano fondere elementi legati alla musica classica nelle loro composizioni, Yoko Shimomura trovò la personale quadra nella colonna sonora di Parasite Eve, una bizzarra amalgama, decisamente personale, di musica elettronica e sacrale. Non a caso anche l'antagonista principale era rappresentata da una cantante lirica: Melissa Pearce, le cui parti vocali venivano sfruttate nella colonna sonora, in particolar modo nel brano "Se il Mio Amore sta Vincino", eseguito proprio da Melissa in una particolare sequenza del gioco. Splendido tra l'altro il contrasto con la carneficina che sarebbe avvenuta poco dopo. Quello di Parasite Eve era insomma un caso dove l'ispirazione della musica classica rappresentava uno spunto creativo per creare qualcosa di diverso e insolito. D'altronde una caratteristica nota per il talento unico della Shimomura, responsabile, lo ricordiamo, di innumerevoli colonne sonore, inclusa quella di Final Fantasy XV.

Eternal Sonata

Impossibile non chiudere questa piccola rassegna con Eternal Sonata, gioco di ruolo di stampo giapponese del 2007 creato da Tri-Crescendo (Baiten Kaitos) per Bandai Namco. Il titolo era addirittura incentrato sulle ultime ore di vita del compositore francese Fryderyk Chopin, maestro incontrastato della musica romantica, nel corso di un suo - alquanto bizzarro - sogno sul letto di morte. Nel corso delle innumerevoli battaglie contro creature maligne in un mondo fantastico, non mancavano occasioni per apprezzare alcuni grandi classici del poeta del pianoforte, che manco a dirlo aveva dei colpi speciali non sorprendentemente a tema. A ogni modo, la colonna sonora era curata da Motoi Sakuraba, adattando, come detto, composizioni dello stesso Chopin.