66

Il nuovo sistema di recensioni di Steam

Valve ha agito bene o ha penalizzato alcuni utenti onesti? Cerchiamo di capirlo

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   24/09/2016

La filosofia di Valve nella creazione dei sistemi legati a Steam è da sempre la stessa: fornire una serie di strumenti lasciando agli utenti l'onore e l'onere di utilizzarli, determinandone le sorti.

Il nuovo sistema di recensioni di Steam

Ovviamente parliamo di tutti questi sistemi in cui l'apporto diretto della comunità è indispensabile, come Greenlight, il Workshop o le recensioni. Non si è ancora ben capito se dentro Valve siano degli inguaribili romantici, oppure se questo sia semplicemente un modo per abbattere i costi di gestione e moderazione. Il sospetto che non ci sia del sentimentalismo dietro a certe scelte viene quando si osservano alcune situazioni ambigue che sono andate incancrenendosi con il passare degli anni. Ad esempio non è chiaro che fine abbia fatto la promessa revisione di Greenlight, mirata a migliorare il sistema di accesso a Steam e a limitare i fenomeni di vera e propria corruzione che si manifestano a cielo aperto (gente che vende e scambia voti per chiavi o quant'altro). Se ne riparlerà sicuramente in futuro. Intanto in questi giorni ha fatto discutere la modifica al sistema delle recensioni, resasi necessaria per arginare un fenomeno che stava diventando davvero intollerabile, ossia il sovraffollamento di recensioni positive false, che caratterizzava soprattutto le schede dei titoli indipendenti. Lo scenario tipico era il seguente: uno sviluppatore s'impegnava a dare chiavi a persone che in cambio garantivano recensioni positive. Il fenomeno era così ampio e diffuso che era nato un vero e proprio mercato dei recensori positivi, con gente che si metteva in vendita online esponendo tanto di tariffario, e forum organizzati per far incontrare la domanda con l'offerta.

Riflettiamo sul nuovo sistema delle recensioni di Steam e vediamo quali storture combatte

Cala la scure

Per combattere i falsi positivi Valve ha fatto come al suo solito: ha cercato di risolvere il problema alla radice calando la scure sulla ferita aperta. Studiata la situazione, è stato scoperto che a creare il grosso degli squilibri erano quelli che accedevano ai giochi tramite chiavi esterne.

Il nuovo sistema di recensioni di Steam

Che fare allora? Semplice, lasciare soltanto a chi acquista i giochi direttamente da Steam la possibilità di influire sul giudizio complessivo di un titolo. Insomma, chi riceve un gioco in altro modo, magari direttamente dagli sviluppatori, oppure acquistandolo su siti di chiavi come G2A e affini, oppure tramite una campagna Kickstarter, oppure in un bundle e così via, non ha più il diritto di votare per lo stesso. In realtà il provvedimento iniziale era molto più deciso, perché aveva ridotto anche l'esposizione delle recensioni, lasciando in bella evidenza solo quelle scritte dagli acquirenti diretti. Ma su questo è stato fatto un passo indietro reintegrando le recensioni di tutti. Nel mentre è iniziato il repulisti di recensioni false che asfissiavano alcune pagine dei giochi, con risultati a volte sorprendenti. Steam Spy ha compiuto uno studio approfondito subito dopo l'applicazione del provvedimento, evidenziando enormi discrepanze di giudizio per alcuni titoli prima e dopo la cura. I più colpiti sono stati 428 giochi, in gran parte indipendenti, il cui giudizio è stato letteralmente ribaltato. Facendo riferimento alla tabella realizzata per raccogliere i dati, prendiamo alcuni dei casi più rappresentativi. Simple Ball: Extended Edition, il primo della lista, aveva un giudizio utenti positivo per l'88%. Una percentuale davvero importante che raggiungono solo i titoli più amati. Dopo la cura Valve però, lo stesso è crollato al 14%. La differenza percentuale è di ben 74 punti. Un'enormità. Considerate che le recensioni conteggiate sono passate da 51 a 7. Ben 44 (l'86% del totale) sono state scritte da persone che hanno ricevuto il gioco tramite chiavi esterne. Difficile parlare di corruzione in mancanza della pistola fumante (il momento dello scambio), ma sicuramente si può affermare che qualcosa non andava. Lo stesso discorso è fattibile per Lands of Devastation (seconda posizione nella tabella) e per Bathory - The Bloody Countess, passati rispettivamente da giudizi di 86 a 16 e da 93 a 25. Nel primo caso abbiamo una perdita di ben 70 punti di punteggio, mentre nel secondo di 68. Va notato che Lands of Devastation prima della cura aveva la bellezza di 166 recensioni, mentre dopo ne sono rimaste soltanto 12. Ben 154 recensioni erano scritte da persone che avevano sbloccato il gioco tramite chiavi esterne. In effetti uno dei dati che più impressiona della tabella non è il cambiamento nei giudizi, ma l'altissimo numero di recensioni sospette. Prendiamo il caso di Base Squad 49 (50° nella tabella), il cui giudizio è passato da uno scarso 58 a un pessimo 28. Non si tratta di un crollo come negli altri casi, ma c'è dell'altro: il gioco è passato da 269 a 7 recensioni. Probabilmente i recensori avevano ricevuto le chiavi da un bundle, ma la cifra fa lo stesso impressione e ci permette di notare un altro dettaglio: quasi tutti i titoli presenti nella tabella avevano molte più recensioni scritte da chi aveva ricevuto delle chiavi, rispetto a chi aveva acquistato il gioco. Ci sono anche casi più estremi, come quello di Ace of Words, passato da 456 a 12 recensioni (bundle?) o quello di Adorables, passato da 400 a 24 recensioni, ma fanno meno scalpore perché le differenze nei giudizi tra il prima e il dopo sono meno marcate.

Campagne d'odio e conclusioni

Oltre ai giochi dai voti gonfiati, vanno rilevati anche quelli che erano fortemente penalizzati dalle recensioni scritte da chi non ha acquistato i giochi su Steam. In alcuni casi non è difficile parlare di vere e proprie campagne d'odio, dovute probabilmente a motivi diversi a seconda del gioco. In questi casi l'uso di chiavi esterne si giustifica con la volontà di risparmiare (sputare bile sì, ma in economia). Così ad esempio vediamo Elves Adventures passare da un giudizio di 28 a 80, con una crescita di ben 52 punti. In realtà non si tratta di un caso molto rappresentativo, perché sono rimaste attive su Steam solo 5 recensioni (6 al momento di scrivere questo articolo, che hanno portato la media sotto i 70).

Il nuovo sistema di recensioni di Steam

Più interessanti i casi di The Troma Project, passato da 42 a 88 con attualmente 25 recensioni all'attivo, contro le 91 di prima, e quello di Cibele, che ha i numeri più indicativi. Il gioco di Nina Freeman è passato da un giudizio di 50 a uno di 71 (+21), rimanendo con 318 recensioni attive contro le 1036 di prima. Ben 718 recensioni perse che andavano a penalizzare fortemente il giudizio! Stesso discorso per The Deer, passato da 58 a 74 (+16), perdendo 890 recensioni delle 1284 precedenti. Insomma, c'erano squilibri in entrambi i sensi, squilibri che ora sono rientrati. Badate bene che questo non significa aver risolto la situazione. Non c'è nessuna garanzia che, dopo una fase iniziale di assorbimento del colpo, le forme corruttive non si trasformino e ritornino con un altro aspetto (magari tramite acquisto diretto dei giochi da parte di chi vuole pomparli nei voti), così come non è possibile prevenire le campagne d'odio. Qualcuno ha notato anche che con questo provvedimento Valve non ha risolto nulla, ma ha penalizzato quegli sviluppatori che hanno coltivato le loro comunità, impedendogli di supportarli su Steam. Altri hanno sottolineato come Valve abbia preso un provvedimento così drastico senza prima consultare i suoi partner commerciali, ossia senza dargli modo di gestire la cosa e, magari, aiutare a trovare una soluzione più efficace. Altri ancora hanno parlato della nascita su Steam di giocatori di seria A (acquirenti diretti) e di serie B (acquirenti di chiavi esterne). Tra questi ultimi spiccano anche quei pochi che ancora acquistano i giochi in edizione fisica, non certo considerabili dei corrotti se poi pubblicano una recensione positiva o negativa. I più maliziosi affermano che l'intera manovra serve soltanto a far aumentare le vendite dirette su Steam, intaccate dai siti di chiavi e affini. Insomma, che non sia un provvedimento risolutivo e privo di ombre lo ha capito anche Valve, che come spiegato ha già fatto un primo passo indietro. Speriamo che in futuro gli interventi si facciano più frequenti, ma che siano più meditati, per evitare fraintendimenti di fronte a una lotta pur giusta.