PlayStation VRL’unica speranza per la realtà virtuale? 

PlayStation VR sta per arrivare e online sono già fioccate le prime recensioni: vediamone il sunto

Il 13 ottobre si sta avvicinando. Si tratta di una data importante per l'industria videoludica, e non solo, perché uscirà nei negozi PlayStation VR, il visore per la realtà virtuale di Sony per PlayStation 4. L’unica speranza per la realtà virtuale? In un certo senso è il momento della verità: quello che permetterà finalmente di capire se al grande pubblico interessa davvero acquistare un visore per la realtà virtuale pensato espressamente per i videogiochi e se la diffidenza nei confronti di HTC Vive e Oculus Rift, non certo definibili come successi stratosferici e attualmente detentori di un mercato trascurabile, sia stata dettata soltanto dall'alto prezzo di vendita. Intanto che aspettiamo l'arrivo di PlayStation VR, sono arrivate le prime recensioni di chi lo ha potuto provare. Leggendole si ha una sensazione strana. In generale sono tutte o quasi positive e molto positive, e tra poco vedremo perché, ma sono anche molto caute. Ad esempio il Time, che riassume bene il giudizio generale, afferma che PlayStation VR: "non vi farà cambiare idea sulle idee che vi siete fatti su questa tecnologica (la realtà virtuale NDR) dopo l'uscita la scorsa primavera di HTC Vive e Oculus Rift." Il motivo? Semplice: "non cambia le carte in tavola." Perentorio, ma non si tratta di un giudizio isolato. Praticamente tutti gli articoli, o quasi, definiscono PlayStation VR come la scelta più conveniente sul mercato per provare la realtà virtuale, ma anche come difficilmente in grado di portare alle masse questa tecnologia, nonostante l'ampia base installata di PlayStation 4. Ad esempio Engadget afferma che: "PlayStation VR è un'opzione più sensata dei suoi avversari, nonostante non sia tecnicamente allo stesso livello. Comunque, non è ancora un prodotto da avere a tutti i costi."

Scopriamo cosa raccontano le prime recensioni di PlayStation VR: varrà la pena acquistarlo?

Hardware

Un altro aspetto che tutte le recensioni hanno rilevato, e non era sinceramente possibile fare diversamente, è l'inferiorità tecnica di PlayStation VR rispetto a Oculus Rift e HTC Vive. Si trattava di qualcosa di evidente sin da quando è stata mostrata la scheda tecnica del prodotto. Comunque il display, nonostante la risoluzione inferiore rispetto ai concorrenti, sembra comportarsi più che bene e offrire un compromesso qualitativo ragionevole. Ad esempio eurogamer.net afferma che: "Il display da 120Hz 5.7-inch OLED ha le caratteristiche adatte per fornire un'esperienza coinvolgente, ma ha anche una risoluzione significativamente inferiore (960x1080 per occhio) rispetto a Oculus Rift e HTC Vive. L’unica speranza per la realtà virtuale? Di fatto anche il Gear VR di Samsung per smartphone supera PlayStation VR in termini di conta dei pixel." Questo limite, cui si aggiunge una evidente sfocatura laterale del campo visivo, è in buona parte compensato dall'uso di un display RGB. Se dal punto di vista delle caratteristiche vere e proprie PlayStation VR soffre un po' la concorrenza, anche se va sempre considerato il prezzo inferiore (si parla di 400€ di visore, più 300€ di console più 70€ di PlayStation Camera, che in totale fanno meno del prezzo di un computer in grado di supportare al massimo Oculus Rift e HTC Vive), dal punto di vista del comfort non ci sono dubbi: Sony ha fatto un ottimo lavoro. Ad esempio IGN.com scrive: "Anche se PlayStation VR è più pesante di Vive e Rift (610 grammi contro i 380 di Rift e i 555 di Vive), è più confortevole da indossare, grazie alla migliore distribuzione del peso, concentrato sulla sulla corona di plastica che si mette intorno alla testa, con lo schermo appeso ad essa invece che sostenuto dalla pressione contro il viso." Il giudizio è condiviso anche da Ars Technica: "PlayStation VR mi è sembrato sin da subito molto confortevole. L'impressione iniziale è stata confermata dalle molte ore passate a provarlo." L'articolo prosegue descrivendo più o meno le caratteristiche descritte dal redattore di IGN, con un plauso al design del visore più piacevole rispetto a quello di Vive e Rift, ma allo stesso tempo più intelligente nel distribuire i pesi dell'apparecchio. Insomma, indossare il visore di Sony per più ore sembra essere meno problematico rispetto alla concorrenza.

Installazione e funzionalità

Altro aspetto molto apprezzato di PlayStation VR è la facilità con cui si installa e si inizia a utilizzare, nonostante la complessità non sia bassa. Da questo punto di vista Sony ha lavorato molto meglio dei concorrenti, anche perché sa di rivolgersi a un pubblico non necessariamente di tecnici e specialisti. "Nella scatola si trova un visore PlayStation VR, una processor unit, un cavo HDMI, i manuali d'istruzioni, degli auricolari, un panno statico, un disco demo e tutti i cavi di cui si ha bisogno. Davvero molti." Questi i contenuti della confezione descritti da Trusted Reviews, e confermati da tutte le altre recensioni, che spiega anche come il processo di messa in opera duri all'incirca trenta minuti, con la necessità di collegare i cavi HDMI dalla PlayStation alla processing unit del visore, quindi al visore stesso. L’unica speranza per la realtà virtuale? Quella di Trusted Reviews, come molte altre recensioni, riporta anche qual è la funzione effettiva della processing unit, sulla quale c'erano ancora dei dubbi. In primo luogo si occupa di gestire l'audio 3D, ossia di definire il punto esatto da cui provengono i rumori nei giochi. In secondo luogo gestisce l'output dell'immagine sullo schermo esterno, ossia mostra sul televisore/monitor ciò che l'utilizzatore di PlayStation VR vede nel visore, a una risoluzione inferiore e con gli opportuni aggiustamenti per adattare l'immagine. Tutti confermano che la processing unit non aggiunge potenza di calcolo alla console. Il fastidio più grande, se così lo vogliamo chiamare, viene dall'utilizzo degli altri apparecchi associati al visore. Contemporaneamente a PlayStation VR Sony ha lanciato una nuova versione della PlayStation Camera, migliore della precedente ma ancora con qualche problema, soprattutto di stabilità. Se ci aggiungiamo anche PlayStation Move, il quadro descritto vede moltissimi trasformatori collegati alla corrente e vari cavi extra da alloggiare per utilizzare il tutto. La situazione è migliore rispetto all'esperienza "cyberpunk" di Oculus Rift e HTC Vive, ma l'ingombro per il salotto/camera pare essere comunque evidente. È inevitabile che sia così, ma si tratta di un fattore che va sicuramente considerato prima dell'acquisto a seconda della propria tolleranza. Del resto tutti concordano anche sulla comodità dell'interfaccia della periferica, che una volta messa in funzione è facilissima da utilizzare. Le funzioni sono molteplici e volendo è possibile utilizzare PlayStation VR non solo con prodotti dedicati, ma anche con i normali giochi di PlayStation 4 in modalità "Cinematic". In buona sostanza si tratta di un apparecchio più versatile e completo di ciò che si poteva supporre, ma non privo di difetti.

Giochi e nausea da movimento

Quello che secondo noi è il tasto più dolente, ma ne riparleremo in fase di recensione (come di tutto il resto), è rappresentato dai giochi. I primi titoli per PlayStation VR, quelli che sono stati forniti insieme al visore, vanno dal mediocre al discreto, senza raggiungere mai l'eccellenza. L’unica speranza per la realtà virtuale? Until Dawn: Rush of Blood L’unica speranza per la realtà virtuale? I due tripla A Until Dawn: Rush of Blood di Supermassive Games e Batman Arkham VR di Rocksteady sono prodotti validi, sicuramente da acquistare se si vuole sfruttare PlayStation VR, ma allo stesso tempo mostrano tutti i limiti delle esperienze VR, limiti attualmente ineludibili. Ad esempio Arkham VR è concettualmente eccellente (dare al giocatore il punto di vista di Bruce Wayne / Batman), ma non va mai a fondo nell'esperienza di gioco. Destructoid afferma che "è sempre in bilico tra la sperimentazione e un gioco completo", mentre IGN.com parla del modo migliore per mettersi nei panni di Batman, ma anche di un mondo immobile che non risponde alle sollecitazioni del giocatore. Una specie di museo, insomma. Per Until Dawn: Rush of Blood si potrebbe fare un discorso simile, anche se tra tutti quelli proposti è sicuramente il più compiuto come videogioco. Di base è un sparatutto su rotaia che fa massiccio ricorso agli spaventi improvvisi. Ha dei momenti molto belli, ma viene definito più come una galleria degli orrori che come un horror inteso in senso classico. Attualmente il titolo migliore del catalogo di PlayStation VR sembra essere Thumper, giudicato molto positivamente da IGN e Gamespot (ma non da Game Informer), che però è anche un titolo dall'appeal limitato per le masse. Per quanto riguarda PlayStation VR Worlds di Sony, tutti concordano nel parlare di un pacchetto con demo a tratti molto belle, ma complessivamente limitate e fin troppo costose, sia che le si prenda in bundle con il visore, sia che le si acquisti a parte. Insomma, la sostanza è che chi acquisterà PlayStation VR dovrà necessariamente puntare su questi titoli per sfruttarlo, titoli che però non motivano a comprare PlayStation VR se si è indecisi o indifferenti. Certo, quantomeno ci sono produzioni più grosse rispetto a quelle viste per Oculus Rift e HTC Vive, ma ancora siamo lontani dallo scatenare l'interesse collettivo. Un'ultima annotazione va fatta sulla cosiddetta motion sickness o nausea da movimento che ci piace di più. Su questo punto le recensioni non concordano e mostrano un quadro simile a quello emerso con Oculus Rift e HTC Vive: il rischio di sentirsi male giocando con PlayStation VR varia a seconda della sensibilità della persona. Il consiglio insomma è quello di provare il visore prima di acquistarlo, per verificare che lo si possa usare senza rischi.

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