Xenoversi in rima  45

Abbiamo testato la closed beta di Dragon Ball Xenoverse 2 nello scorso weekend: ecco le nostre impressioni

Versione testata: PlayStation 4

Il primo Dragon Ball Xenoverse ci era piaciucchiato: al di là dei suoi difetti, era un esperimento sicuramente interessante che cercava di svecchiare la formula ormai trita e ritrita dei tie-in videoludici ispirati al manga shonen più famoso della storia. I giapponesi, del resto, hanno almeno due certezze, nella vita: la prima è che ogni mattina sorge il sole, la seconda è che riuscirebbero a vendere qualunque cosa abbia il marchio di Dragon Ball. Ciò non significa che il pubblico sia disposto a scendere sempre a compromessi, e persino i fan più sfegatati della serie firmata da Akira Toriyama hanno cominciato a diventare abbastanza intransigenti. Tenendo bene a mente questo fatto, i ragazzi di Dimps si sono rimboccati le maniche e hanno messo mano al codice di Dragon Ball Xenoverse per proporne un sequel esclusivamente next-gen in grado di mettere d'accordo un po' tutti. A giudicare dal weekend che abbiamo trascorso con la closed beta, potrebbero esserci andati vicini.

Chi ha tempo...

Dragon Ball Xenoverse 2 ci chiede innanzitutto se vogliamo trasferire i dati del precedente episodio, cioè il personaggio che avevamo creato per rappresentarci e le abilità speciali che gli abbiamo equipaggiato: non si tratta di un procedimento obbligatorio, ma così facendo avrete la possibilità di selezionare anche l'eroe sul quale avevate investito tanto tempo e al quale vi eravate indubbiamente affezionati. Non sarà lui il protagonista, attenzione, ma un agente delle Pattuglie Temporali completamente nuovo che dovrete creare da zero prima di cominciare l'avventura. Sotto questo punto di vista è cambiato molto poco.

Le razze selezionabili sono ancora quelle del primo Xenoverse (i terrestri, i Saiyan, i Nameccani, gli alieni della stirpe di Freezer e i Majin) e al massimo possiamo scegliere qualche capigliatura o segno particolare in più rispetto al passato. Dimps si è limitato a ritoccare qualche parametro qua e là per bilanciare meglio le differenze tra le varie razze con risultati che non hanno ancora messo d'accordo la community, secondo la quale i Majin avrebbero pescato la proverbiale pagliuzza corta. In ogni caso, la nuova avventura ci cala nei panni di un agente speciale a Conton City, la città che ha rimpiazzato la vecchia - e odiosa - Toki Toki City. Sono passati due anni dalla sconfitta di Demigra ma una nuova minaccia è sorta all'orizzonte: qualcuno sta cercando di manomettere nuovamente il passato per cambiare il presente e spetta a noi intervenire per fermarlo. La storia di Dragon Ball Xenoverse 2 assomiglia parecchio a quella del precedente episodio, ma fin dall'inizio subentrano delle variabili interessanti come l'intromissione di personaggi provenienti dai lungometraggi di Dragon Ball come Tarles e Slag. Il nostro vecchio avatar, inoltre, fa la sua comparsa in una delle prime missioni, assumendo il ruolo del grande eroe che tutti adorano e al quale è stata dedicata anche una statua olografica in centro città. La progressione, tuttavia, è praticamente la stessa, in quanto dovremo rivivere alcuni momenti cardine della storia del manga e dell'anime con delle piccole differenze rispetto al passato, e questo significa che si ricomincia dall'arrivo dei Saiyan sulla Terra e via via si ripercorrono gli archi narrativi più famosi sotto una nuova luce: abbiamo dovuto affrontare sia Vegeta, sia Nappa trasformati in scimmioni, per esempio, e ci siamo dovuti assicurare che il Makankosappo di Piccolo uccidesse Raditz e Goku contemporaneamente. Alla storyline principale si sommano di nuovo le "missioni parallele" affidateci da una pletora di personaggi anonimi e famosi sparsi per Conton City. Sulla nuova città vogliamo proprio spendere due parole, perché lo sviluppatore Dimps ha fatto tesoro delle feroci critiche rivolte a Toki Toki City; il nuovo hub è strutturato molto meglio ed è un piacere esplorarlo grazie all'hoverboard che ci sarà regalato all'inizio del gioco o anche semplicemente volando, dopo aver sbloccato la possibilità. La disposizione dei servizi, in città, è molto meno dispersiva, senza contare che il gioco ricarica la nostra ultima posizione dopo una missione e che i "quartieri" separati, come la casa di Mr. Satan o l'isola del maestro Muten, strizzano l'occhio ai fan più sfegatati.

Xenoverse Evolution

In termini di gameplay, Dragon Ball Xenoverse 2 ci è sembrato sensibilmente migliorato rispetto al suo predecessore, il quale mostrava il fianco specialmente dal punto di vista del sistema di controllo. La risposta ai comandi ci è apparsa definitivamente più reattiva e fin dai primissimi minuti siamo riusciti a inanellare combo spettacolari fatte di calci, pugni, scatti e spostamenti istantanei. Le prime missioni fanno da tutorial e illustrano in modo chiaro e conciso il sistema di combattimento tridimensionale, il quale garantisce un'eccezionale libertà di movimento nelle enormi arene in cui si svolgono le battaglie.

Dimps ha bilanciato meglio i vari tipi di attacchi e ha ritoccato anche le abilità speciali che, come in passato, potremo associare alla combinazione di un tasto dorsale o di entrambi i tasti dorsali con i quattro pulsanti frontali del joypad, per un totale di otto abilità che consumano il vigore o l'immancabile indicatore dell'aura. Sul fronte delle collisioni, lo sviluppatore sembrerebbe aver risolto i problemi degli scontri in mischia, ma permane qualche incertezza quando si scatenano le onde energetiche e gli attacchi a distanza che, a volte, si rifiutano proprio di colpire i nostri bersagli solo perché sono troppo distanti anche quando li abbiamo agganciati. In generale, comunque, Dragon Ball Xenoverse 2 ha tutta l'aria di essere il picchiaduro tridimensionale di Dragon Ball definitivo, dato che replica efficacemente quanto visto sul piccolo schermo per anni e anni, grazie anche alla fluidità offerta dal granitico frame rate a 60 fotogrammi. La beta ovviamente non ci ha permesso di giocare tutte le missioni, dato che la maggior parte era preclusa e i personaggi non giocanti ci invitavano a tornare nella versione finale del software; tuttavia abbiamo potuto constatare l'ottima varietà di incarichi e, soprattutto, il miglioramento sostanziale della frequenza con cui si ottengono le ricompense più importanti. Dimps sembrerebbe aver ridotto esponenzialmente il "grinding" delle missioni per sbloccare le abilità e i costumi più famosi, anche se - va detto - il rateo potrebbe essere stato incrementato soltanto in occasione della beta. In caso contrario, i giocatori riusciranno a mettere le mani sugli equipaggiamenti e sulle varie abilità molto più velocemente che in passato, il che sicuramente farà piacere ai veterani del primo Dragon Ball Xenoverse che dovranno ricominciare a collezionarli da capo. Alle missioni parallele e a quelle affidateci dai mentori si aggiungono ora le missioni esperto, praticamente delle "incursioni" in miniatura in cui combattere insieme ad altri sei giocatori contro boss giganteschi. Nonostante siano strutturate in modo interessante e ricordino in un certo senso le incursioni dei MMORPG, queste battaglie soffrono l'annoso problema della telecamera che Dimps non è ancora riuscito a risolvere: l'inquadratura impazzisce durante le azioni più frenetiche, ruotando o addirittura bloccandosi senza riuscire a offrire un campo visivo efficace in quelli che diventano ben presto degli scontri confusi e frustranti. Gli amanti del PvP competitivo, però, potranno mettere da parte le missioni cooperative per dedicarsi al torneo mondiale o alle semplice partite personalizzate o classificate che è possibile combattere nei panni del proprio alter ego o di uno dei personaggi storici di Dragon Ball. Nonostante il netcode sia visibilmente migliorato, ci auguriamo che Dimps risolva presto due problemi che hanno funestato la nostra esperienza in PvP: il primo riguarda i tempi di caricamento, veramente troppo lunghi, e il secondo un glitch gravissimo che fa scomparire l'avversario, il quale resta invisibile ai nostri occhi mentre ci riempie di botte da vicino e da lontano. Considerando che alcune abilità ci sono sembrate ancora poco equilibrate - per esempio, consumano poca aura ma infliggono una valanga di danni - possiamo dire con assoluta certezza che il PvP al momento è l'aspetto peggiore di quello che sembrerebbe essere davvero il sequel che i fan di Dragon Ball Xenoverse stavano aspettando.

CERTEZZE

  • Conton City è decisamente meglio di Toki Toki City
  • Tanto fanservice per gli appassionati di Dragon Ball
  • Il sistema di controllo è migliorato

DUBBI

  • Varietà delle missioni e qualità della storia da verificare
  • Il bilanciamento delle abilità non ci ha convinto
  • Alcuni bug gravissimi devono essere assolutamente risolti