Cinque cose che i giocatori odiano di...Cinque cose che i giocatori odiano delle… Versioni remaster 

Remake, remaster, reboot: basta, la gente non ne può più!

Cinque cose che i giocatori odiano di... è una rubrica che parla senza peli sulla lingua e con un pizzico di folle ironia, di tutte quelle cose che infastidiscono gran parte dell'utenza, e talvolta perfino i redattori. Perché tra i videogamer, non dimenticatelo, ci siamo anche noi!

Quella dei remake e dei remaster, cioè giochi riproposti come rifacimenti totali o semplici riedizioni con grafica migliorata, è ormai una pratica molto comune e diffusa tra le varie aziende distributrici di software. Ultima in ordine di tempo la raccolta dei tre Assassin's Creed con protagonista Ezio Auditore. Per molte compagnie è un modo come un altro per spremere quanto il più possibile un brand e ottenere il massimo guadagno quasi sempre col minimo sforzo. Per altre, quello più sicuro per "non sbagliare", puntando cioè su un marchio famoso e dunque "sicuro", piuttosto che su una nuova e rischiosa proprietà intellettuale. In ogni caso, è un "metodo" che sembra avere stufato molti utenti, probabilmente per la qualità di alcune di queste riproposte, e per la periodicità con la quale vengono sfornate da qualche tempo. In parecchi videogiocatori si è perfino venuto a "creare" quasi una sorta di dissenso verso le software house che propongono operazioni del genere. In tal senso, le cinque cose che la gente odia maggiormente sono il fatto che le remaster sono forse il sintomo della mancanza di idee originali, che talvolta sono fatte coi piedi e hanno un prezzo eccessivo considerando il "lavoro fatto". A questi tre "motivi" si aggiunge "l'odio" per coloro che comprano le edizioni rimasterizzate e, di contro, pure per quelli che non le vogliono neanche regalate, ma danno fastidio uguale perché rompono le scatole a chi le acquista accusandoli di essere "la rovina" del mercato dei videogiochi.

Ma possibile che nessun team di sviluppo abbia più idee originali o proponga qualcosa di nuovo?

Rimasterizziamoci tutti

Quando fatte come si deve, le riedizioni offrono in realtà la possibilità a chi non lo ha mai potuto fare di giocare a degli ottimi titoli del passato. Oppure a chi lo ha già fatto, di goderseli nuovamente a distanza di anni su piattaforme più recenti con una nuova veste grafica, e talvolta non solo quella. Come saprete, con il termine remaster si indica di solito un prodotto che viene ripubblicato su una "macchina" più recente e performante, con un adeguamento grafico e tecnico che di solito incide sulla risoluzione, sul dettaglio e sul frame rate, ma in certi casi perfino sulle modalità, visto che talvolta gli sviluppatori amano sistemare eventuali elementi che non funzionavano benissimo nell'originale, o inserire opzioni inedite. Cinque cose che i giocatori odiano delle… Versioni remaster Cinque cose che i giocatori odiano delle… Versioni remaster Eppure la cosa sembra far imbestialire una parte dell'utenza, che ritiene quelle appena descritte operazioni inutili, che tolgono tempo e risorse agli sviluppatori, a discapito magari di produzioni nuove e originali. Anzi, a volerla dire tutta, questo proliferare di remake, reboot e remaster non li fa neanche dormire la notte, e gli fa montare una certa rabbia visto che sarebbero a loro parere la prova certa di una preoccupante mancanza di idee innovative e originali da parte di molte aziende del settore, nonché la volontà di fare soldi facili. C'è gente che durante la notte si sveglia sudata urlando frasi apparentemente senza significato come "Remasterassoreta!", terrorizzando la sorellina più piccola nella stanza accanto, o che in stato semi catatonico è stato beccato a incidere col rossetto della mamma la parola REtSAMER sulla porta, novello Danny Torrance di Shining di Kubrick. Altri che non dormono per giorni impegnati in estenuanti discussioni online nei forum per perorare la causa e gridare al mondo intero il loro odio verso "certa paccottiglia" come la definiscono loro, e altri ancora che le tentano tutte per bloccare una collection in uscita, perfino le macumbe. Li riconosci, perché li vedi sul balcone mentre ripetono ossessivamente "klaatu barada nikto"e poi urlano "expecto patronum!" In realtà questi videogiocatori non sono totalmente contro: dal loro punto di vista l'idea alla base delle edizioni remaster può essere interessante, ma entro certi limiti e solo se queste operazioni di restyling riguardano giochi di una certa importanza, di almeno una generazione passata di console. Ma se il gioco originale è praticamente uscito ieri ed è fatto male, non se ne sente proprio il bisogno e monta il "secondo" motivo d'odio verso quella che viene considerata, come detto, un' inconcepibile operazione commerciale. Perché di questo passo, come detto, secondo loro si fa solo danno al mercato e si limita la fantasia di quegli sviluppatori che invece magari vorrebbero proporre qualcosa di nuovo ma non possono farlo perché impegnati su queste produzioni, o perché impauriti dalla prospettiva di vedersi messi da parte dai publisher più famosi che potrebbero non vedere di buon occhio chi si fa troppi scrupoli. È vero, però, che il mercato lo fanno anche gli acquirenti: e fino a quando queste edizioni "speciali" di "vecchi" giochi venderanno abbastanza da soddisfare le tasche dei publisher, nonostante talvolta il costo non certo irrisorio, allora probabilmente continueranno a uscire più o meno a getto continuo, per la disperazione di chi le odia.

Pensavo fosse un Pokémon, invece era un...

Qualcuno in Russia, spinto da quello che per la nostra casistica è il quarto motivo d'odio, cioè quello verso tutti coloro che finanziano proprio il mercato di queste edizioni, sembra in tal senso aver pensato di eliminare alla radice il problema, sequestrando per qualche tempo i compratori di queste raccolte. Il tempo almeno di far scemare l'interesse verso un determinato prodotto. Ma il piano è miseramente fallito dopo neanche un tentativo, grazie all'intervento della polizia che ha messo al fresco gli ideatori del piano. E a nulla sono valse le loro giustificazioni per farla franca, del tipo che in realtà non volevano rapire nessuno, che stavano giocando a Pokémon GO e che il tizio incaprettato nel loro cofano erano convinti fosse una rara sotto evoluzione di Pikachu. Cinque cose che i giocatori odiano delle… Versioni remaster Cinque cose che i giocatori odiano delle… Versioni remaster Uno degli agenti, dall'occhio lungo e noto appassionato dei Pokémon, li ha subito zittiti e messi spalle al muro, dicendogli che da quelle parti si trovano solo Zubat a qualsiasi ora. Cosa risaputa tra gli appassionati cacciatori, e quindi sarebbe stato impossibile per qualsiasi fan confondere un ragazzino pacioccoso con una creatura. Qualcuno ha pure provato a travestirsi da contenitore per la raccolta e piazzarsi davanti ai negozi di videogiochi per intercettare e bloccare a sorpresa i potenziali acquirenti delle edizioni rimasterizzate, ma ha fallito anche lui. Che poi, per la cronaca, c'è anche il rovescio della medaglia: questa "parte" di videogiocatori, quella cioè che compra, odia a sua volta chi disprezza loro e le edizioni rimasterizzate, al punto che se potessero, rimasterizzerebbero i loro antagonisti usando una PlayStation 4 come clava. In fondo, sostengono, se una cosa non ti piace, non la comprare, ma non fracassarci i cosiddetti con la tua morale, i tuoi commenti random sulle nuove proprietà intellettuali o sulle ali tarpate all'inventiva di artisti come Fumito Ueda, che poi magari quando esce un gioco come ICO lo schifi pure definendolo noioso e con una grafica antiquata, o pensi che The Last Guardian sia una specie di Nintendogs con creatura alata! Ben più odiosi, o fastidiosi se preferite, sono però i cosiddetti "Amici Fenomeni del So Tutto Io", cioè a dire tutti coloro che dicono di sapere vita, morte e miracoli sui videogame e sui loro autori, dal numero di piede di Hideo Kojima a quelli dei peli del naso di Shinji Mikami, e che accompagnano l'amico di turno a comprare una riedizione di un gioco decantandone la bontà, le qualità, e via discorrendo. Almeno fino a quando, una volta fatto l'acquisto, si ricorda per magia di un nuovo tripla A in arrivo in quei giorni, e la mena dicendo all'altro "eh, ma forse facevi meglio a risparmiare quei soldi per il titolo X o Y". Ma se fino a tre secondi prima mi hai rimbambito con sta raccolta! Molte amicizie di vecchia data si sono concluse davanti all'entrata di un centro commerciale o di un negozio di videogiochi, spesso con uno dei due ex amici spalmato sull'insegna dell'ingresso. Odiose remaster, quanti danni avete arrecato al mondo.