My Summer CarLa mia estate finlandese 

My Summer Car è uno sconclusionato racconto estivo, un grottesco quadro finlandese e un complesso simulatore che può trasformarsi una classifica di sventure letali degna dei Darwin Award

Il sipario di My Summer Car si apre tra le mura di in una casa brutta, una casa spartana e progettata da un pessimo architetto ma che può vantare una bella sauna. E la sauna è li perché ci troviamo nella Finlandia degli anni novanta, cosa rimarcata dal particolare sito di Amistech, sul cui suolo possiamo inseguire un sogno, quello di mettere su una macchina a partire dalla più piccola delle parti per poterla guidare attraverso le campagne del verdeggiante paese nord europeo. La natura ci attende non appena usciamo e per fortuna sole e colline verdeggianti rendono il tutto un po' meno squallido anche se è chiaro che il grosso del lavoro tecnico è stato riservato esclusivamente ai veicoli che sono indubbiamente centrali nell'esperienza. Le macchine, però, sono solo uno degli ingredienti di un titolo che parla di un'estate finlandese, nel bene e nel male, e lo fa mescolando due anime ben distinte. La mia estate finlandese La mia estate finlandese La prima è quella che trasuda goliardia e include morti improbabili, gestacci, getti di urina, imprecazioni estremamente volgari, post sbornia in un cimitero e bottiglie di birra svuotate in una golata che vengono lanciate mentre l'aria si riempe con un sonoro rutto. Tutti questi elementi caratterizzano fortemente un titolo che qualcuno ha definito autenticamente finlandese, un titolo che secondo il suo stesso sviluppatore è un incubo che però qualcuno deve realizzare e che fa di tutto, riuscendoci piuttosto bene, per distrarci dalla costruzione della nostra dannata carretta. Ed è qui che incontriamo la seconda anima di My Summer Car, quella seria che oltre a metterci nei panni di un meccanico e a darci la possibilità andare a zonzo su diversi veicoli, ci costringe a guidare macchine vintage ingovernabili e tiene conto del sonno, della fame e persino del bisogno di urinare, chiedendoci di curare tanto la macchina quanto il padrone. La sopravvivenza, insomma, è un elemento portante che include la necessità di guadagnare attraverso lavori occasionali e aggiunge l'elemento sfida a un titolo che pur consentendoci di gareggiare una volta completata la macchina ha il suo fulcro nel lento e complicato assemblaggio della macchina. Per fortuna My Summer Car ci aiuta nel posizionamento dei pezzi ma la fase di assemblaggio della macchina richiede comunque tempo a prescindere dalla dimestichezza con i motori che rappresenta comunque un grosso aiuto per pescare i pezzi corretti nell'ordine giusto, capire se manca qualcosa, non dimenticare di stringere viti e fare acquisti sensati. Quando manca l'esperienza tutto questo può diventare un estenuante puzzle, un massacrante "trial & error" capace di mettere in ginocchio anche i giocatori più tenaci sebbene sia possibile fuggire la frustrazione, almeno in parte, grazie all'inestimabile internet che include già qualche guida utile per non impazzire. Arrendersi o perdere tempo, comunque, fa parte integrante di un gioco che si vanta di includere una sauna funzionante e svariati veicoli con grandi portabagagli da riempire di birra.

My Summer Car mescola tuning, simulazione e goliardia nel segno del più sfrenato sadismo

Tra simulazione, follia e sadismo

Disponibile da qualche giorno in Early Access, My Summer Car ha fatto strage di cuori ma è ancora nel bel mezzo dello sviluppo e ci chiede di digerire un comparto tecnico a dir poco altalenante. Anche tenendo conto della natura modesta della produzione, è impossibile non storcere il naso di fronte a un gran numero di elementi realizzati approssimativamente. Tra texture ritagliate male e campionamenti audio di insetti capaci di portare un uomo alla follia, il primo approccio non è dei migliori anche se dietro le quinte il titolo Amistech Games include chicche come la possibilità di importare file audio .ogg da ascoltare attraverso le autoradio dei veicoli. Ma l'unica cosa che si salva davvero, lo abbiamo già detto, sono i veicoli, barche escluse, che sfoggiano modelli accettabili, meccaniche complesse e interni di ogni genere anche se l'unica auto che vanta il massimo della qualità è quella che stiamo costruendo e che potremmo non veder mai ultimata. A questi problemi vanno inoltre aggiunte le valanghe di bug che, complice la fisica ballerina, possono portare anche alla scomparsa di oggetti fondamentali come i pezzi del motore che sono ovviamente vitali per poter progredire nel gioco. La mia estate finlandese La mia estate finlandese Infine c'è la componente sandbox che soffre a causa di un mondo piuttosto desolato, di grossi limiti che includono immagini spiattellate al posto di interi pezzi di bosco e di meccaniche a dir poco semplici. Il nostro avatar, però, può compiere movimenti complessi, interagisce in punta di mouse con tutti gli oggetti e con tutte le componenti dei veicoli, costretto a compiere ogni singolo movimento a partire dal togliere il freno a mano a un trattore fino al trasportare la macchina senza ruote dentro al garage. Purtroppo al momento collisioni e bug possono rendere l'esperienza un vero incubo ma questa impostazione ci fa sentire il tempo sulla pelle, ci fa imprecare ogni qualvolta sbagliamo e trasforma la sagoma della vecchia Satsuma che stiamo ricostruendo in un vero e proprio personaggio. Ed è un personaggio simpatico, una supermini giapponese basata sulla Datsun 100A che può regalare soddisfazioni ma può anche ucciderci se sbagliamo qualcosa. In poche ore la vettura diventa un antagonista difficile da affrontare per chi mastica poco di motori ma che proprio per questo guadagna importanza e trova un suo ruolo nella forma di una leggendaria sfida forse irraggiungibile che fa da sfondo a una placida estate finlandese. Certo, la soddisfazione di arrivare alla fine non è da sottovalutare e dopo ci sono anche i rally, ma il modello di guida realistico, completo di opzioni specifiche e di supporto per il force feedback, lo possiamo sperimentare anche sul nostro furgoncino, a bordo del quale capita anche di morire per disidratazione se non si calcolano con attenzione benzina e rifornimenti. I negozi inoltre chiudono quando arriva la sera e di notte è sconsigliabile guidare a gran velocità vista l'elevato tasso di mortalità degli incidenti. Raggiunta una certa velocità gli schianti finiscono con uno spruzzo di sangue sul parabrezza, un lamento scomposto, una lunga canzone folk finlandese e un colorito giornale locale con una sola scritta comprensibile agli anglofoni che riporta la morte di un giovane uomo. Ed è una morte permanente che si sbarazza del nostro salvataggio mentre tracanniamo noi stessi una birra per trovare la forza di affrontare l'assemblaggio del motore da capo, per l'ennesima volta. Questo è My Summer Car, un titolo presentato come il cugino sbronzo di Jalopy, un viaggio sadico nei panni di un ubriacone che lavora saltuariamente e vuole sistemare la sua vecchia auto, una macchina infernale che molto probabilmente lo ucciderà. Il tutto tra furti d'auto impuniti, esplorazioni incaute e grassi finlandesi che perdono tempo sul patio della propria casa trangugiando birra. Purtroppo le lacune tecnologiche e la valanga di bug rappresentano ostacoli da non sottovalutare ma il sadico mix di serietà e follia funziona, portandoci a ritentare più l'impresa nonostante la fatica, il pericolo e la frustrazione. Proprio per questo crediamo che un pizzico di bilanciamento in più e qualche aggiunta, oltre alle continue rifiniture che vengono aggiunte patch dopo patch, potrebbero trasformare My Summer Car in un'esperienza da non sottovalutare anche se dedicata a una nicchia ben precisa di giocatori. Se fate parte di questa nicchia, e leggendo le poche righe di questo provato è facile capirlo, l'acquisto è consigliato anche in Early Access.

Consigliato

10

Lettori (1)

Pro

  • Un'intera auto da montare e migliorare pezzo per pezzo
  • Azzeccato mix tra sfida e toni goliardici
  • Piuttosto complesso e ricco di contenuti in relazione al prezzo

Contro

  • Tecnicamente lascia a desiderare da numerosi punti di vista
  • Tra fisica e collisioni il lavoro da fare è ancora parecchio
  • Il bilanciamento complessivo può migliorare