Un intenso Week end a Coloropoli  26

Le nostre impressioni dopo il global Test Fire di Splatoon 2

Nel 2015 Nintendo ha portato ai videogiocatori la propria idea di sparatutto, lasciando ovviamente che fossero Activision ed Electronic Arts a litigarsi le ambientazioni realistiche. Per la grande N la violenza doveva restare fuori anche dal genere dei TPS ed è così che l'idea vincente di Splatoon riusci a colpire esattamente il bersaglio, grazie alla proposta di un titolo originale in grado di rinnovare un intero genere.

In effetti cercare di colorare più porzioni dell'area di gioco piuttosto che contare solo sulle uccisioni o sulla conquista di obiettivi giungeva come un fulmine a ciel sereno sul mercato e trovarsi a "splattare" gli avversari in un turbinio di colori e personaggi cartoon risultava altresì sorprendentemente divertente. Anche i protagonisti di Splatoon erano originali: calamari umanoidi che potevano trasformarsi a piacimento per ricaricare le proprie munizioni, personalizzabili tra le altre cose sfruttando la piazza cittadina iniziale. Nonostante la trovata geniale c'erano però parecchi elementi che palesavano l'inesperienza di Nintendo nel campo degli shooter competitivi, in primis la mancanza della possibilità di cambiare gli armamenti durante una sessione e, secondariamente, una gestione della rotazione delle mappe che mai è parsa convincente. Passati due anni è giunto il tempo di tornare a calcare finalmente le arene della città di Coloropoli, ripresentatasi a noi questo week end grazie ad alcune sessioni multiplayer a cui non potevamo proprio sottrarci. Ci siamo così gettati a testa bassa con il nostro Nintendo Switch in battaglie mollusche rapide ed esaltanti, nella speranza di assaporare migliorie e scoprire qualche novità della produzione. Avremo trovato qualcosa di interessante?

Splatoon 2 è un evoluzione netta del primo capitolo, con più armi e un sacco di nuove trovate

A fuoco lento

Splatoon 2 non ha l'obiettivo di portare nuove idee rivoluzionarie, quanto piuttosto di migliorare le cose buone fatte dal suo predecessore e magari mettere una pezza alle mancanze. Il Test Fire di questo week end, come previsto, non ha però soddisfatto tutta la nostra curiosità mostrando davvero pochissime novità rilevanti.

Nintendo tace ovviamente sulla campagna singleplayer e non si sbilancia nemmeno sulle modalità di gioco o sul numero potenziale di personalizzazioni che ci saranno nella versione di finale di Splatoon 2. Anzi, per ora tutti questi argomenti vengono proprio omessi da qualsiasi presentazione, pure dal live in diretta dalla Treehouse. Accedendo alle partite il sesso e l'aspetto dei nostri Inkling vengono infatti scelti casualmente e l'unica decisione del giocatore risiede nelle armi da portare in battaglia. Quattro quelle disponibili in questa beta con una sola new entry importante, di cui vi parleremo tra un attimo. Il primo impatto non è stato dei migliori con questo Test Fire; il tutorial di presentazione, che riassume i comandi base senza svelare nessuna meccanica approfondita, si apre con il sistema di visuale gestito dal giroscopio, una soluzione che abbiamo trovato scomoda e imprecisa, soprattutto per il ritmo frenetico di gioco. Disattivato questo sistema di controllo il prima possibile le cose sono andate subito meglio con il pad pro che risulta periferica ottimale per giocare a Splatoon 2, seguito a ruota dagli ottimi Joy-Con, che funzionano egregiamente sia assemblati in modalità pad sia attaccati alla console in modalità portatile. Proprio sfruttando la portabilità il comparto tecnico di Splatoon 2 riesce a mascherare meglio le tante magagne ancora presenti. Il piccolo schermo di Switch mitiga infatti l'aliasing marcato delle superfici e nasconde alcune texture che, se osservate da vicino su schermi di maggiori dimensioni, mostrano un dettaglio non esattamente perfetto. Poco male, comunque: sono i colori sgargianti e le ambientazioni ricche di elementi scenici (molto più che nel primo capitolo) a rubare lo sguardo e distrarre il giocatore, che nel complesso difficilmente si soffermerà sulle minuzie. Nintendo punta ancora una volta sullo stile riuscendo nell'impresa, ma da Switch forse qualcosina in più ce era lecito aspettarsi.

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Splattati!

Quattro le armi a nostra disposizione durante questo Test Fire, ancora una vola selezionabili unicamente prima di entrare nel match. Tra le novità spiccano ovviamente le Splat Dualis, due armi semi automatiche che permettono un volume di fuoco a corto raggio davvero sorprendente e garantiscono anche una mobilità extra grazie alla quale prendere facilmente gli avversari alle spalle. In questo caso uccidere i nemici non è la chiave della vittoria, visto che sarà molto più importante coprire con l'inchiostro più terreno possibile, ma vi assicuriamo che riuscire a guadagnare qualche secondo di vantaggio colpendo gli altri Inkling potrebbe garantirvi la vittoria nelle partite più tese. Imbracciare le Dualis vi permette anche di effettuare due capriole di evasione in qualsiasi direzione, meccaniche ulteriori associate alle armi che speriamo vengano implementate anche tutte le restanti. Rimanendo in tema di armi arrivano poi tutta una serie di nuove mosse speciali dalla potenza devastante che si aggiungeranno, immaginiamo, ai vecchi loadout.

Abbiamo visto un jetpack grazie al quale sorvolare le mappe e lanciare bombe in giro per la mappa colorando vaste aree e uccidendo nemici velocemente, ma anche un lanciarazzi ad aggancio dalla potenza devastante che non lascia scampo ai piccoli Inkling e a mitragliatori di inchiostro pesanti efficacissimi sul corto/medio raggio. Ma anche i vecchi equipaggiamenti hanno subito diverse modifiche. Per giustificare un nuovo capitolo gli sviluppatori di Splatoon 2 hanno ovviamente lavorato assiduamente anche su tutti i modelli delle armi già esistenti, ridisegnandoli e aggiungendo diverse funzionalità e tipologie di utilizzo. Il rullo ad esempio può ora essere usato per lanciare un colpo di inchiostro in linea retta durante il salto, rendendolo funzionale anche sulla corta distanza piuttosto che come unica arma da corpo a corpo, e il fucile da cecchino può essere caricato prima di entrare in modalità calamaro per attacchi a sorpresa a distanza. L'altra novità più importante, e ciò su cui ci interrogavamo inizialmente, risiede ovviamente sulle nuove funzionalità della mappa, ora non più sempre presente sullo schermo del GamePad come accadeva su Wii U ma che deve essere invece richiamata attraverso la pressione di un tasto. È una meccanica indubbiamente più scomoda rispetto a quanto visto in passato ma a cui si fa presto l'abitudine, soprattutto grazie al fatto che ora, anche con la mappa esplosa, si può comunque continuare a giocare seguendo le icone a schermo, per un'azione che non conosce pause. Per garantire un rientro più rapido (scordatevi il rientro pratico cliccando direttamente sul GamePad se state giocando in modalità TV) è presente anche la possibilità di lanciarsi direttamente verso un compagno selezionandolo con la croce direzionale, soluzione comoda che vi consente di restare sempre nel vivo dell'azione. La costruzione delle mappe, infine, ci è sembrata più ricercata e sebbene solo due location fossero presenti durante questo Test Fire ne abbiamo apprezzato la complessità del level design, ricco di saliscendi ed elementi che bloccano le linee di vista, così come la presenza continua di griglie per passare tra i vari piani velocemente e creare strategie di gioco parecchio complesse. Splatoon 2 tenta insomma di riproporre un'esperienza di gioco molto vicina a quella del primo capitolo, infarcendola però di tante novità e una gigantesca mole di nuovi contenuti. Tra qualche mese potremo sapere quale sarà il risultato finale, per ora non possiamo che promuovere questa fase di beta e attendere il lancio con rinnovata fiducia.

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CERTEZZE

  • Gameplay sempre divertente
  • Un sacco di nuove mosse speciali
  • Mappe ben strutturate

DUBBI

  • Tecnicamente ancora migliorabile
  • Alcuni problemi del primo capitolo potrebbero tornare
  • Da verificare l'affidabilità dei server