Il punto sul prossimo capitolo  34

Dopo i festeggiamenti del quindicesimo anniversario e le ancora poche e fumose informazioni sul terzo capitolo, cosa possiamo realmente attenderci dalla conclusione di Kingdom Hearts?

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Siamo ad un passo dal traguardo e ciò su cui era possibile spendere produttivamente per indorare la pillola ai fan di Kingdom Hearts è stato fatto. Dopo una quantità di capitoli incommensurabile e tre collection, di cui due riedite proprio la scorsa settimana su PlayStation 4, siamo ormai al gran finale. L'ammiraglia Sony ha all'attivo tutti i nove capitoli finora pubblicati in quindici anni di vita della serie, anniversario festeggiato giusto qualche giorno fa. Alla luce di questi elementi e consapevoli del fatto che quando si tratta di Square Enix si deve essere pronti a tempi biblici, cerchiamo di fare chiarezza su ciò che sappiamo del prossimo Kingdom Hearts III.

Cosa possiamo attenderci da Kingdom Hearts III, alla luce del suo quindicesimo anniversario?

I Guardiani della Luce

Siamo tutti bene o male consapevoli di come il nuovo capitolo si prospetti ai nostri occhi. La battaglia tra Luce ed Oscurità si contenderà tra i Guardiani della Luce e la Nuova Organizzazione. Xehanort ha un solo scopo, conquistare i cuori di pura luce e tramite la X-Blade ristabilire la parità tra i due elementi. Per fare questo, sette guardiani si scontreranno con i tredici cuori oscuri, dando vita ad una nuova Guerra del Keyblade.

Da queste premesse prenderà vita quella che sarà, con ogni probabilità, la conclusione epica e sanguinaria della cosiddetta Xehanort Saga. Per quanto del gioco non si sia ancora visto praticamente nulla, le teorie dei fan sui possibili accadimenti sono ormai talmente tante che esiste sicuramente qualcuno nel calderone di internet che è riuscito ad estrapolare una soluzione il più vicino possibile a quella che sarà la realtà dei fatti. Kingdom Hearts è una serie frammentaria, fatta di tanti piccoli pezzi di un puzzle più grande e arioso, che da il meglio di se solo se si è disposti a dedicargli il giusto tempo e la giusta dedizione. È chiaro come la possibilità data attualmente ai cinquanta milioni di possessori di PlayStation 4, sia la mossa strategicamente migliore che Square Enix potesse fare. Per questo non facciamo fatica a credere che ciò porterà parecchia gente a scoprire un mondo dal quale si era tenuta ben lontana. Alla luce di quanto detto finora, le informazioni in nostro possesso su Kingdom Hearts III sono talmente frammentarie che è impossibile darne una visione coerente e puntata a chiarire quello che sarà l'arco narrativo. Possiamo però sicuramente ritrovare i dettagli rilasciati qua e là da quell'ormai lontano E3 del 2013, quando un trailer presentò al mondo un gioco del quale si vociferava già da almeno un lustro. Quattro anni dopo non è cambiato molto, Nomura è schivo riguardo lo stato dei lavori e puntualmente rimanda l'arrivo di nuove informazioni.

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Tanti mondi, una sola direzione

Dopo quindici anni di onorata carriera, anche i sassi sono a conoscenza della natura del gameplay di Kingdom Hearts. Il titolo è un action RPG di stampo giapponese, che si dipana attraverso un lungo canovaccio orizzontale e che si intreccia con le storie verticali dei singoli mondi che si visitano durante la campagna. Ognuno di questi prende spunto da un classico Disney o da uno dei nuovi franchise della casa di produzione audio-video più importante del mondo. Nel corso degli anni e dei capitoli si sono susseguiti una serie di mondi quasi sempre presenti, e ogni volta se ne sono anche aggiunti di nuovi, arrivando ad inserire una quantità di personaggi talmente ampia da fare fatica a tenere traccia del tutto.

Gli elementi importanti però sono sempre quelli. Vi rimandiamo allo speciale di un paio di giorni fa per scoprire quali sono i migliori personaggi originali della serie e ci soffermiamo su ciò che Birth by Sleep 0.2 ci ha permesso di comprendere del futuro capitolo. Il brevissimo prologo contenuto nella recente Kingdom Hearts HD 2.8, ci mette nei panni della maestra del keyblade Aqua. Seguendo una serie di semplici incarichi, questo assaggio arriva a ricollegarsi esattamente con il finale del primo Kingdom Hearts, facendoci vedere cosa accade dall'altra parte della grande porta. Il gioco non stravolge nulla del sistema di progressione, né cerca di modificare l'essenza del combattimento. Al contrario rimescola le carte in tavola inserendo tutta una serie di elementi che Nomura ha confermato presenti anche nel futuro terzo capitolo. Sappiamo quindi che in Kingdom Hearts III, gli stili di controllo di Birth by Sleep e il Fluimoto di Dream Drop Distance, saranno punto cardine del gameplay. Questi due elementi andranno ad aggiungersi ed amalgamarsi con i famosi "comandi di reazione" del secondo capitolo numerato, per prendere il definitivo nome di "comandi situazionali". Attaccando in determinate condizioni o con l'aiuto di specifici compagni, si potranno quindi attivare una serie di modifiche nello stile di movimento, fino a lanciare magie di livello potentissimo. Provare quello che Kingdom Hearts III potrebbe essere, non fa altro che aumentare la nostra voglia di mettere le mani sul prodotto finito ma, soprattutto, è il doppio salto generazionale a fare spavento.

Per quanto triste e malinconico possa essere, l'aver saltato uno step dell'industria ha giovato al titolo, restituendoci un colpo d'occhio impressionante, che è quello che è possibile notare dalle immagini e video che sono stati rilasciati in questi quattro anni. E così si può gioire di un titolo coloratissimo, popolato da creature sfavillanti e all'interno di mondi finalmente al passo con i tempi. Dite addio ai fondali bidimensionali e a stanze talmente opprimenti da risultare gabbie. Ora ogni mondo si presenta arioso, con spazi enormi e con una libertà di esplorazione senza precedenti. Non ci è ovviamente dato sapere l'estensione dei singoli mondi - sui quali Nomura ed il suo team stanno lavorando proprio in queste settimane -, né tanto meno quanti saranno, ma siamo ben fiducioso di trovarci di fronte il più bel Kingdom Hearts che potessimo avere, almeno a livello estetico. A questo si aggiunge un passaggio definitivo all'Unreal Engine 4 e all'idea, piuttosto recente, di realizzare nuovamente da zero tutti i modelli, piuttosto che aggiornarli come fatto con quelli di Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep. Se vogliamo, concludendo, l'unico vero punto interrogativo restano sempre le parole di Nomura, che ci fa sapere come i lavori siano ancora nel pieno del loro processo e che per avere in mano un Kingdom Hearts III come tutti ci aspettiamo, sarà necessario attendere ancora un po' di tempo. Ci erano state assicurate nuove informazioni durante l'inverno, ma ci si è limitati a mettere sul piatto un paio di foto e tante belle speranze, aprendo la strada alla stagione pre E3. Vero è che siamo qui da quindici anni, compiere anche il sedicesimo ci cambierà poco, purché sia la conclusione degna di una saga senza tempo, che porteremo per sempre con noi.

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