Le prime ore più indimenticabili  122

Alcuni videogiochi partono col botto, scopriamo insieme quali sono le migliori intro mai viste!

Esistono nella storia dei videogiochi alcuni titoli che ci hanno da subito attratti, gasati o semplicemente incuriositi dai primissimi istanti di gioco. Introduzioni a ritmo di musica, aperture simili a videoclip musicali, ritmate quasi fossero un film d'azione hollywoodiano oppure una canzone particolarmente azzeccata che ha saputo toccare alcune corde del nostro subconscio. Fatto sta che ci sono alcuni videogiochi che, solo dalla loro intro, hanno conquistato il nostro cuore. Premessa: non esiste ovviamente un metro di giudizio universale. Quando si sfiorano certe sensazioni, sentimenti e a volte la nostalgia non c'è classifica che tenga, ognuno ha i suoi in base al proprio vissuto, e siamo sicuri che oltre ai nostri dieci sapreste tirarne fuori altri cento altrettanto belli ed emozionanti. Certi momenti vengono indissolubilmente legati alle proprie esperienze di vita personali, particolari momenti che ci ricorderemo per sempre e che, accompagnati da alcuni giochi, si legano a noi attraverso emozioni irripetibili. Le introduzioni dei videogiochi, in modo molto simile a quanto succede con i trailer dei film, hanno la particolarità di provare a sviscerare il cuore dell'opera in pochi secondi, cercando di far capire al giocatore a cosa si troveranno davanti di lì a poco. Oggi vogliamo omaggiare dieci titoli che hanno saputo interpretare magistralmente questo concetto e che con le loro introduzioni pazzesche sono rimasti (e rimarranno) nei ricordi di milioni di giocatori come noi. Rigorosamente in ordine sparso!

Scopriamo insieme alcune intro altamente spettacolari nella storia dei videogiochi!

Shenmue

Eravamo a cavallo dell'anno 2000 e con il Millennium Bug alle porte, mezzo mondo guardava all'orologio ma noi no, noi ci stavano appena gustando l'inizio di quel meraviglioso Shenmue. Appena avviato il disco partiva quella introduzione pazzesca che mostrava al mondo cosa si poteva combinare con il processore grafico del SEGA Dreamcast, fondi pressoché illimitati (finì nel Guinness dei Primati come gioco più costoso della storia) e tanta pazienza di programmazione. I primi secondi vedono Ryo correre verso il proprio dojo attraverso una stradina tra un fitto bosco, casette e pali della luce, il tutto durante una bella nevicata. Bastò questo a farci strabuzzare gli occhi dalle orbite, non si era mai visto niente del genere, così fluido, così particolareggiato e perfettamente strutturato. Appena entrati nel dojo si consumava il dramma della morte del padre e già si capiva che Shenmue sarebbe stato un grande gioco di azione ma non solo: esplorazione, mistero, libertà. In quella introduzioni c'era tutto l'universo di Shenmue. Forse ancora oggi non esiste un gioco che ha segnato un solco così indelebile tra il "prima" e il "dopo".

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Half-Life

Pochi anni prima di Shen Mue, un certo Half-Life aveva saputo ridefinire il concetto stesso di introduzione al gioco. L'apertura del titolo Valve, maestosamente bella, era concepita come un film al cinema: credits che scorrevano a video, una breve parte guidata verso i laboratori di Black Mesa, poi un ufficiale che ci viene incontro e ci da il benvenuto negli accoglienti antri di Half-Life. La parte iniziale si dipana attraverso il laboratorio con la storia che prende corpo piano piano fino al disastroso incidente. L'introduzione studiata da Valve faceva da subito capire come fosse concepito l'intero gioco e le proprie peculiarità, mai viste fino ad allora peraltro. L'innovazione di Half-Life non fu a differenza di quanto in tanti sostengono "la trama", bensì come essa stessa veniva presentata al giocatore e si dipanava temporalmente a partire dall'introduzione stessa. In tutto il gioco non si perdeva mai il controllo del personaggio, ovvero il gioco non ci toglieva mai l'interazione. Non si sentiva mai la voce né ci si poteva guardare, favorendo così il coinvolgimento, ma soprattutto la trama veniva srotolata proprio durante il giocato senza le classiche scene di intermezzo.

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Final Fantasy VII

Il settimo capitolo dell'amata serie Square diede uno shock a milioni di giocatori nei suoi brevissimi minuti iniziali. Non viene ricordata per particolari innovazioni nel campo videoludico, bensì perché dava uno stacco netto a tutti i capitoli precedenti di Final Fantasy: il capitolo VII è il primo gioco della saga ad essere sviluppato con tutte le potenzialità della grafica 3D allora possibili su Playstation, contro i primi sei capitoli interamente in 2D. In realtà non tutto il motore di gioco era tridimensionale ma solo i modelli dei personaggi, gli scenari in battaglia e poco altro, mentre tutto il resto era prerenderizzato. Altro aspetto che rimase impresso fin dalla introduzione è l'ambientazione: se fino ad allora la saga era stata caratterizzata dal tipico fantasy medievale con solo alcuni elementi più moderni, nel settimo capitolo le cose erano diametralmente e inaspettatamente invertite. Il nuovo mondo era ambientato in epoca moderna, con elementi cyberpunk e futuristici; stavolta il fantasy faceva solo da contorno.

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The Last of Us

Una delle intro più emozionanti e coinvolgenti di sempre fu quella del pluri premiato capolavoro Naughty Dog: The Last of Us. Negli iniziali sedici minuti circa assistiamo al precipitare degli eventi in modo drammatico e narrato in perfetto stile hollywoodiano. L'introduzione parte in una tipica ambientazione familiare, calda e accogliente, dove padre e figlia si godono una tranquilla serata qualsiasi sul divano guardando la TV. Durante la notte, una volta addormentata la ragazzina, fuori inizia a succedere qualcosa. Ci svegliamo nei suoi panni girovagando per una casa perfettamente ricostruita in ogni minimo dettaglio, disordinata e maniacalmente riprodotta. La storia inizia a prendere forma attraverso giornali e televisione che incrociamo finché non incontriamo suo padre nella taverna principale. Ed ecco che un normale contesto familiare si trasforma nel peggiore degli incubi in pochissimi secondi: fuori sta imperversando una vera e propria guerra contro "gli infetti". Non a caso vinse il premio come miglior presentazione all'E3 dopo la sua uscita.

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The Witcher 3: Wild Hunt

L'introduzione di The Witcher 3 è sicuramente una delle più lodate e acclamate degli ultimi tempi, soprattutto in virtù dell'eccezionale voce e capacità recitativa dell'originale. Secondo molte fonti, anche se è difficile trovare i credits ufficiali, questa straordinaria capacità recitativa è ad opera dell'attore inglese Simon Templeman, vero e proprio talento vocale al lavoro da più di 30 anni nel cinema. È comparso egli stesso in film come Star Trek: The Next Generation, serie TV come ER, 24, Angel, Modern Family, e prestato la propria profondissima voce per videogiochi come Dragon Age: Origins, Uncharted, Star Wars: The Old Republic, Mass Effect, Diablo, Dead Space e tantissimi altri. L'accento "british" e la grande enfasi nel raccontarci l'incipit della storia rendono questa introduzione una delle più coinvolgenti di sempre, perfetta per farci entrare nell'ambientazione fantasy medievale del gioco.

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Mass Effect 2

A prescindere dal fatto che il secondo capitolo di Mass Effect sia uno dei più amati della serie, nonché uno dei giochi più riusciti degli ultimi anni grazie a una BioWare in gran forma, in molti non dimenticheranno mai la splendida e potentissima introduzione del gioco: una delle più riuscite e spettacolari di sempre. Il titolo si apre con una sequenza cinematografica ambientata poche settimane dopo gli eventi del primo capitolo, nel 2183 d.C.. La Normandy SR-1, impiegata nella ricerca ed eliminazione degli ultimi Geth, viene attaccata da una gigantesca astronave aliena. L'attacco ha successo e la nave di Shepard precipita rovinosamente verso l'atmosfera, facendolo balzare nello spazio senza ossigeno in una sequenza veramente memorabile e incredibilmente emozionante.

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Uncharted 2

Chiunque ha avuto una PlayStation 3 non può non essersi gustato Uncharted 2. E chiunque abbia giocato il titolo Naughy Dog non può essersi dimenticato la spettacolare introduzione tutta azione e fiato sospeso che assomiglia molto a una scena di Fast and Furious al cinema. La casa di produzione americana è quindi una maestra nel creare partenze a razzo per i propri giochi, introduzioni storiche che rimarranno nella memoria collettiva di questa generazione: un sanguinante Nathan Drake si risveglia sul sedile di un treno deragliato sul ciglio di una montagna innevata. L'intera introduzione giocabile ci vede protagonisti all'interno del convoglio con lo scopo di salvarci la pelle, attraverso funamboliche prestazioni da rocciatore di montagna Nathan riesce piano piano, e ferito, a tirarsi su dai vagoni e a scalare il treno penzolante sul ciglio del pendio. Una scena ricca di suspense e ben congegnata anche dal punto di vista del gameplay, che ricorda a tratti le arrampicate di Shadow of the Colossus e Assassin's Creed.

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BioShock

Una delle intro più curate ed emozionanti di sempre è sicuramente quella del primo BioShock, nella quale il protagonista Jack, sopravvissuto a un incidente aereo, si imbatte per caso in un misterioso faro in mezzo all'oceano, apparentemente senza alcun senso. Ben presto si renderà conto che si tratta di un passaggio verso le profondità marine che lo porterà direttamente a Rapture, una città sommersa fondata da un ricco mecenate con propositi filantropici. L'arrivo all'interno di una batisfera rimanda un po' a quello di Half-Life, e la storia inizia a prendere forma proprio davanti agli occhi del protagonista che vive tutta l'avventura in soggettiva. L'introduzione di BioShock è considerata una delle più belle di sempre perché attraverso quei pochi minuti iniziali riesce a concentrare tutto lo spirito del gioco: mistero, avventura, horror e azione sono presentati al meglio delle possibilità con un concentrato adrenalinico senza uguali nel mondo dei videogiochi.

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Crysis 2

Crysis è una di quelle saghe che ha saputo ridefinire alcuni concetti legati al mondo dei videogiochi, primo tra tutti il realismo grafico. La spettacolare introduzione al gioco del secondo capitolo è uno dei momenti visivamente più incredibili mai visti su un monitor, uscito ormai sei anni fa ad opera di Crytek mostrava per la prima volta tutte le potenzialità del nuovo motore 3D CryENGINE 3. La scena iniziale sottomarina è accompagnata inoltre da una colonna sonora d'eccezione firmata dal premio Oscar Hans Zimmer. Dopo i primi cinque minuti parte la sigla di apertura vera e propria in pieno stile cinematografico con un ritmo pazzesco e una qualità visiva mai vista in precedenza. Nonostante sia passato già molto tempo dalla sua prima uscita, a tutt'oggi rimane una delle più belle e spettacolari introduzioni a un videogioco mai viste.

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Soul Blade

Ultima ma non ultima per affetto e bellezza vogliamo inserire una sigla che funge da introduzione a uno dei picchiaduro più apprezzati di qualche generazione fa. Tra le decine e decine di canzoni che sono state usate come apertura, ricordiamo tra le migliori Exciter di Dead or Alive 2, Soul of a Man in Mad Max, i classici sega come Sonic Adventure, Jet Set Radio o Crazy Taxi ma anche classici come quello di David Bowie in Omikron: The Nomad Soul, vogliamo ricordarne una a caso che è rimasta nel cuore un po' di tutti ovvero la bellissima introduzione di Soul Blade, ovvero il primo capitolo della serie di Soul Calibur uscito nel 1995 in sala giochi e poco dopo su console ad opera di Namco. La qualità visiva della introduzione di Soul Blade all'epoca rappresentava qualcosa di raramente visto prima su una TV casalinga, e tutt'ora in molti la ricordano con affetto.