Normandia portami via  10

Con Steel Division: Normandy 44, Paradox è tornata agli strategici in tempo reale, ma senza abbandonare le grandi guerre: lo abbiamo provato alla Paradox Con di Stoccolma

Paradox ormai non è semplicemente un publisher, bensì una sorta di magnate della strategia, sotto il cui controllo confluiscono sempre più talentuosi sviluppatori fortemente legati all'idea classica di "gioco strategico". Gli Eugen Systems - famosi per R.U.S.E., Act of Aggression e i Wargame - erano chiaramente un candidato ideale per entrare a far parte del gruppetto, e hanno deciso di farlo con Steel Division: Normandy 44, un gioco che da una parte sottolinea quanto il team sia pessimo a dare nomi ai propri giochi, e dall'altra chiarisce subito quale sia il periodo storico trattato: la seconda guerra mondiale. Gli Eugen sono una garanzia nel genere, ma è anche vero che il loro stile sembra essere mutato poco di titolo in titolo, dunque ci siamo avvicinati a Steel Division con l'intenzione di scoprire le novità introdotte nella tipica formula utilizzata dalla casa, e di vedere quanto questa è migliorata negli anni. Ad aspettarci abbiamo trovato un gioco fedele alla visione generale dei suoi creatori, ma indubbiamente di qualità per gli amanti del genere. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Steel Division: Normandy 44 è il nuovo RTS di Eugen Systems. Lo abbiamo provato alla Paradox Con!

Al centro del conflitto

Nella sala dedicata alla prova del gioco il creative director, Alexis Le Dressay, non ci ha messo molto a dirci la sua sullo stato del genere e a spiegarci il piano del team per Steel Division: "Le campagne degli strategici in tempo reale sono diventate noiose", ha precisato, " sono piene di script e momenti morti. Noi vogliamo fare una cosa diversa, varie campagne che mettano il giocatore sempre al centro della battaglia, con missioni create per farlo sentire un vero comandante".

Un'opinione sensata, seppur non inattaccabile, che ben si rispecchia in ciò che abbiamo provato in fiera, visto che sui computer presenti c'erano alcune missioni di due delle tre campagne previste per il gioco finito, e che in entrambe gli scontri cominciavano dopo pochi secondi dalla partenza. Ma parliamo proprio delle campagne, perché la difficoltà pare dipenda proprio dalla forza militare scelta tra USA, Germania e Inghilterra. Sembra inoltre sia la campagna americana quella più facile da affrontare, laddove quella inglese e tedesca vanteranno un livello di sfida più elevato con alcuni picchi cattivelli sul finale. Indipendentemente dalla nazione selezionata, ad ogni modo, ci si ritrova sempre ad affrontare missioni nei panni del comandante di una divisione militare ben addestrata, con a disposizione unità variabili divise per tipo (artiglieria, mezzi pesanti, fanteria, supporto e quant'altro) e spesso appaiati ad altre divisioni guidate dall'intelligenza artificiale, che affronteranno il nemico in vostra compagnia. Le unità peraltro non sono predefinite, ma vanno scelte da varie carte preimpostate prima di entrare in azione, che vantano valori variabili e vengono utilizzate per chiamare rinforzi mentre si svolge la missione. Il planning dunque inizia prima ancora della battaglia, eppure una volta sul campo non è certo il caso di abbassare la guardia: in puro stile Eugen le mappe sono enormi (con il solito zoom che parte da distanza elevatissima e può avvicinarsi fino a inquadrare una singola unità), il terreno dona vantaggi concreti alle truppe, e l'uso delle unità giuste al momento giusto è indispensabile per non soccombere.

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La guerra lampo non è qui

Ad esempio, se i nemici si sono barricati in un gruppo di edifici attorno a una piazza, non pensiate nemmeno per un momento di poterli stanare con la fanteria semplice, ritroverete le vostre truppe bloccate sotto a una pioggia di piombo e impossibilitate ad avanzare; l'artiglieria e i mezzi pesanti saranno la vostra unica salvezza in una situazione simile, e non potrete nemmeno utilizzarle in ogni missione, perché le carte selezionabili sono limitate in base al compito (anche se la divisione in fasi di cui si parlava nella nostra precedente preview non ci è sembrata un elemento centrale nella campagna, visto che era solo la valuta interna a decidere quali unità fossero richiamabili sulla mappa e quali no).

Non è tutto, poiché i rinforzi che inevitabilmente vi troverete a schierare dopo le prime sparatorie arriveranno dall'esterno della mappa a bordo di veicoli da trasporto, e dovrete pertanto schierarli oculatamente con un po' di anticipo, perché spesso non saranno in grado di raggiungere rapidamente le zone calde. Calcolare malamente quali truppe usare in Steel Division è, in parole povere, un suicidio, e va sempre evitato; solo gli alleati controllati dall'intelligenza artificiale potranno salvarvi in caso di eventuali errori di questo tipo. Per la cronaca, se vi aspettate uno strategico con un ritmo forsennato girate i tacchi: Steel Division è lento, calcolato e costruito attorno al posizionamento delle unità, al lento avanzare sulla mappa e alla difesa dei punti conquistati. I colori che contraddistinguono le zone visibili, quelle controllate dagli alleati e quelle dominate dai nemici si allargano e restringono con grande calma, e anche nei momenti più concitati le proprie truppe ci mettono del tempo prima di uscire vincitrici dagli scontri o arrendersi ai colpi del nemico. Lo stile di Eugen è questo e non accenna a cambiare, così come non cambia la solidità tecnica dei loro giochi, perché Normandy 44 fa davvero una certa scena con le sue ambientazioni ricche di vegetazione e il livello di dettaglio notevole delle truppe una volta zoomato a dovere sulla mappa. Noi, provando le missioni disponibili, ci siamo divertiti, trovandoci a tratti anche in difficoltà durante la campagna tedesca (e non siamo proprio "di primo pelo" in quanto a esperienza con questo genere di giochi); resta da vedere se la qualità delle stesse si manterrà effettivamente elevata per ben tre campagne, e cos'altro avrà da offrire il gioco al lancio.

CERTEZZE

  • Gameplay lento, estremamente tattico e funzionale
  • Tecnicamente lodevole
  • Ben tre campagne di difficoltà variabile

DUBBI

  • Non si discosta molto dallo stile Eugen e dalla tipica lentezza dei loro giochi
  • Difficile dire se le campagne risulteranno interessanti per tutta la loro durata