The Crew 2: correre dovunque  26

Il seguito di The Crew vuole a tutti i costi fare tesoro dei pregi del titolo originale, eliminando tutti i suoi difetti

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PlayStation 4

È difficile capire come debbano muoversi i giochi di corse arcade ultimamente. I titoli automobilistici simulativi e sportivi contano ormai su nicchie di appassionati di dimensioni ben definite ed escono di rado dal seminato, preferendo puntare al perfezionamento di caratteristiche già note piuttosto che all'introduzione di nuovi elementi. Quelli più caotici e divertenti, invece, sembrano ormai da tempo aver perso la strada rispetto ai tempi gloriosi di Burnout Paradise e Need for Speed Underground, imprigionati in un limbo dove gli sviluppatori tentano solo timidamente di ritornare agli antichi fasti senza mai rischiare fino in fondo. Ubisoft questa situazione di stallo deve averla notata, o non si spiegherebbe la scelta di buttarsi nel genere con The Crew, un titolo che sulla carta aveva tutto ciò di cui un racing arcade aveva bisogno. Eppure - plausibilmente per l'inesperienza del team nella produzione di opere simili - la nuova proprietà intellettuale del colosso francese non è riuscita a convincere del tutto la critica, ottenendo una nomea positiva più per il tentativo di fare qualcosa di diverso dal solito che per l'effettiva riuscita del piano. All'E3 di Los Angeles era presente l'inevitabile seguito, e aspettandoci dei dovuti miglioramenti alla formula lo abbiamo approcciato con discreto ottimismo. La demo ci ha dato una dimostrazione di forza sensibilmente superiore alle aspettative.

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La gravità non ci fermerà

Ciò che rende The Crew 2 così affascinante è la sua idea di fondo, che sembra essersi leggermente distaccata dal primo capitolo per avvicinarsi di più a un'evoluzione dei già citati Burnout Paradise e Underground. Qua però non ci sono delle città da esplorare, ma l'intera mappa statunitense, con una miriade di eventi sparsi qua e là e una fortissima enfasi su competizioni e tuning dei veicoli (chiaramente con una gran massa di modifiche estetiche, tanto amate da chi su Underground ha passato la gioventù a "intamarrire" per bene il suo bolide). Laddove però l'arcade medio offre una manciata di tipi di veicoli tra cui scegliere, il lavoro di Ubisoft fa il passo successivo, dando la possibilità di esplorare e gareggiare a bordo di macchine da corsa, veicoli offroad, motoscafi, motociclette e agili aeroplani. Sì, avete capito bene, qui si corre in strada, fuori strada, in acqua e in cielo; e il bello è che se non si sta partecipando a una competizione è possibile passare dall'uno all'altro veicolo istantaneamente, con effetti spesso esilaranti (volete arrivare in cima a un palazzo su un aereo, buttarvi giù dal tetto con l'auto e sfondare il baracchino degli hot-dog della strada sottostante con un motoscafo in caduta libera? Potrete farlo).

Quanto questa chance si manterrà fresca e divertente nel gioco finale non è dato saperlo - potrebbe anche risultare un trucchetto di poco conto ora della fine - eppure nelle competizioni acquista immediatamente tutto un altro spessore, poiché The Crew 2 offre gare miste con transizioni secche che permettono al giocatore di provare tutte le tipologie di veicolo in una singola sfida. Questi eventi sono notevoli, non tanto perché la transizione è stilisticamente molto riuscita (la trasformazione del terreno ricorda da vicino i mutamenti onirici di Inception, per dire) ma perché si tratta di affrontare tre discipline molto diverse tra loro in una botta sola, con l'adrenalina a mille. Il tutto poi viene ulteriormente rafforzato dalle migliorie al sistema di guida, di cui il marchio aveva enormemente bisogno.

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Saponetta adieu

L'effetto "saponetta" delle auto del predecessore lo ricordiamo tutti, e anche se con un po' di pratica ci si faceva il callo non era facile appaiare The Crew ai classici del genere, proprio a causa del suo modello di guida instabile e poco soddisfacente. Con The Crew 2, dunque, Ubisoft ha deciso di ascoltare i fan e di ritoccare il gameplay, aumentando molto peso e fisicità dei mezzi, ma mantenendo comunque la possibilità di slittare brutalmente dopo le frenate ad alta velocità. Il risultato è un titolo dove il controllo su strada dona delle belle soddisfazioni e i curvoni vanno gestiti con furbizia, ma le meccaniche non sono eccessivamente punitive in virtù del "drift controllato" che ogni macchina può eseguire una volta schiacciato il pedale del freno. Insomma, un sistema calcolato piuttosto bene, che sicuramente dà la paga a quello del predecessore pur non tagliando del tutto i ponti con lui. Aerei e motoscafi donano soddisfazioni simili, ma ci sono parsi meno approfonditi rispetto al resto, pur vantando unicità interessanti.

Attenzione, qualche difetto c'è: l'intelligenza artificiale sfrutta ancora il solito "effetto elastico" per mantenere adrenaliniche le competizioni, una cosa che pur rendendo tiratissima l'esperienza dimostra una scarsa volontà di lavorare sui comportamenti degli avversari a dovere, e può risultare irritante a tratti. Inoltre l'altra specialità, l'offroad, ha ancora molto da dimostrare. Da una parte prova che Ubisoft ha l'orecchio teso verso i fan, poiché la possibilità di tagliare i percorsi di certe competizioni nel primo The Crew è stata fondamentalmente trasformata in una disciplina a sé stante, con l'aggiunta di numerosi ostacoli che rendono difficile raggiungere i checkpoint sgasando tra monti e pianure; si parla però di corse lentine, caotiche e con risultati un po' casuali, che forse vanno ancora leggermente ritoccate. Il tipo di gara aggiunge ad ogni modo varietà e divertimento a un gioco già ricchissimo di contenuti, e lo consideriamo una aggiunta positiva. Non ci esprimiamo invece sul comparto tecnico, perché abbiamo notato qualche pop in di troppo avanzando per le estese mappe di gioco, ma trattandosi di una pre-alfa tutto può ancora cambiare.

Forse gli sviluppatori non lo hanno detto apertamente, ma è chiaro come The Crew 2 voglia raggiungere tutti gli obiettivi mancati dal suo predecessore. Questo titolo di Ubisoft vuole conquistare la cima dei giochi di corse arcade, e ha deciso di farlo puntando tutto su varietà, contenuti e tuning, con le dovute migliorie e un comparto multiplayer che - seppur non testabile all'E3 - non dubitiamo sarà a dir poco massiccio nel titolo completo. Ce la farà? Stavolta, secondo noi, è possibile.

CERTEZZE

  • Gli eventi misti sono spassosi e variegati
  • Formula più incentrata su competizioni ed esplorazione
  • Modello di guida migliorato

DUBBI

  • L'offroad non ci convince del tutto
  • Intelligenza artificiale con "effetto elastico"